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SCENA PRIMA
La Contessa è su d'un seggiolone; Alice sta leggendo,
su d'un piccolo sgabello, quasi a' suoi piedi. Ragonda
e tutte le dame sono intente a diversi lavori muliebri.
La Contessa ricama una sciarpa.
CONTESSA e RAGONDA
Sereni qui
Di pace in seno
Sen volano i dì.
La calma del cor
Qui noi godiam
Contente appieno;
A che tremar
Dei traditor?...
CORO
Sereni qui,
Contente appieno;
A che tremar
Dei traditor?...
CONTESSA
Io fremo ancor
Quando vi penso!
Qual uomo è mai
Quel Conte Ory!...
Ma il destino a noi propenso
Presto a noi lo discoprì.
RAGONDA
Tradirci così!... Quale audace,
Qual perfido e mendace!...
Un sant'uomo che rende pace,
Gioia, onor, fingersi ardì!
CONTESSA
Lode al ciel! possiamo ancora
Rincorarci in queste mura!...
V'ha chi salva i nostri dì!...
CONTESSA, RAGONDA e CORO
Sereni qui
Di pace in seno
Sen volano i dì.
La calma del cor
Qui noi godiam
Contente appieno;
A che tremar
Dei traditor?...
(Comincia a infierire forte burrasca).
RAGONDA e DAME
Qual fragor? Qual minaccia?...
CONTESSA
Veh! come irato è il ciel!...
Io tremo di terror!...
Si rovescia il castel!
D'orror tutta compresa!
RAGONDA e CORO
Se il cor si calmerà,
Il ciel ci assisterà.
RAGONDA
Sotto l'ombra di placido tetto
Astro lieto per noi splenderà.
CONTESSA
Allor che la tempesta
Imperversar io sento,
In fondo al cor
Piango il destin
Dei sventurati pellegrin.
(Di sotto al verone si ode la seguente preghiera).
VOCI
(al di fuori dell'inferriata)
Oh voi generosa,
Vedete qual pena!...
Siate pietosa!
S'implora bontà.
Finché sien placate
Quest'aure furenti,
Vi prego, accordate
L'ospitalità...
CONTESSA
Oh Dio!... Che sarà mai?...
Che si cerca a quest'ora?...
Se un infelice ei fosse
Sommesso al mio poter,
Venga pur, ché in mia dimora
Nessun cercato ha invano
Un tetto ospitatier.
CONTESSA, RAGONDA e CORO
Gran Dio! Per tua bontà suprema
Deh calma degli astri il rigor!...
Puote soffrir, ahi, pena estrema!
Quei che ci stringe in dolce laccio, amor!...
(Ragonda sorte a vedere).
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