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| Platone Il Critone IntraText CT - Lettura del testo |
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VII E allora, che significa tutto questo discorso? Un uomo che fa della, ginnastica deve, forse, badare alla lode o al biasimo, insomma all'opinione degli altri oppure solo a quella del suo medico o del suo allenatore? Solo a quella di quest'ultimo. Quindi egli dovrà temere o compiacersi non del biasimo o della lode di tutti ma di uno solo. È, chiaro. Allora, in questo caso, nel suo regime di vita, nei suoi allenamenti, nella sua dieta, egli dovrà seguire soltanto il consiglio di chi se ne intende, dell'esperto e non quello di tutti quanti gli altri. Bene. Ma se gli disobbedisse, se non'tenesse in alcun conto i suoi consigli e le sue lodi e badasse, invece, ai discorsi della gente che non se ne intende, non credi che sarebbe danneggiato? E come no? E che genere di danno? Quali le conseguenze per chi disobbedisse? È chiaro un danno fisico; è il corpo, infatti, che ne andrebbe di mezzo. Benissimo. E, dunque, Critone, lo stesso è per le altre cose, senza bisogno di passarle in rassegna e quindi anche sul giusto e l'ingiusto, sul brutto e sul bello, sul buono e sul cattivo, che sono l'oggetto del nostro ragionamento, ci potremmo chiedere se dobbiamo seguire o temere l'opinione della gente, oppure solo quella di uno che se ne intende, - ammesso che vi sia -, che dobbiamo, quindi, rispettare e temere più di tutti gli altri. E se noi non gli ubbidissimo, rovineremmo e distruggeremmo ciò che diventa migliore con la giustizia e si corrompe con l'ingiustizia, o non è così?
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