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SCENA QUINTA
Polidoro, condotto da Leucippo, e guardie.
POLIDORO
Sì, mi uccidete, o barbari,
Ma presso alla mia figlia.
ZELMIRA
Oh sventurato!
Io stessa... io sì... la barbara son io.
Che tronca i giorni tuoi... morte! a
che tardi?
Fa' che mi uccida il mio crudele affanno!
EMMA e POLIDORO
Oh momento!
ANTENORE
(Oh piacer!)
LEUCIPPO
(Felice inganno!)
ANTENORE
(a Polidoro)
Ne' lacci miei cadesti,
(a Zelmira)
Già l'artifizio è vinto:
E il genitore estinto
A' piedi tuoi cadrà.
POLIDORO
Se del mio sangue hai sete,
Spietato! il colpo appresta;
Di morte è più molesta
A me la tua viltà.
ZELMIRA
Me sola uccidi... io sola
Seppi smaltir l'inganno...
Io del tuo cor tiranno
Sfidai la crudeltà.
LEUCIPPO
No... fia maggior tormento
Per te vederlo oppresso...
EMMA
(Oh di furore eccesso!
Oh nuova iniquità!)
ZELMIRA e POLIDORO
(Ah! m'illuse un sol momento!
Mi credei felice appieno,
Ma sparì qual nebbia al vento
La speranza dal mio cor.)
ANTENORE e LEUCIPPO
(Più del fato io non pavento,
A me fausto arride appieno,
E sparì qual nebbia al vento
Ogni tema dal mio cor.)
EMMA
(L'ha sedotta un sol momento,
E perduto ha il genitor.)
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