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SCENA NONA
I precedenti, l'Aio e i cavalieri.
L'AIO e CAVALIERI
Noi saprem ben ravvisarlo!
Avanziamo!
L'AIO
(scoprendo Roberto)
Chi vedo?... Qui Roberto!
Il fido consiglier del mio padrone!...
ROBERTO
(piano all'Aio)
Non soggiunger di più.
(Ei mi scuopri.)
L'AIO
Più secreto non v'è!... qual gioia al core!
Il mio signor è qui!
CONTE
Trema, fellone
Del mio furore.
CAVALIERI
(s'inchinano)
È il Conte Ory! ... .
DONNE
(allontanandosi con ispavento
e rifugiandosi in un angolo)
È il Conte Ory!...
CONTADINI
(avanzandosi con indignazione)
È il Conte Ory!...
CONTE
(gettando via barba, parrucca e cappa)
Ebben! Sì! Sono qui!...
TUTTI
Ciel!...
CONTESSA, ALICE e ISOLIERO
Oh terror, oh pena estrema!
Quale indegno stratagemma!
Freme il cor, gelò d'onor.
Quale orror mi stringe il cor.
RAGONDA
Oh terror, oh pena estrema;
Quale indegno stratagemma!
Tutto sparve; è crudo amor.
Quale onor mi stringe il cor.
CONTE
Oh dolor, oh pena estrema,
Tutto sparve; è crudo amor.
S'involò, fuggì la speme;
Freme il cor, gelò d'onor.
ROBERTO
Oh dolor oh pena estrema;
Tutto sparve; è crudo amor.
Il rancor si accresce ancora;
Freme il cor, gelò d'onor.
L’AIO
Oh piacer, oh gioia estrema;
Si scoprì lo stratagemma!
Tutto sparve, è giusto amor.
Il nume d'amor
S'invola dal suo cor.
CORO
Oh terror/piacer oh pena/gioia estrema,
Freme il cor, gelò d'orror.
La rabbia è nel suo cor.
CONTE, ROBERTO e CORO
La rabbia é il furor
M'opprimono/Gli opprimono il cor.
(Un araldo reca un foglio a Ragonda).
RAGONDA
(alla Contessa Adele)
Un foglio, nobil castellana,
S'invia da lunge a qui.
Che ci apporti nuova, io spero,
Dei congiunti, degli sposi in questo dì.
(Porge il foglio).
CONTE
Se fosse una disgrazia?
ISOLIERO
(osservando il Conte)
Ah, no!...
TUTTI
(alla Contessa)
Leggasi, in grazia!...
L'AIO
(piano al Conte)
(Signor, gioia sparì.)
TUTTI
Udiamo che cos'è.
(Ascoltano attentamente).
CONTESSA
(apre il foglio e legge forte)
"Madama e mia sorella!...
Finita è la crociata.
Alla patria adorata
Ritorneremo alfin".
TUTTI
Finita è la crociata.
Alla patria adorata
Ritorneranno alfin!
ROBERTO e L'AIO
Fausto destin!
CONTESSA
(continuando a leggere)
"Si vide fulminando
Purgar la Palestina,
Tingersi il nostro brando
Del sangue saracen".
TUTTI
Si vide fulminando
Purgar la Palestina,
Tingersi il nostro brando
Del sangue saracen.
ROBERTO e L'AIO
Fausto destin!
CONTESSA
(seguitando a leggere)
" Partiamo per le Gallie;
Che fia del vostro fato,
L'intenderem, lo spero,
D'araldi e messaggier".
LE DONNE e ISOLIERO
Tal è la loro speme.
Verran verso la Francia,
Incontreranno, io spero,
Messaggi veritier.
CONTE
(Ahimè! Non v'è più speme!...
Verran verso la Francia:
Incontreranno, io spero,
Messaggi veritier!...)
L'AIO e ROBERTO
(Per lui non v'è più speme,
Verran verso la Francia:
Incontreranno, io spero,
Messaggi veritier!...)
CORO
Tal fu la nostra speme,
Ritorneranno in Francia;
Esulteremo insieme
Di gioia, di piacer.
CONTESSA
(al Conte, motteggiandolo)
Verrete e aggradirete
Di sentir qual gioia ho in cor.
CONTE
Ben comprendo il vostro umor.
CONTESSA
...Di sentir qual gioia ho in cor.
CONTE
(Vendicherò il mio scorno;
Raggiri inventerò!...)
(a Roberto piano)
Mi resta ancora un giorno;
Mi basta: penserò.
ROBERTO e L'AIO
Partiamo o non partiam?
CONTESSA
(Quando palpito ancora
D'un tristo traditor,
Quel che da me s'onora
Rieda contento in cor.)
ISOLIERO
(Quando ella tremi ancora
D'un tristo ingannator,
L'amante che l'adora
Renda la pace al cor.)
ALICE e RAGONDA
(fra loro)
(Quando ella tremi ancora
D'un tristo seduttor,
Il fratel ch'ella onora
Le renda pace al cor.)
CONTE
(Un dì mi resta ancora!...
Mi basta!... Udrammi allor!)
CONTADINI e CONTADINELLE
(fra loro)
(Ahimè!
Ch'io tremo ancora
D'un tristo traditori...)
CAVALIERI, L'AIO e ROBERTO
Partiamo o non partiamo?...
Perché restiamo ancor?
CONTE
(ai suoi)
Andiamo, orsù!...
Ci ritiriam,
E nella mia magion
La preda assicuriam!
Sia dal destin
Ciò che si vuol.
(Di notte al vel
Il rival potrem turbar,
E che san far vedrem!...)
ISOLIERO
(esaminando il Conte)
(Il suo pensier scopriam,
Allor così noi ci opporrem.
Schermirci a lui saprem.
CONTESSA
(La sorte già
Col suo rigor
Null'ha di più per me;
Speranza più non v'è.
Per te Isolier,
Palpitò il cor
D'affanno, di dolor!)
RAGONDA
(Ed ei che un dì
Ferimmi il cor,
Si renda alfine a me,
Ch'ardo per lui d'amor.
Di già per lui mi batte il cor
Di speme e di timor.)
L'AIO e ROBERTO
(Torniam a far silenzio,
Con calma, con prudenza
S'eviti la vendetta
Del nostro castellan
Che non pavento e temo invan.)
TUTTI
Andiam, rientriam.
CONTESSA, ISOLIERO, ALICE, RAGONDA
e CORO
Al suon della vittoria
La voce ah sì, sciogliam.
De' nostri eroi la gloria,
Le gesta ora cantiam!...
Di lor cantiam valor.
CONTE, L'AIO e ROBERTO
A noi della vittoria
Il dritto assicuriam.
Merchiam così la gloria,
Galanti eroi noi siam,
Di noi cantiam valor.
(L'Aio e Roberto, col Conte Ory nel mezzo,
partono a sinistra, seguiti dai cavalieri.
La Contessa, Ragonda, Alice e le dame si
incamminano verso il castello: Isoliero, da sé, a
destra, osserva il Conte, e rimane cogitabondo).
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