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Annie Vivanti
L'apollinea fiera

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)
prova-york

     §
1002 6| amore e d’esecrazione che si prova per chi ci costa molto dolore, 1003 5| richiesta del direttore provai vari altri cavalli. Ma tutti 1004 5| entusiasmo mi chiese se volevo provarlo.~ Mi prestarono un’amazzone, 1005 5| al Tattersall. A me parve provvidenziale. Un professore! Ci aiuterebbe 1006 2| degli scherzi assolutamente puerili e semplici. Le parole ambigue 1007 2| le mascelle e chiudere i pugni.~ “Misericordia!...” pensai “ 1008 5| affrettò a spiegare che il puledro, un arabo puro sangue, apparteneva 1009 5| intrico di delicate venature pulsanti. Il professore le esaminò 1010 6| Quanto alla minacciata punizione di portarmi via Giosue Cavallo, 1011 1| per un istante solo, in punta di piedi! –da un meraviglioso 1012 | pur 1013 6| lo spezzò, e che portò me pure vicino alla morte. In ciò 1014 6| la rotta~Nube ci arda e purifichi o che il torrente inghiotta~ 1015 5| che il puledro, un arabo puro sangue, apparteneva alla 1016 2| trascinando il letargico quadrupede per la via maestra. “Stia 1017 | qual 1018 | Qualcuno 1019 | Quale 1020 | qualvolta 1021 | quand’ 1022 | quanta 1023 6| per lui annunciai sulle quarte pagine dei giornali che 1024 4| perché dormo. Dormo per quattordici ore e mi sveglio senza febbre.~ “ 1025 | quei 1026 | queste 1027 6| troneggiante sul titanico e quiescente Ras nel cortile di via Caracciolo, 1028 5| Francesco Impallomèni” rispose qullo.~ Per non offenderlo attesi 1029 5| Carducci scosse di nuovo rabbiosamente il capo, e fece il suo gesto 1030 4| sembra che Carducci mi abbia raccomandata alla cura dei giganti montani, 1031 1| dire. – Ma Piero Giacosa raccontava molte cose; e, passando 1032 1| piedi! –da un meraviglioso racconto delle fate, nel fluttuante 1033 5| quanto un bue”.~ E questo mi raffreddò.~ Indi ne apparve uno tutto 1034 6| galoppo molte volte. Egli era raggiante.~ “E’ bello Giosue Cavallo” 1035 6| rallentare la corsa, per non raggiungerla, soprattutto – imperdonabile 1036 6| tirai le redini; bisognava rallentare la corsa, per non raggiungerla, 1037 7| rividi Carducci, né io osai rammentarglielo, né lui me ne parlò.~ ~* * * * *~ ~ 1038 5| bocca fino a parere una rana. “Mah!.... Lo sa lei?”~ “ 1039 2| pensiero di allontanarsi rapidamente ed io cercai con furtivi 1040 1| il respiro e mi batteva rapidissimo il cuore. Laggiù a sinistra 1041 6| rappresenta per me sotto ogni rapporto una bestia nera!”~ Me ne 1042 6| sì! Portatemelo via; esso rappresenta per me sotto ogni rapporto 1043 5| Balzano da tre, cavallo da re!”~ “E’ questo, è questo 1044 6| Tremai. Scrissi che dovevo recarmi subito a Napoli. Mi pareva 1045 6| tutto odiai me stessa che recitavo questa vile, questa ignobile 1046 6| tenebroso corsiero da lui regalato”.~ Allora fu per tutta Napoli 1047 6| Dirlo a Carducci? A che pro? Relativamente povero anche lui, che cosa 1048 6| Alula era un mite, era un remissivo, un rinunciatario, un vinto 1049 6| chiudendo i denti sul labbro, repressi le mie sofferenze.~ Nulla 1050 1| facessi io, mi mancava il respiro e mi batteva rapidissimo 1051 6| meglio e costava meno. Volevo restarmene tranquilla? No; mi toccava 1052 4| galoppo verso la valle.~ Io resto sola nel mondo pieno di 1053 5| direttore, “vedono questa rete magnifica di vene?....”~ 1054 4| gelidi, e appena sono a letto riappare con una boccia d’acqua calda 1055 4| occhi, a Carducci che è riapparso; e accanto a lui sta la 1056 5| io, ancora in sella, mi riappuntavo le trecce, Carducci si avvicinò 1057 4| Che regalo?” dico appena riapro gli occhi, a Carducci che 1058 5| Non crede che l’onorevole Riccardo…forse…saprebbe dove metterlo?”~ “ 1059 6| arrabattavo in una continua ricerca di danaro; per lui mi guastai 1060 6| scudisciata sulla testa lo richiamai; allora tuffando il capo 1061 5| Scesi di sella, e dietro richiesta del direttore provai vari 1062 1| il passo al poeta. Poi si richiuse ondeggiando intorno alle 1063 5| tacere, e dopo un istante ricominciai.~ “Forse non vi dispiacerebbe 1064 5| diss’io: e siccome Carducci ricompariva – a fianco del cavaliere 1065 5| Equestre Americano; e lo fece ricondurre via. Ma ecco comparire un 1066 1| sorrisi anch’ io, assai riconfortata.~ “Era una risposta scorretta” 1067 1| invitava alla fuga.~ Allora ricordai la poesia inglese “Casabianca”, 1068 2| dall’alto del mio cavallo, ricordando il successo della mattinata, 1069 6| Non lo so; né voglio oggi ricordare la folle catastrofe che 1070 6| di cavalli neri. (Se ne ricorderà forse ancora quell’ufficiale: 1071 4| che ella né protesta né ride, come avrei sperato. Dice: “ 1072 4| mangiare!” esclama lei, ridendo; e, maternamente, me lo 1073 4| la signora Emilia tutta ridente.~ Carducci ripete: “Vedremo. 1074 2| egli sorrideva poco. E non rideva mai.~ In quello stesso pomeriggio 1075 6| rompendola a pezzetti ne riempii la valigia di Carducci.~ 1076 5| dottore; oppure, come ora, mi rifugiavo dalla signora Luzzatto, 1077 4| una slitta aperta – ritta, rigida e gelata accanto a due guide 1078 4| ritornare a Bologna. Ma io volli rimanere a vagabondare pei monti, 1079 4| dottore mi prescrive altri rimedi. Al mio capezzale siede 1080 5| più nulla. Allora andavo a rinchiudermi in campagna in casa di mio 1081 4| Orco”. E soggiungo: “Vi ringrazio di essere stato così paziente 1082 6| mite, era un remissivo, un rinunciatario, un vinto della vita. Per 1083 5| ebbero discusso varie cose io riparlai del cavallo; e il professore 1084 6| ne guardai bene; ed egli ripartì per Bologna convinto di 1085 1| Carducci si avviò per la salita ripida e verde sopra a Gressoney 1086 1| fianco ascesi il verde e ripido pendìo.~ La regina mi aspettava. 1087 2| testa bassa e un ginocchio ripiegato, Carducci esclamava da lontano: “ 1088 6| fondo, le mie monellerie lo riposassero da tanta grigia solennità. 1089 5| grandissimo, balzano da tre”.~ “Riposati un poco” disse la signora, 1090 1| farmi sfigurare”.~ Carducci riprese la via; ma fatti pochi passi 1091 4| per lo stomaco” dichiara risoluta.~ Inorridisco.~ “Ma è impossibile 1092 4| qui….(l’abitudine mi fa rispettosa, la malattia mi permette 1093 4| mormoro io.~ “Vedremorisponde. E se ne va. Sparisce. Sparisce 1094 1| chiedemmo: “E che cosa rispondeste?”~ Confesso che attesi non 1095 6| ingannato. Alle sue domande rispondevo brevemente, evasivamente, 1096 3| lettera a me. Quella lettera è ristampata nelle sue Opere col titolo 1097 4| finì; e Carducci doveva ritornare a Bologna. Ma io volli rimanere 1098 6| poi che, a metà strada del ritorno, volendo egli mostrare al 1099 5| tornò via tranquillizzato e ritornò a trovarmi qualche mese 1100 6| passo l’uno vilmente si ritrae, così io lanciai solo nella 1101 4| in una slitta aperta – ritta, rigida e gelata accanto 1102 1| aspettava. Accanto a lei, ritto e immobile, stava Carducci; 1103 6| quasi mi slogò i polsi, riuscii a farlo deviare quanto era 1104 6| strapponi, di frusta e sperone riuscivo a farlo galoppare, si dimenava 1105 6| di cavalli~Agitatrice a riva più cortese!~ ~ ~Anch’egli 1106 7| Quando dopo molti anni, rividi Carducci, né io osai rammentarglielo, 1107 1| Margherita che passava in rivista le sue truppe alpine. Vestiva 1108 6| fremente, annaspando l’aria, rizzandosi quasi volesse rovesciarsi 1109 4| impossibile ch’ io mangi quella roba!” dico coi denti stretti, 1110 6| della legna in fascina, e rompendola a pezzetti ne riempii la 1111 2| avvistando qualche malinconico ronzino fermo accanto al marciapiede 1112 6| un brillìo d’argento e di rosso vivido: era la carrozza 1113 6| folgore di Giove tra la rotta~Nube ci arda e purifichi 1114 6| rizzandosi quasi volesse rovesciarsi all’indietro. Cedetti le 1115 6| Cavallo mi aveva completamente rovinata. Per lui mi arrabattavo 1116 6| fino a giungere a una certa rupe gigantesca che sovrasta 1117 3| cascatelle increspate e rutilanti e facendosi schermo agli 1118 2| strada. C’era il dottor Ry, c’era il professor Vivante, 1119 5| parere una rana. “Mah!.... Lo sa lei?”~ “Rebecca!” ripetei 1120 1| hai detto?”~ Io ripetei la sagace sentenza.~ “E’ una poesia” 1121 1| camerieri entrassero nella sala portando maestosamente nel 1122 6| fece due o tre scivoloni, salì sul marciapiede come se 1123 5| credo che avrei pianto.~ Salimmo in carrozza per andare al 1124 5| carrozzella.~ Ma prima di salirvi Carducci a un tratto si 1125 2| asimmetrici bucefali ed io salivo in sella e uscivo per sentieri 1126 5| sempre a quel trottigno saltellante e caracollante; mi pareva 1127 6| redine mentre il soldato d’un salto balzò indietro.~ L’effetto 1128 6| un soggiorno laggiù onde salutare una regale Amica e vedermi 1129 5| gente lo conosceva e lo salutava. Come ero solita, gli diedi 1130 5| ne andò. Il professore mi salutò anch’esso frettolosamente, 1131 1| scialuppa gli gridano: “Vieni! Sàlvati!” Al fanciullo fu detto: “ 1132 6| all’altezza della chiesa di San Ferdinando, Ras Alula subitamente 1133 5| il puledro, un arabo puro sangue, apparteneva alla cavallerizza 1134 5| invincibile paura, non ne volle sapere.~ “E che cosa ne farai? 1135 2| accettai. Ma né lui né Carducci sapevano farmi montare in sella, 1136 5| onorevole Riccardo…forse…saprebbe dove metterlo?”~ “Mio marito!”~ “ 1137 | saremmo 1138 5| morelli, cavalli baj, cavalli sauri, cavalli pomellati; passarono 1139 5| Tremila lire!” io rimasi sbalordita davanti ad una cifra simile. 1140 5| po’ duro, che a scosse e sbalzi mi fece cadere il cappello 1141 6| mie esili spalle e la coda sbandierante dell’insano Ras Alula….~ 1142 4| rapita dalla tisi nello sbocciare del’adolescenza – ed ella 1143 2| ogni momento si fermava a scacciare con un calcio languido qualche 1144 1| gressonese: breve gonna scarlatta e corsetto di velluto nero; 1145 1| pollo.~ Carducci si volse di scatto con fosco cipiglio.~ “Eh? 1146 3| intorno dall’alto delle rocce scaturivano scintillanti, incendiate 1147 2| guardare la vista. Preferisco scendere”.~ “No, no! “ eclamò Ciocca, 1148 4| due guide e un pecoraio – scendo alla valle. A Pont St. Martin 1149 4| Ebbene?” e le lagrime le scendono dagli occhi.~ “Se devo morire…. 1150 1| si staccò dalle altre e scese verso di me. Non era Carducci. 1151 3| e rutilanti e facendosi schermo agli occhi colla mano. “ 1152 5| se la terra gli facesse schifo. Era tutto nero, eccetto 1153 6| fermò ansimante, coperto di schiuma.~ ~* * * * *~ ~ 1154 1| Invano i marinai dalla scialuppa gli gridano: “Vieni! Sàlvati!” 1155 4| spianata dove tutto è gelido e scintillante, sugli abeti già incappucciati 1156 3| delle rocce scaturivano scintillanti, incendiate dallo splendore 1157 6| partì forsennato battendo scintille dai ciottoli del cortile, 1158 6| bene per escogitare delle sciocchezze; così, allorché Carducci 1159 3| le rocce i loro capelli sciolti”.~ “Sarà così” disse Carducci 1160 6| dai ciottoli del cortile, scivolando sul selciato, lanciandosi 1161 2| Umiliatissima mi lasciai scivolare dalla sella e misi piede 1162 6| traversa fece due o tre scivoloni, salì sul marciapiede come 1163 4| dice, alzando il cappello e scoprendo le grigie chiome.~ “Addio, 1164 2| disse Carducci, che aveva scordato le sue ire. “Guardandoti 1165 2| mi disse subito Carducci scorgendolo da lontano; poiché io avevo 1166 1| stava Carducci; mi parve di scorgere nel suo sguardo rivolto 1167 6| la carrozza, e voltandomi scorgevo Carducci feroce che, aiutato 1168 1| riconfortata.~ “Era una risposta scorretta” tuonò Carducci d’ improvviso. “ 1169 5| colazione a un’altra tavola, lo scorse e venne a parlargli.~ Dopo 1170 2| come un fantino….~ Così, scortata da un lato da Carducci e 1171 6| nobile corsiero, Ras Alula scoteva la testa placidamente, partiva 1172 6| una sua visita. Tremai. Scrissi che dovevo recarmi subito 1173 7| finalmente il coraggio di scrivere a Carducci che Giosue Cavallo 1174 6| e grande dolore. Egli mi scriveva ora - più sovente del solito – 1175 6| Cedetti le redini e con una scudisciata sulla testa lo richiamai; 1176 6| lo molestassi con morso, scudiscio e tacco per animarlo, per 1177 4| Emilia Luzzatto. Sono stata a scuola con sua figlia Evelina – 1178 1| Carducci m’ interruppe sdegnato:~ “Ma che poesia!” esclamò, 1179 6| sempre più alti, sempre più sdegnoso di toccar la terra. Ed io 1180 3| mente): lassù in alto stanno sdraiate supine le fate, e lascian 1181 5| Non è necessariodisse seccamente.~ “Ma sì che è necessario! 1182 1| a vagabondare pei boschi secondo il tuo solito” ammonì severo. “ 1183 2| dissi “questo cavallo vuol sedersi a guardare la vista. Preferisco 1184 1| table-d’hôte del Miravalle (io sedevo tra Carducci e Piero Giacosa) 1185 4| vedo ancora alla partenza, seduto in carrozzaCiocca già 1186 6| destra e poi a sinistra, segandogli la bocca…. la bestia in 1187 6| dispiacere. Subito, il giorno seguente alla compera, aveva voluto 1188 5| esso frettolosamente, e lo seguì.~ E io?....E il cavallo?.... 1189 6| cortile, scivolando sul selciato, lanciandosi a carriera 1190 1| spavento crebbe. (Oh silenziosa selva d’abeti!).~ Ma la sovrana 1191 5| sella, così in alto che mi sembrava d’essere in cima a una torre. 1192 5| scuderia conveniente. Avrei semplicemente pagato la pensione. Un’inezia! 1193 2| ambigue e le frasi a doppio senso gli erano odiose e lo incollerivano 1194 1| Io ripetei la sagace sentenza.~ “E’ una poesiaspiegai “ 1195 5| cipiglio da conoscitore sentenziò: “ Balzano da due vale quanto 1196 4| permette la famigliarità) senti….se devo morire….” ~ M’accorgo 1197 6| Ras Alula non obbedì, non sentì, aveva il morso tra i denti 1198 2| salivo in sella e uscivo per sentieri e praterie, mentre Carducci 1199 6| E per lui nutrivo quel sentimento complesso fatto di passione 1200 4| giganti montani, e mi par di sentire che essi si chiudano amici 1201 6| morello; dopo un’ora circa io sentivo già ogni singola vertebra 1202 3| altipiano della Trinité una sera si fermò a guardare le cascatelle 1203 2| affabile Piero.~ Quella serenità parve incollerire ancor 1204 2| sella per una delle signore Serra-Zanetti che abitavano l’albergo. 1205 5| Glielo lascerò per duemila settecento liredisse il magnanimo 1206 5| tratto si volse a me con severità.~ “Mi farai il piacere” 1207 1| secondo il tuo solito” ammonì severo. “Hai capito? Sta’ fin 1208 2| Valchirie, a voi diletta sferzar de’ cavalli,~sovra i nembi 1209 1| assennata e di non farmi sfigurare”.~ Carducci riprese la via; 1210 6| avevo preso alloggio, fu uno sfilare di foschi corridori: di 1211 5| Venosta a visitare il Castello Sforzesco”.~ E con un breve gesto 1212 6| Fu miracolo se, con uno sforzo che quasi mi slogò i polsi, 1213 6| ero disperata.~ “Non si sgomentidisse Maggiotto, lisciandosi 1214 | siccome 1215 4| rimedi. Al mio capezzale siede una dolce amica mia e di 1216 | siete 1217 1| E’ una poesiaspiegai “e significa che bisogna prendere l’ala 1218 2| erano tutte le signore e le signorine della vallata. La mia vergogna 1219 1| aveva alcun diritto di fare simili apprezzamenti”~ Tacemmo 1220 | sin 1221 6| circa io sentivo già ogni singola vertebra della mia spina 1222 5| Spiegai al cavalier Rossi la situazione, ed egli fu gentilissimo; 1223 4| si passa più, io, in una slitta aperta – ritta, rigida e 1224 6| uno sforzo che quasi mi slogò i polsi, riuscii a farlo 1225 1| supini in un’ insalata smeraldina.~ Contemplando il piatto 1226 6| dal suo trotto rigido e sobbalzante se non per mettersi a quel 1227 6| della carrozza, a grande soddisfazione di Carducci e divertimento 1228 6| labbro, repressi le mie sofferenze.~ Nulla ricordo del breve 1229 6| un’atmosfera di gravità e soggezione assai noiosa, credo che, 1230 4| Addio, caro Orco”. E soggiungo: “Vi ringrazio di essere 1231 6| diceva.~ “Io vado a Legnanosoggiunse “domattina, in carrozza 1232 6| guardavo, spaurita e rapita, e sognavo di balzargli in arcione 1233 6| capitano dei bersaglieri; oggi solennemente installato nel ministero 1234 6| riposassero da tanta grigia solennità. Quanto alla minacciata 1235 6| per farlo inalberare come soleva il mio nobile corsiero, 1236 4| freddo. Certo io gli appaio solinga e sperduta in tutto quel 1237 5| e lo salutava. Come ero solita, gli diedi due grandi baci, 1238 6| balzano da tre. Ma qui la somiglianza cessava. Ras Alula era un 1239 6| prodigo – una così importante somma.~ Dopo tre mesi Giosue Cavallo 1240 6| dal Tattersall, issata a sommo di Giosue Cavallo negro-splendente 1241 | sopra 1242 6| viaggio a Londra a vedere mia sorella? Impossibile lasciare Giosue 1243 5| nelle stazioni”. ~ Io rimasi sorpresa e mortificata. “Ma altrove 1244 1| Ma la sovrana mi tendeva sorridendo la mano, e davanti a quel 1245 2| incollerivano subito.~ Già, egli sorrideva poco. E non rideva mai.~ 1246 5| essere poeti”.~ Carducci sorrise. “Sì, sì. Conviene. E adesso 1247 6| Egli mi scriveva ora - più sovente del solito – per domandarmi 1248 | sovra 1249 1| selva d’abeti!).~ Ma la sovrana mi tendeva sorridendo la 1250 6| certa rupe gigantesca che sovrasta la Via Mala – da Carducci 1251 5| Difatti sul collo e sulla spalla del morello fremente si 1252 6| nero e villano comparire e sparire le mie esili spalle e la 1253 4| sotto alle nevi le capanne spariscono, piegano i pini, si spezzano 1254 6| via i pezzetti di legna sparsi tutt’all’intorno.~ “Se tu 1255 6| terra. Ed io lo guardavo, spaurita e rapita, e sognavo di balzargli 1256 1| guardavano tacendo. Il mio spavento crebbe. (Oh silenziosa selva 1257 | Specialmente 1258 5| Dodici lire al giorno. Una specie di formicolìo mi percorse, 1259 4| protesta né ride, come avrei sperato. Dice: “Ebbene?” e le lagrime 1260 4| io gli appaio solinga e sperduta in tutto quel grandioso 1261 1| nuovo e si volse a me. “Spero che frattanto non andrai 1262 6| e strapponi, di frusta e sperone riuscivo a farlo galoppare, 1263 6| Cavallo; felice di aver speso così bene – lui, che non 1264 4| spariscono, piegano i pini, si spezzano i pali telegrafici e sui 1265 6| folle catastrofe che lo spezzò, e che portò me pure vicino 1266 4| lo sguardo in giro sulla spianata dove tutto è gelido e scintillante, 1267 5| cavalier Rossi si affrettò a spiegare che il puledro, un arabo 1268 5| qualche minuto prima di spiegarmi meglio. “E…. il cavallo 1269 6| singola vertebra della mia spina dorsale, e avevo il torcicollo 1270 2| viva amicizia. Giacosa era spiritoso e brillante e amava gli 1271 3| scintillanti, incendiate dallo splendore del tramonto.~ “Guarda l’ 1272 3| titolo Elegia del Monte Spluga.~ ~* * * *~ ~ 1273 4| Papà è a Yokohama con la sposa nuova che ancora non ho 1274 6| ignobile menzogna. Con frusta e sprone aizzai la bestia già frenetica 1275 5| fece cadere il cappello e spuntare la treccia; indi dal piccolo 1276 2| occhi lampeggianti e feroci squadrava il professore.~ “Come sarebbe 1277 1| ammonì severo. “Hai capito? Sta’ fin che ti chiamo”.~ “ 1278 1| si aperse, una figura si staccò dalle altre e scese verso 1279 2| quand’ebbi il piede nella staffa e le redini incrociate all’ 1280 6| Margherita preceduta dai suoi staffieri, che faceva, con regale 1281 5| palafranieri, garzoni di stalla che in cerchio ci contemplavano. ~ 1282 5| ecco comparire un altro stallone, un morello altissimo, quasi 1283 5| e vidi che Carducci si stancava e s’impazientiva. Allora 1284 | stanno 1285 | Starò 1286 | stata 1287 5| non baciarmi sempre nelle stazioni”. ~ Io rimasi sorpresa e 1288 2| tagliato a frangetta e una stella bianca in mezzo alla fronte. 1289 4| rivolto ai monti e al cielo e stendendo la mano come se volesse 1290 5| Finalmente con gesto regale stese la mano:~ “Quello ”.~ 1291 | stessa 1292 | stesso 1293 | Stia 1294 6| mi fai ancora di codeste stoltezze” gridò Carducci appena fui 1295 4| i piedi e questo per lo stomaco” dichiara risoluta.~ Inorridisco.~ “ 1296 1| finch’io torno”.~ ~The boy stood on the burning deck~Whence 1297 2| mi issò in arcione.~ “Che strana sellaosservai, quand’ebbi 1298 6| cedetti le redini, invano strappai a destra e poi a sinistra, 1299 6| se a furia di strappi e strapponi, di frusta e sperone riuscivo 1300 5| Spesso. Arrivai pallida e stravolta.~ “Cos’hai?” esclamò con 1301 4| quella roba!” dico coi denti stretti, contemplando la fetta di 1302 2| ancor più Carducci. Lo vidi stringere le mascelle e chiudere i 1303 4| Albero Posta mi accoglie stupefatto, e corre a prepararmi un 1304 6| certo nulla lo avrebbe più stupito, o addolorato, che se io 1305 5| sulle guance, ed egli li subì col suo abituale cipiglio; 1306 6| mia vita fu allora tutta subordinata a Giosue Cavallo. Volevo 1307 2| mio cavallo, ricordando il successo della mattinata, sentenziai: “ 1308 5| è sauro”.~ Il professore suggerì molti nomi classici. Pegaso…. 1309 | sullo 1310 6| denari. Egli prosperava superbo, prepotente, lucente, facendo 1311 3| in alto stanno sdraiate supine le fate, e lascian pendere 1312 1| silenzio dei polli arrosto, supini in un’ insalata smeraldina.~ 1313 6| Moriamo insieme” e poi al supremo passo l’uno vilmente si 1314 1| cameriere mi porgeva con benigno sussiego, sentenziai con voce alta 1315 1| sorriso la mia timidezza svanì. Mi parlò. Subito mi parve 1316 4| col kirsch ; sua moglie mi sveste degli abiti irrigiditi e 1317 1| Quel meriggio alla table-d’hôte del Miravalle (io sedevo 1318 1| Del pollo il vol e del tacchino il passo.~ ~E presi un’ala 1319 6| molestassi con morso, scudiscio e tacco per animarlo, per farlo 1320 1| fare simili apprezzamenti”~ Tacemmo tutti, terrorizzati e compunti. 1321 1| ufficiali in cerchio guardavano tacendo. Il mio spavento crebbe. ( 1322 5| sì. Conviene. E adesso taci un po’”.~ Ma io non potevo 1323 5| Per un momento tutti tacquero. Poi il direttore si passò 1324 5| e s’impazientiva. Allora tagliai corto.~ “Che ne direste, 1325 2| aristocratico, un ciuffo tagliato a frangetta e una stella 1326 | tanta 1327 5| Carducci pose la mano sulla tasca della giacca. “Me lo ha 1328 | te 1329 6| davo lezioni d’inglese, tedesco, francese, italiano, di 1330 4| pini, si spezzano i pali telegrafici e sui Pass non si passa 1331 1| probabilmente ero io) e il temporale si dileguò.~ ~* * * *~ ~ 1332 1| abeti!).~ Ma la sovrana mi tendeva sorridendo la mano, e davanti 1333 6| per un’ora personifichi il tenebroso corsiero da lui regalato”.~ 1334 5| gentilissimo; si offrì di tenerlo al Tattersall finch’io non 1335 2| appunto ignominiosamente tentando di arrampicarmici con l’ 1336 5| medicine il per cercare il termometro clinico.~ La convinsi con 1337 5| che cosa ne farai? Dove lo terrai?”~ “Non so non sobalbettai 1338 1| apprezzamenti”~ Tacemmo tutti, terrorizzati e compunti. Io non sapevo 1339 2| vedermi andare con mano tesa verso tutti i cavalli di 1340 4| e corre a prepararmi un thé di tiglio fumante col kirsch ; 1341 1| davanti a quel sorriso la mia timidezza svanì. Mi parlò. Subito 1342 6| la bestia, che nitrì, e tirò un violento calcio.~ “Ma 1343 4| figlia Evelina – rapita dalla tisi nello sbocciare del’adolescenza – 1344 6| aspettavo, già troneggiante sul titanico e quiescente Ras nel cortile 1345 3| ristampata nelle sue Opere col titolo Elegia del Monte Spluga.~ ~* * * *~ ~ 1346 1| cosa dovrò dire?”~ “Non tocca a te dire; sarà lei che 1347 6| sempre più sdegnoso di toccar la terra. Ed io lo guardavo, 1348 6| restarmene tranquilla? No; mi toccava andare di qua e di , per 1349 4| miei fratelli? Arnaldo è a Tokio; Ferruccio a Nuova York; 1350 6| spina dorsale, e avevo il torcicollo e un crampo indescrivibile 1351 1| non si muove. Il padre non torna perché le fiamme l’hanno 1352 2| uscire e il buon Ciocca se ne tornava via col suo cavallo allorché, 1353 1| dice: “Rimani qui finch’io torno”.~ ~The boy stood on the 1354 5| sembrava d’essere in cima a una torre. Feci dapprima a passo il 1355 6| arda e purifichi o che il torrente inghiotta~Cavallo e cavalier…~ ~ 1356 6| Catalano…. E il conte Bruno Torri….). Davanti al balcone della 1357 4| ammalo; ho la febbre, la tosse. Invoco il tiglio e il lardo: 1358 2| alcun pollo la frase mancò totalmente il suo effetto e la collera 1359 6| meno. Volevo restarmene tranquilla? No; mi toccava andare di 1360 5| guarire. Carducci tornò via tranquillizzato e ritornò a trovarmi qualche 1361 2| afferrando la redine e trascinando il letargico quadrupede 1362 7| pensato.~ I casi della vita mi trassero lontano.~ Quando dopo molti 1363 6| subitamente si fermò. Sulla via traversa fece due o tre scivoloni, 1364 | traverso 1365 5| sella, mi riappuntavo le trecce, Carducci si avvicinò ad 1366 5| il cappello e spuntare la treccia; indi dal piccolo galoppo 1367 6| prossima una sua visita. Tremai. Scrissi che dovevo recarmi 1368 1| lei”.~ “Grazie” mormorai tremante; e al suo fianco ascesi 1369 4| M’accorgo con un piccolo tremito che ella né protesta né 1370 4| gaia e affamata.~ Prendo il treno per Milano, dove fa molto 1371 6| La strada era lungatrenta chilometri! – ed era dura 1372 1| colle e più cresceva la mia trepidazione. Pareva che la salita la 1373 6| Villa, io che aspettavo, già troneggiante sul titanico e quiescente 1374 6| negro-splendente al sole, trottai e galoppai ora davanti, 1375 7| Allorché trovai finalmente il coraggio di 1376 5| Tattersall finch’io non avessi trovato una scuderia conveniente. 1377 6| dargli quel dispiacere? Troveremo un cavallo che per un’ora 1378 2| Paese che vai …. corna che trovidisse. E si volse a Carducci 1379 1| passava in rivista le sue truppe alpine. Vestiva il pittoresco 1380 | tue 1381 6| testa lo richiamai; allora tuffando il capo partì forsennato 1382 | tuo 1383 1| una risposta scorretta” tuonò Carducci d’ improvviso. “ 1384 4| pieno di neve!”~ Ciocca fa turbinare la frusta in un gran gesto 1385 | tuttavia 1386 1| parlò molto della regale udienza. Cioè io parlai poco, e 1387 5| invitò ad entrare nel suo ufficio. Insieme si allontanarono. ~ 1388 4| suo abbraccio di grigia umidità. Mi ammalo; ho la febbre, 1389 2| all’albergo della Cascata. Umiliatissima mi lasciai scivolare dalla 1390 6| costa molto dolore, molte umiliazioni e molti denari. Egli prosperava 1391 5| Carducci tornò di buon umore. “Sta benedisse “E adesso 1392 5| Era circondato da molti uomini: maestri d’equitazione, 1393 5| Mignon, la “danza delle uova”. Poi partimmo al trotto, 1394 2| col suo cavallo allorché, uscendo dall’albergo con Carducci 1395 2| pensai.~ Ma la Regina non uscì dalla luminosa Villa Peccoz, 1396 5| appesi al suo braccio e uscimmo dalla stazione a cercare 1397 2| guastava, la signora non volle uscire e il buon Ciocca se ne tornava 1398 1| quella regina, che pareva uscita fuori – per un istante solo, 1399 2| ed io salivo in sella e uscivo per sentieri e praterie, 1400 2| Giacosa rise. “Paese che vai …. corna che trovi” disse. 1401 5| sentenziò: “ Balzano da due vale quanto un bue”.~ E questo 1402 5| alloggiava e vi lasciò le valigie; indi proseguimmo fino alla 1403 2| signore e le signorine della vallata. La mia vergogna era grande. “ 1404 5| richiesta del direttore provai vari altri cavalli. Ma tutti 1405 5| Dopo che ebbero discusso varie cose io riparlai del cavallo; 1406 | ve 1407 2| vergogna era grande. “Se mi vede anche la Regina, muoio” 1408 5| professore.~ Il cavalier Rossi vedendo il mio entusiasmo mi chiese 1409 6| passo di danza, così bello a vedersi e così estenuante per chi 1410 5| arrivate per la gioia di vedervi, e alla partenza per il 1411 4| freddo e nelle bufere.~ Lo vedo ancora alla partenza, seduto 1412 6| pellegrina, sei volata fuor della veduta mia.~ ~Io aborro ed esecro 1413 1| scarlatta e corsetto di velluto nero; intorno al capo un 1414 5| tutto un intrico di delicate venature pulsanti. Il professore 1415 5| molti” disse Carducci. “Ho venduto ieri un libro a Zanichelli”.~ “ 1416 5| questa rete magnifica di vene?....”~ Difatti sul collo 1417 5| quattro col marchese Visconti Venosta a visitare il Castello Sforzesco”.~ 1418 6| della disperazione alle verdi vette del Monte di Pietà. 1419 2| signorine della vallata. La mia vergogna era grande. “Se mi vede 1420 6| Sapevo che gli avrei dato un vero e grande dolore. Egli mi 1421 6| sentivo già ogni singola vertebra della mia spina dorsale, 1422 6| prefetto furono scesi nel vestibolo, mi feci portare dal cameriere 1423 1| rivista le sue truppe alpine. Vestiva il pittoresco costume gressonese: 1424 6| disperazione alle verdi vette del Monte di Pietà. E per 1425 5| tacere. Se non era che il vetturino ci guardava, credo che avrei 1426 6| una belva). Volevo fare un viaggio a Londra a vedere mia sorella? 1427 4| Petermaritzburg. La più vicina è la mamma…che dorme nel 1428 6| stessa che recitavo questa vile, questa ignobile menzogna. 1429 6| visto come un lampo nero e villano comparire e sparire le mie 1430 2| Ma per fatalità tutti i villeggianti di Gressoney, di St. Jean 1431 5| qualvolta passavo un mese in villeggiaura o all’albergo, per tre mesi 1432 6| poi al supremo passo l’uno vilmente si ritrae, così io lanciai 1433 6| remissivo, un rinunciatario, un vinto della vita. Per quanto io 1434 6| soprattutto – imperdonabile violazione d’etichetta! – per non oltrepassarla. 1435 6| bestia, che nitrì, e tirò un violento calcio.~ “Ma che cosa gli 1436 1| esser sola al mondo con lei. Virtù veramente regale, ella dava, 1437 5| alle quattro col marchese Visconti Venosta a visitare il Castello 1438 6| ebbi solo per un attimo la visione della sua faccia alzata 1439 6| annunciò prossima una sua visita. Tremai. Scrissi che dovevo 1440 5| marchese Visconti Venosta a visitare il Castello Sforzesco”.~ 1441 8| alzato verso di me il suo viso fiero, c’è un rigido busto 1442 2| vuol sedersi a guardare la vista. Preferisco scendere”.~ “ 1443 2| cui tuttavia era legato da viva amicizia. Giacosa era spiritoso 1444 2| dottor Ry, c’era il professor Vivante, c’era il giovane Dezza, 1445 4| guardarmi con quegli occhi vividi e sempre un poco corrucciati 1446 6| brillìo d’argento e di rosso vivido: era la carrozza reale, 1447 6| Lorelei pellegrina, sei volata fuor della veduta mia.~ ~ 1448 | volendo 1449 | voleva 1450 4| lui. E ripeteAddio”. Poi volge lo sguardo in giro sulla 1451 5| Rebecca!” ripetei desolata, volgendomi al professore.~ “Sarà forse 1452 6| io ti libero al corso….~Voliam sin che la folgore di Giove 1453 5| si allontanarono. ~ Io mi volsi a uno stalliere che stava 1454 6| gran trotto la carrozza, e voltandomi scorgevo Carducci feroce 1455 6| precipitarmi con lui nella voragine….~ ~Dammi or dunque, apollinea 1456 | vorrà 1457 | vostre 1458 | vostro 1459 1| stood on the burning deck~Whence all but he had fled ... ~ ~ 1460 4| domando anch’io. Papà è a Yokohama con la sposa nuova che ancora 1461 4| Tokio; Ferruccio a Nuova York; Anselmo a Buenos Aires;


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