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SCENA SECONDA
Adrasto e detto.
ADRASTO
Ciel!... chi vegg'io?
Quai s'offron tratti al guardo mio? Neocle
Fra noi portossi in questo asil di pianto?
NEOCLE
Col favor della notte e della pugna
Delusi i miei custodi,
Infransi i ceppi miei. Sì, sotto queste
Funebri volte, ed al baglior di faci
Funeste, io vengo a congiungere un'altra
PAMIRA
Vien, germano.
NEOCLE
Sì, partiamo!...
MAOMETTO
Ite a morir.
Ebbene, il nuovo sole
Vegga ogni Greco estinto;
E sorga di Corinto
Gli avanzi a rischiarar.
MAOMETTO, OMAR e CORO DI
MUSULMANI
Presto, all'armi!... Riaperto è il sentiero
A vendetta, alla strage, al terror,
Sarà vittima un popolo intero,
Dell'indomito nostro furor.
PAMIRA, ISMENE, NEOCLE e CORO DI
GRECI
Io sorrido al destin che m'attende;
Più non teme la morte il mio cor,
Tutta l'alma al pensier si riaccende
Di morir per la patria e l'onor.
Vittima di voi degna.
ADRASTO
Al ferro ostile
Tutto, signor, soccombe
E la patria non ha che queste tombe.
NEOCLE
Del mio tornar
Cleomene avverti, e digli
Che a lui riede Pamira;
Che Neocle la guida,
E ch'essa attende in dono
D'impetrare, piangendo, il suo perdono.
(Adrasto parte).
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