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Alberto Cantoni
Il demonio dello stile

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  • IL DEMONIO DELLO STILE Novella Critica
    • Tema secondo, d’affetto. VOSTRA FIGLIA.
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Tema secondo, d’affetto. VOSTRA FIGLIA. — Quanti anni ha? Dodici, mi pare, ma ne mostra quindici, alla nostra usanza napoletana. Com’è bella! Che soave dolcezza in quei suoi cari occhioni di verginetta ignara! E che brio, quando la stuzzichiamo un po’, con la prava intenzione di farle metter fuori, troppo presto, l’arguzia che ha dentro e che non sa di avere. Ho paura che vi resti poco tempo a scrivere, quando quei suoi occhioni principieranno a mandar lampi e a rivelare la donna.

Ma la voltata non sarà così rapida, così breve il tempo intermedio che non ce ne avanzi fin da ora per tenerla a bada e per osservarla bene, anche subito. Avete mai posto mente ai suoi rapporti, quasi fraterni, col... suo amico Carlino? Avete visto che guizzi di gioia quando gli corre incontro, quando gli narra che fa, quando gli porta a correggere i suoi disegni? E lui! Forse che gli pare una bimba come un’altra, allorchè le pianta le mani nei capelli, e la guarda con gli occhi dell’artista, disperato di e della sua tavolozza: dell’artista che sente la grandezza infinita di una bell’anima innocente, e che non sa da quale parte afferrarla per renderla bene sopra una tela? Oh le due belle teste d’italiani che sono sempre quelle, ma più belle che mai quando si guardano e si avvalorano a vicenda, l’una accanto all’altra!

 

Or bene, passa tutto, passa anche questo poco tempo. La bimba non è ancora donna, ma non è già più bimba. Non sa nulla, non chiede nulla, ma pare che le manchi tutto. La mamma la trova spesso con gli occhi fermi sopra oggetti indifferenti; col fratellino non ci vuole più giocare, colle amiche non è più la stessa, e nemmeno Pulcinella la fa rider più. E se allora, in questo stato così a mezz’aria, tante volte studiato e non mai bastantemente capito, principiasse ad interrogarsi e a dire a un dipresso così:

— Che ho mai da pensare sempre a Carlino? A lui solo con tanti amici di casa che abbiamo? Non è poi niente di me, nemmeno cugino, nemmeno lontanissimo congiunto!... Ma è così bello! E ieri mi ha detto che io sto per diventare la più cara fanciulla di tutta Napoli! Cara vuol dir tutto, vuol dir bella e buona. Che mi creda così buona quanto è buono lui? Sbaglierebbe, ho paura. Ma se è veramente così buono come io lo credo, o che male c’è a volergli bene? Gliene vuole tanto la mamma!!... Sfido io. A chi non piacerebbe un artista così valoroso, così amabile, così leale? Chi non vorrebbe vivergli accanto per tutta la vita?... Quanti anni ha? Ventisei, credo. E io quindici a Pasqua. Ci corrono undici anni soli, poi finalmente! —

L’avete sentita questa monella che salta dall’estate alla primavera, e che vi fa sparire sotto gli occhi nove o dieci mesi? E che farà allora la mamma: una mamma che ha i suoi peccati, può darsi benissimo, ma che non discenderà mai fino a dare le proprie briciole alla creatura sua?! Scrivete. C’è molto da dire. O meglio ancora, separateli a tempo, ma adagio, col vostro tatto abituale, senza che Carlino sospetti di nulla. È lui che è il più pericoloso... per ora.

 




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