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| Vincenzo Padula L'orco IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
Capitolo
1 App | morissi io pure! ~ ~Cosenza, 1845 ~ ~ ~ ~ [1] Il manoscritto, 2 App | nelle Poesie varie del 1878 col titolo La Donna e posto, 3 XII | Vita, ~sole di amore che le abbaglia il ciglio, ~fior, nel cui 4 VI | passa. ~E quando il guardo abbassa — un bruno lampo ~le scaturìa 5 IX | madre santa! ~Nè gli occhi abbassi, nè crolli la testa? ~Bruttezza 6 IV | che piante e fior desta ed abbella, ~di donna apparve una gentil 7 | abbi 8 | abbia 9 | abbiam 10 | abbiate 11 V | verno, mettiti a cantare». ~Abbondan le parole e 'l chiaccherìo ~ 12 V | udì quel lagno, e grato ~abbracciare volea quell'alber pio, ~ 13 IX | immensa, ~e al nostro corpo abbràcciasi ~un'anima immortale. ~Il 14 VIII| fanciulle, o stregherelle! ~abbracciate la Croce. ~Con essa in poppa 15 III | dolore, ~Iddio tôr ne potrà. ~Abbrevieranno i secoli ~la mia, la tua 16 V | nasce intanto ~ colà si abbrevra, — ed oh! ~ bee della vita 17 V | anelli; ~e al lor contatto abbrividì, siccome ~fossero di serpenti 18 I | lo avesse morto, ~felice aborto! ~Va dunque, o donna: spegni 19 VII | il Re nostro, in noi si accampa ~la pace e la beltà che 20 V | finge, ~e sua speranza di accertar paventa. ~Pur entra alfine, 21 II | nell'orto ~con gli occhi accessi, con lo crin sconvolto, ~ 22 XI | volta ~pria che dal proprio acciar gli venga tolta. ~E l'Orco 23 V | serio. ~Da quanto a dir mi accingo ~saprete che colei col giovanetto ~ 24 VIII| tosto sulla porta che l'accolse ~la cortina si sciolse, — 25 IX | per me». Così dicendo ~l'accommiatava, e quell'uscìa mansueta. ~ 26 IX | tutta ti circonda, ~che ti accompagna intorno in ogni verso, ~ 27 VI | Meraviglia ne prova; — indi si acconcia ~sulla trista persona in 28 I | sotto il mento le palme accoppïando, ~le labbra aperse dal terror 29 VIII| quegli atti strani allor si accorse, ~chiamò vêr l'altre, e 30 IX | Ciriegina ~su vanni di colomba accorta e destra ~posò sopra una 31 VI | raccontava, e con parlare accorto ~ella le dea conforto, — 32 V | destin suo rio. ~Umil si accosta, e dice: «Albero amato! ~ 33 VII | quindi si studia i freggi ~accrescere dell'alma: esser fedele, ~ 34 V | e le sue pene fànse ~più acerbe ad ogni passo allor che 35 I | scopo a mille sarcasmi acri e mordaci. ~Fui maledetta, 36 V | infelice, e «Se lontano ~dell'acuta gragnuola che ti attrista ~ 37 V | della mia sciagura. ~Con acuti perchè canori omei ~non 38 VI | pungenti, ~per bronchi che addentan lor vesti fluenti. ~Il vento 39 XII | Ma a te, che col pensiero addentro vai ~negli arcani del mondo 40 VIII| obbrobrio a servili opre addetta. ~Ma sulla maledetta ~Dio 41 VI | un giorno il mio diletto ~addiverrà?» dicea, ~e spaurita piangea. ~ ~ 42 V | Ed ora egli lo guarda, e addolorato ~poi che il vide celare 43 I | lo spavento del nome mio ~addorme il pargolo che si racquatta ~ 44 II | e nel castel rientrò, ~e addormentata sopra del sofà ~la vaga 45 IX | quale ad un cor tristo, addormentato ~tra le delizie, viene a 46 VI | e sospirava. ~Stanca si addormentava — ad essa in grembo, ~qual 47 X | ti amo?» — E 'l braccio addosso ~postole, un bacio senza 48 V | rutilo e grande indi si adime ~pare e costeggia nuda collinetta, ~ 49 IV | Se io ti amo, invan ti adiri, ~o finto è il tuo furore: ~ 50 VIII| ginocchia: ~pensosa in quella adocchia ~e di alme vi mirò stuolo 51 XII | avrei ~— Di te più bella me adorar tu dèi? —. ~Tanti secoli 52 XII | solo per cui Quegli, che adori, ~crëò la donna ed i fecondi 53 VI | a Dio sono ribelle. ~Lo adorino le Belle ~che à creato! ~ 54 IX | facea il mattino; e dall'adorno ~real talamo sorgente ~ella 55 III | mi ha vinto, or ch'umile ~adoro nel tuo viso ~i rai del 56 V | il veleno. ~ ~ Ma fatto adulto poi ~ vi corre e trova là ~ 57 V | ruscelli. ~Così diviso l'äere si udìa ~fremer violento 58 IV | Correa, danzava sino all'aere bruno, ~gittava con fragor 59 IV | morìo ~lasciò vagante sull'aeree strade. ~Credea che fosse 60 V | tratta intentati. ~Di suo aereo mantello l'aura solve ~ad 61 VII | fanciulla che sta sotto ~l'aeria spinge liquida campagna. ~ 62 V | collina orientale ~il sol si affaccia con sembianza bella; ~incede 63 VI | fanciul la vista il cor le affanna, ~ed oltre il fiume tende ~ 64 XII | mentre che dal terrore affascinata ~colle pupille immobili 65 | affatto 66 VI | Di tuo viso pudico ~me lo afferma il rossore». ~Così mi dice 67 XI | atomi grevi ~della materia afferra ~e gli aggiunge amorosa: ~ 68 I | per le sparse chiome egli afferratala, ~levolla in piedi, e «Orsù! ~ 69 XI | Quindi a loro si abbraccia affettuosa, ~e con dolor le lascia ~ 70 VIII| ricominciare intanto ~più affettuoso il canto. ~ ~1 ~ ~«Il mondo 71 I | passando, i rai sopra mi affise. ~Il fil franse e la cocca, ~ 72 V | il tenea sopra la terra affiso, ~e chiudendo il pensier 73 VII | raccoglie l'ali, e sempre giù si affonda. ~Invano l'aër nella sua 74 VII | esse il guardo tutto quanto affossa; ~ma vistele far cenni e 75 VII | gioja no, chè dal dolore è affranta, ~perchè in colomba vedesi 76 V | dì trascorsi, il pianto affrena, ~tu fosti traditore, or 77 XI | palagio regale il passo affretta ~quando a mezzo del giorno 78 VII | passarsi umil pianeta, ~ed affrettarsi nello immenso Vano, ~com' 79 VI | ma lacera e discinta, ~affumicata e tinta, ~la quale entro 80 XI | carcere materno allor si aggira ~operosa architetta, ~emula 81 XI | della materia afferra ~e gli aggiunge amorosa: ~vita lor dona 82 IV | luce del nascente giorno ~agile caminar da tetto a tetto, ~ 83 VII | che in sue gocce í colori agita e mesce. ~E come pellegrina 84 X | immoto e in due diviso, ~e agitando mille ciocche ~ecco tremola 85 XII | mistero, ~dentro un velo, che agitato ognor disvela ~un nuovo 86 X | palpiti dei fior, ~mentre agitavan l'ombra e la frescura ~presso 87 VIII| col viso che porge — umile agnella ~allor che alla mammella ~ 88 VI | ad essa in grembo, ~qual agno bianco che di tigre fera ~ 89 VII | piacer maggiore. ~Così l'agricoltore ~sopra aspro inculto monte ~ 90 V | avvicina, ~dove un giardin di agrumi il cielo empìa ~di orezzo, 91 II | sospiri, ~e tra le braccia ahimé! pallido e secco ~quel fiore 92 VII | vento la rapisce: ella si ajuta, ~raccoglie l'ali, e sempre 93 IV | trarlo di catene, e dargli ajuto, ~e che con gli atti gli 94 V | dischiuso ~sull'omer le volava alabastrino; ~di lei nel pugno prendea 95 VII | l'aër rotto; ~e al mostro alato trovasi davante, ~che le 96 II | lacrime fragranti, ~bevea dell'alba i tepidi vapori ~e della 97 VI | nella soggetta fonte ~coll'alberata fronte, ~tu mi aspetta, 98 XI | formando il corpo ov'ella alberga e posa. ~O fanciulle, o 99 IV | nuotava ancor dei mattinali albori; ~ma il sol di luce già 100 VIII| parta il Signor. ~ ~4 ~ ~Alcioni siamo noi che in voce mesta ~ 101 | alcuna 102 II | specchian gli astri. ~Vi aleggia il riso come una farfalla, ~ 103 II | farfalla, ~come un profumo l'alito ne uscìa, ~come querulo 104 IV | i fiori ~timidamente ad allattar si mise, ~il giovin prigioniero 105 VIII| coi lombi succinti, col p[allido viso,] ~sul legno divino, ~ 106 VI | castagneto, ~entro cui si allontana ~la via della fontana; ~ 107 VII | ci ruggiva in petto, ~ci allontanammo — e solo poche imbelli ~ 108 XII | dovrò? — secreto istinto ~mi allontanava dalla tua natura, ~restando 109 IV | occhi miei, ~qual pianta alpina, ~viril sembiante ~crescendo 110 V | scordato il prisco avea vivere alpino: ~coll'ali aperte e col 111 XI | no: chè dell'oltraggio ~altamente riposto era il pensiere ~ 112 XI | sembianze, e pajonmi un altare: ~tua croce ancor non hai 113 IV | vibra l'orecchia a scosse alterne e rade. ~Sparì! — ma no: 114 IV | frondoso ostello ~si smarrì di alti boschi inabitati. ~E camina, 115 III | guerriera, ~nel guardo dell'Altissimo ~osai fissare il guardo, ~ 116 VI | e 'l poser nell'infetto ~alvo materno. ~ ~3 ~ ~Figlia 117 VII | si va pel ciel sempre più alzando. ~Librasi, e guata trepidando 118 VI | fuor dall'acque corrotte — alzasi ed arde. ~Or mentre torte 119 XII | stormîr le frasche, ed ei si alzava, ~e alla fanciulla comparì 120 V | questi ~ Iddio pur collocò ~ amabili e funesti ~ a donna in seno. ~ 121 VI | vorrei del mondo. ~Ah! perchè amar dovrei ~se me non ama alcuno? ~ 122 IX | nell'amplesso ~di giovane amator? ~di due facendo un'anima, ~ 123 | ambedue 124 IX | canuti dì. ~Per l'infinite ambiziose voglie ~del core umano è 125 V | avvicinava, ~e suggere credea l'ambrosia bella ~che in fondo ai fiori 126 V | rubini un baglior sul viso ameno, ~mentre scossa dall'aura 127 VIII| tômmi in tua figliuola e amica». ~Poi mentre cerca di esca, 128 XI | tornare ai lacci di sue membra amiche. ~Quindi a loro si abbraccia 129 XII | anima sua molcea. ~Così di ammaliato angue si spezza ~con dolce 130 IX | e irradia ~il suo lurido ammanto. ~E 'l corpo allor riluce 131 V | baldacchin fulgente; ~quando ammirando non discosto nota ~l'Orco 132 VI | la rende ~quella quïete ammiratrice e santa ~onde bellezza tanta — 133 VIII| richiede il mascolo!». ~Ammutîro confuse alla risposta, ~ 134 X | in cui ravvolti ~mille amorini allor parean giocar, ~aprir 135 VI | nudo un puttino; ~pareva un amorino ~ ~ignudo, ed ondeggiar 136 VIII| dei miei primi anni ~negli amorosi inganni! ~Integritade di 137 III | fumiganti ruderi ~degli ampii firmamenti, ~come i due 138 | anco 139 I | mi volli, ed egli rise. ~Andai nel bosco, ed esso ~mi vide, 140 IV | soleano ai tempi andati, ~andando a caccia, nel frondoso ostello ~ 141 VI | bell'opra a merto, ~chè andar lo fate a Dio senza lamento ~ 142 IV | piccolina ~forma cangiante ~andasse a chiudere ~col nuovo sol. ~ ~ 143 II | voi che siete belle. ~Non andate mai sole alla campagna; ~ 144 IV | nascer soleano ai tempi andati, ~andando a caccia, nel 145 XI | amplesso ~stretti e pregando andranno a Dio d'appresso ~dicendo: — 146 II | docil vita, ~larga quanto un anèl la cinturina ~mostrando, 147 VI | velo bianco, ~men ratto anela il fianco, — ed ecco more. ~ 148 V | del caro amante ~venne anelante ~la vergine. ~Volgean pupille ~ 149 VI | mostra un orecchino od un anello, ~fuggi, leprotto mio, quella 150 V | rimembranza che il cor gli ange e martella! ~in grembo a 151 IV | beve mortal veleno. ~Un angolo novello ~del seno suo mi 152 X | asconde ~quel vapor caldo, animato; ~e siccome esce dall'onde ~ 153 VI | togliendo in ispalla ~lo varca animoso, nè cade o traballa, ~intanto 154 II | legume, ~da odoriferi fumi annebbïata, ~dondolandosi tutta in 155 V | alta pietà gli avvien che annebbii e cangi, ~«tu che con ciglio 156 II | mazzetto credea veder di rose ~annodato da due vermigli nastri, ~ 157 V | ed ecco a lui castagno annoso ~che, come aurata cupola 158 VI | morte sull'umil città: ~annuncian la sera dicendo: «Domane! ~ 159 VIII| creatura, ~il Dio risorto annuncïar fu dato, ~ed il mondo rinato ~ 160 VIII| come il fallo e la morte ~annunciato avea nei primi tempi. ~Sorella 161 IX | che un mondo a me miglior ~annunzia, un mondo eterno ~ch'eterno 162 I | accoppïando, ~le labbra aperse dal terror già livide, ~ 163 V | vivere alpino: ~coll'ali aperte e col rostro dischiuso ~ 164 VI | ben mille ~a consumarne apparecchiata io fora: ~vince di amore 165 IV | alma indefinita ~e velata apparía sulle pupille. ~Non rispose 166 IV | rose, ~e le sue vesti ne apparìano accese. ~Guatava il sol 167 V | è desto, e col mattino ~apparir la fanciulla ancor non vede, ~ 168 IX | uomini stolti ~vedere al mio apparire ~cadere dalle finestre capovolti ~[ ....... ] 169 XI | quel duolo eterno ~quando appariva in quel gentil suo viso, ~ 170 IX | tua signora ~a cantar ti apparò delle sue pene; ~ma io son 171 VIII| svelossi il monastero, — e apparver fuore ~a due a due le suore. ~ 172 X | avvicina. ~Sul viso gli appassirono le rose, ~il brio, la giovinezza 173 IV | questi luoghi amari ~sono appassito fiore. ~Rifiorirei, se avessi ~ 174 III | picciolo sonno, tien poco appetito. ~Voleva il marito — voleva 175 VI | core in seno. ~E Ciriegina appieno — i casi suoi ~le raccontava, 176 VI | giovanetti al caldo foto, ~vi appiglierete a noi poveri vecchi. ~Deh! 177 V | Vieni dunque: a me ti appoggia, ~pommi il braccio appresso 178 I | loco assai stretto, ~mi si appoggiò sul petto: ~io lamentar 179 V | porgasi pure, e intanto ~si appressi a poco a poco. ~Se di comprender 180 IV | ma se a dividerlo meco si appresta, ~ella bellissima tra le 181 III | o giovane, ~che qui si apprezzan tanto, ~che io spreggio; 182 III | la mano, ~in viso or ti appunta l'immota pupilla; ~traversa 183 XI | di Te, che della vita apri le porte, ~posto sul viso 184 VI | affanni, ~qual rosa in campo aprico ~ch'à perduto l'odore». ~ 185 VII | aspro colpo che la testa aprille, ~l'alma di Ciriegina uscì 186 V | piedi di lui lo ciel si aprìo; ~ed ei giù per lo spazio 187 VIII| mentre che Ciriegina i vanni apriva; ~e di lor tra le labbra, 188 VIII| cara ~veniva innanzi all'ara — a pôr le chiome, ~ed a 189 II | sospirò. ~Poscia recando l'arabo legume, ~da odoriferi fumi 190 IV | moltiplicato ~ora in color di aranci, or di viole: ~così il garzon 191 VIII| queta ~del terren, degli arbusti a fior sorvola, ~su salta 192 App | può dirsi che il poscritto arcano fu ~del nostro mondo; ~ch' 193 XI | allor si aggira ~operosa architetta, ~emula al suo Fattore: ~ 194 V | culla, ~tale la sua pupilla arder si vide ~mentre in estasi 195 VII | solo alle belle? ad esse ~ardere incensi e voti, e tutto 196 XII | pronunzïare l'infelice ardìo. ~«Egli pure così nel tempo 197 IV | capelli l'ampia foresta: ~ardisco vincere la terra intera ~ 198 IV | della Scienza al frutto ~l'ardita mano nell'Edenne ha spinto. ~ 199 I | Son vecchio legno, ed ardo e mi consumo ~senza però 200 III | membra fumano, ~ancor mi ardon le ale; ~ma tu conosci, 201 App | vasto cuore ove per tutto ardor ~trovasi, e moto: ~ha in 202 V | passo, ~e quinci e quindi l'ardua vetta inchina, ~chiudesi 203 III | Sta nell'ardir — nell'arduo ~imprendimento! — ed io ~ 204 VI | che mescono in valle gli argenti lor vivi, ~che s'urtano 205 VIII| del convento ~[.......] argento, — e con divine ~[.......] 206 App | palpitar ~tutto l'intese. ~Da argilla insensitiva ~con l'ignobil 207 IV | vi lasciava spesso ~come argomento della sua venuta; ~per dispetto 208 V | le donne una gentile ~ed arguta parola, ~che pensare le 209 VI | strepitando ~le reliquie dell'armi, e i cranii sfascia ~coll' 210 App | debole crëatura, ~del mondo l'armonie valse a turbar ~la beltà 211 IV | ferreo cancello; ~là sopra arrampicossi, e del mattino ~respirò 212 IX | avrìa tosto gridato, ~«in arresto si metta! è una ribella! ~ 213 III | marito — voleva il marito. ~Arriccia, se parla, le diafane nari: ~ 214 VIII| il principe amante. ~Ed arrossir la fea la rimembranza ~di 215 VI | ello ~è cacciator che sa l'arti secrete: ~ti mostra un orecchino 216 VII | voltola col petto e coll'ascella, ~tal nella polve di suo 217 V | e 'l sudore colla man si asciuga ~che freddo sulla fronte 218 VIII| menzogner, ~[come colombe] ad asciugarci le ale, ~[aspettan]do che 219 IX | aprìa, ~ed ella stette ad ascoltarne il canto. ~ ~I ~ ~«Oh! perché 220 III | inaccesso, ~son mie, son tue. se ascondermi ~vorrai dentro un amplesso. ~ 221 VI | Sorella mi è la notte, ~mi ascondo nel suo velo, ~ed esco quando 222 V | per scatto di una molla ascosa ~in terra sotto il suo piede 223 VIII| pellegrini augei che stando ascosi ~sopra nembi piovosi — errando 224 VI | che v'intingea, ~mentre l'asin col capo soprastava ~al 225 VI | mezzo, e sulla entrata ~un asinel che guata. ~ ~Vibra le stolte 226 VIII| ad asciugarci le ale, ~[aspettan]do che spunti il dì immortale ~[ 227 XI | piena di vendetta e amore ~aspettando colei, contando l'ore. ~ 228 IV | loggia mai ~nell'ora che aspettarla egli solea, ~ma inaffiava 229 V | storia ne piace ~dei primi assalti che si danno a un core. ~ 230 V | e alle gonnelle ~dona l'assalto infine ~con sole gherminelle. ~ 231 XII | pensieri in suo secreto assembra: ~«È bello il cielo col 232 VI | pie; poscia in ispalla ~lo assettavan con cura ~di quella creatura, ~ 233 VII | Ma l'aquila superba l'assicura, ~poscia le dice: «Ignoro 234 IV | viril sembiante ~crescendo assumere ~potesse a vol. ~ ~Per Ciriegina ~ 235 V | e s'invanisce di parerle astuto, ~il misero è perduto. ~ 236 IV | proseguìa suo canto. ~Care astuzie di amor! Ma rispondea ~all' 237 III | Ma io chiamo l'astro e l'atomo ~col proprio nome antico, ~ 238 VI | Che freddo ingrato!». ~ ~Attaccandosi poscia alle gonnelle ~delle 239 XI | declina il viso, e stassi attento ~a beverne l'armonico lamento. ~ ~« 240 XII | sul tuo viso giocondo, ~mi atterrìano — , e temea levar la faccia ~ 241 II | affranto. ~Corse l'Orco atterrito, e disse: «E' nulla! ~E' 242 IV | in prigione e delirante. ~Attese sino a sera, uscì dal letto, ~ 243 VIII| poverina; ~ti avea pur tanto atteso, e sempre invano! ~Qua, 244 V | dell'acuta gragnuola che ti attrista ~tenni sempre da te l'urto 245 VIII| sommesso. ~Quai pellegrini augei che stando ascosi ~sopra 246 X | placarle il cor; ~e grida: «Augel sinistro, i nostri amori ~ 247 XI | ricompor le sue ritorte. ~Augelletto così sul rotto nido ~piange, 248 V | castagno annoso ~che, come aurata cupola sospesa ~sopra nero 249 V | languir beato! ~Insetto aurato, ~t'invidio. ~Ah! di tua 250 III | nè segue l'uccello, nè l'aurea farfalla: ~ma sola soletta 251 VI | che, travolta dai nembi, l'auree chiome ~vede rompersi, e 252 V | di qua e di là i prolissi aurei capelli. ~Poi con suono 253 V | alber risponde ~onde all'autunno l'aride fronde ~l'una appo 254 XI | manda vêr terra, e la si avaccia ~pellegrina per essa; e 255 VII | di sotto, di lato e di avante ~toccava luce, e un'aura 256 | avanti 257 XI | vendetta ~le gioje che negato aveagli amore, ~al palagio regale 258 VIII| avea col giovanetto. ~E aveasi in odio di aver riso allora ~ 259 V | vorrei nè darle morte; ~averla presso eternamente, farla ~ 260 | averne 261 III | creätor pensiero; ~se visto avesser gli uomini ~le mie primiere 262 | avessi 263 | avevi 264 I | nuotar la testa ~come negro avoltoio che va sublime; ~ma al tempo, 265 XI | fior chiuso di sui vivi avori ~fosse così or sfoggiato 266 | avrebbe 267 | avremmo 268 | avresti 269 IX | 3 ~ ~Chi, se non Egli, avría ~tanta dolcezza messo ~nel 270 III | mie primiere piume, ~mi avrían creduto un Nume, ~e culto 271 | avrò 272 I | spegni quel mostro ~che ti avvelena del seno il chiostro. ~S' 273 VIII| future salme ~e i secoli avvenir fuggìan piangendo. ~Un maledire 274 IX | chiuse in una gabbia, e sì le avvenne ~alla nemica sua di esser 275 II | dalle pupille nere. ~Che ne avverrà? mi udite, ~ed il vostro 276 | avverso 277 V | quella ~viva neve tremando avvicinava, ~e suggere credea l'ambrosia 278 V | quell'immenso a cui sentìasi avvinta. ~Poscia in sè stessa rigirossi, 279 XII | restando il cuore mio preso ed avvinto ~all'amor di mortale crëatura. ~ 280 XI | le procura un ostello: ~l'avvolge nel più bel bacio amoroso, ~ 281 III | fra gl'immortali eserciti ~avvolgermi, e gli ardori ~dei mondi, 282 III | traversa le stanze facendo un baccano; ~or senza cagione sta mesta, 283 V | respinge; ~egli la stringe ~e baciala». ~ ~Come per scatto di 284 VI | parevan levarsi l'un l'altro a baciar, ~tra cui, come i secoli 285 VI | giocondo? ~ ~7 ~ ~Me non baciò la madre. ~Lattante sui 286 V | le scocchi ~di rubini un baglior sul viso ameno, ~mentre 287 IX | uscìa mansueta. ~L'altra al balcon venendo ~stiè del mattino 288 V | quella parte e in questa ~sui balconi dell'Orco, e in suo cantare ~ 289 V | ruota ~dell'ampia coda il baldacchin fulgente; ~quando ammirando 290 V | quel che n'esce di furor baleno. ~«Raggiungerolli, ei dice, 291 V | bocca, ~là amor trabocca ~i balsami. ~Sopra la rosa ~va la farfalla, ~ 292 IV | loco istesso; ~fa mille balzi e mille capriole, ~e vicina 293 I | e figliò. ~E nacque una bambina: avea una voglia ~di cirieggia 294 IV | Brilla ed ondeggia come bandiera ~dei suoi capelli l'ampia 295 XII | bello il mare colla sua barchetta, ~è bello il ramo da cui 296 VI | liete, ~mentre in fondo al baril mormora e stilla ~l'onda 297 VI | correre con festa ~coi lor barili in testa ~due giovanette, 298 VI | un buon cristiano, ~onde bassando i begli occhietti suoi, ~ 299 IV | tornò di nuovo, e le pupille basse ~tenne, e 'l viso mostrò 300 V | sopra lei con gli occhi bassi. ~Tutto egli obblia, mentre 301 XI | pur di vederla non gli basta il core: ~l'ora che passa 302 VI | giurasti». ~Tacque; ned è che basti — a me l'ingegno ~a dir 303 VI | che (oh vitupero!) ~non bastiam per una. ~Ma perdonate, 304 IX | bianca e tremula ~sopra un baston si folce. ~«Regina! — poi 305 I | valgon soltanto tema e bastone. ~Nuovo carnefice, nuovo 306 VI | sopra campagne, — in cui battaglia ~seguì funesta, smaglia — 307 II | dicendo, già ~con la man si battea l'immensa fronte, ~contro 308 X | invano l'ala palpitante ~batteale in viso per placarle il 309 VIII| una rondinella, ~venne e batteasi colla mano il fianco. ~« 310 VI | vana — e senza fede; ~nè battesmo le diede: — e nondimeno ~ 311 XI | formando un edificio, onde si bea, ~un ideale, tenue mondo, 312 II | prima Femina ~l'angelica bealtà». ~ ~E sì dicendo, già ~ 313 VIII| perché? Ma perché?» quelle beate ~sante fanciulle si chiedeano 314 II | rimirâr dal Ciel ~gli Angiol beati: ~lasciâro il firmamento ~ 315 App | rimirâr dal Ciel ~gli angiol bëati, ~cadder dal firmamento ~ 316 V | si abbrevra, — ed oh! ~ bee della vita il pianto ~ ed 317 I | sarchiello ~ordinando il bellissimo giardino, ~e mentre i numerosi 318 VII | dello sguardo e della mano, ~benchè di lui più forti e sì superbe, ~ 319 VI | appare orrenda. ~Nera come la benda — in cui si avvolve ~la 320 X | comparì volto primier. ~«Benedetta la mia Croce! ~Il Signor 321 X | mia Croce! ~Il Signor sia benedetto! ~Ei benigno alla mia voce ~ 322 XI | religioso e nobile stupore, ~benedicendo in lei quel Dio che intriso ~ 323 IV | Vaneggiò tutto giorno, e benedisse ~la solitudin sua, le sue 324 XII | forse? E, oh quanto, ~dei beneficî tuoi grata ti sono! ~Chiedi 325 XII | prese cuore alquanto, ~e benigna rispose: «Angiol mio buono, ~ 326 X | Signor sia benedetto! ~Ei benigno alla mia voce ~prestò orecchio 327 | bensì 328 VI | sulla via del fonte, ~e da ber cerca, non gli dare a bere: ~ 329 VI | ber cerca, non gli dare a bere: ~taci, se parla, e china 330 I | tomba fa della terra. ~Voi bestemmiate; ma Egli ridenti ~vi mostra 331 II | alberi le lacrime fragranti, ~bevea dell'alba i tepidi vapori ~ 332 XI | Lui ~tornerà infante, e beverà infinita ~la vita! ~Cresci, 333 XI | viso, e stassi attento ~a beverne l'armonico lamento. ~ ~« 334 XII | chè ambe alle fontane ~bevon di Vita nell'eterne chiostre. ~ 335 V | infinita ~in quel sorriso suo bevvi la vita. ~Dell'alma pargoletta 336 XI | volto ~sta collo spirto in bianche estasi avvolto. ~Un livido 337 VI | correre qua, e là ~quaranta bimbi che dicean papà! ~Oh! fanciulle, 338 V | pilòn, spiega pomposo ~di biondi ricci clamide distesa. ~ 339 IX | privo di beltade ~suo cener biondo ov'or la luce piove, ~siccome 340 XI | che pia sovra lui trema e bisbiglia. ~Sopra l'ali raccolte ei 341 XII | onda, che con armonico bisbiglio ~tra le braccia dal sen 342 I | chi denti non ha manda il biscotto. ~«Il corpo è languido, ~ 343 V | suo letto di zolfi e di bitumi ~e sollevando l'ebbra, incerta 344 I | giovinetto, e aveva i denti, ~bizzarro l'occhio e cupo, ~le belle 345 IX | Voglio veder come due belle bocche ~giovani e fresche faccian 346 VIII| affisse, ~misesi un dito del bocchin sul vàscolo, ~«Io ve lo 347 V | tu di Ciriegina». ~ ~La boccia ruppero bottoni mille, ~ 348 I | donna, la gioja ~sarà del boia. ~Ah! se, di amore nel caldo 349 I | ei nasce femina, nasce al bordello ~di marce vive fetido avello; ~ 350 V | Ciriegina». ~ ~La boccia ruppero bottoni mille, ~le vermigliuzze 351 II | spezzò. ~L'Orco era sulle braci: ebbe un pretesto ~e lei 352 VI | stessa — sentì forte. ~E bramava la morte — ed un bisogno ~ 353 IX | sollecita ~eccomi! or dì, che brami?». ~«Tu mi chiami regina, 354 XI | contemplava a lungo: indi, brandito ~acuto stile, la stringea 355 I | dice: Gli uomini stolti ~bravo! son molti. ~E in man togliendo 356 IX | 7 ~ ~Ma incompïute e brevi ~son quelle gioje, e io 357 V | sospinta in alto da perenne brezza, ~in Dio poscia tuffarsi 358 IV | di Ente novello immagine brillante ~che aspettava da lei di 359 X | appassirono le rose, ~il brio, la giovinezza e la beltà: ~ 360 II | solletica, lo scalda; ~ebbe un brivido l'Orco e sospirò. ~Poscia 361 VI | per selci pungenti, ~per bronchi che addentan lor vesti fluenti. ~ 362 I | Di montagna, che avea brulla salita, ~tenea un castello 363 VI | che levano in alto le brune campane ~quai spettri di 364 III | bestemmia, ~il vero e la bugia: ~e or questa fronte libera, ~ 365 VIII| mattin coi lampi ~sboccar con buoi, con carri a frotte a frotte, ~ 366 VII | stregherelle, ~voi siete buone, perchè siete belle; ~ma 367 VII | segno di pace, che fa buoni i rei». ~E Ciriegina rispondea 368 V | dal seno delle valli e dei burrati, ~come in immensa clamide 369 V | la via, ~scavalca monti, burroni e ruscelli. ~Così diviso 370 VII | più estremo lato. ~Pur ei c'insegue, — e verrà tempo 371 XI | Ella allor si scuotea cacciando un grido, ~sulla madida 372 VIII| conosce e i dolci baci, ~cacciava il molle rostro e un mormorio, ~ 373 App | Ciel ~gli angiol bëati, ~cadder dal firmamento ~a Dio ribelli, 374 V | sembianti belli: ~prive di serto caddergli le chiome ~giù per le spalle 375 III | scioglieansi già —? ~Io caddi, è ver: dal fulmine ~tremendo 376 III | gli ardori ~dei mondi, che cadeano ~sotto il pie' nostro — 377 V | torte a un olmo avea braccia cadenti. ~Oh quante volte a quell' 378 VIII| ella ~surse spaurita, e le cadèo la culla; ~che nel duolo 379 VIII| l'aquila altera ~lasciò caderla, si stendea vicina ~alla 380 I | a scioglierlo si mise. ~Cadermelo disciolto ~fece sul seno 381 I | schegge una tempesta ~facea cadermi in testa: ~io lamentar mi 382 V | stanco ~sente il braccio cadersi sopra il fianco. ~Pur segue, 383 I | i pulci siete, ~ta! ta! cadete. ~Poveri pulci! bene vi 384 VI | altro con trepida brama, ~e cadono stanchi vicino all'avel. ~ 385 IX | di questa terra che doman cadrà: ~più santa regïon, più 386 IX | di me, che nell'avello ~cadrò tra poco a chiudere ~della 387 I | platano indomato, ~mille etadi cadute a lui d'intorno ~erano, — 388 III | facendo un baccano; ~or senza cagione sta mesta, or tranquilla. ~ 389 VI | cui fa stuolo famelico di cagne ~quando sopra campagne, — 390 VII | si avanza ~rapidamente, e cala dove un monte ~tra i pendenti 391 V | quindi dei tralci dai vuoti calami ~come di flauto tal suon 392 VI | verde dell'umili valli, ~calando le cime, sparendo pian piano ~ 393 VII | Quante trattano l'aria e calcan erbe ~immani fere obbedivamo 394 V | poscia, il cappello ~ben calcandomi in testa, ~come non fosse 395 VIII| e quindi nasceranno ~ai caldi rai della stagione nuova ~ 396 VI | alla frescura ~del collo la caldura. ~ ~Muscoso muricciuol le 397 XII | parola meco. ~Oh! a te che cale, se il dolor m'invola ~parte 398 XII | uom congiunto ~perchè nel calle della vita obblico ~fosse 399 III | si taglia, ~or tesse la calza e le scappa la maglia. ~ 400 VI | sulla persona bella ~la sola camicella. ~Le chiuse pugna in bocca 401 II | partiva. ~Era d'inverno, e la camicia calda ~con le sue mani indosso 402 IV | del nascente giorno ~agile caminar da tetto a tetto, ~da muro 403 VIII| uomo divino ~compagna nel camino, ~della gloria di lui fu 404 IV | di sue pupille. ~La non cammina, no; piuttosto vola, ~non 405 VI | famelico di cagne ~quando sopra campagne, — in cui battaglia ~seguì 406 VIII| diero in riso. ~ ~Ma la campana intanto del convento ~con 407 VI | levano in alto le brune campane ~quai spettri di morte sull' 408 IV | distinse, cui guernìa ferreo cancello; ~là sopra arrampicossi, 409 IX | susurra volubile ~sull'omero candente? ~Esser povera e bella! 410 IV | tra le trecce foggiate a canestrino. ~Dagli orecchini, che moveansi 411 V | gli avvien che annebbii e cangi, ~«tu che con ciglio asciutto 412 VIII| a pôr le chiome, ~ed a cangiare il nome. ~Come vittima eletta 413 I | stregherelle, ~il vecchio lupo ora cangiò di pelle; ~e perciò mi ridete, 414 VI | innanzi un rio che corre in un canneto, ~sul rivo un ponte stretto, ~ 415 VIII| levossi alto cantan[do.] ~Girò sul sacro legno, 416 IX | a me! La tua signora ~a cantar ti apparò delle sue pene; ~ 417 V | piovver di nettare, poscia cantâr. ~ ~«Soffulta al braccio ~ 418 VIII| mano — in aria spira, ~ma i cantator non mira; ~dall'invide così 419 VI | onda bruna, tra loro ~sì cantavano a coro: ~ ~1 ~ ~«Figlia! 420 III | seco parlando, ~ma spesso canticchia, ma spesso anche balla; ~ 421 IV | giovanetto la saluta ~si mise a canticchiar note dimesse. ~E l'altro 422 IX | t'insegnerò più tristi cantilene». ~E Ciriegina verso lei 423 IX | chiamin buona». ~Qui tacea la canuta, e pensierosa ~la regina 424 IX | per torre ai ceppi i miei canuti dì. ~Per l'infinite ambiziose 425 V | non pigro vecchio ch'à canuto il grugno. ~A lui piaccion 426 III | così dicea. ~E' una lunga canzon: vi spiacque, o belle? ~... 427 IX | insegnar si piacque ~questa canzone così trista, ond'ella ~plorava 428 VI | tutta! ~ ~6 ~ ~E assieme col Caosse ~vedovo di ogni lume ~seder 429 I | egli rise. ~Il vel dei miei capegli ~pendea alla siepe — ed 430 V | infinita altezza, ~sui loro capi la vedean rotare ~sospinta 431 V | bella. ~Metà della volante capigliera ~fluìa qual rivo di auro 432 III | talora non sente, ~talor non capisce di quello il dimando; ~e 433 IX | apparire ~cadere dalle finestre capovolti ~[ ....... ] ed altri impazzire? ~[ ....... ] 434 V | Stormîro i pampini, sciolse i caprèoli, ~coi suoi mille occhi poi 435 XII | dèe talora ingannarlo, e capricciosa ~mostrargli l'alma sua dentro 436 IV | fa mille balzi e mille capriole, ~e vicina a morir gioca 437 VI | mille anni sebbene e mille carchi, ~pur non perdeano i denti; ~ 438 V | Deh! parla, parla, buona cardellina, ~dammi novelle tu di Ciriegina». ~ ~ 439 V | dì sua preda e dono, un cardellino, ~ch'educato da lei con 440 V | pinta testa, ~quindi il cardello così cantò: ~ ~«Zivè! Zivè! 441 XI | curvo flutto i fianchi or le carezza! ~Come un mondo di amore 442 XII | angue si spezza ~con dolce carme la malizia rea. ~Perchè 443 II | la parola se ne udìa. ~La carnagione sua come un velluto ~fremere 444 I | soltanto tema e bastone. ~Nuovo carnefice, nuovo tiranno ~volete ogni 445 V | su quel terreno altri ha carpito ~il fiore ch'egli avea per 446 V | pellegrino, ~svegliati, al tuo cas tel batte il mattino». ~ 447 V | notturno, ~sugli usci di lor case a gruppi a gruppi ~stavan 448 VIII| la stringeano contro il casto petto, ~mentre che Ciriegina 449 II | Oh come cresce ben l'erba cattiva! ~Ma eternamente mi sarai 450 IV | clessidra ripigliossi, ~ma altra causa ad aver di altro ritorno, ~ 451 V | dal petto un gemito gli cava; ~«O dei fior, dice poi, 452 VI | di destrieri. ~Tra mille cavalieri — il re venìa, ~tardi bensì, 453 IV | scendi; se un giorno almeno ~ceder quel loco potessi a me, ~ 454 IX | avere in dono, ~e questo io cederei ~invidiato talamo, ~la mia 455 I | Vinte e per forza perchè cedete? ~perchè piangete? ~Perché 456 IX | sembrano, o fiori. ~Deh! a me cedeteli ~in cortesia ~per meglio 457 IX | accora!». ~ ~II ~ ~«Deh! cedetemi, o fior, chè aver gli bramo, ~ 458 V | parte si mostrano ~e si celano in parte, e un palpitare ~ 459 IX | mondo ad ogni oggetto ~amo celarmi allor? ~Perchè al silenzio 460 II | aver moglie allàto? ~Ogni celibe visse in mezzo all'ire, ~ 461 VIII| il fenestrin [della tua cella] ~a cantare verrà [la rondinella,] ~ 462 IV | passi tardi e rari ~nella celletta sua si ritraea. ~Nè si voltò 463 VI | maledicendo che lo avea tradito, ~cenna il cocchio, e l'invito — 464 VII | affossa; ~ma vistele far cenni e guardar lei, ~in sè converte 465 VII | reggea col suo pensiero. ~Al cenno dello sguardo e della mano, ~ 466 I | correa per la foresta, ~di centenarie quercie in sulle cime ~alta 467 V | sopra di questo antico ~ceppo di legno accanto al focolare, ~ 468 V | si arresta; ~gli rimane a cercar di lei la stanza, ~e là 469 VI | ed un bisogno ~provava di cercare oltre la terra ~Tale ch' 470 IX | regïon, più nobil segno ~cerchiamo col pensier che non morrà. ~ 471 XI | mammella ~anch'ella: ~immenso cerchio, in cui ~tutto il genere 472 XI | in due diviso, e in te mi cerco e trovo; ~credo mirar tua 473 | certa 474 IX | metta! è una ribella! ~è un cervellin costei troppo esaltato! ~ 475 II | confitto tre chiodi entro il cervello». ~Poi si vide in ginocchio, 476 VII | natii, che di stupir non cessa, ~perché si guardi ancor 477 V | Abbondan le parole e 'l chiaccherìo ~quando il valor vien meno; ~ 478 VI | seguendo il sentiero che chiamali a sè. ~Correte, o felici, 479 V | armonia di rimembranze ~che lo chiamano a un tempo assai lontano, ~ 480 IX | brutta, e contro di ella ~chiamar si deve Dio con voti e pianto; ~ 481 V | stesso: ~schivano entrambi di chiamarsi a nome, ~e d'incontrarsi 482 IX | l'altra abbandona; ~e se chiamarti vaga ~altri non può, ti 483 IX | dorata polve ~a miglior chiamerà vita novella. ~Ma noi, quando 484 IX | bellezza e non amore. ~Paga mi chiamerei del mio secreto ~amor soltanto 485 VI | chè tosto liete ~di noi vi chiamerete. ~Amor di vecchio è rabbia, 486 IX | ti studia ~ch'almen ti chiamin buona». ~Qui tacea la canuta, 487 III | intendon quella. ~Ma io chiamo l'astro e l'atomo ~col proprio 488 III | giorno disse l'Orco, e a sè chiamolla; ~la guatò con un palpito 489 VI | mariti ch'erano colonne? ~E' chiara la ragione, e ognun la vede, ~ 490 I | sei tu, o donna, ma chi il chiedea. ~Il tuo portato ch'ebbe 491 VIII| beate ~sante fanciulle si chiedeano a coro; ~colle pupille stavansi 492 VIII| dice [.......] ~«Quanto chiedesti [....«] ~ ~~ ~ 493 I | le pazze, ~e una storia chiedete ~che vi stuzzichi, e stuzzichi 494 IV | dolce suono ~l'amor che io chiedo mi manifesta. ~Ai miei vassalli 495 VIII| immortale ~[che altro] volo ci chiegga, altro sentier. ~ ~4 ~ ~[ 496 V | Signore invitto ~sdegnò chinar la fronte alta e sicura. ~ 497 XI | mentre ella sopra lui chinata il volto ~sta collo spirto 498 II | Amore ~mi ha confitto tre chiodi entro il cervello». ~Poi 499 XII | bevon di Vita nell'eterne chiostre. ~E' premio eguale all'uomo 500 III | la voce di allor... se la chitarra... ~«Ma taci, vecchio, eh