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L'assedio di Corinto

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  • ATTO SECONDO
    • SCENA PRIMA
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SCENA PRIMA
Pamira, Ismene e coro.

PAMIRA
Cielo! che diverrò? Destin crudele!
Oh come mai sottrarmi
Al poter d'un amante,
E più... d'un vincitor?... L'ira paterna
Mi persegue e m'opprime:
Corinto è in ceppi... Oh giorno
Di pianto e di terror!... I canti, i giuochi,
Questi fior!... quelle faci... ah! tutto, tutto
Dell'alma accresce il lutto.
Dolce per me fora un feral cipresso...
La morte è sola speme a un core oppresso.
Dal soggiorno degli estinti
Le mie preci, o madre, intendi:
Di Pamira tu difendi
L'innocenza e la virtù.

ISMENE e CORO
Ciel!... Che fia... chi mai s'avanza?
Ah! chi forza ne darà?
Si armi il petto di costanza,
Qual si visse, si morrà.

PAMIRA
Ma se alfin, placato il nembo,
Rieda il ciel qual pria sereno,
Tanti affanni possa almeno
La mia patria, o Dio, scordar.

ISMENE e CORO
Bella pace scenda almeno
Tanti affanni a compensar.
(Ismene ed il coro partono).




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