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| Alberto Cantoni L'illustrissimo IntraText CT - Lettura del testo |
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II.Parlate pure, questo è mio marito, – sclamò tosto Nunziata, perchè s'intendesse bene che il capo di casa era più lei che lui. Galeazzo capì il latino, e volgendosi ad entrambi, rispose: — Ho avuto dispiaceri nel mio paese, e me ne sono allontanato finchè mi duravano i quattrini. Ora son quasi a secco, ma possiedo una casetta affittata per la quale mi manderanno otto lire e qualche soldo il mese. Voi datemi da lavorare, e mantenetemi, che mi basta. — Mantenere! Mantenere! – sclamò Stentone che soleva sempre avviare i discorsi come se avesse avuto qualcuno di dentro che gli mandasse fuori le parole a spinte. – Mantenere può essere poco, e può essere troppo. Vi ho chiamato io? — Se voi mi aveste chiamato, non avrei avuto bisogno di offrirmi, e sono già dodici ore che non faccio altro. Ho principiato a domandare prima trenta soldi, poi venti, poi quindici, e sempre no, e sempre no. Qui ho voluto provare ad esibirmi gratis. Non mi volete? Me ne vado. Però mi dovete fare un piacere. — Quello di dirmi voi stessi chi può avere bisogno d'un uomo a buon mercato come sono io. Nel venire in qua son passato davanti a tre fattorie, ma non ci ho messo il piede perchè possibilmente mi voleva mettere più vicino all'abitato. Quale devo tentare per la prima? La grande, la piccola o la mezzana? — Questa mossa strategica sortì il miglior effetto, e Pompeo scivolò nella pania il primo. — Come siete dabbene! – disse volgendosi al suo babbo ed alla sua mamma. – Vedrete che lo manderanno a finire in bocca dell'appaltatore. — Grazie, – sclamò Galeazzo infilando la porta. – Buon pro' e buona sera! — Dove andate? – gli domandò la vecchia. — A cercare di questo appaltatore, – rispose tornando indietro. – Son forte io, e se c'è un lavoro in terra qui vicino, vi farò ben vedere se sono uomo da scomparire a petto agli altri. Pausa. Stentone stava là cogitabondo, allorchè gli echi della cucina furono scossi da una terza voce virile non prima udita. Diceva: Galeazzo volse gli occhi in giro cercando da tutte le parti un baritono mascolino al quale attribuire queste tre parole. Non c'era. Giovannona aveva ancora la mano posata sul braccio del padre, dunque era stata lei. — Il fosso! Il fosso! – ripigliò Stentone. – Sicuro che c'è il fosso! Ma costui chi l'ha mai visto? Dove stava? Che cosa faceva? Può aver le mani lunghe, e se poi ci scappa con un vitello? Questo mansueto quadrupede levò tosto a Galeazzo ogni voglia di risentirsi. Trasse di tasca due grandi fogli, ed ispirandosi agli esempi di Donna Stella, rispose subito con la maggiore perspicuità: — Ecco. Queste sono le mie carte in data di ieri con tre, quattro, cinque bolli uno piú autentico dell'altro. Vedrete che vengo dalla provincia di Milano, che facevo lo stampatore, e che, fino a ieri, ho sempre rispettato i vitelli degli altri. Andate pure a mostrarle al messo comunale, al sagrestano, a chi vi pare e piace. Io intanto, con vostra buona grazia, vorrei dormire. Se non avete un letto pronto, o se non vi fidate a prendermi in casa, mostratemi il fienile, e datemi un sacco per dormirci dentro. Se poi domattina non mi vorrete, poco male e me n'anderò. — Chi va a letto senza cena tutta notte si dimena, – esclamò Peppina, guardando intorno, con una occhiata di rimprovero, tutti i suoi commensali. Galeazzo la credette di casa anche lei e rispose, ringraziandola: — Non ho fame nè sete, ho sonno, e posso dormire come voglio, perchè ho fatto il soldato. — Ah siete stato soldato – sclamò la vecchia. – Come il mio povero figliuolo maggiore. Va, Pompeo, conducilo tu stesso, e dàgli il cuscino di Piero per posare il capo. Ah mustacchione, mustacchione, che ci porti via le creature sul più bello! E scosse enfaticamente il dito verso un rustico ritratto di Sua Maestà. Galeazzo fu lì lì per rompere una lancia in difesa del suo Re, ma poi pensò bene di avviarsi con Pompeo, quando Nunziata li trattenne entrambi sulla porta chiedendo: — Un momento. Che dispiaceri avete avuto nel vostro paese? — Nulla che mi possa nuocere presso l'Autorità. Ho tribolato molto per causa di una mia cugina. — Dovete dire che l'avete fatta tribolare voi! – proruppe Giovannona, la quale non poteva soffrire le donne, e appunto per questo non permetteva mai che si toccassero davanti a lei. Quando i passi dei due giovani non s'udirono quasi più, Stentone principiò a crollare tutte due le spalle come per incitarsi ad un discorso lungo, e borbottò, infilando la giacchetta: — Non so niente. Non so niente. Vado a mostrare queste carte a qualcuno che se ne intenda, ma mi potranno dire tutti che sono in piena regola, e non per questo mi fiderò. Un uomo che domanda lavoro di notte, ha più voglia di entrare in casa che di lavorare. Dunque voi andate a letto e chiudetevi dentro. Io non mi muovo dalla stalla per tutta la notte. Lasciamo che le tre donne si trattengano a sofisticare, e andiamo a sedere sul fieno presso il nostro eroe, chiuso nel sacco. Era, troppo indolenzito per poter dormire. Il suo spirito, fatto più agile per la medesima stanchezza del corpo, vagava da Giovannona a Maria con liberalissima volubilità per poi saltellare capricciosamente dall'uno all'altro episodio di quella strana giornata. Se avesse avuto giudizio, avrebbe dovuto aspettare con tutta la flemma che il capo gli si affondasse a un tratto nel cuscino, come una mela matura a mezzo ottobre; invece, visto che con tutto quel po' po' di sonno non poteva punto dormire, pensò di riandare, non saltelloni come prima, ma con ordinata cronologia, tutti i piccoli fatti delle sue ultime dodici ore. — Deve esser nojoso, – disse; – dunque m'addormenterò. Ma se premeva a lui d'annojarsi, non preme poi tanto a noi, cosicchè, in luogo di tenergli dietro, diremo alla spiccia che egli, per arrivare a posto in modo conforme alle sue poverissime apparenze, aveva dovuto salire più volte su certi pubblici veicoli che, soltanto a vederli, c'era da prendere il mal di mare. Quando finalmente arrivò così innanzi che la Posta medesima, in luogo di tirar via diritto, principiò pulitamente a pigliare i suoi comodi, allora non ci fu altro verso, e se volle arrivare sul luogo prima di notte, gli bi–sognò di raccomandarsi alle gambe. Due cose lo occupavano più delle altre: una il decifrare le risposte dei viandanti, ai quali chiedeva della strada più corta, l'altra lo abituare sè stesso alla propria vista. Da una parte, per soddisfazione delle orecchie, un dialetto arlecchino dove i soavi dittonghi di Lombardia si affratellavano gradevolmente con le dolci modulazioni della parlata parmense; dall'altra, per soddisfazione degli occhi, un vestito completo di fustagno verdiccio, due stivaloni che parevano due barche, e una bella cipolla in forma di orologio, tratta di tasca ogni momento per verificare come mai mezz'ora prima gli avessero parlato di due buone miglia, ed ora, dopo tanto camminare, principiassero bel bello a discorrere di tre. — Ho capito, – pensò. – Più si va e più crescono. Voglio provare a star fermo per vedere se scemano. Calò giù dalle spalle un esile fagottino, contenente un po' di biancheria e una seconda muta di abiti di tela, e posacosì in riva d'un fosso, principiò a dire filosoficamente: — Guarda, guarda questo povero diavolo qui solo solo, se non par tutto il conte di Belgirate! Pare, e pare davvero, ma che sia proprio? Io non me lo so più dire. Un po' l'abito, un po' l'appetito, un po' la gente che non mi guarda nemmeno, mi ritrovo come se avessi un Tizio, di dentro, il quale mi volesse persuadere che io non sono più io. Ho passeggiato ancora in campagna, e ho chiesto ancora la strada ai contadini, ma non avevo che ad apparire per vedermi intorno tanti e tanti pieni di buona volontà, che mi rispondevano in cinquanta maniere, per timore che io non intendessi. Costoro invece... Basta! Ho una gran paura che i poveri non abbiano molto da sperare... dai poveri. Con questo pensiero in capo aveva tratto di tasca una enorme fetta di galantina, con esso l'aveva mangiata, ed ora, sempre con esso, dava di volta nel sacco, affermando solennemente che i veri poveri, di notte, sono coloro che non possono dormire. Di giorno è un'altra cosa. |
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