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Il Timpano.
Un testone di legno e di pelle,
ripieno d'aria e di sinistri presagi. Il rullo dei timpani serve nel melodramma
ad annunziare l'arrivo di un personaggio fatale, che il più delle volte suol
essere un marito becco. Qualche volta il suo funereo brontolío serve a
descrivere il silenzio, o la intima disperazione di una prima donna colta in
flagrante adulterio.
Il timpanista è un uomo serio,
compreso della sua alta missione drammatica; ma sa dissimulare il proprio orgoglio,
dormendo sul proprio strumento quando gli altri suonatori fanno il maggior
strepito. - Egli incarica il più prossimo de' suoi colleghi di orchestra di
svegliarlo a tempo debito.
Al destarsi, afferra i due battenti
e percuote; ma quando il vicino si dimentica di svegliarlo, egli prolunga i
suoi sonni fino al calar del sipario. Allora, si riscuote, si accorge che
l'opera è finita, si stropiccia gli occhi; e se avviene che il direttore di
orchestra lo rimproveri di aver mancato all'attacco, risponde, crollando
le spalle: «tanto, anche senza i miei rulli, il tenore è morto lo stesso....
Rullo più, rullo meno, così la deve finire!»
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