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Antonio Ghislanzoni
Libro allegro

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  • L'ISTRUMENTO È L'UOMO
    • Il Violoncello.
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Il Violoncello.

 

Per suonare il violoncello bisogna aver le dita lunghe e magre; ma più indispensabile è ancora il portare capelli lunghissimi che voluttuosamente accarezzino il collo grasso del paletot.

Il violoncellista scorgendo in pericolo di incendio la propria moglie ed il proprio violoncello, salverà prima quest'ultimo. Poscia penserà a... lasciar bruciare la moglie.

Parlando del suo strumento, egli lo chiama Violonscello; con ciò non la male ad alcuno, ed egli prova un'estasi voluttuosa.

La sua maggior soddisfazione è quella di far piangere le corde; qualche volta, infatti, egli riesce a far piangere la moglie ed i figli con un regime di sobrietà troppo stretto. Gli avviene anche di far ridere e di far sbadigliare, ma ciò dipende, a suo dire, dagli influssi atmosferici.

Parimente fa esprimere dalle sue corde esaltate tutti i dolori possibili, meno quelli dei suoi uditori e dei suoi creditori.

Il violoncellista si occupa anche di magnetismo; queste due passioni sono quasi sempre inseparabili.

Il carattere malinconico di quest'istrumento porta al misticismo, e il suonatore giunge quasi sempre fino all'invocazione degli spiriti.

Si alza di notte, risveglia la moglie, e le suona in camicia la frase del manzanillo nell'Africana.

Sua moglie si riaddormenta mormorando:

- Come sega!

 

 

 




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