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Lorenzo Da Ponte
L'ape musicale

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  • ATTO UNICO
    • SCENA QUARTA
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SCENA QUARTA
Camera con clavicembalo e Don Canario
seduto al clavicembalo
[Di Cimarosa.] indi Lucinda poi
Mongibello e Don Narciso indi Don Nibbio.

LUCINDA
Strano mi par che l'Impresario ancora
A vedermi non venga: io saper bramo
Quando comincierem, in qual carattere
Si vuol ch'io comparisca, e di chi fia
La musica del Dramma:

DON NARCISO
Oh del nostro Rossini,
L'idolo di quest'Isola, e del Mondo,
Il maestro di moda,
Che quanto il gran Mozart s'ammira, e loda.

LUCINDA
Se fan la Semiramide
Io ci avrei proprio gusto; v'è un duetto
Che per me sembra fatto: eccolo: udite,
Ed il vostro parer anche voi dite.
(Canta la prima parte del duetto, al suono
solo del Clavicembalo).

DON CANARIO
Veramente è bellissimo!
Ma chi lo canterà? veder conviene se si può trasportar.

LUCINDA
Qualcuno viene.
(Entra Nibbio, Mongibello e coro).

DON NIBBIO
Senza senza cerimonie
Alla buona vengo avanti,
Riverisco tutti quanti;
Pien d'affetto do un abbraccio
Al Maestro amico mio.
Che veder tanto desio;
Dal dover non m'allontano;
Chiedo a lei la bella mano.
Parlo a lei, sì parlo a lei
Ch'ha quegli occhi così bei,
Mongibello, Don Narciso,
Che vi par di quel bel viso?
Che respiri via lasciate,
Oh il polmon mi creperà.
(Qui Mongibello, Narciso, e Canario gli si fanno
intorno, mostrando voler parlargli della Lucinda).

CORO
(risponde)
Prendi pure prendi fiato,
Seguitar poi si potrà.

DON NIBBIO
Ora, padroni miei
Non c'è tempo da perdere; in sei giorni
Promisi andar in scena
E in sei giorni v'andrò!

LUCINDA
Non volete ch'io rida?

MONGIBELLO
Madamina, ci ascolti, e poi decida.
Sappia un po' per sua regola
Che non havvi in quest'Isola un spartito,
Che convenga alla nostra compagnia;
Ond'egli che desia
Di soddisfar a un pubblico sì buono
Vuol coll'ajuto mio,
(Poeta, e servo suo, per ubbidirla,)
Che vantaggiosamente ella debuti,
Onde un dramma io farò...

LUCINDA
Ma come posso
La mia parte imparar in sei dì soli?

NARCISO
Ei sul Pegaso suo farà che voli,
Gli dia sol le parole di que' pezzi
Che destina cantar, e fia sua cura
Introdurli nel dramma che far vuole.

LUCINDA
Ma sappiate, signori,
Ch'io non canto che il serio; e i pezzi miei
Son tutti del gran genere.

DON NIBBIO
Ella ha buon gusto.
E tutto quel che sceglie, piacerà
A tutta la città.

LUCINDA
Ascoltatemi dunque; già che tanto
S'ama il Rossini, io canterò il duetto
Della sua Semiramide.

MONGIBELLO
Vorrebbe
Farmi udire il motivo?

LUCINDA
Ben volontieri, e col recitativo.

DON NIBBIO
Piano; un pensier mi passa per la mente,
Che le dirò con sua permissione;
Vorrebbe ella pruovarlo coll'azione?

LUCINDA
Signor sì; ma chi canta l'altra parte?

NARCISO
Avrò io questo onor, sella è contenta.

LUCINDA
Veggiam: qua' lo spartito.

DON NIBBIO
Avrò un manto per lei, e per te un casco:
(a Narciso).

NARCISO
Se vestiti non siam faremo fiasco.

DON NIBBIO
Ebben; la Guardaroba del teatro
È appunto in questo albergo,
I passi miei seguite.

NARCISO
Son contento.

DON NIBBIO
Tu puoi cantar per tuo divertimento.

DON CANARIO
Io non canto italiano.

DON NIBBIO
Canta in inglese, in turco, o in indiano.
(Parte)
E per pompa del giorno
Suoni il nostro Trombon fin ch'io ritorno.




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