Parte, Capitolo
1 1, II| più delle volte manda l'allievo a rotolare sotto i tavolini
2 1, II| Parlo al gentiluomo, non all'allievo. Capisce che io non posso
3 1, II| rifatta la coscienza del mio allievo, ma, povero a me, non ho
4 1, X | vittovaglie, al piccolo allievo non resta volontà di far
5 1, X | non pretendere dal nostro allievo uno sforzo superiore alla
6 1, X | simpatia per ciò che fa. Un allievo che era l'ultimo della sua
7 1, I | buoni o perversi del nostro allievo, è perdere la più vigorosa
8 1, I | disposizione che sia innata nell'allievo, anzichè verso il merito
9 1, I | i meriti pari d'un buon allievo, sopra quale convenga essere
10 1, I | affetto induca nel nostro allievo un gretto egoismo. Ma le
11 1, I | brillare agli occhi dell'allievo la giustizia; il fanciullo,
12 1, I | abbandono in cui lasciano l'allievo, non sia interamente da
13 1, I | il sommo bene del nostro allievo, del nostro figliuolo, e
14 1, I | finisce coll'indurre nell'allievo un sentimento di disistima
15 1, I | dobbiamo poter dire al nostro allievo: - Sì, tu sei il re dell'
16 1, I | la coscienza del nostro allievo colla immagine della sua
17 1, I | di persuadere al vostro allievo che il lavoro nobilita,
18 1, I | tutti gli atti del nostro allievo siano in continuo giuoco
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