|
SCENA QUINTA
Pamira e detti.
PAMIRA
Ella spira a' piedi tuoi!
CLEOMENE
Perfida! a che vieni?
Qual pensier volgi?
PAMIRA
Oh padre!
CLEOMENE
Qual è la tua famiglia?
Fui padre un giorno... oggi non ho più figlia.
PAMIRA
Padre!
NEOCLE
Pietade almeno
Del suo dolor ti prenda.
CLEOMENE
Oh vada lunge
Da questo asil di morte!
PAMIRA
Partir non posso, ed a morir qui venni!
CLEOMENE
A morirvi?... La patria
Esilia un'infedele;
Alme, per tanta morte,
Di lei voglionsi degne. E con qual fronte
D'un nemico la schiava
Divider può gli onori
Dovuti alla virtù?
L'esecrato amor tuo...
PAMIRA
Ei con la patria spira:
Essa, morendo, il cor cangiò a Pamira.
NEOCLE
Ebben?
CLEOMENE
Se vero fosse...
Se degna ancor di me... l'impura fiamma
Giuri toglier dal sen?
PAMIRA
Giuro a Neocle,
Sulla tomba materna,
Fede costante, eterna.
NEOCLE
E tu?
PAMIRA
In inganno
Sia tratto il vil tiranno.
CLEOMENE
Figli!
NEOCLE
Pamira!
PAMIRA
Senza pompa e tede,
Pria di morir, fa' ch'abbia almen tua fede.
NEOCLE
Del vincitore il carro
Passi su' nostri avelli...
CLEOMENE
O figli, entrambi
Venite al seno mio...
Meco vi benedica il sommo Iddio.
PAMIRA, NEOCLE e CLEOMENE
Celeste Provvidenza
Il tuo favore imploro:
Da' termine al martoro
D'un popolo fedel.
Pietade all'innocenza
Giammai negava il Ciel.
PAMIRA
Oh padre!
CLEOMENE
Andar conviene.
NEOCLE
Pamira!... addio, mio bene.
PAMIRA, NEOCLE e CLEOMENE
Ci rivedremo in Ciel!
(Nel partire s'incontrano con Jero che
gli arresta).
|