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Riunisco per la prima volta
le mie lezioni su Pietro Giannone professate del 1863 nell'lnstituto Superiore
di Milano e già interamente riprodotte da più giornali, poichè desiderate siano
di pubblica ragione.
Nulla
vi aggiungo tranne poche citazioni tolte da scritti inediti, nulla vi muto che
alteri la forma inspiratami dagli uditori nell'istante primo in cui si
conquistava una libertà troppo disconosciuta in Italia. Sarei anzi felice che
questo mio lavoro fosse considerato come cosa non mia essendomi imposto dalla
fortuna che metteva tra le mie mani una parte del Triregno con numerosi scritti
e documenti i quali danno nuovo senso alle opere note del concittadino di Vico.
Dal momento che la fortuna o piuttosto la crescente sua fama me lo additava
unico rappresentante tra noi del secolo XVIII contro la religione pontificia,
io non poteva lasciarlo nella classe degli storici o giuristi o dei politici
dove l'aveva io stesso collocato, e m'incumbeva l'obbligo di mostrarlo alla
fine come l’uno dei fondatori della filosofia della storia.
Firenze, il 9 Agosto
1868.
G. FERRARI
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