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SCENA OTTAVA
Polidoro è svenuto su di un sasso. Zelmira
dolente gli è al fianco; infine tutti gli attori
che saranno indicati.
ZELMIRA
Oh padre! il duol, l'affanno
Ti oppresse i sensi: ah torna in vita!... almeno
Gli ultimi voti miei, Cielo! deh ascolta...
Fa' ch'ei figlia mi chiami un'altra volta.
POLIDORO
(rinviene)
Chi mi richiama alle sventure?
ZELMIRA
Un Nume
Che le mie preci accolse.
POLIDORO
Ah! già deciso
È il nostro fato.
ZELMIRA
Oh barbaro consorte!
Così tu ne abbandoni
Al nemico furor!
(Si sente aprire una porta).
Antenore! Leucippo!
POLIDORO
Ah! strider sento
La ferrea porta...
ZELMIRA
Ecco il momento estremo...
(Entrano Antenore e Leucippo, i quali
richiudono la porta).
POLIDORO
Oh vista! io fremo!
ANTENORE
Sì... fremi pur... già l'alma è a te presaga
Del destin che ti attende...
POLIDORO
Ebbene, appaga
L'ira che ti arde in sen...
ZELMIRA
(facendo scudo a suo padre)
Che fai? rispetta
Empio! i suoi giorni... e se desio di regno
Guida a maggiori eccessi
L'ambizioso tuo cor, di Lesbo il trono
Polidoro a te cede.
POLIDORO
Ah! mal conosci,
Figlia, il tuo genitor... la vita io sprezzo,
Se costa una viltà.
LEUCIPPO
Di vani accenti
Or più il tempo non è.
(Si ode rumore di armi, voci indistinte e
vari colpi al muro di prospetto).
CORO
(di lontano)
All'armi! all'armi!
ANTENORE
Ma qual fragor?
LEUCIPPO
Quai colpi?
ZELMIRA
Oh Ciel!
POLIDORO
Che fia?
CORO
(più vicino)
Morte all'usurpator!
LEUCIPPO
Ah! ne tradisci
Oh ria fortuna!
ANTENORE
Invendicato almeno
Io non cadrò
(Snuda il suo ferro e si scaglia su Polidoro.
Ardita, Zelmira brandisce un pugnale e
difende a suo padre. Intanto i colpi
raddoppiansi e cresce lo strepito di armi).
ZELMIRA
Non ti appressar! di un ferro,
Che cauta ognor celai,
Mi arma ancora la destra un Nume amico.
CORO
(come sopra)
Viva Zelmira e Polidoro!
ZELMIRA e POLIDORO
Oh sorte!
(Crolla il muro. Si vede parte della piazza
dall'apertura. Entra da questa rapidamente
Ilo col ferro nudo, seguito da Eacide,
guerrieri troiani, popolo di Lesbo armato,
donzelle ed Emma col piccolo figlio di
Zelmira. Antenore e Leucippo son
disarmati
e posti in catene).
ILO
Ah! venite al mio sen, padre, consorte!
ANTENORE
(Oh dispetto!)
ZELMIRA
(abbracciandolo)
Oh piacer! figlio! ti stringo
Un'altra volta al mio materno seno!
LEUCIPPO
(Ah! la rabbia mi uccide!)
POLIDORO
Ah dimmi, o prode...
ILO
All'apparir de' miei, fido al suo Prence,
E di sua vita al fortunato annunzio,
Tutto il popol di Lesbo
Qual folgore improvvisa
Sul nemico piombò.
Sorpresa, incerta
Mal corre all'armi, e si disperde oppressa
La schiera ostil: sol mi contrasta audace
Alla prigion l'ingresso
Numeroso drappel, ma vinto cede,
Ed al mio ardor, che di sì cari oggetti
Mi affrettava allo scampo,
Fur quelle mura ormai debole inciampo.
ZELMIRA
Grazie o Numi del Ciel!
POLIDORO
Quanto a te deggio!
LEUCIPPO
(ad Antenore)
Ah! del sangue di Azor
si tinse in vano
Per innalzarti al soglio
La colpevol mia destra!
ILO
Ite, o crudeli,
Alla pena dovuta a' vostri eccessi.
(Leucippo ed Antenore sono trascinati
altrove dalle guardie).
ZELMIRA
Stelle! e fia ver? ah! dopo tante pene
Un momento di pace a me sen viene!
(A Polidoro)
Riedi al soglio: irata stella
Se ne chiuse a te il sentiero,
Pura fede, amor sincero
Ti richiama al tuo splendor;
Non più affanni in me non sento,
Ah felice appieno io sono,
Se serbai la vita, il trono
All'amato genitor.
CORO DI GUERRIERI e DONZELLE
(a Polidoro)
Fia più grato un sì bel dono
Se a te l'offre il suo gran cor!
POLIDORO
Sì... mi è grato un tanto dono
Se mi vien dal tuo bel cor.
ZELMIRA
Deh circondatemi
Miei cari oggetti!
Voi che nell'anima
Soavi affetti,
Care delizie
Destate ognor.
Ah, sì... compensino
Sì dolci istanti
Le pene, i palpiti
Ch'ebbi finor.
E dopo il nembo,
Di pace in grembo
Respiri in seno
Sereno il cor.
CORO
Ah, dopo il turbine
Di ria procella,
La gioia, il giubilo
C'inondi il cor!
FINE
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