VII.
IL
POCO PER VOLTA
Natura non
facit saltus, ha detto Linneo in un latino molto facile; e come nella
natura così nell'educazione. Non crescono forse i nostri figliuoli
insensibilmente sotto i nostri occhi, e non ce li troviamo grandi in casa senza
che un giorno ci sian parsi diversi dall'altro? Se non ci fossero gli estranei
a dirci di tanto in tanto: - Oh com'è diventata grande questa piccina! Oh che
giovinetto hai qui! - per conto nostro non ci accorgeremmo della differenza tra
l'oggi e l'ieri, tra l'ieri e il domani. E come si trasforma insensibilmente il
corpo, similmente per un processo microscopico di assorbimento si svolgono e si
trasformano i sentimenti, le voglie, i desideri, i pensieri e il modo di
pensare. Non è più difficile in questo lento sistema di coltivazione educare
una buona abitudine di quel che sia inocularne una cattiva; e sempre per la
forza della natura una buona abitudine non la si smette tanto facilmente come
si crede. La legge del poco per volta è la più naturale nell'educazione.
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Le piante che
meglio vengono in terra aperta e all'aria libera son quelle che fino a una
certa grossezza furono bene coltivate nei vivai e nei vasi.
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Il poco per
volta continuamente ripetuto è la forza che crea quell'altra forza così
resistente e tenace per l'esercizio della vita, che prende il nome di buona
abitudine.
La buona
abitudine è quasi una seconda natura che veste, arma, protegge quella che si
porta dalla nascita: modella la vita come una corazza d'acciaio, costringe a
camminar diritti, ci fa soldati forti nella battaglia della vita. Ma i nostri
figliuoli, di natura mobili e bisognosi di varietà, hanno bisogno di chi li
aiuti ad acquistare delle buone abitudini. Pretendere che essi s'impongano da
sè mortificazioni e strazi per diventar migliori è volere quel che non tutti i
santi sanno fare. L'alzarsi presto la mattina, l'amore della nettezza e
dell'ordine, il garbo, la gentilezza nel tratto e nelle parole, la pazienza
negli studi e nei lavori difficili, la moderazione nel mangiare, e tante altre
simili piccole abitudini non si acquistano che con un ripetuto esercizio di
tutti i giorni, mediante piccoli sforzi continui e successivi e per un certo
numero d'anni. Tocca a chi educa prendere l'iniziativa e mantenerla.
Il famoso
atleta Sandow, che passa oggi per l'uomo più forte d'Europa, che collo sforzo
di due dita ti piega una moneta d'argento come un'ostia, dimostrava ad alcuni
nostri ginnasti come egli non debba lo sviluppo de' suoi muscoli a esagerati
movimenti dinamici, ma alla semplice e ripetuta manovra di due manubri del peso
di pochi chilogrammi. Qualche cosa di eguale si può ottenere nella ginnastica
morale. Non sono i salti di testa e gli sforzi acrobatici che danno gli uomini
più resistenti; anzi certe specialità acrobatiche, che meravigliano per la loro
agilità di spirito, buone tutt'al più per lo spettacolo d'un circo, nella
pratica quotidiana della vita riescono uomini di poco conto e di nessuna
resistenza. Non sono i bersaglieri che vincono la battaglia, ma è la massa
solida e resistente della buona fanteria, che un passo dopo l'altro, conquista
il campo e lo conserva.
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Le grandi
virtù che tanto si ammirano negli uomini straordinari e che, viste da lontano,
sembrano vette inaccessibili, non sono spesso che il risultato di una serie di
piccole abitudini abilmente coordinate e concatenate in modo, che una aiuta
l'altra, e tutt'insieme aiutano l'uomo.
Quanto valga
la forza d'un'inveterata abitudine lo dimostrano luminosamente le cattive
abitudini. Dite al vecchio fumatore o all'ubbriacone che lascino la pippa e il bicchiere;
se anche fossero sull'orlo del sepolcro, se dallo smettere il brutto vizio
dipendesse la loro vita, pochi son quelli che sanno liberarsi dal bisogno che
li fa schiavi. Perchè non facciamo conto di questa forza e non cerchiamo di
accumularla fin dai primi anni nel senso del bene a vantaggio dei nostri
figliuoli? Chi fin dalla sua giovinezza prese l'abito del bene difficilmente se
ne spoglia. Anche il far bene diventa un bisogno come il fumare e il bere. Per
un uomo abituato all'ordine e alla precisione ogni disordine ripugna, come al
delicato ripugna ogni schifezza che urti l'occhio e il naso. Ai buoni per
abitudine l'essere buoni non costa nessuna fatica; e se vogliono qualche volta
fare il cattivo, non ci riescono, quasi per una resistenza meccanica del loro
organismo morale.
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