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SCENA SECONDA
Ascanio solo.
ASCANIO:
Perché tacer degg'io?
Perché ignoto volermi all'idol mio?
Che dura legge, o Dea!
Mi desti in seno
Tu le fiamme innocenti: i giusti affetti
Solleciti fomenti: e a lei vicino
Nel più lucido corso il mio destino
Improvvisa sospendi?...
Ah dal mio cor qual sagrifizio attendi...?
Perché tacer degg'io
Perché ignoto volermi all'idol mio?
Folle! Che mai vaneggio
So, che m'ama la Dea: mi fido a lei
Deh perdonami, o Madre, i dubbi miei.
Ma la Ninfa dov'è? Tra queste rive
Chi m'addita il mio bene? Ah sì cor mio
Lo scoprirem ben noi. Dove in un volto
Tutti apparir de la virtù vedrai
I più limpidi rai: dove congiunte
Facile maestà, grave dolcezza,
Ingenua sicurezza,
E celeste pudore: ove in due lumi
Tu vedrai sfolgorar d'un'alta mente
Le grazie delicate, e il genio ardente,
Là vedrai la mia Sposa. A te il diranno
I palpiti soavi, i moti tuoi:
Ah sì cor mio la scoprirem ben noi.
Cara, lontano ancora
La tua virtù m'accese:
Al tuo bel nome allora
Appresi a sospirar.
In van ti celi, o cara:
Quella virtù si rara
Nella modestia istessa
Più luminosa appar.
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