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SCENA OTTAVA
La Contessa Adele, con Ragonda e seguito di dame
dal castello. Villani, villa nelle accorrenti dal villaggio.
Il Conte, Isoliero, Alice.
CONTESSA
(scorgendo Isoliero)
Isoliero, voi qui?...
ISOLIERO
(simulando)
Sopra un mal che mi accora
Voglio anch'io consultar quest'eremita.
CONTE
Offro a tutti, cu'l duol
Fero corruccia il cor, consiglio, aita.
CONTESSA
(avvicinandosi al Conte Ory)
In seno alla tristezza
Non v'ha per me che affanno.
Nel fior di giovinezza
Soffrir, destin tiranno!
Quest'è morir;
Deplorar, lagrimar paziente,
Né sperar, né impetrar che il mio fin!...
Ahimè! ahimè!... qual sofferenza!
Oh pena orrenda!...
(al Conte)
Vostra pietà difenda
Dal duolo il cor,
Né sia la pace
Sempre per me fallace...
Ah! deh fatemi guarir!
Placate il mio dolor,
Sanatemi, signor...
La pace rieda a me!...
CORO
(al Conte)
Ah sì, la vostra scienza
Le renda il lieto umor!...
CONTESSA
Ahimè! Ahimè!... Qual sofferenza!
CORO
Ah, sì, la vostra scienza
Le renda il lieto umor.
CONTESSA
Ahimè! Non v'ha speranza.
CORO
Ceda tanto dolor.
ISOLIERO
(al Conte a parte)
Udiste? Avete inteso?...
Quai commoventi preci!...
Questo è il momento, orsù;
Fate con lei mie veci.
CONTE
(alla Contessa)
Se intera in me ponete
La vostra confidenza,
Io posso, in mia coscienza,
Guarirvi dal dolor,
Dal male che sì vi accora.
Il morbo sta nel cor;
Amate... amando ancora
Si rinasce al piacer!
CONTESSA
D'eterna vedovanza
I giuri il cielo accolse,
Ahi! li dovrò tradir?...
Meglio è, meglio è perir!...
CONTE
Il ciel vi parli al core;
Ei vuol ch'ai vostri dì
La fiamma si riaccenda
Alla face d'amor.
CONTESSA
Celeste provvidenza,
Esulta il cor
Per tua clemenza!...
Buon eremita,
Finché avrò vita,
Sarete, ah sì!
Caro ai miei dì
Sempre così!...
ISOLIERO e CONTE
Sempre così...
CONTESSA
Che il vostro merto
Salvi i miei dì!...
(Isolier, la tua presenza
Mi rallegra in seno il cor.
Caro Isolier,
Sii fido a me!
Non voglio amar che te!...
Io sento il cor
D'ardente amor,
Di giovinezza,
Di tenerezza,
Tutto infiammar!)
CORO
Il mal che l'addolora
Si sente ella calmar;
(additando l'Eremita)
Il suon della sua voce
La seppe ravvivar!...
ISOLIERO
(Or ben!... Contento io sono!...)
CONTE
(a parte alla Contessa)
Una parola, in grazia:
L'avvenir vi minaccia.
Vi devo prevenir;
D'un uom hassi a temer...
CONTESSA
(piano al Conte)
Di chi?...
CONTE
(come sopra)
Del giovin Isolier...
CONTESSA
(sempre fra loro)
Oh ciel!
CONTE
(come sopra)
(È il tristo e fido paggio
Del terribil Conte Ory ...
Del galante campione...
Ma a lui dinanzi qui mi tacerò.
Sono prudente e saggio.
Entriamo nel castel...)
CONTESSA
(Oh mia rabbia crudel! Tradita fé!)
(Prende per mano il Conte, e con esso
s'incammina al castello).
Tu, mia guida fedel, deh vieni a me!...
(Il Conte Ory con Adele, seguita da tutte le
dame, ha già messo il piede sul ponte
levatoio, e fa un gesto di gioia, schernendo
Isoliero, quando, dalla sinistra, entra l'Aio,
seguito dai cavalieri della sua scorta).
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