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SCENA QUARTA
Gli anzidetti. Guerrieri greci e diverse donne
greche entrano in disordine.
CORO
Di morte il suon - Mandò l'ostil masnada:
Per noi non han - Quegl'empi cor pietà.
Se incerta ancor - si sta la greca spada,
Il Musulman - Corinto struggerà.
PAMIRA
Qual mai dolor! - Già vien l'ostil masnada!
Oh Ciel, in te, - Nel tuo favor fidiam!
CLEOMENE
Figli d'eroi - Su, riprendiam la spada.
NEOCLE, CLEOMENE e CORO
Corriam
Le mura difendiam.
CLEOMENE
Andiam, guerrieri, andiam!
PAMIRA
Oh padre!... Oh duolo!
CLEOMENE
Se il mio valore illudesse il destino,
Se noi spenti cadiamo
Sul campo dello scempio,
Schiava Pamira esser dovria d'un empio!
PAMIRA
Oh padre!...
CLEOMENE
(le dà un pugnale)
Questo ferro
Mi risponda di te.
PAMIRA
Tutto comprende
La tua Pamira, o padre.
CLEOMENE
Sia dei vili ogni speme illusa appieno.
Pensa che vita a Grecia avesti in seno.
PAMIRA
La data fe' rammento,
E in quel fatal momento La figlia tua sarò.
A prevenir l'oltraggio Dell'inimiche squadre
L'esempio di mio padre Infiammerà il mio cor.
PAMIRA e CORO DI DONNE
Oh Ciel! del tuo favore
Tutto il bisogno io sento.
Proteggi la mia patria
In sì crudel cimento,
Seconda il lor valor.
CLEOMENE e NEOCLE
Qual sorte mai funesta!
L'acciar che sol mi resta
Punisca il lor furor.
Un voto insuperabile
Infiammi il nostro cor.
CLEOMENE, NEOCLE e CORO
La gloria della patria
Infiammi il nostro/vostro cor.
PAMIRA
Destino inesorabile,
Da' fine al tuo rigor.
CLEOMENE
Mia figlia! Ti rammenta...
PAMIRA
Il ferro...
CLEOMENE
Sii degna di me.
(Partono).
Piazza di Corinto.
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