PARTE
SECONDA
SCENA PRIMA
Silvia, Coro di Pastorelle.
SILVIA:
Star lontana non so, compagne Ninfe,
Da questo amico loco.
Ah qui vedrò fra poco
L'adorato mio Sposo, è l'alma Dea,
Che di sua luce pura
Questi lidi beati orna, e ricrea.
Ma ciel! Che veggio mai! Mirate, amiche,
Come risplende intorno
Di scolti marmi, e di colonne eccelse
Il sacro loco adorno. Ah senza fallo
Questo è il divin lavoro. Il tempo, e l'opra
De' mortali non basta a tanta impresa.
Sento, sento la mano
De la propizia Dea. L'origin questa
È dell'alma Città, che a noi promise:
Questa è mirabil prova
De la venuta sua. Fra pochi istanti
De le felici amanti
La più lieta sarò. Già dall'occaso
Il sol mi guarda; e pare
Più lucido che mai scender nel mare.
Spiega il desìo, le piume:
Vola il mio core, e geme;
Ma solo con la speme
Poi mi ritorna al sen.
Vieni col mio bel Nume
Alfine o mio desìo
Dimmi una volta, oh Dio!
Ecco l'amato ben.
(Siede da un lato con le Pastorelle intorno.)
PASTORELLE:
Già l'ore sen volano,
Già viene il tuo bene.
Fra dolci catene
Quell'alma vivrà.
(Il Coro siede.)