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Paolo Bettoni
Tre racconti sentimentali

IntraText - Concordanze

era

    Racconto
1 Viz| mestiere di canestrajo. Era una buona e quieta famiglia 2 Viz| compongono stuoje, e la seconda era operaja nella fabbrica dei 3 Viz| scuola infantile, il che era sua incombenza, girava una 4 Viz| occhi poco veggenti, ed era tutto lieto quando gli riusciva 5 Viz| questa sorta. Se il tempo era buono, usciva ancora della 6 Viz| dei fuscelli di legna, ed era per lui un'altra cagione 7 Viz| virtù i buoni soltanto. Chi era cattivo, la somigliava a 8 Viz| colomba, fra quali corvi era caduta!~Il più astuto e 9 Viz| maligno di questi corvi era Tribolo, il quale per circuire 10 Viz| gli teneva luogo di tutte, era l'amore del danaro. Egli 11 Viz| per commissione altrui; era il bracco del cacciatore. 12 Viz| che la ricompensa promessa era larga più del consueto. 13 Viz| le sue faccende. L'uscio era aperto, e il vecchio si 14 Viz| così onesto d'aspetto? Egli era il solo uomo in quella casa 15 Viz| Tribolo conobbe che l'impresa era malagevole, ma non pertanto 16 Viz| semplicità. Una sera che costei era discesa per attingere acqua, 17 Viz| mentre lo potevi, giacchè era mia intenzione di assolvere 18 Viz| crudelmente sentire. La madre si era alquanto ristabilita in 19 Viz| salute, ma il lavoro le era venuto meno. Antonio, per 20 Viz| di settimana. Il freddo era rigoroso, e si penuriava 21 Viz| povera cena consueta. Non vi era fuoco cibo di sorta. 22 Viz| a venire. La provvidenza era il nonno Antonio, che fino 23 Viz| nella sua disperazione, era corsa da Tribolo per dirgli 24 Viz| suo traviamento. Non vi era bisogno di rimproveri, giacchè 25 Viz| perdere la sua innocenza! Non era il vizio, è vero, che ti 26 Viz| nostre sofferenze. Nondimeno era egualmente una tentazione 27 Viz| consunzione. Un gatto gli era accosciato sulle ginocchia, 28 Viz| Antonio, corto di vista com'era, gli aveva sporto il piattello 29 Viz| mia intenzione.~Antonio si era diretto verso il centro 30 Viz| asciutto. Il suo stato morale era ben più doloroso ancora. 31 Viz| riusciva a padroneggiare quando era solo. L'agguato teso a Cecilia, 32 Viz| diceva un predicatore. Ma io era in buona fede, e credeva 33 Viz| affatto incomposti. E così era accaduto in tutti i luoghi 34 Viz| quell'inconveniente, e chi era ben disposto gli dava tant' 35 Viz| andarono dunque in fumo, come era da aspettarsi, giacchè non 36 Viz| fausto avvenimento. Non era la sventura che avesse visitato 37 Viz| volto, anzi la sua fronte era lieta, i suoi occhi brillavano 38 Viz| propria felicità. Sì, egli era compiutamente felice, e 39 Viz| vergognose. La sua fiamma era pura come la vergine che 40 Viz| difficoltà del cammino. Era cosa molto strana che un 41 Viz| che lo seguiva. La stanza era fredda come se fosse aperta 42 Viz| fra le due giovani, e gli era come stimolo ad apprezzare 43 Viz| persuaso che quella famiglia era degna del bene che egli 44 Viz| parrocchia. Il giovane signore vi era stato poco prima ad affidargli 45 Gent| Ognuno vede che il mio lavoro era molto più facile e meno 46 Gent| colmo alla nostra amicizia. Era una ragione più che bastante 47 Gent| succede una festa da ballo? Era vero come il magro pasto 48 Gent| fu piena. Quel giorno si era fatto uno sposalizio, e 49 Gent| che dava vita al violino era il sarto del villaggio; 50 Gent| animatore del contrabasso era il sacristano della parrocchia, 51 Gent| bellezza alpigiana. Questo era per noi un'attraente novità, 52 Gent| giorno. Una sorella di lei era per me la regina della festa, 53 Gent| vederla per molti giorni. Era fiera ed imponente come 54 Gent| e ballava la forlana che era un incanto. Il mio compagno 55 Gent| echeggiava di suoni, ed era il campo di tanta gioja 56 Gent| cagione del mio sconforto era Bettina, che non avrei più 57 Gent| nostro dormitorio, il quale era una specie di granajo dove 58 Gent| rotte. Questa disgrazia mi era nota da due giorni, ma il 59 Gent| da due giorni, ma il male era allora nel primo stadio, 60 Gent| caso mio un pronto rimedio era impossibile, perchè al manifestarsi 61 Gent| penzolanti in aria. L'indicazione era equivoca, anzi del tutto 62 Gent| piacevole memoria. Il ciabattino era un vecchiotto di circa sessant' 63 Gent| fattura come andava fatta. Vi era in quella bottega un odor 64 Gent| illustrissimo diceva che era anche troppo, faceva i suoi 65 Gent| io notai che il calzolajo era zoppo, e che rimettendosi 66 Gent| a dire così:~«Quando io era giovane faceva il cacciatore 67 Gent| vapore di fuoco. Il cavaliere era più morto che vivo, ed ebbe 68 Gent| trassi da quel pericolo era niente meno che il conte 69 Gent| del servitore favorito, era una risoluzione che non 70 Gent| mio mestiere di cacciatore era pericoloso, e che egli aveva 71 Gent| servitore. Il conte però era con me la stessa bontà, 72 Gent| tutta l'attenzione di cui era capace, e finii col diventare 73 Gent| qualunque altro. Il conte era vedovo con un figlio unico, 74 Gent| nuovi. Questo suo idolo era cresciuto fino ai venti 75 Gent| capricciosa e irragionevole. Egli era caparbio, impetuoso, amico 76 Gent| Francia. Questa giovane era piena di bellezza, di grazia 77 Gent| perchè il contino Federico era, come si dice, un beniamino 78 Gent| industria per procurarsene. Era costui di aspetto e di maniere 79 Gent| caratteri. Al conte padre era gradito perchè divideva 80 Gent| vivere lontano da lui, che era, senza parerlo, il fomentatore 81 Gent| sue arti sopraffine. Vi era in Trento una donna famosa 82 Gent| nelle sue reti. Il cavaliere era stato nel numero de' suoi 83 Gent| saprei come qualificare. Era quell'abitudine di vedersi 84 Gent| opposizione col figlio. Ma era troppo tardi per destarsi 85 Gent| altro più degno di lei, che era fatta per formare la felicità 86 Gent| violento di podagra alla quale era soggetto da qualche tempo. 87 Gent| liberalità. La casa del contino era il convegno di tutti i buontemponi 88 Gent| altri servitori, io non era ben veduto dal contino, 89 Gent| o del Lacrimacristi, ma era ubbriaco nientemeno di un 90 Gent| seguitare la stessa vita, era cosa che io non voleva fare. 91 Gent| rotolati, sull'uno dei quali era scritta la parola sarto, 92 Gent| dappocaggini! Quella scarpa era aggiustata orribilmente. 93 Gent| altro mio desiderio, che era quello, di sposare una giovane 94 Gent| virilità incominciata. Io non era più con lui per vedere da 95 Gent| in una spalla. Tutto ciò era la pura verità. Intanto 96 Gent| ereditati dal conte, che era il solo suo parente. Non 97 Gent| amico, di traviato che io era, mi rende tristo e mi rovina 98 Gent| racconciatura, come ho detto, era mal fatta, ma il prezzo 99 Agn| stoffa di quel soppedaneo era destinata all'ufficio di 100 Agn| il beffardo! E Faustino era in vena?~- Se lo era! E 101 Agn| Faustino era in vena?~- Se lo era! E come no a diciott'anni, 102 Agn| bello per accertarti se io era ancora quella buona lana 103 Agn| massima capitale e favorita era che si può commettere tranquillamente 104 Agn| forze. La neonata creatura era morta. Nessuno si trovava 105 Agn| Bisogna sapere che egli pure era diventato padre, con questa 106 Agn| di tutti annunziarono che era trapassata. Il signor Fabio 107 Agn| ricollocato in cuna. Il colpo era fatto, e quando un'ora dopo 108 Agn| vivamente compiangerlo. Tale era appunto Faustino, il quale 109 Agn| annunziare che la carrozza era pronta. Il signor Fabio 110 Agn| produzioni di laide fantasie. Vi era inoltre una raccolta d'incisioni 111 Agn| quel bravo filosofo che era, se ne andò ripetendo in 112 Agn| ritenutezze del pudore. Era mille volte più bello della 113 Agn| creatura, di freschissima età, era il tipo della bellezza vivace, 114 Agn| spagnuola dell'Andalusia. Era gaja e folleggiante al modo 115 Agn| V.~ ~Da qualche tempo si era operato in Faustino un cambiamento, 116 Agn| Dinanzi alle sue belle era diventato freddo e quasi 117 Agn| libri disonesti. Eppure non era ancora malandato di salute, 118 Agn| bocca la confessione che era innamorato. Ecco l'avventura. 119 Agn| Il sentimento che provò era affatto nuovo, e nullamente 120 Agn| frequenza, perchè essa pure era rimasta colpita dalla vista 121 Agn| e sconfortata, Faustino era nascosto a bearsi dei 122 Agn| dal monastero nel quale era stata allevata. Per due 123 Agn| Il ricambiare parole non era possibile a motivo della 124 Agn| delle dissolutezze, cui si era di bel nuovo e con più lena 125 Agn| osservare e per istruirsi. Era un continuo passare da uno 126 Agn| consenso, e che egli non era venuto a Parigi per fare 127 Agn| diritti e l'autorità di cui era investito, la responsabilità 128 Agn| piaceri e nel malessere in cui era caduto gli parlava più che 129 Agn| profondo scellerato com'era, non potè esimersi dalla 130 Agn| medico dichiarò che Faustino era tisico, e pur troppo si 131 Agn| germe della tisichezza, era caduto con rapido progresso 132 Agn| Il signor Fabio non si era neppure sognato di entrare 133 Agn| infermità. Quando lo zio non era in camera, egli si alzava 134 Agn| ancora ne faceva alcuna, era per volgere un sospiro ed 135 Agn| la verità è tristo, ma lo era di più i giorni passati. 136 Agn| colpito da un'idea felice. Era l'idea di confortare,con 137 Agn| ultimi giorni di Faustino. Era un nuovo suggerimento della 138 Agn| animandosi per quanto gli era concesso, e mutando il pallore 139 Agn| sentimenti di un moribondo era cosa degna del tristo e 140 Agn| prestissimo, ma ripetiamo che non era una finzione. Non si può 141 Agn| due grossi milioni. Egli era il solo parente di Faustino.~ 142 Agn| figlio? gli grida la cognata. Era questo l'amore che mi portavate?


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