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SCENA DECIMA
I precedenti e Morton.
MORTON
Sire! Douglas il Nero, il cui castello
Oltre il lago s'innalza...
EDOARDO
Duglas il Nero!... ebbene?
MORTON
Egli era qui stamane.
NELLY, ARTURO e DICKSON
(Giusto Iddio!)
EDOARDO
Saria ver? rispondete,
O l'ira mia temete.
Se a tacer v'ostinate
Le torture sapran strapparvi il vero.
MORTON
Rispondi, o razza indocile!
EDOARDO
Dell'oro,
Dell'oro a chi Duglas dà in mio potere!
DICKSON e SCOZZESI
Il nostro onor mai non sarà macchiato.
EDOARDO
Ebben, la morte a chi asilo gli dona.
DICKSON e SCOZZESI
Chi a lui s'affida, il ciel non abbandona.
ARTURO, NELLY e DICKSON
O celeste providenza,
Tu lo stogli alla vendetta!
Deh! fa' pompa di clemenza:
L'alma mia confida in te.
UN PAGGIO, EDOARDO e MORTON
Ah! per lui non v'è pietade.
S'ei lo/mi sfida e l'ira affretta,
E lontan della vendetta
Pei ribelli il dì non è.
CORO
Ah! per lui non v'è più speme.
Se non piega innanzi al Re.
EDOARDO
(volgendosi rapidamente ad Arturo)
Va'! trionfa: ed il tuo zelo
Del superbo il fasto aggravi!
Colla morte il fallo ei lavi
Del suo stolto minacciar.
ARTURO
(Io sorpreso, incerto resto
A voler così funesto.)
EDOARDO
Tu m'udisti, Arturo: vanne,
E pietà non ascoltar.
MORTON e INGLESI
Guerra! guerra!
DICKSON e SCOZZESI
(Orrendo cenno!)
ARTURO
(Ah! Maria... come tuo padre
Mai salvare Arturo potrà?
S'io vacillo ei perirà!)
IL PAGGIO
(Ah! sciagura al temerario!
Niun ribelle ed avversario
Al suo sdegno sfuggirà.)
NELLY
(A sentenza così ria
Con suo padre anche Maria
Dal dolor perir dovrà.)
EDOARDO
Vanne, torna... ed alla festa
Il piacer ti attenderà.
MORTON
(La rovina è certa e presta:
Quell'altier perir dovrà.)
NELLY
(Ah! Maria ne morirà.)
ARTURO
(Palpitando il cor mi va.)
MORTON
(Quel suo capo alfin cadrà.)
IL PAGGIO e CORO
(Scampo aver ei non potrà.)
EDOARDO
Il piacer ti attenderà.
TUTTI
Cadan sul perfido - Che il dritto offende
Tutte le folgori - Mortali, orrende,
Che inesorabile - Nel suo furore
Nella sua collera - Sprigiona il ciel.
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