II.
IL
DIAVOLO DEI NOSTRI FIGLIUOLI
Si è nominato
una volta il diavolo che salta in corpo ai nostri figliuoli e si è cercato di
dimostrare che in fondo, a saperlo pigliare per i corni, può servire anche lui
a qualche cosa, se non ad altro, a portar un poco il peso della nostra
responsabilità. Ma è bene tener gli occhi aperti, perchè fin dai tempi d'Eva il
diavolo amò trasfigurarsi e prendere le figure più strane, più seducenti, più
irriconoscibili. Il diavolo, per uscir dalla vecchia metafora, son le passioni
che a un certo periodo dello sviluppo saltan su come un vulcano e talvolta
sconquassano tutto l'edificio pazientemente costrutto in molti anni di solida
educazione; figuriamoci poi se questo edificio è tutto di stecchi e di
fuscellini! Occhio dunque al nemico! aspettiamolo armati di vigilanza, di
pazienza, di indulgenza, di compatimento, di carità, ma non cediamogli il
passo. Attenti all'insidia del sordido rettile, che striscia voluttuosamente
nel giardino dei nostri figliuoli e colla sordida bava avvelena il soavissimo
fiore della innocenza!
La mala
bestia penetra di soppiatto, assalta il vostro ragazzo mentre dorme, lo incanta
tra il sonno e la veglia, e il poveretto che nell'ingenuità sua non sa di
carezzare un serpente, ne resta morsicato e avvelenato per sempre. Se non
capite di che cosa parla la Strenna, chiedete al medico una spiegazione, ma non
vi scusi il dire: io non sapevo. I genitori devono saper tutto, specialmente
quel che fa male.
Moto,
ginnastica, stanchezza, sonno di piombo, aria fresca del mattino, e di tanto in
tanto una occhiata medica sono i rimedi che suggerisce l'igiene fisica.
L'igiene morale, consiglia una grande varietà di occupazioni, una passione viva
e interessante per qualche cosa di nobile, per lo studio, per un'arte, per un
esercizio, compagnie oneste e allegre, passatempi sani e un buon sentimento
religioso.
Certe
confidenze esagerate tra padre, madre e figliuoli portano a discorsi che non
giovano; peggio fanno certe letture malsane. Non abbiate paura di parer troppo
rigorosi su questo argomento. Se non si può sempre riparare a tutte le
passioni, che sono alle volte più forti della vita e della scienza, si faccia
almeno di tutto per addomesticarle, le bestie feroci. Non stiamo ad aspettare
che divorino i nostri figli. Non si creda che basti mormorare come fanno le
beghine col rosario in mano: Vade retro, Satana... Ci vuol altro! il
diavolo non ha mai avuto paura dei rosari, anzi qualche volta si serve del
rosario per incatenare meglio una beghina peccatrice.
Il diavolo
astuto e svelto ha a sua disposizione, oltre al fuoco interno, i teatri, i
libri divertenti, le belle pitture, la musica, il giuoco, il corpo di ballo, e
le altre bellezze che all'ingenuo giovinetto fa passare per angeli, il birbone!
Ci vuol altro, come vedete, che un vade retro! C'è da perder la testa e
la confidenza nelle proprie forze in questo giuoco noioso, pericoloso,
difficile, qualche volta grottesco, di metterci tra il diavolo e la nostra
creatura, di disfare tutte le trappole coperte che egli va seminando lungo il
fiorito sentiero della giovinezza, di dimostrare tutto il contrario delle
dimostrazioni ch'egli dà vale a dire che il bello è brutto, che gli angeli son streghe,
che lo zucchero è tossico, che il padre Segneri è più divertente del Boccaccio,
che una partita a domino o all'oca in famiglia vale tutte le operette francesi
e tutte le partite di bigliardo al club o al caffè.
È un giuoco,
anzi una fatica così immane e pesante, che molti padri, sentendosi incapaci di
lottare coll'invisibile, non vi credono o vi rinunciano e dicono, parlando del
loro scapestratene: - Oh, provi anche lui! la vita bisogna la conosca da sè;
quando avrà fatte le sue, come noi abbiamo fatte le nostre, metterà giudizio,
prenderà moglie e pace. Meglio presto che troppo tardi, perchè un vecchio che
perde il giudizio nessuno lo compatisce.
Chi mi sa
dire quante volte su cento questo sistema del lasciar fare è riuscito bene?
A noi
pedagoghi mancano ancora le statistiche morali e siamo perciò obbligati ad
argomentare in aria; ma per conto mio non vorrei che un mio ragazzo provasse e
pagasse a sue spese l'esperienza. Anche quando il troppo non stroppia,
esaurisce prima del tempo le sensazioni che madre natura ama distribuire con
parsimonia lungo la strada della vita. Il soldato che mangia tutta la razione
al mattino, che gli resta al mezzodì? E poi c'è dell'altro. Il gusto dolciastro
del piacere, non accompagnato dal pane casalingo, disgusta dalla semplicità dei
cibi alla buona. Chi succia di continuo la bottiglia del rhum dice che la virtù
ha l'insipidezza dell'acqua, che è buona tutt'al più per lavarsi le mani; ed è
proprio e solamente per questa benedetta virtù che noi dobbiamo educare. Il piacere
si raccomanda da sè.
Certo è un
mestiere faticoso che rasenta talvolta il ridicolo; e son pochi i genitori che
amano, uscir fuori colla gran cuffia della virtù in testa. Son così cari e
simpatici questi nostri scapestrati! ma, in nome di Dio, se non lo facciamo noi
di casa questo servizio di frenamento, dobbiamo forse aspettarci che lo
facciano gli altri - o gli angeli, di cui sopra?
*
* *
Ma come si
fa? - Ecco la domanda che si rimandano l'un l'altro i padri di famiglia,
grattandosi in capo. Anche loro son passati di là bene o male e sanno che le
belle massime non hanno mai spento il fuoco, ma fu sempre il fuoco che abbruciò
il libro delle belle massime. Dobbiamo incatenarli questi nostri ragazzi? I
barattoli delle spezierie come le belle prediche morali non hanno mai impedita
una febbre. È vero, e non c'è nulla di più assurdo e di più inutile come il
pretendere che ci sia un rimedio per tutti i mali. Morire si morirà sempre in
tutte le età e in tutti i paesi anche coi progressi dell'igiene e colle disinfezioni
a domicilio; ciò che si cerca di guarire, predicando, è la pigrizia dei
genitori, i quali se non possono salvare i figliuoli dai mali inevitabili,
possono, devono salvarli da tutti gli altri.
Ora è quasi dimostrato
che le passioni, come le idee fisse, si guariscono colla distrazione.
Aumentate, centuplicate le sensazioni oneste e il vostro figliuolo non sentirà
il bisogno delle altre. Il miglior modo per non commettere peccati è di non
aver tempo di farli. La varietà delle sensazioni si ottiene con una grande
varietà d'occupazioni, alternate in modo, che una serva di riposo all'altra e
tutte insieme concorrano a rinforzare l'energia morale e a procacciare il senso
delle cose nobili ed elevate. Se un vecchio ideale ha potuto più d'una volta
salvare uno scapestrato dall'estrema gozzoviglia, come non sperare che un
ideale giovine e gentile non abbia a salvare il nostro figliuolo dal poco
pulito? Il bene è in gran parte una questione di estetica e di galateo. Perciò
ogni casa dovrebbe avere un altarino per il culto della santa bellezza e delle
purissime feste della vita. Date, secondate, eccitate qualche nobile passione
per lo studio, per i libri, per le raccolte, per un'arte dilettevole che venga
a colmare tutti i minuti dell'ozio; nell'esercizio è la salute. La musica, il
disegno, la recitazione, i giuochi, la ginnastica, lo sport, la danza, la
conversazione piacevole coi compagni e anche colle saggie compagne della sua
età offrono al giovinetto quante occasioni si vogliono perchè egli non abbia a
desiderare passatempi estranei, insindacabili, di cui non si può parlare senza
arrossire. La socievolezza colle persone di casa, specialmente colle persone
attempate e colle signore, rende i nostri figliuoli più educati, più
aristocratici e si sa che l'airone delicato non ama pascersi delle lumache
della terra. Quel muraglione che la pedagogia barbogia suole innalzare tra i
due sessi è, a parer mio, un rimedio che, esagerando il pericolo, lo rende più
pericoloso. Perchè far delle nostre care figliuole lo spauracchio dei nostri
figliuoli? Ognuno di noi si ricorda quante volte le nostre graziose sorelline
ci hanno impedito d'essere sguaiati e vigliacchi. È trattando le cose fragili
che s'impara ad essere pazienti, delicati, non inconsulti nei nostri movimenti:
la morale che s'impara sulle anime vive è cento volte più sicura di quella che
si studia sui libri morti. Fate che all'immaginazione del fanciullo la virtù si
presenti sotto l'aspetto d'una dea bella e sorridente ed egli se ne innamorerà
tanto più volentieri.
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