Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Alberto Cantoni
L'illustrissimo

IntraText CT - Lettura del testo

  • ALBERTO CANTONI   L'ILLUSTRISSIMO ROMANZO
    • PARTE QUARTA Padre, figlia e Niccolino.
      • III.
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

III.

Ora che la parte più importante del rustico è già bell'e andata, ora che la casa di abitazione è già quasi fuor di pericolo, ora è il momento buono per il signor Concomodo. Eccolo che arriva in berretta da notte. Ascoltiamolo pure. È un soccorso di Pisa come tanti altri.

— Com'è stata? Com'è andata? In che modo? In che maniera?

Silenzio universale.

— Ma è proprio vero che si sono sparati due colpi sotto le finestre dell'altra casa bruciata, e che poi gli sparatori non si sono più visti?

— È vero, sì, – rispose Piero. – Io li ho uditi benissimo, e sono corso subito sul luogo, senza avvertire che bruciava anche nel nostro fienile, ma non ho trovato che le persone di casa, molto più spoglie che vestite. Anzi Peppina mi ha detto subito che senza quei colpi sarebbero morti tutti.

— Allora la bricconata è palese. Il nostro fuoco è stato appiccato volontariamente, e per paura che la gente ci ajutasse a spegnerlo, si è scelta una povera famiglia qui presso, e si è fatta la stessa burla anche a lei. Così era certo che tutti sarebbero corsi a dar mano a quei poveri disgraziati , e che la fattoria dell'Illustrissimo sarebbe andata in cenere come una fascina ardente.

— Ma allora come si spiegano i due colpi? – domandò Pompeo.

— Oh bella, il mal'animo ce l'avevano con noi, non con quegli altri, – proruppe Giovannona. – Hanno visto che seguitavano a dormire tranquillamente e li hanno svegliati. Come sei lungo a capire le cose!2

Stentone, benchè immantinente compreso della perfetta verisimiglianza di questa spiegazione, rimase colle due mani strette al capo a guisa di uno il quale non sapesse capacitarsi di una così nera e sottile bricconeria, finchè il signor Concomodo lo prese pel braccio, e tirandolo da parte coi figliuoli, domandò a tutti sommessamente se non avessero sospetti su qualcuno, e più specialmente su quel bracciante forestiero che l'Illustrissimo, per far piacere a loro, aveva dovuto accogliere e stipendiare del proprio.

Bello stipendio!

— Sì, appunto sul forestiere! – rispose Piero vivacemente. – Non si è mai mosso dal mio fianco da jermattina in qua, e ha rischiato la pelle quanto noi tutti per salvare la casa. Fossi io il padrone, e voglio morire se non gli darei subito uno scudo!

Mentre Nunziata principiava di buon'ora a stare attorno al signor Concomodo perchè facesse ben rilevare in alto luogo il gran rischio che aveva corso suo marito per salvare, da solo e con grave danno della propria biancheria, tutta quanta la casa di abitazione (cotesto essendo un merito che le buone aziende assicuratrici sogliono pagare e ben volentieri in contanti) e mentre il sullodato segretario, per darsi un po' d'importanza, tirava fuori una serqua di vedremo, penseremo, provvederemo, Giovannona si guardò attorno in cerca del Milanese, e vedutolo innanzi la casa di Costantina che si lavava il viso affumicato, gli raccontò della interpretazione del signor Concomodo, e poi disse:

— Volete sapere chi è stato?

— Lo so da me, – rispose Galeazzo. – Probabilmente uno di quei tali che mi hanno gridato dietro: «O gamba presto, o botte!» Entrambi direi di no, perchè non sono cose queste che si facciano a due.

— Con quell'animale di Piangi che è nato qui, che non è stato capace di conoscerne almeno uno!

— Lo avesse anche conosciuto, e bene, come vorreste provare che fosse il medesimo senza averlo rivisto, colla luna che aspetta ora ad alzarsi laggiù, e coi sentieri di campagna che egli avrà battuto per arrivare da Peppina e qui? È tanto facile sostenere che a mezzanotte si stava schiacciando il primo sonno!

— Allora acqua in bocca e non diciamo nulla. Se no, mio padre se la piglierebbe meco inutilmente.

— Perché?

Perchè sono stata io che l'ho indotto a fermarvi.

— Che cosa importa! Volete che vi abbiano giocato un tiro eguale solamente per cagion mia? O c'erano forse braccianti forestieri e mal pagati anche nelle case bruciate qui presso tempo fa?

— No, ma in ogni modo quando a parlare non ci si guadagna, neanche a tacere non ci si rimette nulla. O altrimenti dovreste dire a tutti cosa eravate andato a fare a Dolo, e chi vi aveva mandato, e quello che vi hanno risposto, e che so io.

— Ah così, ora ho capito bene!

— Ce n'è voluto! Parete una comare qualche volta. Non vi quietate mai. Almeno Piangi che è un imbecille mi ha capito subito!

*

*     *

Più le impressioni sono vive e svariate, più il tempo pare lungo: è una cosa che ognuno può provare sopra di . Allo spuntar del sole, quando la stalla era ancora coperta di cenere, di rottami, e di piccoli focherelli tuttora accesi in terra nei cantucci, e quando a guardare più in su non ricorrevano innanzi che muri rozzi e pilastri scemi, allora, se la famiglia di Stentone avesse avuto voglia di misurare colla memoria il tempo trascorso, avrebbe visto che notte eterna non le sarebbe sembrata quella!

E la mattina di poi! Riunire le bestie sparse pei campi e metterle a mangiare il verde nelle stalle vicine, senza una sola manata di fieno da porre loro innanzi per boccone ghiotto; dividere il maiz dal frumento facendoli volare entrambi col ventilabro, e giovandosi del fatto che il grano, lungo e sottile, si ferma dove cade, laddove il formentone, poco men che rotondo, gli trotta innanzi nell'aja; mettere un po' d'ordine nelle masserizie e prepararle così ad un più facile ed espediente ritorno a casa; e poi, per ultimo, dar retta ai curiosi che ora, a disastro in parte scongiurato, parevano spuntare di terra come gli asparagi e che, piena la bocca di «oh» e di «ah», volevano pur sapere cosa, quando, come e qualmente.

Non appena i medesimi curiosi principiavano poi a scambiare tra di loro le impressioni proprie, era come sempre costante e notevolissimo il fatto che ognuno di essi non tralasciava mai di raccontare dove era e che faceva quando aveva avuto il primo sentore della disgrazia, e i molti supposti erronei che aveva dovuto fare prima di sapersi dire con esattezza quali fossero precisamente le case colpite. Importava di molto, direte voi, ma tutto ciò che accade costantemente ha sempre un suo particolar valore, quando pure, nei casi come questo assai probabilmente delittuosi, non si voglia tener conto della istintiva tendenza che doveva spingere tutti ed ognuno a stabilire, fin dapprincipio, come una specie di universale alibi.

I due fuochi, sul far dell'alba, erano stati visti naturalmente anche assai da lunge, e chi degli accorsi li aveva creduti più grossi, e chi più piccoli, e chi uno solo, e chi più di due. A Dolo s'era sparsa la voce che bruciasse addirittura tutta Coronaverde, al punto che il magnanimo Ritenete aveva sentito il bisogno di porre in capo il berrettino listato d'argento, e di portare sul luogo, con la propria persona, quel gran conforto che viene agli infelici quando sentono arrivarsi intorno il primo olezzo dell'autorità.

La sua prima tappa fu alla casa di Peppina, che omai aveva più l'aria di una piccola fornace disfatta che di una casa, e di , colla testa piena di quella parte di masserizia che era andata in fumo, e che Genoveffa, la madre, gli aveva più volte noverato piangendo, s'avviò a passi cogitabondi verso la Casanova, e capitò in bocca di Pompeo e di Nunziata, come dire di quei due che appunto ci volevano per chiarirgli bene, con semplici e brevi parole, i truculenti fatti di quella sciaguratissima notte. Ora il povero Ritenete era un essere impagabile quando si trattava di spiegare le cose ai contadini, ma sarebbe stato difficile trovarne un altro più lungo a capirle, nonchè a ritenerle per conto proprio, e avanti che mamma e figliuolo trovassero modo di fargli bene classificare in capo tutti gli indizi del grave misfatto: cioè la ignota provenienza dei due colpi e la perfetta contemporaneità dei due fuochi, un altro, con un po' più di vera ritentiva, ne avrebbe saputo abbastanza per dar adito ad una mezza dozzina d'inchieste. Buono che per sapere un po' meno male le cose, almeno qui da noi, val sempre meglio non fare inchieste che farne.

Il povero messo si contentò invece di raccomandare a Stentone ciò che senz'altro soleva raccomandare da vent'anni a tutte le vittime di tutti gli incendii: vale a dire che corressero subito a far la denunzia, perchè altrimenti avrebbero avuto addosso, oltre al foco, anche il tal articolo del codice, o il tal paragrafo della Legge di Polizia. Poi, come uomo abituato a cavare quanti più poteva servizi da ogni e qualunque suo viaggio, principiò a picchiare colle palme delle mani sulle proprie saccocce da petto, e ne trasse fuori, coi danari e la prima lettera per Galeazzo, anche un secondo biglietto di Maria, arrivato di fresco il giorno prima, e che essa aveva scritto in furia alla Brena, appena tornata dalla sua infruttuosa gita a Coronaverde. Bisognava bene che venisse di così vicino per poter essere un biglietto fresco! Diceva:

 

«Avrai inteso che sono arrivata prima io alla Casanova che non la mia lettera di tre giorni fa, e avrai capito che ho dovuto scappar via di corsa per paura che tu non ti tradissi vedendomi. La prima volta che mi scrivi, raccontami cosa t'han detto di me i tuoi contadini, specialmente la ragazza di casa, quella grossa, che non mi può patire. E seguita pure così, chè sono assai contenta..

«MARIA».

 

«P. S. La balia è per la povera marchesina Paola, che è stata così sfortunata colla sua brianzola della prima volta. Dunque rimettila in mente alla tua vecchia mezzajuola, che pare una buona donna, e se non basta, voltati intorno e guarda anche tu. Una donna già innanzi nei nove mesi è una donna che si vede. Addio».

 

Un povero diavolo che appena appena avesse saputo leggere non avrebbe stentato tanto a decifrare i due messaggi quanto ci stette Galeazzo. Maria che nel primo annunciava il suo arrivo alla Casanova, e che diceva nel secondo di esserci già stata! E Giovannona che non la poteva patire! E Nunziata in odore di bontà!! E la balia!!!

Quando vide che a voler mettere insieme i termini del dilemma c'era da rompersi il capo senza evitare per questo di dar dentro nell'inverosimile, cioè nell'assoluta impossibilità di non aver poscia trapelato nulla, s'accostò adagio a Costantina, occupata a lavare una parte dei lenzuoli che avevano prima difeso le finestre, e sedendosele accanto, per inghiottire più comodamente la prima fetta di polenta fredda, le dimandò a bruciapelo:

— È vero che domenica è stata qui una signora a cercare una balia?

— Sì. La padrona della Brena. Come l'avete saputo?

— L'ho sentito dire in corte dalla gente venuta a veder l'incendio. S'è fermata molto tempo?

— Più di un'ora, e fu poco avanti che arrivasse Piero.

— Ma io non ne ho mai sentito parlare!

— Lo so bene. Èstato proibito a tutti.

— Da chi?

— Da Nunziata e da Giovannona.

Perchè? Dite pure liberamente. Io tacerò.

Perchè la contessa s'è offerta di prendervi lei, se non facevate per loro, ed esse hanno avuto paura che voi le piantaste in ogni modo.

— Come dire che mi tengono volentieri?

Par di sì.

— E mi trattano a polenta asciutta dopo la notte che ho passato per amor loro?

— È una giornata di confusione questa; bisogna mettersi nei panni di tutti.

— Ma intanto il vostro caro Pompeo, che non s'è mai spiccicato per tutta la notte dalle sottane di sua madre, aveva in mano or ora un bel pezzetto del pollo di jer l'altro. S'è pur trovato quello in mezzo alla confusione!

Costantina attorcigliò uno dei suoi lenzuoli fin che parve una grossa gomena da bastimento, e roteandolo più volte in aria, lo fece cadere a colpi concitati sopra il panchetto, senza mai rispondere nulla.

— Mi bagnate! – sclamò Galeazzo levandosi in piedi.

Scostatevi, non posso a meno.

— Eppure la sbornia dell'altra sera e il pezzetto di pollo di questa mattina mi avevano fatto venir voglia di darvi un buon parere.

— Quale? Che mi levi Pompeo di core!

— Già.

— E chi ci devo mettere? – domandò Costantina col più malinconico dei suoi sorrisi.

— Chiunque, purchè cambiate. Un diavolo caccia l'altro.

Val tanto come dire che uno resta sempre. Allora tanto vale che mi tenga Pompeo.

Guai quando le donne ricorrono spontaneamente alla logica! Non hanno mai tanta voglia di rompersi il collo.




2 L'identico e duplice fatto è avvenuto a Gazzuolo Mantovano. Furono distrutte nello stesso tempo la casetta di una povera famiglia, troppo profondamente addormentata, e la grossa ed attigua fattoria di un ricco possidente da Comessaggio. (N. d. A.)






Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License