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SCENA SECONDA
Maometto e Pamira.
MAOMETTO
Sgombra il timor: il mio poter ti cinge.
Io depongo ai tuoi piedi
L'orgoglio del mio serto.
Venti scettri mi diè facil vittoria.
Son tuoi, Pamira!
PAMIRA
Ciel!
MAOMETTO
Onde tal pena?
Al mio fianco essere puoi lieta e serena.
PAMIRA
Ah! di Corinto in pianto
Riprendiam il cammin.
A Dio sleale... in odio al padre mio...
MAOMETTO
Si placherà, mio bene;
E secondo il vedrem al nostro imene.
Che vedo? ohimè!... tu piangi?
Deh! parla: a che quel pianto?
Qual fia di duol cotanto
Fatal sorgente in te?
PAMIRA
Ah! del dolor la piena
Al pianto mi condanna,
Legge del Ciel tiranna
Mi ricondusse a te.
(Potrei lasciar che l'alma
Gustasse amor e calma
Mentre lo vieta... oh Dio!...
Crudele... il padre mio?
Oh giuramento!... Il Cielo
M'opprime, ahi! troppo; io gelo;
Deh! vieni, o morte! In questo
Momento sì funesto
Mi giovi il tuo rigor.)
MAOMETTO
(Onde il pallor di morte
Che su quel volto è sculto?
Qual tristo affanno occulto
Opprime il suo bel cor?)
Pietosa a me sorridi
Col guardo tuo d'amor;
L'impero mio dividi
E calma il tuo dolor.
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