1543-ignob | ignor-scont | scope-zeffo
Parte, (Lettera)
1 Let, VIII| Parigi, alli 26 di luglio 1543.~ ~ Vostro cognato~Lorenzo
2 Let, IX | Parigi, alli 17 di luglio 1544.~ Vostro cognato~Lorenzo
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4 | 2
5 Let, VI | la persona sua verranno 200 mila persone. Non si pensa
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9 Let, VIII| dicano che gli ha carica di 3000 fanti, e il conte Pietro
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12 Let, VI | bastarde e sottili, meglio che 450 legni di remo, e circa 50
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15 Let, II | Ringraziovi che abbiate riscossi i 500: mandovi la quietanza secondo
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17 | 7
18 | ab
19 Apo | la vita mia e lasciare in abbandono mia madre, e mia fratelli
20 Let, III | intendere che i cardinali abbin fatto qualche buon’opera,
21 Let, VI | gagliarde di sorte che l’abbino a ritardare dall’impresa.
22 Let, VI | Venezia, alla quale non accade rispondere perché in questo
23 Let, II | ricerco Sua Signoria che, accadendo, si possin fermare in Castiglione.
24 Let, V | quali ne paresse bene non accadesse giustificarmi, con questi
25 Apo | tanto ignoranti né tanto accecati dalla utilità che non conoscessino
26 Apo | sfrenata sua libidine che l’accecò e lo fece mutare, contra
27 Let, III | come cosa che fussi essere accetta al re. Ché se bene il conte
28 Let, II | mandi un suo incontro, ad accompagnare la mia brigata per quel
29 Let, II | dà noia che io venga bene accompagnato, perché se non importassi
30 Apo | perché l’evento par che accompagni la loro openione: dal qual
31 Apo | pruovo che non volse mai acconsentirmi ch’io portassi arme, ma
32 Apo | astringano el figliuolo a accusare el padre in caso che e’
33 Let, VII | iustificazion vostre, le quali io acetto. E se non tiene a altri
34 Apo | che gli avevan lasciato acquistare alli adversarî, oltre alle
35 Let, III | del contado sarebbe tale acquisto che noi potremmo fermamente
36 Apo | assecurare la vita loro per l’advenire.~Però quelli che pensassino
37 Let, VII | contro di me, come voi affermate, e’ mi dorrebbe che voi
38 Let, V | Italia o tornava vincitore d’Affrica, pareva un dare occasione
39 Let, III | parlassino a bocca al suo agente, che adesso si trova là)
40 Apo | volere alla ignobilità sua aggiungere tanto vituperio e cosí nefanda
41 Apo | si trasfigura tanto che, aggiunto el sospetto ordinario che
42 Apo | fatto, e poi che gli ebbe agio a pensare al pericolo che
43 | ai
44 Apo | mio servitore, che nell’aiutarmelo amazzare s’era portato cosí
45 Let, IX | assalto da spagnoli. Dipoi li alamanni ancor ne hanno dato un altro,
46 Apo | gl’uomini savî sieno cosí alieni dal giudicar le cose dalli
47 Apo | come io sono stato sempre alienissimo nel mio pensiero, cosí mi
48 Apo | manifesto che si corre in allargar cose simili, non tanto della
49 Apo | da me cosa alcuna, allora allargarmi e domandare aiuto. El qual
50 Apo | errato a amazzare Alexandro, allegandone le sopradette ragioni, mostrino
51 Apo | altra ragione non se ne può allegare.~Ancor voglio io confessare
52 Apo | fortuna che gli era nato e allevato. Si troveranno inoltre essere
53 | allo
54 Apo | faceva nutrire miseramente e allungare l’infelicità loro piú che
55 Let, IX | che se ne dubiti ciò, dell’alta.~Io mi vo informando di
56 Apo | a tanto che, dopo molte alterazioni e mutazioni di governi,
57 | altrettanta
58 Apo | se non di quegli che gli amano. Che non amassi persona
59 Apo | quegli che gli amano. Che non amassi persona e che gli odiasse
60 Apo | testifican tutti li scrittori, fu amato mentre che visse e desiderato
61 Apo | Medici ero in concetto d’amator della tirannide. E cosí
62 Let, V | dare occasione a chi non amava la libertà di volersi servire
63 Apo | trovare prima uno che mi amazzassi che uno che mi credessi.
64 Apo | tiranni, in qualunque modo si amazzino e si spenghino, sien ben
65 Apo | tiranno: e quelli che l’amazzorono furon lodati e celebrati,
66 Apo | fidare di quegli che noi non amiamo. Sí che io non fu’ mai suo
67 Apo | io mi trovavo solo, senza amici o confidenti, e non avevo
68 Apo | tiranno, ch’io non lo dovevo ammazzare, essendo io suo servitore,
69 Apo | non piglierebbon briga d’ammazzarlo né nell’un modo né nell’
70 Apo | vergogna della pietà e dell’amore debito alla madre, qual
71 | anch’
72 Apo | che io solo e disarmato andassi svegliando e convocand’l
73 Let, III | aspettano altro che la nostra andata. E quando noi fussimo certi
74 Let, II | ci hanno detto che sono andati a Pisa: desidereremmo di
75 Apo | morto il tiranno, ma io sono andato io medesimo a exortare e
76 Let, VI | armata, sí che la cosa se n’andrà a mezzo giugno. È ben vero
77 Apo | volessino amazzare, o se gli andrebbono deliberati per amazzarlo
78 Apo | uomini vivi in luoghi cosí angusti che non si potessino né
79 Apo | ci fanno superiori alli animali bruti, essendo nel resto
80 Apo | amazzare s’era portato cosí animosamente, dopo il fatto, e poi che
81 Apo | la città di Firenze, per antica possessione, del suo popolo,
82 | anzi
83 Apo | Apologia~ ~S’io avessi a giustificar
84 Let, III | tanta prestezza gl’altri apparati che riacquistassino il tempo
85 Apo | nelle sacre ancora, che gli apparirà difficile a giudicare chi
86 Let, V | e non ricuoprono i loro appetiti con dir di far quello che
87 Let, I | capi, non si può sapere appunto il numero, ma pensiamo che
88 Apo | giustificar le mia azioni apresso di coloro che non sanno
89 Let, VI | Foresta.~ ~Di Pera, a li 17 d’aprile nel ’37.~ ~ ~Vostro come
90 Let, IX | dove è morto el principe d’Aranges e dicono 3 o 4 mila persona:
91 Apo | che ne è ancora, perché aranno questi malevoli autorità
92 Let, V | Imperò, letta che l’arete, ardendola, sarete sicuro che ella
93 Apo | fussin trovati in sul fatto, arebbono un po’ me’ considerato quant’
94 Apo | offeso da persona, e non arebe bisogno di guardie o di
95 Apo | essendo certo che né lor né io aremo potuto fornir la vita nostra
96 Let, V | parlare. Imperò, letta che l’arete, ardendola, sarete sicuro
97 Apo | ancora che e fuorusciti eron armati, e que’ di dentro disarmatissimi;
98 Apo | sempre senza arme e lui armato: ché del continuo aveva
99 Let, VII | Ma comunche si sia, io arò piacere che voi siate libero,
100 Let, III | proposto, forse lo potrebbe arraffreddare. E io veggo che non ha cosa
101 Let, VI | Magnifico messer Filippo: ~Io arrivai qui a 6 del presente, dove
102 Let, III | desiderono la libertà, e cosí non aspettano altro che la nostra andata.
103 Let, III | altro non mi occorre.~Sto aspettare con gran desiderio d’intendere
104 Let, II | conte non fussi costí, non l’aspettate, ma vi prego mandiate subito
105 Let, I | OSSERVANDISSIMO IN BOLOGNA~ ~Noi aspettavamo iersera la resoluzione di
106 Let, IX | si era ritirato dopo li assalti 3 leghe, ma che don Ferrante
107 Apo | a liberar la patria e a assecurare la vita loro per l’advenire.~
108 Apo | fiorentino alla fine dello assedio del ’30 expressamente dichiarato
109 Let, I | interrogazione non si può rispondere assolutamente. Perché se voi vi vorrete
110 Apo | legge non sol permettano ma astringano el figliuolo a accusare
111 Let, V | il male che la medicina, atteso la miseria in che è ridotta
112 Let, V | fece temere che nell’andare attorno non si manifestasse quello
113 Let, II | delle cose sua, prima che auta la presente, invii immediate
114 Let, II | sempre obligato, che questo avanzerà tutti gl’altri, e perché
115 Apo | monstro, questo portento, fece avelenar la propria madre non per
116 | avendola
117 | avendoli
118 Let, II | intervenissi per mia colpa, avendomeli salvati Idio sino al presente.
119 | avendovi
120 Apo | e l’onore; perché ognuno averebbe creduto ch’io avessi voluto
121 Apo | caso importava assai, ché averebbi dato reputazione alla parte
122 Apo | come è verisimile che gli averebbon fatto, che io averei perso
123 Apo | perch’io son tanto lontano da averle finte ch’io la dico piú
124 Apo | e voglion che le parole avessen mosso quel populo, el quale
125 Apo | son mal successe, se mi avesseno auto a consigliare allora,
126 | avessimo
127 Apo | dovevano, e da poi che gli avevan lasciato acquistare alli
128 | avevano
129 Apo | di quello ardore che gli avevono a essere? Oh che piú ne
130 Apo | reputazione quanta loro ne avrian presa, succedean egli di
131 Apo | importanza; altri essere stati avvelenati e morti di sua mano propria
132 Let, II | uomo del conte, e se per avventura il conte non fussi costí,
133 Let, II | costí a dí; però piaccivi avvisarmene, e io seguirò tutto quello
134 Let, IV | condurlo alla voglia nostra. Avvisateci di grazia se i duemila spagnoli
135 Let, VI | partii d’Italia non ci è avviso nessuno. Emmi stata data
136 Apo | particularmente della mia azione, non per domandarne premio
137 Let, II | intendere per il figliolo di Baccio degl’Organi che le mie brigate
138 Let, IX | Montrol e battano la villa bassa, ma non par che se ne dubiti
139 Let, I | conte scriverà di questo a bastanza, pure ne ho voluto scrivere
140 Let, VI | arà fra palandre e galee bastarde e sottili, meglio che 450
141 Apo | suo modo, sarebbe stato bastardo e lontano cinque o sei gradi
142 Let, IX | sono intorno a Montrol e battano la villa bassa, ma non par
143 Apo | populo sbigottito, avilito, battuto, disarmato, diviso, che
144 Apo | sarebbe peggio esser uomo che bestia; perché gl’uomini mancherebbono
145 Apo | effetto sortisca tristo, e biasimar le triste, ancorché le lo
146 Apo | il padre sarebbon stati biasimati e reputati parricidi. Sí
147 Apo | questi malevoli autorità di biasmarmi? ~Ma quanto allo amazzare
148 Apo | danno alla causa, e a me biasmo.~Dico adunque che ’l fin
149 Apo | con che io l’avevo morto. Bisognandomi adunque domandare aiuto,
150 Let, III | dando animo a’ dubbî. Imperò bisognerebbe che subito conoscessino
151 Let, III | o veramente parlassino a bocca al suo agente, che adesso
152 Apo | penso che non piglierebbon briga d’ammazzarlo né nell’un
153 Let, II | ad accompagnare la mia brigata per quel paese dove gl’è
154 Let, II | Baccio degl’Organi che le mie brigate stanno bene, che la Signoria
155 Apo | miseramente nel toro di bronzo, si può credere che Alexandro
156 Apo | fanno superiori alli animali bruti, essendo nel resto una parte
157 Let, III | cardinali abbin fatto qualche buon’opera, e se non la fanno
158 Apo | eventi che gli usino lodar le buone e savie risoluzioni, ancorché
159 Let, III | cittadini, confermando i buoni e dando animo a’ dubbî.
160 Apo | soportato tanti anni cosí grave calamità, essendo, maxime allora,
161 Apo | buona intenzione con queste calunnie, che quando le fussin vere
162 Apo | cose non solo andar a mal camino, ma disperate; e se la mala
163 Let, II | fermassi niente stanotte, ma camminassi tanto che li trovassi, perché
164 Let, II | vostri e ordinateli che cammini il piú che può, acciò li
165 Let, VII | VII~ ~AL SUO CARISSIMO CAPITANO~CECCHINO~ ~Io ho ricevuto
166 Apo | alcun modo, essendosi ne’ capitoli che fece col populo fiorentino
167 Apo | in corpo una guardia e in capo una fortezza che gli era
168 Let, III | veggo che non ha cosa piú cara che queste frecagione, e
169 Let, III | desiderio d’intendere che i cardinali abbin fatto qualche buon’
170 Let, III | bene il conte mi fa assai carezze, pur questo stare io tanto
171 Let, VII | VII~ ~AL SUO CARISSIMO CAPITANO~CECCHINO~ ~Io ho
172 Let, V | che la cosa non potesse cascare se non in piede. Perché
173 Let, II | accadendo, si possin fermare in Castiglione. Prego la Signoria Vostra,
174 Let, II | sarà commesso.~Ricordovi il cavallo, acciò che io non abbia
175 Let, III | lasciassin dar parole, ma cavatone quel construtto che si può
176 | ce
177 Let, VII | AL SUO CARISSIMO CAPITANO~CECCHINO~ ~Io ho ricevuto la vostra
178 Apo | testa (che quella si poteva celare sott’un mantello), dove
179 Apo | amazzorono furon lodati e celebrati, dove se gli avessin morto
180 Apo | e ne fu tanto lodato e celebrato che ne è ancora, perché
181 Apo | volta di Firenze con quella celerità e resoluzione che si ricercava,
182 Apo | morte di Alessandro, io cercai d’occultarla el piú ch’io
183 Apo | la colpa di pochi; poiché cercan d’obscurare la mia buona
184 Let, III | alcuno: prima perché questo cercare di tenere a bada dà indizio
185 Apo | ardore e con quant’animo lor cercavano di riaver la lor libertà,
186 Apo | loro a morire: o vero se e’ cercherebbono di amazzarlo per tutte le
187 Apo | el padre in caso che e’ cerchi d’occupare la tirannide
188 Let, III | possendo ristorare in altro, cerco di satisfarlo in questo;
189 Apo | né men crudel di Falare, cercò di superare le sceleratezze
190 Let, V | quello che ho fatto, e a cert’altri male. Però giudicando
191 Let, V | altro dirvi, farò qui fine, certificandovi che in ogni evento voglio
192 Let, V | adesso, quando le cose di Cesare erono in fiore e che egli
193 Apo | l duca Alexandro, che si chiamava de’ Medici, non fusse tiranno
194 Apo | oppressa da un tiranno, se lo chiamerebbono a combattere, o se gli farebbono
195 Apo | provare quello che è piú chiaro che ’l sole, vengo a rispondere
196 Apo | instante; e portai meco la chiave di quella stanza dove gli
197 Let, VIII| conte Pietro Maria viene in Ciampagna colli italiani di Piamonte,
198 | cinque
199 Let, IV | de’ Medici è entrato nella cittadella di Pisa, ci è parso ricordarvi
200 Apo | tiranno, levata via ogni civilità e ogni reliquia e nome di
201 Apo | mutazioni di governi, venne papa Clemente VII, con quella violenzia
202 Apo | sua nobiltà, né nome né cognome, era maritata a un vetturale (
203 | colle
204 | coloro
205 Apo | che tutti quelli che la comandano che non sono eletti dal
206 Apo | sono eletti dal populo per comandarla, sien tiranni. Come ha fatto
207 Apo | quale ei comportava che comandasse Firenze. Allora Alexandro,
208 Apo | tiranno, se lo chiamerebbono a combattere, o se gli farebbono prima
209 Apo | bisognava; ma d’allora in qua cominciai aver bisogno d’aiuto, perché
210 Apo | non l’avessi fatto.~E per cominciarmi dalle cose piú note, io
211 Apo | meco l’opera ch’io avevo cominciata; perché avendoli io visti
212 Apo | extursioni e prede, essere stati commessi tanti adulterî e usate tante
213 Let, II | quello che da voi mi sarà commesso.~Ricordovi il cavallo, acciò
214 Let, III | trovare senza denari e senza comodità di farne; dipoi questa gita
215 Apo | crudeltà e impietà, si posson comparare con sett’altri anni di Nerone
216 Apo | nato quello el quale ei comportava che comandasse Firenze.
217 Apo | sudditi ordinariamente non son compresi sotto questo nome di servo
218 Let, VII | torto a voi che a me. Ma comunche si sia, io arò piacere che
219 Apo | non poteva condur solo, e comunicarla non volevo per il pericol
220 Apo | libertà, io non voglio lor concedere ora che si ridichino, né
221 Let, I | ritenessimo. Sí che, in conclusione, bisogna per tutti i rispetti
222 Apo | impresa la quale io non poteva condur solo, e comunicarla non
223 Apo | del mondo, e’ poteva pur condurla in qualche luogo segretamente,
224 Let, IV | con buona somma di denari condurlo alla voglia nostra. Avvisateci
225 Let, VI | maggio, e in un mese si condurrà alla Velona, e ’l signore
226 Apo | quanto del non le poter condurre in fine, io mi risolvetti
227 Let, V | immaginare che dura cosa sia conferire con persona tali segreti;
228 Let, III | l’animo de e cittadini, confermando i buoni e dando animo a’
229 Apo | figliolo, che poteva parer piú confermato nello stato e piú legittimo
230 Apo | allegare.~Ancor voglio io confessare a questi tali d’essermi
231 Apo | altro all’onor mio. Ma io confesserei facilmente d’aver errato
232 Apo | prima ch’alcun altro.~Io confesso che non mi venne mai in
233 Apo | morte di Alexandro, se lor confessono a me d’aver fatto questo
234 Apo | che nel populo non era da confidare in conto alcuno; ma e’ non
235 Apo | conoscendo in Firenze alcun ch’io confidassi? Chi mi arebbe creduto?
236 Let, II | uno de’ vostri in chi voi confidiate, che fia per servirvi. Io
237 Apo | cosí come loro pervertono e confondano tutte le legge e tutti e
238 Let, VI | essere seguite molte cose conforme a quelle che allora pendevano.~
239 Let, III | e che lo laudassino e lo confortassino al seguitare come cosa che
240 Apo | quegli che si teneva piú congiunti, che non amò mai nessuno,
241 Apo | che gli odiasse ognuno, si conosce poiché gli odiò e perseguitò
242 Apo | indrizzarmi, essendo solo e non conoscendo in Firenze alcun ch’io confidassi?
243 Apo | giudicare secondo gli eventi, conoscerà che se allora gli arebbon
244 Apo | considereranno tutto, e’ conosceranno ch’io non pensai mai alla
245 Apo | era ’l mezzo: ma perché io conosceva che questa era una impresa
246 Let, V | quale io credo che v’abbiate conosciuto prima che adesso. Tale è
247 Apo | conto alcuno; ma e’ non conoscon già che se que’ soldati
248 Apo | tiranno (ch’era ’l mezzo per conseguire el fine propostomi), mettere
249 Apo | Perché le legge voglion conservar l’onestà quanto si può.
250 Apo | e domandar loro che mi conservassino in quello stato come successore,
251 Apo | li fussi difficile si può considerare immaginandosi una povera
252 Apo | successe, se mi avesseno auto a consigliare allora, quando gli arebbon
253 Apo | domandare aiuto. El qual consiglio mi successe felicemente
254 Apo | politico, e in libertà per consiquenzia: trovandosi la politia piú
255 Apo | fede, della amicizia e del consorzio, e della maggior parte delle
256 Let, III | parole, ma cavatone quel construtto che si può dell’intenzion
257 Apo | successioni del mondo.~Ma per non consumare piú parole in provare quello
258 Let, III | terra, l’insignorirsi del contado sarebbe tale acquisto che
259 Apo | arme e lui armato: ché del continuo aveva seco tre o quattro
260 Apo | non possono in alcun modo contrapesare al resto del mondo che lo
261 Apo | libertà dove e’ non avevon piú contrasto? Certo e’ mi parrebbe essere
262 Let, II | del conte piú là che non è conveniente; e cosí i ronzini per i
263 Apo | aiuto, non potev’io piú convenientemente sperare in quegli di fuora
264 Apo | restituita la repubblica, come si conveniva. Questi che la discorrono
265 Apo | disarmato andassi svegliando e convocand’l populo alla libertà, e
266 Apo | da me ch’io dovevo andar convocando per la città el populo alla
267 Let, V | servire di quella paura per coperta del malanimo suo; nel differire
268 Apo | pericol manifesto che si corre in allargar cose simili,
269 Apo | corso e che ancor li parea correre, era tanto avilito che di
270 Let, IV | sarebbe bene tentare di corromperlo; ché, essendo de’ nostri
271 Let, VI | monsignor della Foresta cortesissimamente, sí che io starò tanto con
272 Let, VI | può dire.~Delle cose di costà non sappiamo cosa alcuna
273 | costoro
274 Let, VII | fatto entrare in questa credenza erono state le parole della
275 Apo | vincitori, non potevono ancor creder d’aver vinto; tanto che
276 Let, III | noi sapessimo usare, non crederei si facessi danno alcuno:
277 Let, II | pure le faceva da vero, credesi per le cose di Piamonte,
278 Let, V | primo ch’io scontrai non mi credette; e cosí ebbi a perder tempo
279 Let, IX | possiate risolvere.~El vostro credito, per quel che mi dice el
280 Let, I | tanto con le parole che non credono piú niente.~Ancorch’io sappia
281 Apo | lussurioso di Caligula, né men crudel di Falare, cercò di superare
282 Apo | Medici, ch’era reputato suo cugino.~Io non vorrei che le grandezze
283 Apo | bene al lor particolare, curandosi poco del publico, seguitavan
284 | dalle
285 | dallo
286 Let, III | cittadini, confermando i buoni e dando animo a’ dubbî. Imperò bisognerebbe
287 Let, V | sia mal governato, e mi dannano di poco animo o di poco
288 Apo | cose fussin finte da me per darli carico; perch’io son tanto
289 Apo | come successore, e insomma darmi loro in preda; e dipoi,
290 Let, IX | riscrivervi ‹ ... › mancare di darvi adviso come questa ‹ ... ›
291 Let, II | marchese si va retirando. Ci davon piú fastidio li spagnoli
292 Let, VIII| intendo per lettere d’altri, debb’essere ora a Lione, e il
293 Apo | per il mondo, che nessuno debba offendere el tiranno di
294 Let, III | debolezza loro, ché infatti si debban trovare senza denari e senza
295 Let, VI | venissi, che un pezzo fa debbe essere arrivato. Prego la
296 Apo | della pietà e dell’amore debito alla madre, qual lui non
297 Let, III | a bada dà indizio della debolezza loro, ché infatti si debban
298 Apo | exilio; tanti essere stati decapitati senza processo e senza causa
299 | degli
300 Apo | tirannide sono stati reputati degni de’ secondi onori, dopo
301 Let, III | lo posson conoscere), si deliberassino di eseguire in tanta prestezza
302 Apo | amazzare, o se gli andrebbono deliberati per amazzarlo sapendo d’
303 Apo | amato mentre che visse e desiderato poi che fu morto da’ sua
304 Let, III | abbiate lui per figliolo.~Io desidererei, e massime se vi fussi facil
305 Let, II | che sono andati a Pisa: desidereremmo di saperne il certo, sapendolo
306 Let, III | dubbî, e cosí non men di noi desiderono la libertà, e cosí non aspettano
307 Let, IX | Disier martedí passato, dettono uno assalto e furon ributtati
308 Let, VII | erono state le parole della Diana, e molto piú quelle di Ruberto
309 Let, II | questo la cura publica, diate subito espedizione a questa
310 Let, VI | passi in Italia, ancorché si dica, ma dello andare alla Velona
311 Let, II | che di quelle genti che si diceva che faceva il marchese del
312 Apo | assedio del ’30 expressamente dichiarato che non potessi rimettere
313 | dieci
314 Let, I | farete in su di otto o diecimila fanti; ma non vi volendo
315 | dietro
316 Apo | nel ’30 si eron trovati a difender cosí virtuosamente la lor
317 Let, V | onor mio, anzi m’abbiate a difendere ovunque sarà di bisogno,
318 Let, V | patria, e acciò che voi mi difendiate contro a quelli a’ quali
319 Apo | ambizione.~Egli è altrettanta differenza dal discorrere le cose al
320 Let, V | coperta del malanimo suo; nel differire s’incorreva in pericoli
321 Apo | visto da una banda tanta dificultà, dall’altra e fuorusciti
322 Let, III | e so che voi avete tanta dimestichezza con quelli oratori, che
323 Let, V | che è seguito dopo, che dimostra non solo che io non arei
324 Apo | governo che nella republica. E dimostrerrei ancora come, essendo la
325 Apo | malignità loro, se non che Dio gli facessi parenti, servitori
326 Apo | crudeltà e inumanità, com’io dirò appresso. Né fu punto inferiore
327 Let, V | amicizia nostra. E, senz’altro dirvi, farò qui fine, certificandovi
328 Apo | armati, e que’ di dentro disarmatissimi; inoltre tenendo per certo
329 Apo | altrettanta differenza dal discorrere le cose al farle, quanta
330 Apo | al farle, quanta ne è dal discorrerle inanzi a dopo il fatto.
331 Apo | tirannide. E cosí quelli che discorron le cose dopo el fatto, e
332 Let, VII | qual Ruberto, se ora si disdice, mi par che gli abbia fatto
333 Apo | che di lui io non poteva disegnare cosa alcuna. O non avev’
334 Let, II | che del fatto loro, e ho disegnato di levarle di lí, parendo
335 Let, IX | resto dell’exercito, e che disegnava far nuova batteria. Questo
336 Let, II | intervenissi loro qualche disgrazia, come Michelagnolo mi ha
337 Let, IX | una gran batteria a Santo Disier martedí passato, dettono
338 Apo | solo andar a mal camino, ma disperate; e se la mala fortuna non
339 Let, V | città e di poter pensare di disporre il prefato signore per qualche
340 Let, V | quando si vuole. Ancora che, disputandola, le ragioni son per me:
341 Apo | di Francia, la sua vita dissoluta, la sua avarizia, la sua
342 Apo | per tener la parte sua ne divenivan ricchi: e quali non potevon
343 Apo | costumi son quegli che fanno diventare e principi tiranni, contra
344 Apo | secondo le legge umane e divine Alexandro era figliuolo
345 Apo | avilito, battuto, disarmato, diviso, che si trovava in corpo
346 Let, VII | voi siate relassato, io dò licenzia e a voi e a chi
347 Let, V | tutte queste cose, io non mi dolgo della mia sorte, parendomi
348 Apo | in que’ primi moti, e pel dolore del veder là morto el lor
349 Apo | e mostrargliene morto, e domandar loro che mi conservassino
350 Apo | della mia azione, non per domandarne premio o loda, ma per dimostrare
351 Apo | ho mancato. Nel resto non domandate dalli uomini se non quel
352 Apo | dell’imperatore a chi e’ la domandavano, oh non avev’io a tener
353 Apo | altrimente, l’arei fatto), io domando questi tali, se la lor patria
354 Let, IX | assalti 3 leghe, ma che don Ferrante era rimasto col
355 Let, VII | come voi affermate, e’ mi dorrebbe che voi patissi ingiustamente.
356 Let, III | inestimabile di levarse da dosso questi pesi che li sono
357 Apo | inverso la lor patria che doverebbono, che cosí come io non ebbi
358 Apo | considerazione che Cosimo de’ Medici dovesse succedere a Alexandro; ma
359 Apo | pensassino che Alexandro non si dovessi chiamar tiranno per essere
360 Apo | e’ poteva piú di me, e’ dovette conoscere che si ingannava
361 Let, V | buono, tanto che io sto in dubbio se io desidero piú presto
362 Apo | insin qui è manifestissimo. Dubitasi s’el duca Lorenzo, in quel
363 Apo | e per prevenire quel che dubitava che fussi fatto a lui, ma
364 Let, V | vi potete immaginare che dura cosa sia conferire con persona
365 Apo | politia piú rara e manco durabile in ogni altra sorte di governo
366 Apo | uomini che stiman l’onore piú dure a sopportare della morte
367 Apo | populo, né con tutto questo ebb’ella mai autorità, se non
368 Apo | secondi onori, dopo alli edificatori di quelle. Ma avendo a parlare
369 Let, IX | malanimo”~ [Nota per l'edizione elettronica Manuzio]~
370 | ei
371 Apo | la comandano che non sono eletti dal populo per comandarla,
372 Let, V | profitto alcuno. E nell’avere eletto tempo che il signore Alessandro
373 Let, IX | malanimo”~ [Nota per l'edizione elettronica Manuzio]~
374 Apo | provedimento alcuno; né la elezione di Cosimo, che era cosí
375 Apo | fussin vere non arebbon elle forza alcuna di farlo. E
376 Let, VI | non ci è avviso nessuno. Emmi stata data una lettera della
377 Let, IV | duemila spagnoli sono in Empoli, come noi intendiamo. E
378 Let, VII | Quel che mi aveva fatto entrare in questa credenza erono
379 Let, IV | come Iacopo de’ Medici è entrato nella cittadella di Pisa,
380 Let, II | terre murate, dove io non entrerei; e verrò di notte. Che partendomi
381 Apo | tirannide della sua patria, non er’io tanto piú obligato a
382 Apo | amazzare Alexandro, ma che io errai bene nel modo del procedere
383 Apo | dican già ch’io facessi errore a amazzare Alexandro, ma
384 Let, VI | io non credo che l’armata esca avanti che a mezzo maggio,
385 Let, III | conoscere), si deliberassino di eseguire in tanta prestezza gl’altri
386 Let, II | cura publica, diate subito espedizione a questa faccenda, mandando
387 | essendosi
388 Apo | premio per servirlo e per esserli fedele, o essendo suo stiavo;
389 Apo | infiniti testimoni, infinite examine, la fama freschissima; donde
390 Apo | suo: poiché lui medesimo excogitava e trovava nuove sorte di
391 Let, IX | impiccare e far l’altre execuzioni che si ricercano ‹ ... ›. ~‹ ... ›
392 Apo | manifestamente conoscere per l’exemplo di Ierone e di Ieronimo
393 Apo | nella sua povertà e ne’ sua exercizî a lavorar la terra, insino
394 Apo | perseguitati poi e morti sino in exilio; tanti essere stati decapitati
395 Apo | sono andato io medesimo a exortare e sollicitare quegli ch’
396 Apo | ancorché ella sia trista e che exponga el corpo suo alla libidine
397 Apo | fine dello assedio del ’30 expressamente dichiarato che non potessi
398 Apo | libidine e per avarizia e per extorsioni, per crudeltà e impietà,
399 Apo | essere state fatte tante extursioni e prede, essere stati commessi
400 Let, II | subito espedizione a questa faccenda, mandando subito l’uomo
401 Apo | quel corpo morto a uso di facchino, e andar gridando solo per
402 | facciate
403 | facendo
404 Apo | sempre disarmato come e’ facevon gli altri cittadini, i quali
405 Let, V | questo ne avesse a succedere facilissimamente. E certo ne succedeva, se
406 Apo | testimoni, infinite examine, la fama freschissima; donde si sa
407 Let, II | 18 o 20 cavalli, che mi farebbon esser sicuro per tutto quando
408 Apo | chiamerebbono a combattere, o se gli farebbono prima intendere che lo volessino
409 | farete
410 | farmi
411 | farò
412 | farvi
413 Let, II | retirando. Ci davon piú fastidio li spagnoli sbarcati a Genova
414 Apo | stesso non mi sarebbe parso fatica spargere el proprio sangue
415 | fatte
416 Apo | ricercava, noi non trovavamo fattoci contro provedimento alcuno;
417 Apo | compagnia de’ fuorusciti e col favore delli uomini del dominio,
418 Apo | già non son quelli che per favorirlo e per tener la parte sua
419 Apo | per servirlo e per esserli fedele, o essendo suo stiavo; perché
420 Apo | qual consiglio mi successe felicemente sino alla morte d’Alexandro,
421 Apo | una sua innata crudeltà e ferità, commesse che sua madre
422 Let, V | sospetti, tenendo sempre ferma speranza che la cosa non
423 Let, III | acquisto che noi potremmo fermamente pensare che il re avessi
424 Let, II | che, accadendo, si possin fermare in Castiglione. Prego la
425 Let, II | Vorrei che chi va non si fermassi niente stanotte, ma camminassi
426 Let, IX | assalti 3 leghe, ma che don Ferrante era rimasto col resto dell’
427 Let, II | chi voi confidiate, che fia per servirvi. Io vi fo fede
428 Apo | servitore, del sangue suo, e fidandosi gli di me. E quali io non
429 Apo | che fu l’ultima si sarebbe fidato, se non fussi stata la sfrenata
430 Apo | allo amazzare uno che si fidi (el che io non dico di aver
431 Apo | libidine d’ognuno, che tutti e figli che ella fa son sempre giudicati
432 Apo | povera vecchia che si stava a filar la sua lana o a pascer le
433 Apo | che e fuorusciti dovessin finir meco l’opera ch’io avevo
434 Apo | uomini, che hanno morti fino a proprî fratelli per la
435 Let, V | cose di Cesare erono in fiore e che egli era in Italia
436 Let, II | fia per servirvi. Io vi fo fede che ancorché voi mi
437 Apo | Cosimo, che era cosí mal fondata e cosí fresca, ci poteva
438 Apo | né lor né io aremo potuto fornir la vita nostra piú gloriosamente
439 Apo | una guardia e in capo una fortezza che gli era di tanto maggiore
440 Apo | bisogno di guardie o di fortezze. Sí che io concludo che
441 Let, V | V~ ~A FRANCESCO DI RAFFAELLO~DE’ MEDICI~
442 Let, III | scrivendo alli imbasciatori francesi operassi che gli scrivessino
443 Apo | principe che non è ’l re di Francia, la sua vita dissoluta,
444 Let, III | cosa piú cara che queste frecagione, e io non lo possendo ristorare
445 Let, II | preparazioni degli imperiali fredde, massime che di quelle genti
446 Apo | cosí mal fondata e cosí fresca, ci poteva nuocere o impedire.
447 Apo | perché avendoli io visti cosí frescamente a Napoli venir con tanta
448 Apo | infinite examine, la fama freschissima; donde si sa per certo che
449 Apo | que’ cittadini che avevon fuggita della nostra città la crudeltà
450 Let, V | verso.~Circa all’essermi fuggito e il non avere chiamato
451 | fummo
452 | fuori
453 Apo | in quel tempo che gli era fuoruscito, ebbe a fare con questa
454 Apo | e dipoi, quando le cose fusseno state in mio potere, ch’
455 Let, III | nostra andata. E quando noi fussimo certi di non ci avere a
456 Apo | tutti e cittadini di Firenze fussino di quell’animo inverso la
457 Apo | presente e certa gloria, la futura, incerta e trista ambizione.~
458 Let, V | egli abbia bisogno di piú gagliardi rimedî: ché sapete che le
459 Let, VI | perché gl’arà fra palandre e galee bastarde e sottili, meglio
460 Let, VI | remo, e circa 50 navi e galeoni, e con la persona sua verranno
461 Apo | che era non sol vivo ma genero dell’imperatore a chi e’
462 Let, II | fastidio li spagnoli sbarcati a Genova e inviati a cotesta volta;
463 Let, II | ronzini per i servitori, e il giaco e le maniche. Ringraziovi
464 Let, IX | STROZZI›~Io vi scrissi 3 giorni sono in risposta ‹ ... ›
465 Let, I | della Mirandola, e che ogni giorno se li vengono a offerire,
466 Apo | piú nuocere alla causa che giovare. Però io fu’ di tanto contraria
467 Let, V | non solo che io non arei giovato alla patria in conto alcuno,
468 Let, V | a cert’altri male. Però giudicando che con quelli ai quali
469 Apo | savî sieno cosí alieni dal giudicar le cose dalli eventi che
470 Apo | impresa che da ognuno era giudicata che non si potesse perdere.
471 Apo | figli che ella fa son sempre giudicati e sono del marito? Perché
472 Apo | amazzarlo e salvarmi, e se giudicorono subito, essendo fuora tanti
473 Let, VI | cosa se n’andrà a mezzo giugno. È ben vero che le forze
474 Let, III | abbiate pazienza.~Io scrivo a Giuliano che del venire o dello stare
475 Apo | quest’Alexandro.~El quale, giunto che fu in Firenze, perché
476 Apo | Apologia~ ~S’io avessi a giustificar le mia azioni apresso di
477 Let, V | paresse bene non accadesse giustificarmi, con questi altri mi pareva
478 Apo | fatto con tutte le ragioni e giustificazioni del mondo, talché fussi
479 Apo | alla vera, presente e certa gloria, la futura, incerta e trista
480 Apo | fornir la vita nostra piú gloriosamente che per servizio della patria.~ ~
481 Apo | libertà (se si fussin saputi governare), tanto piú era la cosa
482 Apo | alterazioni e mutazioni di governi, venne papa Clemente VII,
483 Apo | durabile in ogni altra sorte di governo che nella republica. E dimostrerrei
484 Apo | bastardo e lontano cinque o sei gradi da me? O se Timoleone si
485 Let, V | per certo che, in questo grado ch’io sono, voi non abbiate
486 Apo | fussi stato molti anni in grandezza, egli l’aveva lasciata nella
487 Apo | cugino.~Io non vorrei che le grandezze delle sceleratezze vi facessi
488 Let, VI | che le forze sua saranno grandissime, perché gl’arà fra palandre
489 Let, VI | che stiamo con desiderio grandissimo di avere vostre lettere.
490 Apo | soportato tanti anni cosí grave calamità, essendo, maxime
491 Let, IV | voglia nostra. Avvisateci di grazia se i duemila spagnoli sono
492 Let, VI | certo, e di già è ita la grida, e la guardia sua si provede
493 Apo | uso di facchino, e andar gridando solo per Firenze come pazzo?
494 Apo | e non arebe bisogno di guardie o di fortezze. Sí che io
495 Apo | Oh che piú ne poss’io? Guardisi in quel ch’io ho avuto a
496 Let, IV | BOLOGNA~ ~Avendo inteso come Iacopo de’ Medici è entrato nella
497 Let, II | colpa, avendomeli salvati Idio sino al presente. Però vi
498 Let, I | BOLOGNA~ ~Noi aspettavamo iersera la resoluzione di quello
499 Apo | viva, e non volere alla ignobilità sua aggiungere tanto vituperio
500 Apo | testimonianza della sua ignobiltà. Perché, ancora che e’ fussi
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