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Giuseppe Parini
Ascanio in Alba

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  • PARTE SECONDA
    • SCENA TERZA
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SCENA TERZA
Silvia, Ascanio, coro di Pastorelle e Fauno.

FAUNO:
Silvia, Silvia, ove sei?

SILVIA
(accostandosi a Fauno):
Fauno, che brami?

FAUNO
(a Silvia):
Io di te cerco, o Ninfa,
(ad Ascanio, che si accosta dall'altro lato):
E a te pur vengo,
Giovanetto straniere.

SILVIA:
(Egli è stranier, qual sembra: ah certo è desso,
Certo è lo Sposo mio.)
(A Fauno):
Pastor, favella.

FAUNO
(a Silvia, scostandosi Ascanio):
A te Aceste m'invia: di te chiedea:
Qui condurti ei volea. Di già si sente
La gran Diva presente. In ogni loco
Sparge la sua virtù. Vedi quell'opra
Che mirabil s'innalza? i Geni suoi
La crearon pur di anzi. Io, e i Pastori
Ne vedemmo il lavoro
Mentre qua recavam ghirlande, e fiori.
Ciò narrammo ad Aceste: ed egli a noi
Meraviglie novelle
Ne mostrò d'ogni parte. Oh se vedessi!
Silvia, sul sacro albergo,
Ove seco dimori, una gran luce
Piove, e sfavilla intorno, e par, che rieda
Pria di morir verso l'aurora il giorno.
Tutto il pendio del colle,
Onde quaggiù si scende,
Di fior vernali, e di novelli germi
Tutto si copre. Per la via risplende
Un ignoto elemento
Di rutile vivissime scintille,
Onde aperto si vede,
Che volò su quel suolo il divin piede.
Ma troppo tardo omai.

SILVIA:
(Quanto ti deggio
Amorosa Deità!)

FAUNO:
Volo ad Aceste:
(a Silvia, accennando di partire):
Dirò, che più di lui
Fu sollecito amore...

ASCANIO
(accostandosi a Fauno):
Ed a me ancora
Non volevi parlar gentil Pastore?

FAUNO
(ad Ascanio):
Ah quasi l'obliai.
Garzon, mi scusa
In così ridente
L'eccesso del piacer turba la mente
Ad Aceste narrai
Come qui ti conobbi, e ti lasciai.

ASCANIO:
E che perciò?

FAUNO:
Sorrise
Lampeggiando di gioia il sacro veglio.
Levò le mani al Cielo e palpitando:
Sento, mi disse, un non inteso affetto
Tutto agitarmi il petto...

SILVIA:
(Oh caro Sposo!
Non ne dubito più.)

FAUNO:
Vanne, soggiunse,
Cerca dello straniere.

SILVIA:
Il saggio Aceste
Nell'indovina mente
(Tutto sa, tutto vede, e tutto sente!)

ASCANIO:
Che vuol dunque da me?

FAUNO:
Per me ti prega,
Che rimanghi tra noi finché si sveli
A noi la nostra Dea. Vuol che tu sia
De' favori di lei,
De' felici Imenei del nostro bene
Nuncio fedele a le rimote arene.

SILVIA:
(Oh me infelice! Aceste
Dunque Ascanio nol crede!)

ASCANIO:
(Ahimè, che dico?
Oh dura legge!)

FAUNO
(ad Ascanio):
E che rispondi alfine?

ASCANIO:
Che ubbidirò... Che del felice Sposo
Ammirerò il destin...

SILVIA:
(Misera! Oh Numi!
Dunque Ascanio non è. Che fiero colpo!
Che fulmine improvviso!)
(Si ritira e si siede abbattuta fra le Ninfe
verso il fondo della Scena.)

ASCANIO:
Alfin, Pastore,
, che l'attendo.

FAUNO:
Ed io
Tosto men volo ad affrettarlo. Addio!
Dal tuo gentil sembiante
Risplende un'alma grande:
E quel chiaror, che spande
Quasi adorar ti fa.
Se mai divieni amante
Felice la Donzella Che a fiamma così bella
Allor s'accenderà.
(Parte.)




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