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Andrea Leone Tottola
Zelmira

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  • ATTO PRIMO
    • SCENA PRIMA
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SCENA PRIMA
La notte è vicina al suo termine. Vari
gruppi di guerrieri di Mitilene sbigottiti
attraversano la scena; altri vi si aggirano
nel massimo disordine; indi Leucippo, infine
Antenore.

TALUNI DE' GUERRIERI
Oh sciagura!

ALTRI
Oh infausto evento!

I PRIMI
Dei!
qual notte!

GLI ALTRI
Oh tradimento!

TUTTI
Mi si agghiaccia in seno il cor!

LEUCIPPO
(giungendo premuroso)
Ciel! che avvenne?

CORO
Accorri, o forte.
Sappi… oh pena!

LEUCIPPO
E che?

CORO
Trafitto
Sulle piume... in grembo a morte
Giace Azor.

LEUCIPPO
Che ascolto! Azor!
E qual man lo ha trucidato?

CORO
Ah! s'ignora...

LEUCIPPO
Oh prence amato!
Tu rapito al nostro amor?
Su vendetta! e che si aspetta?
Si conosca il traditor.

CORO
Sì, ti affretta alla vendetta!
Fia punito il traditor.

ANTENORE
(fingendo il massimo smarrimento)
Che vidi! amici, oh eccesso!
il prence è spoglia esangue.
Il mio vigor già langue...
Mi opprime lo stupor.
Odo le tue querele
Spettro fremente, irato...
Ma il malfattor crudele,
Che ha il sangue tuo versato,
Fra l'ombre degli abissi
Dovrà seguirti or or.

LEUCIPPO
In te il suo vindice
Ciascuno addita:
Di Azorre Antenore
Sia successor.

CORO
Sì, regna, o principe:
Al tron t'invita
Il voto unanime
Del nostro cor.

ANTENORE
(Sorte! secondami!
Quest'alma ardita
Va il prezzo a cogliere
Del tuo favor.)

LEUCIPPO
Della tenda real la doppia soglia
A' veglianti custodi
Affidata non fu?

ANTENORE
Li opprime ancora
Narcotico liquor, che loro ad arte
Forse apprestò la iniqua man, che avea
Impugnato l’acciar.

LEUCIPPO
Ma indarno speri
Sottrarsi il reo dal fulmine, che il persegue
Nelle tenebre istesse, ov'ei securo
Crede avvolger suoi falli. E v'ha misfatto,
Che da' profondi abissi al chiaro lume
Non tragge ognor co' suoi prodigi il Nume?

ANTENORE
Tutte di Lesbo, o fidi,
Si percorran le vie; di Argo lo sguardo
Abbia ciascun: cade la notte, e forse
Qui d'intorno si aggira
Il colpevole ancora; a ravvisarlo
Vi sarà guida il Ciel.
(I guerrieri partono per vari sentieri).

LEUCIPPO Siam soli.

ANTENORE
(abbracciandolo)
Oh amico!

LEUCIPPO
Brami di più? di Lesbo e Mitilene
Già il soglio è tuo: ne sgombra a te il sentiero
Questa destra, che tinta
È del sangue di Azor.

ANTENORE
Non basta: estinta
De' Re di Lesbo ancora
Non è la prole, e di Zelmira il figlio...

LEUCIPPO
L'empia sua madre, che la tomba schiuse
Al vecchio genitor, tolse ogni dritto
Sul tron degli avi al germe
Di un principe stranier.

ANTENORE
Farla più rea
Ne gioverà, Leucippo.

LEUCIPPO
Il mio disegno
Penetrasti, o signor. Le fila ordite
Già son, perché si creda
Della morte di Azor Zelmira autrice.

ANTENORE
A te mi affido.

LEUCIPPO
Io volo
L'opra a compir.

ANTENORE
Va', mio sostegno. Oh quale
Ben dovuta mercede
A te la mia riconoscenza appresta!

LEUCIPPO
Regna felice, e la mercede è questa.
(Partono per vie opposte).




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