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in ciasche Libro.
Nel I.
enio del Papa Paolo V.
Odia le Republiche, e singolarmente la Veneta.
S'adopera à mantenere la libertà Ecclesiastica.
Sua imperiosità.
Teme la morte.
Presta fede alle divinationi.
Contende con li Lucchesi.
Con la Republica di Genova.
Intraprende in vano la Republica di Venetia.
Accidente che dà l'origine alla differenza sopra
la quale verte tutta questa Storia.
Prigionia di Scipione Saraceno Canonico
Vicentino ed i suoi delitti.
Li Genovesi danno contento à Paolo V.
Legge de' Venetiani di non alienare beni laici
ad Ecclesiastici.
Prigionia del Conte Brandolino Valdemarino
Abbate di Nervesa e le sue sceleratezze.
Paolo V. restringe à 3. Capi li disgusti che hà
della Republica di Venetia cioe.
1
L'ordinatione di non fabricar Chieze senza licenza del Senato
2 La legge di non alienar beni laici ad
Ecclesiastici
3 Ed il giudicio instituito nelle cause del
Canonico e dell'Abate.
Paolo V, testifica di non curarsi d'inalzar li
suoi parenti.
Paolo V, esorta li Venetiani d'imitar la
sommessione de Genovesi.
Minaccia di mandar un breve hortatorio sopra li
3. capi sopraccenati.
Preme la risposta.
Il Senato dà la mantienese la sua libertà.
Paolo V fà formar due Brevi, l'uno sopra le due
Leggi, l'altro sopra li due prigioni.
Hà nuova Contesa contra Republica di Lucca.
Spedisce li Brevi al Doge ed alla Republica
Veneta, e questo ancora duplicatamente per due diversi corrieri e diverse vie.
Fà concistoro.
Parere di diversi Cardinali sopra tal emergenza.
Il senato nomina Ambasciatore verso'l Pontefice
Leonardo Donato Cavallier e Procurator di S. Marco.
Il Nuncio differisce la presentazione de' Brevi
sopradetti.
Il Papa se ne risente contra lui, rinuovandogli
l'ordine presentarli senza indugio.
Il Noncio presenta li Brevi il giorno di Natale.
More il Doge Grimani il giorno sequente.
Non si aperiscono gli Brevi, mà s'attende alla
creatione d'un nuovo Doge.
Il Papa vuol'impedirla, mà il Noncio non viene
ammesso all'audientia.
Costume de' Venetiani vacante il Ducato.
Governo della Repub. di Venetia sempre
invariabili.
Leonardo Donato essaltato alla dignità di Doge,
e suoi talenti.
Scrive al Pontefice benche non congratulato da'l
Noncio.
Il Papa risponde congratulandosi e rivoca
l'ordine dato al Noncio di non comparir inanzi al Doge.
Pietro Duodo Cavallier eletto Ambasciatore verso
il Pontefice in luogo del Donato.
Vengono aperti li Brevi ambidue dello istesso
tenore per errore del Noncio.
Il Senato conferisce il tutto con li suoi
consultori in jure ed altri, in Italia, ed altrove.
Risponde il Senato al Papa.
Il Pontefice minaccia il Duca di Savoia della
scomunica, e perche.
Si risente della risposta del Senato.
Preme la rivocatione d'una altra legge ancora
de' Venetiani circa li beni Ecclesiastici Enfiteotici.
Fà propositioni d'aggiustamento all'Ambasciatore
ordinario di Venetia.
Mette in noncale la rotta ricevuta dal Cigala
alli confini di Persia, non curandosi che dell'affare che hà co' Venetiani.
Fà presentar il breve omesso per errore in
materia de' Carcerati.
Risentimenti del Doge e sopra che fondati à
questa presentatione.
Il Senato fa raunar di nuovo li consultori.
Altro concistoro del papa sopra l'Enfiteusi.
Paolo V scrive alli Noncii suoi appresso tutti
li Prencipi di querelarsi contro la Republica.
Il Senato scrive in una sua difesa a tutte le
Corti.
Arriva il Duodo à Roma e come vi è ricevuto.
La Republica communica le sue ragioni alli
Ambasciatori Cesareo, di Francia, e di Spagna da' quali sono gustate e
confermate, officii de' Cardinali di Verona e di Vicenza appresso il Pontefice
in favor de' Venetiani.
Il Papa fa stampar un monitorio contro li
Venetiani.
Terzo Concistoro e pareri de' Cardinali.
Vien publicato ed affisso il monitorio.
Accusato di falsità.
Suo tenore.
Nel II.
Officii de' Ministri de' Principi in Corte di Roma per divertir o
ritardar la publicatione del Monitorio.
Gli Ambasciatori dell'Imperatore di Francia e di Toscana visitano
quelli della Republica doppo la detta publicatione.
A questa nuova la Repub. ricorre alli ajuti divini con orationi ed
elemosine.
Delibera di rivocar l'Ambasciator straordinario.
Communica il tutto all'Ambasciator straordinario.
Communica il tutto all'Ambasciator Inglese, e dà ordine à Gregorio
Giustiniano Ambasciator suo appresso quel Rè, che ne dia conto à sua Maestà.
Prohibisce in tutto lo stato le copie del monitorio contro il quale
fà un Protesto, communica il tutto à tutti li agenti de' Prencipi che si
trovavano à Venetia, le raggioni e lo stato di queste turbe; ed à suoi
residenti e sudditi.
Il Duodo si licentia da'l Papa.
Il Noncio si trattiene co' Giesuiti in Venetia.
Giesuiti famosi in quei tempi nella Città di Venetia.
Discorso del Noncio nel Collegio de' Signori Venetiani.
Hà più rispetto per il nome del Papa che per quello di Dio che
confonde spesso insieme.
Risposta del Doge.
Risposta del Senato.
Il Papa richiama il Noncio e manda licentiar l'Ambasciator Nani
ordinario.
Il Papa non vuol ammetterlo all'audienza che come privato di modo
che parte senza quella, e come accompagnato.
Li superiosi de' Monasterii e Chiese chiamati dal Consiglio de'
Dieci per significar loro la mente del Prencipe attorno la continuatione delli
divini officii non ostante il Monitorio.
Lettere scritte ed affisse per tutto lo Stato in risposta e
confutatione del monitorio.
Capuccini e Theatini vogliono restare e con qual arte.
Arte de' Giesuiti per far partir i Capuccini e restar loro stessi.
Messa non compresa sotto'l nome delli officii divini.
Comanda il Senato la partenza a' Giesuiti di tutti li luoghi della
sua giurisditione.
Arti de' Giesuiti per commover la plebe nella loro partenza ed in quella
de' Capuccini.
Giesuiti sgridati dal popolo ad una voce.
Scandalo per la suppellettile da loro lasciata singolarmente per li
cruccioli da fonder metalli.
D'una scrittura trovata nella loro casa di Padoa continente dottrine
molto straordinarie.
I Capuccini Theatini e Riformati di S. Francesco partono di Venetia
renitenti all'ubidienza, altri Religiosi essendo messi al governo delle Chiese.
Capuccini delli territori Bresciano e Bergamasco restano perche non
vi erano Giesuiti per sedurli.
Ove si ritirarono e con quei disagi senza ch' il Papa vi rimediasse.
Il Senato dà parte di tutto à tutti gl'Ambasciatori ed Agenti de
Prencipi ed a i loro Residenti nelle Corti.
Somma tranquillità, ubbidienza e devotione à Venetia e per tutto lo
Stato.
Quarto concistoro dove il Papa si lamenta della non osservatione
dell'Interdetto.
Officij de Cardinali Protettori verso l' Monaci e li Regolari per
farlo osservare, e con qual destrezza, mà vanamente adoprata.
Senzi delle Corti d'Europa sopra queste emergenze con varij successi
curiosi à questo negotio attinenti, come.
In Polonia.
Alla Corte dell'Imperatore.
In Spagna.
In Francia.
In Inghilterra.
In Turino.
In Fiorenza.
In Napoli.
In Milano.
Appresso li Duchi di Mantova e di Modena.
Molti Prencipi s'offeriscono per Mediatori.
Il Duca di Mantova.
Il Gran Duca.
Il Duca di Savoia.
Monsieur di Fresnes Ambasciator Francese in Venetia con gl'avvisi
d'Alincourt Ambasciator Regio in Roma.
Risposte e Repliche del Senato à tutti questi reiterati officii.
Nel III.
Scritture, Calonnie, e mali ufficii de' Giesuiti contro la
Republica.
Deliberatione e Decreto di non mai più riceverli in alcuno luogo
dello Stato.
Giubileo publicato dal Papa ad arte.
In Spagna se ne va prolongando la publicazione.
Scrittura affissa in Vicenza per esortar la Republica à separarsi
dalla Chiesa Romana come Antichristiana, e governo de' Venetiani sopra questo.
Il Papa procura vanamente d'esser protetto dal Rè di Spagna.
E vicino à condescendere di sospender le censure per trattar di
compositione.
Il Rè di Spagna scrive al Papa promettendoli soccorso.
Tre cose domandate dalli Spagnuoli al Papa.
Negotiatione dell'Alincourt in contrario.
Apparecchi de' Venetiani per la guerra.
Il Papa provede alla sicurezza dello stato della Chiesa.
Divieta il commercio.
Mette nuove impositioni.
Preparativi de' Spagnuoli nello Stato di Milano e à Napoli.
Li Venetiani provedono alla libertà del mare.
Distribuiscono le cernide per la terra ferma.
Diversi ajuti vengono loro offerti da Proceri Francesi e da i
Protestanti di quel regno.
Il Papa facendo poco fondamento sopra l'offerta de' Spagnuoli
inclina assai all'accordo.
Suoi fratelli comprano Regnano da Lucio Savelli.
Spagnuoli passano ufficii appresso la Republica per D. Inigo de
Cardenas Ambasciator residente.
Il somigliante fà il Fresnes Ambasciator di Francia sopra la prima
parola data per far apertura della negotiatione.
Continuano però le preparazioni d'armi d'ambo le parti.
L'Ambasciator Inglese loda li Venetiani.
Il Fresnes propone nuovo partito.
Venetiani si dogliono della Corte di Spagna che si scusa della
lettera scritta al Papa.
Si lamenta il Gran Duca di
Toscana che non si attende alla sua mediatione di che vien ringratiato.
Il Rè Christianissimo fugge di dichiararsi per poter adoperarsi
tanto più efficacemente all'accordo.
Il Rè Inglese si dichiara per la Republica e li promette ajuti.
La Republica communica al Rè di Francia tutte le sue raggioni e
l'ordine tenuto da lei nell'opporsi alle censure.
Nel IV.
Si tenta di metter la Republica in differenza con i Turchi.
Impresa di Durazzo esseguita dalli Spagnuoli, se ne risente il Doge
contro il Cardenas.
I Turchi accortisi del vero, promettono buona corrispondenza ed
unione alla Repubblica.
Proverbio
Turchesco.
Armata de'
Turchi vien offerirsi.
Complimenti
ed atti di Cortesia tra Giaffer Bassa ed il General Pasqualigo.
Guerra di
scritture offensive & difensive.
Accidente
occorso per questo in Milano.
Dottrina de'
Scrittori Veneti.
Dottrina de'
Scrittori Ponteficii.
Modo di
trattare d'ambe le parti molto differente.
Spagnuoli
improvano la via delle scritture, e le proibiscono.
Il
Secretario Antonio Paulucci vi si oppone anche lui in Milano e per questo vien
processato davanti all'Inquisitione e con qual successo.
Nuova apertura al componimento proposta dal Fresnes.
Risposta del Senato.
Nuove instanze del Cardenas.
Nuova congregatione eretta dal Papa in Roma chiamata congregatione
della guerra e sue membra.
Creazione di Otto Cardinali avanti le Tempora.
Il Papa rinuova le sue instanze al Rè di Spagna per esserne aiutato.
Il Senato risponde al Cardenas, e si duole appo'l Fresnes
dell'erettione della sopradetta Congregatione della guerra, preme il soccorso
d'Inghilterra.
Il Gran Duca continua à voler tirar à se il negotio.
L'Imperatore s'interpone ancora lui.
Nel V.
Il Papa dichiara ad Alincourt di voler l'accomodamento.
Partito proposto alla Repub. dalli Cardinali Francesi.
Parola de' Papi.
Il Rè di Francia fa fare doglianze della sollecitudine del Gran Duca
ad intromettersi in questa negotiatione e dell'orecchia che il Papa gli
prestava.
Il Papa rifiuta di rimettersi in congregazione e fà nuove proposte.
D. Francesco di Castro viene Ambasciator del Rè Catolico à Venetia
per sollecitar l'accomodamento.
Aiton nuovo Ambasciator dello stesso Rè in Roma.
Commissioni del primo.
Tre Capi che difficoltano ogni trattatione.
Prima audienza privata di D. Francesco e governo del Senato sopra le
sue rappresentationi.
Audienza di D. Francesco di Castro in Camera del Prencipe.
Preme il Papa l'unione de' Ministri Francesi e Spagnuoli per
trattare.
Un negotio non si conduce mai à buon fine per due Mediatori che non
communichino insieme.
Negotio maneggiato (se ben unitamente) da quei che hanno fini ed
interessi diversi puol facilmente rompersi.
L'Imperatore manda le sue Commissioni al Duca di Savoia ed al
Marchese di Castiglione.
Il Duca di Savoia s'adopera in vano di tirar à se la negotiatione.
Il Rè di Francia destina il Cardinale di Gioiosa per dà fine al
negotio.
Continuano le preparationi d'arme che fanno ingelosire tutta
l'Italia.
Levate per il Papa.
di Corsi
di Suizzeri.
di Spagnuoli.
d'Alemanni.
d'Italiani.
di Valloni.
I Venetiani armano.
Li loro sudditi.
Qualche Albanesi e Francesi.
Settanta cinque galee sottili e 4. grosse a linea se li offeriscono
i Francesi ed i Turchi e questi ultimi vengono ringratiati.
Ajuti potenti di maggiori Imperij, dannosi.
Sollecitano levate ne' Grisoni.
Difficoltà nata ne' Suizzeri tra il Canton di Berna ed il
Vescovo di Basilea sopra certa permutatione di terre.
La Republica domanda ajuto al Rè di Francia.
D. Francesco replica le sue instanze, poi dimostra di volersi unire
co' Francesi in che non trovandosi corrisposto si duole.
Nel VI.
Il Christianissimo differisce di dichiararsi.
Nuove propositioni.
Il Papa fà Concistoro dove si dichiara risoluto
di far guerra alla Repub. di Venetia.
Li Principi d'Italia s'ingelosiscono dell'arme
Spagnuole.
Il Duca di Savoia promette d'unirsi al Gran Duca
in soccorso del Papa.
Querimonia del Duca di Lerma con l'Ambasciator
Inglese.
Gio. Baptista Padavino eletto per Secretario
delle levate Oltramontane per la Republica e principalmente di Lorenesi.
Le dissensioni vertenti sono communicate al Duca
de' Lorrena da parte della Republica.
Il Duca di Lorrena fà essortare la Repub. ad
accomodamento per Monsieur de Marinville.
Controversia tra li Cantoni di Berna e di
Friburgo per causa de i Baliaggi eccitata da' Giesuiti.
Il Duca di Lorrena ed altri havendo ricevuto
Brevi espressi dal Papa sadoprano à divertir il Conte di Vaudemont
dall'intentione dall'obligo di servir la Repub.
L'Arciduca Massimiliano fà per un Gentilhuomo
domandar à Soloturno che fosse impedito il Padavino e per la levata e per il
passo, Catolici vi consentono, mà li Evangelici favoriscono la Repub. Zurigo
per il passo e la levata Berna e Basilea per il passo.
Nuovi motivi per frastornare il Vaudemont dal
servitio della Repub. tanto da parte del Papa che di quei della casa di Lorrena
e principalmente della Gran Duchessa sua sorella.
Confusioni ne' Grisoni.
Levate de' Francesi ne' Suizzeri ed altrove
fanno lagrimar Paolo V.
Del Cardinale di Gioiosa.
Suo passaggio per Torino dove visita
l'Ambasciator della Repub.
Come si ferma alle Papozze nel Ferrarese, e
perche.
I Giesuiti sollecitano d'esser compresi nel
trattato dell'accordo.
Passa finalmente il Gioiosa à Venetia e come vi
vien ricevuto.
Propone li mezzi d'accomodamento.
Costanza del Senato.
Instanze del Gioiosa.
Il ritorno de' Giesuiti rifiutato.
Il Senato communica il tutto a D. Francesco,
continuatione de' Tumulti ne' Grisoni.
Spagnuoli si dichiarano al Papa di non poter
ajutarlo in Italia.
Malatia del Vaudemont.
Nel VII.
Il Bassompierre s'abbocca à Nansì col Padavino.
Preme da parte del Christianissmo il Vaudemont di non dipartirsi dal
servicio della Republica.
Il Padavino fà lo stesso à nome del Senato.
Il Cantone di Sciaffausa manda persona espressa al Vaudemont per
offerirgli la levata ed ogni altra commodità.
Li Prencipi Lorenesi doppo lunghe conferenze trà di loro conchiudono
con la negativa che danno al Padavino.
Genoesi annullano una legge conforme à quelle di Venetiani per far
cosa grata al Papa.
Il Duca di Savoia risoluto di partir per Venetia vi manda prima il
Solaro.
Il Gioiosa parte di Venetia per Roma.
Il Marchese di Castiglione Ambasciator Cesareo arriva in Venetia.
Ultima risolutione de' Venetiani significata à loro Ministri in
tutte le Corti.
La difficoltà in Roma verte sopra lo ristabilimento de' Giesuiti in
Venetia.
Tre altre difficoltà si attraversano alla trattatione del Cardinale.
Instruttione al Cardinale sotto scritta di mano del Papa.
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