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Il Contrabasso.
Un critico-musicista ha chiamato il
contrabasso l'Elefante delle orchestre.
Nessun istrumento può infatti
rivaleggiare con esso nella ampiezza della mole. Gli è forse per questa ragione
che gli uomini alti e stecchiti sono attratti a suonarlo da una irresistibile
simpatia.
Applicando il contrabasso
all'abdome, un suonatore della famiglia dei merluzzi può illudersi di aver un
gran ventre, e un ventre sonoro per giunta.
Il contrabassista tende alla
serietà, e si atteggia, nelle riunioni pubbliche e private, da uomo grave e
profondo. Parla poco, e prima di esporre la propria opinione, attende che tutti
gli altri abbiano finito di discutere. Ama con trasporto il tabacco da naso, e
profitta, per assaporare la sua presa, degli intervalli d'aspetto.
Qualche volta numera i detti
intervalli ribattendo voluttuosamente sotto le narici il pollice e l'indice
ingrommati di tabacco.
È raro che un suonatore di
contrabasso rimanga celibe oltre l'età di trent'anni. La moglie lo tiene in
gran conto e lo venera credendolo dotato di una energia formidabile. Questa
specie di venerazione ella suol anche riportarla sullo strumento, ch'ella pone
a giacersi nelle assenze del marito, al lato deserto del talamo. In tali casi,
destandosi la notte, ella da un pizzico alle corde e poi brontola: «meno male!
questi almeno, se lo tocco, grugnisce.... Ma lui.... mio marito.... dà mai
segno di comprendermi?»
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