|
SCENA SETTIMA
Antenore, indi Leucippo, poi Ilo di nuovo, in
fine sacerdoti dal tempio.
ANTENORE
T'intendo, istabil Diva, e 'l crin
che mi offri,
Audace io stringerò. Di Lesbo al lido
Giunse l'iliaco Prence, e fra breve
ora
Al trucidato Azorre, al Rege
estinto
Avrà pari il destin. Insidia ed arte,
Onde assopirlo e quindi
Sorprenderlo all'agguato,
Mancar non mi saprà.
LEUCIPPO
Tutto risponde
A' tuoi voti, o signor: da me sedotto
Di Lesbo e Mitilene
Il volgo ed il guerrier, crede in Zelmira
L'omicida di Azor.
ANTENORE
Novello inciampo
A' miei disegni Ilo qui venne: al figlio
Il diadema degli avi
Sempre intento a serbar, l'armi di Troia
Può muovere a mio danno.
LEUCIPPO
Ebben col figlio
Cada egli stesso.
ANTENORE
Oh mio verace amico!
Da sì grave periglio
Basti a trarmi il tuo braccio, il tuo consiglio.
ILO
(fremendo)
Quai delitti! che
intesi! oh Polidoro!
Oh Lesbo sventurata!
LEUCIPPO
(Eccolo!)
ANTENORE
(E freme!
Secondami.)
ILO
Si fugga
Da una tigre, che tinta
È del sangue paterno… oh infausto lido,
Dove natura è conculcata, oppressa!
ANTENORE
Ilo!
LEUCIPPO
Signor!
ANTENORE
Sei tu? qual rio destino
Ti trasse in Lesbo?
LEUCIPPO
Alla crudel consorte,
Avida di tua morte,
Vieni tu stesso ad immolarti?
ILO
Antenore!
Dell'oppressor di Lesbo
Empio seguace! ah! nel mirarti io fremo!
ANTENORE
Qual fallo è il mio? della spergiura sposa
La barbarie ne incolpa. Occulto affetto
Ad Azor la stringea.
Movesti appena
Da Lesbo il piè, che l'empia a queste spiagge
Le armi affrettò del tuo rivale, e poi
Al suo furente ed impudico ardore
Patria immolò, consorte e genitore.
ILO
Ah! più non reggo! anima
infida! e puoi
Tanto infingerti meco?
Esagerarmi l'amoroso affanno?
ANTENORE
Arme usata è per lei scaltrito inganno.
Mentre qual fiera ingorda
Arma a ferir l'artiglio,
Su i labbri suoi, nel ciglio
Par che sorrida Amor.
Intrepida e sicura,
Fede e costanza giura,
Ma di costanza e fede
Frange le leggi ognor.
Sì triste ritorte,
O Prence infelice!
La barbara sorte
Avvinse per te!
ILO
Oh barbara sorte!
Mio core infelice!
Oh iniqua consorte!
Tradirmi, e perché?
(Dal tempio a passo grave si avanzano i
sacerdoti, e giunti ad Antenore, lo circondano
e parlano in tuono fatidico e misterioso).
ANTENORE
Ma i sacri ministri
Che chiedon da me?
SACERDOTI
Di luce sfavillante
Un raggio balenò.
La voce del Tonante
Nel tempio risuonò.
"Antenore di Lesbo
Sia difensor, sostegno:
È a lui dovuto un regno,
Che tanto meritò."
ILO
(Oh smania atroce!)
(Parte).
ANTENORE
(Oh giubilo!)
LEUCIPPO
Vieni la fronte a cingere
Del real serto...
SACERDOTI
Ai popoli
Vieni a donar la pace.
LEUCIPPO e SACERDOTI
Lesbo dolente e misera
Sciolga da' lacci il piè.
ANTENORE
(Ah! dopo tanti palpiti
Contenta è alfin quest'anima!
Non che non posso esprimere
Qual gioia io sento in me!)
LEUCIPPO e CORO
Di guerra il grido infausta
Dovrà cessar per te.
(Antenore e Leucippo partono tra'
sacerdoti).
|