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SCENA SECONDA
Coro di damigelle seguaci di Zelmira, indi
Emma, escono successivamente da un lato
osservando con ansietà se vi sia alcuno
nella sala e ne' luoghi vicini.
CORO
Pian piano inoltrisi;
Sia cauto il piede.
UNA PARTE DEL CORO
Se alcuno scopreci,
Se alcun ci vede
Perduto è il misero,
Perdute siamo!
(verso la scena con voce più ferma ad
Emma)
Vieni. Rincorati.
Deserto è il loco.
Ancor per poco
Si tremerà.
EMMA COL FANCIULLO
Eccolo: A voi l'affido.
Oh dell'afflitta Lesbo amata speme!
Su te veglin gli Dei! Ver
l'antro cupo
Due il traggan di voi. L'altre
qui meco
Sorveglino il nemico, e calde intanto
Mandiamo ai sommi Dei preci nel pianto.
(Partono le due damigelle col fanciullo).
Ciel pietoso, ciel
clemente
Il bel pegno a te confido!
Salverai tu l'innocente,
D'una madre avrai pietà.
(Sbigottita come chi ode rumore improvviso)
Ma... che sento?
(alle compagne)
alcun s'appressa?
Ah! correte: i petti imbelli
A que' barbari opponete:
Bel morir la vita onora.
CORO
Pronte siamo. Il sangue ancora
Sì, per lui si verserà.
(Le damigelle si volgono verso le avvenute
della sala, osservando da diverse parti, poi
tornano).
Non temer. Serena il ciglio:
Questa è l'aura. Il regal figlio
Mentre parli è salvo già.
EMMA
Ah se è ver, di quel ch'io
sento,
No, più amabile contento
Non si trova, non si dà.
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