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Autori vari
L'assedio di Corinto

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  • ATTO TERZO
    • SCENA SETTIMA
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SCENA SETTIMA
Pamira, Ismene e donne greche.

PAMIRA
L'ora fatal s'appressa.
Vincer giova, o perir.
Pel nostro Dio,
Per la Grecia ne accenda egual desìo.
Vólte tranquille e tetre,
Asilo della morte,
Voi che ne proteggete, e di vostr'ombre
Ne coprite, se mai de' Greci il fato
Tradisse i sforzi lor... deh!... profondate.
Fra le vostre ruine,
Di sue vittime in cerca,
Il vile autor de' nostri mali estremi,
Non vi trovi che sangue: il vegga, e fremi!
Venite a questo sen, dilette suore,
Impetriamo dal Cielo il suo favore.
Giusto Ciel, in tal periglio
Più consiglio, più speranza
Non ci avanza,
Che piangendo, che gemendo
Implorar la tua pietà.

ISMENE e CORO
Giusto Ciel, la tua clemenza
Ponga termine al soffrir.
(Si sente strepito d'anni).

PAMIRA
Ma qual mai suona
Funebre accento?
Ah! ben lo sento,
Tutto finì!
Se i Dei pe' Greci
Pietà non hanno,
Tremi il tiranno
Che ne avvilì.




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