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SCENA TERZA
Pamira e detti.
CLEOMENE
T'appressa, o figlia.
Questo giorno infausto
Forse a noi sorgerà...
Ei dee fissar tua sorte...
Forse pugnando io sarò tratto a morte.
E questa io preferisco
Al destin d'esser vile.
A tuo sostegno io scelsi
Tra i guerrieri il più forte.
Eccol, Neocle.
PAMIRA
(Che mai sento!)
NEOCLE
Appaga
L'ardor di che m'avvampo,
E dall'ara di nozze io volo al campo.
PAMIRA
(Oh dolor!)
CLEOMENE
Vien, mi segui!...
La pompa è di già presta.
PAMIRA
Ma in un giorno di duol!...
NEOCLE
Ciel!...
CLEOMENE
Che t'arresta?
PAMIRA
I miei giorni, se il vuoi,
O padre, saran tuoi:... ma questo imene...
CLEOMENE
Gran Dio!...
NEOCLE
Gran Dio!
PAMIRA
Me vedi
A' tuoi piè
NEOCLE
Che sarà?
CLEOMENE
Fatal mistero!
Ed ha forse il tuo cor
Ad altri fé giurata?
PAMIRA
Almanzor in Atene
La mia fé ricevette.
CLEOMENE
Chi fia quest'Almanzor?
Chi fia, parla, l'audace?
PAMIRA
Nol tradirà Pamira.
CLEOMENE
Ah! Sgombra dall'alma un tanto affetto:
Ché se tu non rinunzi
A questo insano amore,
L'ira su te cadrà del genitore.
PAMIRA, NEOCLE e CLEOMENE
Destin terribile!
Oh rio dolor!...
Qual colpo orribile
M'agghiaccia il cor!
O Ciel! propizio
Mie preci intendi:
La pace all'anima
A me tu rendi.
Del cielo irato
Cessi lo sdegno,
D'avverso fato
Cangi il rigor.
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