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Vincenzo Padula
L'orco

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1845-chita | chiud-fibra | ficca-lione | liqui-potra | pover-serie | serio-venis | venit-zolfi

     Capitolo
501 XI | apre il sentiero, onde si chiuda ~di casta donna dentro il 502 V | sopra la terra affiso, ~e chiudendo il pensier nel proprio duolo ~ 503 V | l'ardua vetta inchina, ~chiudesi dietro a lui poi con fracasso, ~ 504 II | elastico globo dove i vanni ~chiuser mille di vita aure dormenti. ~ 505 | ciascun 506 | ciascuno 507 V | globo di foco ~Giunge alla cima, e più serena e immota ~ 508 VIII| stringe ~[ ...... ] erto cinge: ~[.......] di ogni fior 509 IX | fuor ~ne leva il mondo, e cìngelo ~d'una fiammante zona, ~ 510 | cinque 511 V | tesor di grazie ond'era cinta; ~l'intelligenza sua, lo 512 IX | comparìa dal viso dolce. ~Dal cinto una corona ~le pende, e 513 II | larga quanto un anèl la cinturina ~mostrando, e nuda la gamba 514 X | diviso, ~e agitando mille ciocche ~ecco tremola un bel crin, ~ 515 III | scappa la maglia. ~Or tien ciondoloni sul fianco la mano, ~in 516 IX | un'armonia che tutta ti circonda, ~che ti accompagna intorno 517 V | infortunio mio, ~vedesti la mia Ciri...» e qui le chiome ~scosse, 518 I | pian, ~di lui spiccava le ciriegge rosee ~con timidetta man. ~ 519 I | avviene che lo riscuota ~il clamor vostro fatto più rio. ~Svegliasi, 520 III | fanciulla, ~ più del giardino co' fior si trastulla; ~non 521 I | affise. ~Il fil franse e la cocca, ~mi fe' cader la rocca: ~ 522 VI | avea tradito, ~cenna il cocchio, e l'invito — a lei ne dona. ~ 523 App | prim'uomo; ~ma che perciò? cogliam quel pomo, ed ah! ~morissi 524 V | declina, ~e sta come chi coglie un'armonia, ~che lenta si 525 II | sui vanni, ~e che l'Orco coglieale ogni mattina. ~Ella succhiava 526 VI | primiero il verginal mio fiore ~cogliendo, eterno amore — mi giurasti». ~ 527 VI | inganni. ~Colto l'onore che di coglier brama, ~ti sprezza, e ti 528 II | sole alla campagna; ~ei cogliervi potrà dentro la ragna. ~ 529 XI | fiore, ~che maturo dicea: «Coglimi, o amore!». ~«Deh! come — 530 V | adime ~pare e costeggia nuda collinetta, ~sopra i cui lisci fianchi 531 V | simili a questi ~ Iddio pur collocò ~ amabili e funesti ~ a 532 V | di tanti doni pur ci avea colmato; ~eppure, o Ituriele, obbliar 533 VIII| mondo menzogner, ~[come colombe] ad asciugarci le ale, ~[ 534 IX | avuto avrei il rigor d'una colonna, ~anima dura, ed a pietà 535 VI | e quei mariti ch'erano colonne? ~E' chiara la ragione, 536 IV | è di estivo sole: ~esso colora e infiamma ~le rose e le 537 VIII| crocetta bella ~ha sulla testa colorata in grana. ~Oh! ben venga 538 IV | Estiva pesca ~pareva il viso colorito e bruno: ~dal labbro arguto 539 VII | altro canto. ~ ~All'aspro colpo che la testa aprille, ~l' 540 VI | così giacente, ~trae un coltel quetamente, — e gliel conficca ~ 541 III | il marito. ~Mangia, e col coltello or un dito si taglia, ~or 542 I | Io finor degli alberi ~coltivai la beltà. ~Or — disse, coltivar 543 I | coltivai la beltà. ~Or — disse, coltivar voglio una femina, ~vedrem 544 I | che si racquatta ~sotto le coltri con brividìo. ~— Zitto! 545 | com' 546 V | col giovanetto ~altro non combinò che un bel progetto; ~ed 547 II | amor, bellezza e gloria ~commettere alla storia ~vana del nuovo 548 V | acre amplesso all'olmo tuo commista ~d'uve vermiglie non ti 549 V | esprimea ~meraviglia e dolor commisti insieme, ~«Ituriele! Ituriel! — 550 VIII| abbraccia, — e mostra in viso ~commisto al pianto il riso. ~A spettacolo 551 VIII| in mano». ~Sorvenìan le compagne, e con affetto ~avide or 552 VII | la tinta aura vicina. ~E comparisce un'aquila grifagna, ~che 553 VI | una donna deforme — a lei comparve. ~Come vanno le larve — 554 V | Albero amato! ~Tu che compàti all'infortunio mio, ~vedesti 555 VI | Orco, ~e sua vendetta in me compì fatale, ~e mi condusse al 556 IX | siccome re che cade ~senza compianto e gloria, ~e va non si sa 557 V | afflitto, ~ vuol, poichè compiuta è sua sventura, ~e che su 558 App | il poeta trasferì, come componimento poetico a stante, nelle 559 VII | sangue in sull'aspetto ~si compose la Croce, e formidato ~volle 560 V | giovanetto, ~a lei sul petto ~composela. ~Poscia con voce ~disse 561 XI | esse or così belle ~si ha composto le membra, e sopra i suoi ~ 562 V | mostra ~ciò ch'ella non comprende, ovver no 'l vuole, ~e s' 563 V | appressi a poco a poco. ~Se di comprender mostra ~ciò ch'ella non 564 XII | che non torni, da umiltà compunto, ~alla sedia perduta e al 565 XI | essa ~me stessa. ~Tutto è comun tra noi; ~io penso, io sento 566 V | quel caro aspetto ~vide una concava orma. Ed ei si arresta ~ 567 IX | che il Nume ~ahimè! possa concederti ~un sì funesto dono? ~Sola 568 VIII| Signore le spose — in un concento ~unìano voci cento. ~Quando 569 XII | imago all'uomo ahimè! di concesse, ~ed alla donna le sue gioje 570 V | degli anni immune! io le concessi il van[to] ~di eterna giovinezza! 571 VIII| sempre invano! ~Qua, qua, Concetta mia, qua, Suor Fiorina, ~ 572 VI | gli occhi ardenti. ~Ma concetti, accenti — non trovando ~ 573 I | una mal la vita! l'uomo concettomaledetto! — ~Ma che? 574 IV | senza pensiero ~or questo condannava, or quel vassallo. ~Umido, 575 I | senza però dar fumo. ~Misera condizion d'ogni mortale! ~Iddio — 576 VI | in me compì fatale, ~e mi condusse al quale — in cui mi vedi. ~ 577 VII | son io, donne cortesi, ~confessare il dovrò. Giovane, in core ~ 578 VI | coltel quetamente, — e gliel conficca ~di croce a forma ove divisa 579 VIII| e divine ~sopra il fosco confine ~solo una donna osò dargli 580 VIII| destino nostro, ~pregare, confortar, lodare Dio». ~ ~Così cantava 581 III | lentamente, ~sospirò e parve confortarsi alquanto. ~«E' ver, tu ancor 582 X | ed al cortese accento ~confortata di lui levossi in pie', ~ 583 XII | lui rivolta, ~dicea con confortevoli parole: ~«Ah! tu sei così 584 XI | rai novelli. ~Sorda è ai conforti del consorte fido, ~ finan 585 VIII| il mascolo!». ~Ammutîro confuse alla risposta, ~ed il rossore 586 XII | angiol non fu crëeato all'uom congiunto ~perchè nel calle della 587 IX | troppo esaltato! ~ha le congiure sotto la gonnella!». ~Ma 588 VI | trista! nacqui io, ~ ~2 ~ ~i conjugali amplessi ~e 'l ventre di 589 V | mettendo un lagno ~nel cono tenebroso del castagno. ~ 590 V | lo suo splendore ~sentì, conobbe e palpitò di amore. ~Poi 591 VIII| onde sol Dio ~la fragranza conosce e i dolci baci, ~cacciava 592 V | Ituriele), in fede mia, ~non conoscea amor, cortesia. ~Con 593 X | A noi poveri insetti, conoscendo ~che nostra vita è breve, ~ 594 III | mi ardon le ale; ~ma tu conosci, o giovane, ~che non sempre 595 VII | Lui che tu non mai ~hai conosciuto in tua vita obbliosa, ~e 596 XII | parea da tristi idee vinto e conquiso. ~Poscia esclamò: «Gli è 597 V | fronde ~l'una appo l'altra consegna al suolo, ~mentre che il 598 XII | così stolta, ~ donarti consiglio il mio cor puote. ~Pur io 599 X | altro anche commosso ~per consolarla le dicea: «Perchè ~morir 600 IX | gioja l'anima tua, , non consuma ~questa neve tornita ~ch' 601 VI | colpa! — altre ben mille ~a consumarne apparecchiata io fora: ~ 602 I | vecchio legno, ed ardo e mi consumo ~senza però dar fumo. ~Misera 603 XI | amore ~aspettando colei, contando l'ore. ~Alfin pur venne — 604 VI | torno la storia mia, torno a contare. ~ ~Intanto gli amanti sparìano 605 V | palpitanti anelli; ~e al lor contatto abbrividì, siccome ~fossero 606 VII | del viver suo l'ore già conte. ~Ma l'aquila superba l' 607 XI | tolta. ~E l'Orco stassi, e a contemplar la torna ~per empirsene 608 VII | ci mena in volta, ~e che contende a noi trarla in rovina. ~ 609 VIII| monaca ti farem, ne sei contenta?». ~«Bene, sì!» la seconda 610 App | in cui, fra l'altro, era contenuto un canto dell'Orco sulla " 611 VIII| si distese ~e al vulgo la contese. ~Divise in doppia schiera 612 App | che morte e vita in contiene, e ~glorie e sventure, ~ 613 VI | a dire il vero, ~mettea conto per voi sortir la cuna, ~ 614 VI | sformata persona — ella contorce, ~sale sul carro, in cor 615 XI | colle levi ~ali fiammanti li contorna e serra ~formando il corpo 616 VI | perchè non ci è più fede. ~Al contrario, gli antichi patriarchi ~ 617 VII | creato, ~e noi impotenti a contrastar con lui ~fuggiam del mondo 618 V | provo or io. ~E' un orrendo contrasto, orrendo a segno ~che infelice 619 VI | accenti — non trovando ~convenienti per pregare Dio, ~vinta 620 VII | cenni e guardar lei, ~in converte del veder la possa. ~E si 621 VIII| risposta, ~ed il rossore lor coperse il viso; ~poscia l'una dell' 622 IV | leggiero ~di mesta pace le copria la fronte: ~tramontava col 623 VIII| rimorsi tempesta. ~Ma a due cori divise ecco le suore ~ricominciare 624 VII | imprigionar coi preggi ~della corporea salma ~ella ben sa; quindi 625 III | degli occhi miei ridenti ~correano gli astri ardenti, ~devoti 626 II | sempre sbuffando, ~sempre correndo, ~siepi saltando, ~rami 627 XII | lembo ~della ripa d'un rio corrente in fretta, ~quando il capo 628 VII | fia tolta, ~senza catene correrem gli abissi, ~ed ella dietro 629 VI | sentiero che chiamali a . ~Correte, o felici, l'un l'altro 630 VIII| eran le suore ~pel sacro corridore, — e a quella intanto ~così 631 II | Ma ella scosse la testa corrivetta, ~e con la mano si coverse 632 VI | piovuto da cielo lontan. ~E corron di nuovo per selci pungenti, ~ 633 VI | di notte ~fuor dall'acque corrotte — alzasi ed arde. ~Or mentre 634 IX | cui di donzella ~il viso corruttibile ~vanta bellezza frale. ~ 635 II | sofà col corpo affranto. ~Corse l'Orco atterrito, e disse: « 636 IV | stregherelle! ~L'Orco sapeva il corso delle stelle; ~ma gli erano 637 VI | dolce unico dono, — onde più corta ~par la misera vita, or 638 XI | lacrimante, ~ed involarsi della corte al lieto ~tripudio, per 639 VII | altro stile son io, donne cortesi, ~confessare il dovrò. Giovane, 640 IV | Dava quel fenestrino in un cortile ~dall'alte mura del castel 641 IV | aura gli scoteva il crin corvino. ~Era un bel giovanetto. 642 App | ah! ~morissi io pure! ~ ~Cosenza, 1845 ~ ~ ~ ~ [1] Il manoscritto, 643 App | men calda vita; ~ma da una costa viva, ~ma dal cuore di lui 644 VI | O mortali, l'amor, che costà ~siccome per vento gentile 645 VII | alma: esser fedele, ~esser costante, prevenir le voglie ~più 646 IX | sono immutabili, ~sono costanti; ~uniamo l'anime ~sui labbri 647 VIII| l'una dell'altra in sulle coste ~col gomito s'urtâro, e 648 V | grande indi si adime ~pare e costeggia nuda collinetta, ~sopra 649 I | fatto avea stanza ~io fui costretta — e incerto ~il piede nel 650 | costui 651 IX | testa? ~Bruttezza in me cotanta ~dunque non dèstati odio, ~ 652 VIII| Come vittima eletta il crin coverto ~avea d'un serto, — e stava 653 VII | duolo in cor rinserra. ~Del covile sul varco ampio si posa, ~ 654 XI | anno nell'animo selvaggio ~covò dell'ira le tempeste nere, ~ 655 XI | livido pallore ed improviso ~covrì l'Orco tremante a quella 656 VI | reliquie dell'armi, e i cranii sfascia ~coll'avida ganascia, — 657 VI | mezzo a quella ~maligna e crassa nebbia che di notte ~fuor 658 III | bello siccome l'impeto ~del creätor pensiero; ~se visto avesser 659 V | nemici a Lui, che gli ha creati». ~«Ben dici!» egli risponde, 660 App | quindi il vario colore ~delle creature in cor di lei meschiò ~tinte 661 VI | intelletto — ecco che ratto ~credè che, mercè forse opra d' 662 IV | gli dicesse: «Spera!». ~Credeala un sogno, cui natura amante ~ 663 VI | perchè erano di noi meglio credenti, ~di mille anni sebbene 664 VIII| scola ~lume di fede, e sola ~credere ed aspettar l'altra promessa, ~ 665 VI | il muso. ~Perchè, perchè credete ~che non si trovin più le 666 XII | immortale è il mio. ~Tu credevi, o fanciulla, che giammai ~ 667 IX | membra tue, che tu sfornite ~credi di grazia e di beltà mortale, ~ 668 XI | in te mi cerco e trovo; ~credo mirar tua fronte, e miro 669 VI | fanciullo inférmasi, ~la credono malìa ~che della Brutta 670 III | primiere piume, ~mi avrían creduto un Nume, ~e culto il mio 671 XII | amico. ~L'angiol non fu crëeato all'uom congiunto ~perchè 672 XII | cui Quegli, che adori, ~crëò la donna ed i fecondi amori. ~ 673 IV | alpina, ~viril sembiante ~crescendo assumere ~potesse a vol. ~ ~ 674 XI | fosse così or sfoggiato e sì cresciuto!». ~E pensando così, mille 675 V | mormora e scuote la selva la cresta ~in suon che pianto di esul 676 VII | zona di luce si disegna e cria, ~per la quale su e giù 677 VI | principino poi ~erasi un buon cristiano, ~onde bassando i begli 678 VIII| l'uomo novello. ~Partorì Cristo bello ~che alle sue leggi 679 V | parte e in quella. ~Dalla crocea collina orientale ~il sol 680 IX | gli occhi abbassi, crolli la testa? ~Bruttezza in 681 IX | rispondea: «Regina mia, ~(e crollò il capo) un impossibil vuoi. ~ 682 VII | Ciriegina mia ~il destino crudel. Soggetta ai danni ~di vecchiezza 683 VI | cor ritorna ~tosto l'usata crudeltà natìa, ~e, vista quella 684 II | mostrò: ~di mano all'Orco il cucchiairin cadea, ~e l'occhio avidamente 685 IV | dito e in bocca, ~or sulla cuffia, ~or sulla rocca, ~or tra 686 V | pel troppo duolo che lo cuoce drento; ~franger vorrìa 687 V | annoso ~che, come aurata cupola sospesa ~sopra nero pilòn, 688 IV | allor nell'ora usata, ~nulla curando il sol, nulla la pioggia, ~ 689 XI | donna curvo è pure il seno: ~curva è l'Eternità come mammella ~ 690 XII | Lui, che l'ampia volta ~curvò del cielo e in mezzo pose 691 X | paga a sera ~dice all'uomo dabben: «Soffri, ma spera!». ~A 692 XII | che all'amore ogni dan nuovi vanni. ~E poi — dire 693 VI | non mi corco con te, muso dannato». ~Il principino poi ~erasi 694 VII | destino crudel. Soggetta ai danni ~di vecchiezza e di morte ~ 695 VII | la quale su e giù menano danza ~atomi levi di dorata polve, ~ 696 IV | sulla cara loggia. ~Correa, danzava sino all'aere bruno, ~gittava 697 VII | grandi astri irraggiato. ~Noi danzïamo a lei come a regina ~mercè 698 VI | cader per via. ~Ed ella mi darà d'un bel randello, ~se rompo 699 VI | tramonta sui piani e sui campi ~dardeggia gli estremi suoi funebri 700 II | Amor sul fascio dei suoi dardi e rise. ~«E' troppo bella! — 701 III | rapirgli il trono, e 'l dardo, ~che nella man gli sta? ~ 702 V | vorrei, sempre vorrei darle morte; ~averla presso eternamente, 703 V | denti, ~e giuran di non darti unqua perdono. ~Ama la donna, 704 XI | Ciriegina mia la grazia data ~di ripigliarsi il corpo 705 II | un eretico è stato. ~Ma datemi a questo Orco una donzella, ~ 706 VIII| Dio risorto annuncïar fu dato, ~ed il mondo rinato ~e 707 | de 708 VI | parlare accorto ~ella le dea conforto, — e sospirava. ~ 709 App | beltà ~anche ottenesse. ~O debole crëatura, ~del mondo l'armonie 710 XI | viso, ~quando membradeboli all'esterno ~scoteva sì, 711 XI | fanciulle, o stregherelle, ~deggiono l'alme in voi ~esser leggiadre 712 XI | E balza in pie', d'aprir deliberato ~in quel sen non più suo 713 IV | egro forse in prigione e delirante. ~Attese sino a sera, uscì 714 V | lei ~stato non fossi un delizia e cura, ~uccello traditor, 715 IX | tristo, addormentato ~tra le delizie, viene a dar di morso. ~ 716 | dello 717 XI | attorno onesta e pia; ~poi denudando del bel sen la rosa, ~all' 718 VII | aprìa massi la stanza. ~ depòn la rapita, che la fronte ~ 719 VIII| un'ignota verginella ~Dio, deponendo i lampi e le quadrella, ~ 720 XI | e baci, e quanti ardori ~depor di lei nel seno altri ha 721 V | ardenti labbra un bacio vi depose. ~Sul capo gli pendeva in 722 VIII| noi che in voce mesta ~van deprecando il nembo e la tempesta, ~ 723 VII | le maggiori sustanze ha deputato ~al servizio dei minimi 724 VI | guardanmi orgogliose ~e deridendo. ~Del mondo, forchè il nero, ~ 725 III | il marito. ~Sorgendo da desco va subito a letto, ~e quando 726 VIII| Dio simile al lione a[ma i deserti,] ~i luoghi solitarî e [ 727 IX | sarei beata! ~Il cuore mio desidera ~bellezza e non amore. ~ 728 IV | dentro un fioretto ~chiuso desidero ~quel giovanetto. ~Sera 729 XII | quel tesoro ~di smanie e di desii, pur vive parti: ~non essi 730 XI | e mi sento di gioja e di desire ~morire! ~Me con incanto 731 X | un nembo di susurri e di desiri. ~Era un bel giorno, e nella 732 | desse 733 IX | sprezzata, ~aver bellezza e non destare ardore! ~Ah! io ne sarei 734 XI | duol pareva riso; ~orror destava come se l'inferno ~sul punto 735 V | universo. ~Ma l'Orco intanto è desto, e col mattino ~apparir 736 IX | vanni di colomba accorta e destra ~posò sopra una pianta, 737 VI | carri, di pedoni, — e di destrieri. ~Tra mille cavalieri — 738 App | onde le cose ornò, ~Iddio deterse; ~quindi il vario colore ~ 739 II | povero Orco, ed un sospiro dette. ~Piegò il bel collo, mentre 740 IX | contro di ella ~chiamar si deve Dio con voti e pianto; ~ 741 III | Nell'uomo, cui la femina ~devota adora ed ama, ~beltà, sapienza, 742 IX | giorno in notte, ~e le preci devote ~di te sua casta vergine ~ 743 VII | foce: ~ma sbigottita da un devoto affetto ~tutto mirava e 744 IV | ogni arte ed ogni amore, ~di', quante son le frondi ~del 745 V | un detto almeno che gli dia ristauro: ~«E deh! — gli 746 IX | per donna è mai miglior diadema ~d'una al par della tua 747 III | Arriccia, se parla, le diafane nari: ~gli accenti ne sono 748 VII | antico nido ~si versa, si dibatte, e tutta quanta ~sen leva 749 XI | doloroso?» ~il principe dic[ea . . . . . .] ~Ed ella 750 XI | era un anno, e Ciriegina ~diceasi madre di leggiadro infante; ~ 751 VII | alme ciascuna sorridea, ~dicendole: «Sorella! il duol riposa. ~ 752 V | che gli ha creati». ~«Ben dici!» egli risponde, e 'l capo 753 VI | 5 ~ ~E fin le stelle diconmi: ~— Perchè ti volgi a noi? ~ 754 VI | grandine ~si versa con furor, ~dicono tutti allor: ~— La Brutta 755 | dieci 756 V | ti sorrisi, ti amai, ti diei la mano, ~lume a lume mescendo, 757 VIII| col gomito s'urtâro, e diero in riso. ~ ~Ma la campana 758 VIII| trepide onde ~quel canto si diffonde, — e assiem con esso ~si 759 IV | bel capo sul quale il vel diffuse; ~solo ed alquanto dopo 760 III | non capisce di quello il dimando; ~e fèrmasi in tronco, siccome 761 IX | vide, e ne provò pietate, ~dimenticando che la traditrice ~spento 762 VII | E vergognosa stavasi e dimessa, ~fatta da parte, e in suo 763 | dinnanzi 764 VII | nostra terra in quattro dipartita. ~In ciascheduna parte un 765 VII | ch'in sì bei ~color rechi dipinta sulla testa, ~segno di pace, 766 IV | origlier gli fu gelido masso; ~dipoi da lieve luce vide rotte ~ 767 IV | delle foglie ~il labbro tuo dirà». ~Ma ella le spalle volse ~ 768 V | mostrarle il ben perduto, e dirle ognora: ~— non ti voglio 769 VI | via, ~e Ciriegina lacrime dirotte, ~vedendo ch'era notte, — 770 I | tenea un castello sul dirotto fianco, ~ed intorno un giardin 771 XII | tra noi? ~se mai potuto dirti io non avrei ~— Di te più 772 VI | L'onore è una montagna dirupata, ~chi ne discende non vi 773 VI | montagna dirupata, ~chi ne discende non vi sale più. ~L'onore 774 II | travolti ~entro l'obblìo discendere ~con la bestemmia ai volti; ~ 775 V | coll'ali aperte e col rostro dischiuso ~sull'omer le volava alabastrino; ~ 776 VI | fanciulla bella, ~ma lacera e discinta, ~affumicata e tinta, ~la 777 V | braccio ~dal caro laccio ~disciogliere. ~Ma più si appressa ~mentre 778 IV | muore e la beltà che passa, ~disciolse un canto, un canto che innamora ~ 779 V | vero; ~tradito amantediscorrer suole. ~Ei prova insiem 780 V | un'armonia, ~che lenta si discosta e vola via. ~Ed era un'armonia 781 V | fulgente; ~quando ammirando non discosto nota ~l'Orco per terra immobile 782 VII | stanza ~zona di luce si disegna e cria, ~per la quale su 783 VII | Del mondo ci divisimo i diserti ~io col lïon. Quei della 784 IV | ebbe qual compagno in quel diserto. ~Passò una notte, lunga, 785 VIII| da veglie, da [pianto] ~disfatte, tr[a tanto] ~che duro e[ 786 VII | esso nui. ~Allor sul mondo disfrenossi irato ~di malori un esercito, 787 VI | breve coda ~sui fianchi si disnoda. ~Arde di lato il fuoco, 788 IX | storia, ~e agli altri il disonor, a noi la gloria. ~ ~«Ogni 789 VI | dall'uom ch'amava tanto ~al disonore e al piantoabbandonata. ~ 790 IV | che consuol!». ~ ~Cantò e disparve; e come chi mirato ~per 791 X | Ciriegina entro la gabbia ~disperate mandò grida di rabbia. ~ 792 XI | poi sta qual uom cui Genio disperato ~mortalmente a ferir 793 VI | campagnaascolta un grido ~di disperazïon che fa paura, ~e poscia 794 VIII| serbar vivo il morto ~nella dispersa scola ~lume di fede, e sola ~ 795 V | e le moine, ~ed i finti dispetti, e alle gonnelle ~dona l' 796 VIII| ed il frutto odorato — dispiccarne, ~ed i fiori involarne?». ~ 797 VI | quaggiusofatto ed è disposto per gli eletti, ~ed a noi 798 III | trovonne e disprezzò. ~Cosí disprezza il tumido ~rumore del torrente, ~ 799 III | ultime parole ~trovonne e disprezzò. ~Cosí disprezza il tumido ~ 800 IX | gonnella!». ~Ma ahimè! che dissi io mai? son pur lo stolto, ~ 801 V | di biondi ricci clamide distesa. ~Simile al suon dell'organo 802 IV | alto alto un fenestrino ~distinse, cui guernìa ferreo cancello; ~ 803 V | immobile e giacente, ~sosta e distorna dai sembianti belli ~di 804 VI | aura le porta, ~ella così distortamovea il passo. ~Uno strido, 805 XII | velo, che agitato ognor disvela ~un nuovo oggetto, e poi 806 V | ora i lembi interminati, ~disvelando di lui l'occhio che splende, ~ 807 II | tenendo ad arco ~quelle dita che avean cinque pozzette, ~ 808 V | A riposarsi dal lavor diurno ~ed a spirar delle nascenti 809 V | gioconde ~aure del mare, e divenìan feconde. ~Colà si volge, 810 IV | solitudin sua, le sue catene; ~divenne lieto, e nel pensier si 811 I | impicciolìa la sua figura; ~e diventando infin quanto un granello, ~ 812 V | quivi la faccia sua par che divente; ~vòlvesi attorno qual pavon 813 III | la mia, la tua figura: ~diventerem due gocciole ~di ruggiadetta 814 V | Come un nascente mondo che divide ~l'umido seno del nativo 815 VII | volve. ~In quattro parti dividea la vita ~a ciascheduna una 816 IV | trono è di spine; ~ma se a dividerlo meco si appresta, ~ella 817 XII | permesso: ~ma io no, non divideva il mio piacere ~con una 818 V | gridò l'Orco — come ~or voi divido». — E in questo dire infranse ~ 819 XII | dolcezza ~degli affetti divini ch'esprimea, ~incatenava 820 VI | conficca ~di croce a forma ove divisa e liscia ~la chioma fea 821 V | me si unì». ~ ~«Ah! sian divisi! — gridò l'Orco — come ~ 822 VII | flagelli. ~Del mondo ci divisimo i diserti ~io col lïon. 823 II | inchina ~arco facendo della docil vita, ~larga quanto un anèl 824 IX | qui le gare, e le fraterne doglie, ~di qui la polizia, di 825 V | fondo, ~fa indovinare di dolcezze un mondo; ~e poi, in ogni 826 XI | Tremando, palpitando la dolente ~innanzi [ai pie'] di lei 827 XI | al par di augello con dolenti lai ~tu non puoi, riunendole, 828 IX | regno ~di questa terra che doman cadrà: ~più santa regïon, 829 XII | savio, io così stolta, ~ donarti consiglio il mio cor puote. ~ 830 II | odoriferi fumi annebbïata, ~dondolandosi tutta in suo costume, ~ridente 831 IV | si apre, ed èscene ~vago donzello? ~nudo, e di brina ~tutto 832 II | chiuser mille di vita aure dormenti. ~Ma l'uomo al petto se 833 XI | stanca ~mentre in braccio dormìa di suo marito, ~nel sogno 834 IX | vergine ~a muoverlo son dotte». ~Ma l'altra rispondea: « 835 XII | tua beltate ~esser preda dovea del primo riso ~dell'uom, 836 I | dell'inferno ~sulla terra doveva egli in eterno. ~Un tempo 837 III | Quante ha il terren dovizie ~nel sen cupo — inaccesso, ~ 838 VI | mondo. ~Ah! perchè amar dovrei ~se me non ama alcuno? ~ 839 XI | di lei nel seno altri ha dovuto, ~perchè il fior chiuso 840 VIII| schierato; ~al cadere così d'un drappo nero ~svelossi il monastero, — 841 V | troppo duolo che lo cuoce drento; ~franger vorrìa quell'albero, 842 VI | giovanette, e lor veniva drieto ~tutto nudo un puttino; ~ 843 VIII| mondo che allàto ~[con du]olo e peccato ~[ci pass] 844 VIII| stavansi fermate, ~e al dubbio ognuna riflettea di loro. ~ 845 IX | quella specchiando ~si gìa dubbiosa ed avida ~entro i begli 846 XII | gioja non invidio or io; ~duolmi ch'opra non è dell'amor 847 VI | di amor lucidi specchi, ~dure dei giovanetti al caldo 848 XII | incatenava l'Orco, e la durezza ~della feroce anima sua 849 | ea 850 IV | voluttà. ~Come da lungi l'Orco ebbel veduto, ~corre, e bieco 851 | Ebbene 852 | ebbi 853 V | di bitumi ~e sollevando l'ebbra, incerta testa ~fa che il 854 V | Volgean pupille ~tenere ed ebbre, ~come per febbre ~tremavano. ~ 855 V | scomparire di Lui con santa ebbrezza, ~emerger quindi, e scuoter 856 VIII| diletta, ~nuda come di colle eccelsa vetta ~che sotto il pie' 857 XII | innocente trovar di tanto eccesso». ~E la donna rispose: « 858 V | e come un gran pensiero ~eccitassero in lui quelle parole, ~a 859 | eccomi 860 IV | frutto ~l'ardita mano nell'Edenne ha spinto. ~Lo porse all' 861 XI | mille imporre, ~formando un edificio, onde si bea, ~un ideale, 862 VIII| che l'ha fatta, ~[.......] educa e latta. ~[.......]ia allor 863 V | dono, un cardellino, ~ch'educato da lei con gentil uso ~scordato 864 IX | ognor dappresso ~[ ....... ]eggiarmi intenti ~ [ ....... ] tra 865 VIII| il latte; ~con un impeto egual, con simil faccia ~alla 866 XII | eterne chiostre. ~E' premio eguale all'uomo e all'angel Dio: ~ 867 XII | sole, ~diverse grazie ma egualmente care ~ha seminato in terra, 868 II | pien di succhi ardenti, ~un elastico globo dove i vanni ~chiuser 869 VI | Poggiava il capo a un elce, e dietro a quello ~spungea 870 I | venne appresso: ~montò sugli elci, e i rami mi recise. ~Di 871 VII | al servizio dei minimi elementi; ~tanto umiltà gli piace, 872 VIII| cangiare il nome. ~Come vittima eletta il crin coverto ~avea d' 873 VI | fatto ed è disposto per gli eletti, ~ed a noi maledetti sempre 874 App | e posto, in questo testo elettronico, in Appendice.~ 875 VIII| leva, ~pallido il fronte eleva, — e 'l passo scioglie ~ 876 V | irto petto ogni dolor gli elice: ~l'avido sguardo sopra 877 | Ell' 878 VII | Così cantando, vampeggianti ellissi ~segnavan gli astri; e poi 879 V | Lui con santa ebbrezza, ~emerger quindi, e scuoter dai capelli ~ 880 III | gemiti ~degli esseri morenti ~emergerem: — lo spazio ~allor fia 881 V | giardin di agrumi il cielo empìa ~di orezzo, di fragranza 882 VI | ch'esso solo!». ~ ~Glielo empíano le pie; poscia in ispalla ~ 883 X | ecco, che passa Dio, ~e l'empio ed il suo nome ecco sparìo. ~ 884 XI | contemplar la torna ~per empirsene ed occhi e core ed alma. ~ 885 App | la donna uscì ~di fuoco empita. ~Cosí di lei la salma ~ 886 XI | aggira ~operosa architetta, ~emula al suo Fattore: ~materia 887 V | di accertar paventa. ~Pur entra alfine, e nuda ahi! gli 888 VI | capanna ~ha in mezzo, e sulla entrata ~un asinel che guata. ~ ~ 889 I | il medesimo saggio desìo ~entrato fosse nel cor di Dio! ~E 890 II | nuvoletti estivi, ~un l'entrò nel seno, e 'l sen gonfiossi, ~ 891 XI | sorriso ~or la beltà materna erari mista; ~in essa il frutto 892 VII | trattano l'aria e calcan erbe ~immani fere obbedivamo 893 V | mette ogni amore ~nel fil di erbetta che spuntò tra i sassi ~ 894 VIII| mia,] ~errando in questo [eremo senza via,] ~senza acque, 895 II | in mezzo all'ire, ~o un eretico è stato. ~Ma datemi a questo 896 VII | da turibol fumo, alto si ergea. ~A spettacolo tanto, a 897 V | Colà si volge, e dove ergere vede ~un pallido limon suoi 898 IV | nelle rughe delle labbra, errante ~gli si legge un desìo di 899 III | palpitanti, ~due atomi, ch'erranti ~favellano di amor. ~Dai 900 IX | quell'aure non può libera errar, ~rapir brina e profumi, 901 VIII| alta stringe ~[ ...... ] erto cinge: ~[.......] di ogni 902 I | impallidì, cadde per terra esanime ~e i frutti rovesciò. ~Ma 903 IV | fiorello ~non si apre, ed èscene ~vago donzello? ~nudo, e 904 V | nuovo lo levò da terra ~esclamando: «E pur io l'amava tanto! ~ 905 VI | tanto polite e schiette, ~esclamava con grazia: «O belle, o 906 V | con ira il grembiulino, ~esclamavano a coro, e senza frutto: ~« 907 VI | ascondo nel suo velo, ~ed esco quando il cielo ~è sconsolato. ~ ~ 908 VII | qual da selce percossa escon scintille. ~Sopra, di sotto, 909 VIII| tempi. ~Sorella ecco gli esempi ~che trovi in questo chiostro: ~ 910 III | orrori, ~fra gl'immortali eserciti ~avvolgermi, e gli ardori ~ 911 XI | che van giunte in questo esiglio, ~o figlio. ~Se mai del 912 V | altro aver parea spavento, ~esiliati ambedue dal paradiso. ~Il 913 II | amore senza un palpito ~gli èsser passarmi in giro; ~che vidi 914 V | l'Orco esclamò: «Più di essermi consorte ~non merta, indegna 915 | essi 916 XI | sopra i suoi ~sembianti esterni sparse immensi rai. ~Perchè 917 XI | quando membra sì deboli all'esterno ~scoteva sì, che il duol 918 VI | Vorrei quegli astri estinguere, ~stringer la terra in mano, ~ 919 V | spazio rotolando ~qual sole estinto lungo tempo gìo, ~che tuttavia 920 IV | Era un bel giovanetto. Estiva pesca ~pareva il viso colorito 921 V | quell'ombra cortese ~nell'estive del giorno ore più ardenti, ~ 922 II | morbidezza ai nuvoletti estivi, ~un l'entrò nel seno, 923 IV | amor la fiamma ~foco è di estivo sole: ~esso colora e infiamma ~ 924 VI | ella si sentiva ~come in estrana riva, ~ ~sola, rejetta, 925 XII | eran gli esseri nostri estranei e sparti. ~Venirti attorno 926 XI | vita, ~a contemplarla per l'estrema volta ~pria che dal proprio 927 V | sembrava lottar coll'ore estreme, ~poi lento levò il capo, 928 V | cresta ~in suon che pianto di esul spirto pare; ~il pàsser 929 VIII| crine, ~[.......]manti per etade ~[.......]tade — un'alta 930 I | platano indomato, ~mille etadi cadute a lui d'intorno ~ 931 XII | simil la sorte ~negli anni eterni avesse ahimè! largito, ~ 932 XI | pure il seno: ~curva è l'Eternità come mammella ~anch'ella: ~ 933 IX | tremula ~dal suo carcere evade, ~allor son bella, allor 934 VIII| peccati ~pregando tuttor, ~facciam che dal mondo non parta 935 IX | bocche ~giovani e fresche faccian nodo insieme, ~come l'una 936 VIII| Fuman gl'incensi, brillan faci mille, ~suonano a festa 937 IX | Fragil cosa è bellezza, un falso lume; ~pudore ed onestà 938 I | manda guerra, ~vi manda fame, vi tronca e tronca; ~deserto 939 VI | suon parea ~cui fa stuolo famelico di cagne ~quando sopra campagne, — 940 VI | un macro pargoletto. ~La famigliuola rustica sedea ~avida intorno 941 VI | voh! voh!». ~ ~Di quel fanciul la vista il cor le affanna, ~ 942 VIII| Torna respinta; ed una fanciulletta, ~che di quegli atti strani 943 VI | ponte stretto, ~sul ponte un fanciulletto, ~ ~che sue lattanti scrofe 944 VIII| sulla terra il piede. ~Vedea fanciulli, vecchi e giovanotti ~dalla 945 V | smania intanto, e le sue pene fànse ~più acerbe ad ogni passo 946 | farà 947 | faranno 948 VIII| allora una dicea, ~«monaca ti farem, ne sei contenta?». ~«Bene, 949 II | latte, ma di brina, ~che le farfalle recano sui vanni, ~e che 950 XII | punto, ~una lacrima può fargliti amico. ~L'angiol non fu 951 | farmi 952 | farsene 953 | farsi 954 | farti 955 III | carole. ~Dietro il potente fascino ~degli occhi miei ridenti ~ 956 II | ridente comparìa come una Fata! ~E mentre che mescea tenendo 957 VIII| l passo scioglie ~tra le fatali soglie. ~E tosto sulla porta 958 VI | noi poveri vecchi. ~Deh! fatelo, per Dio; chè tosto liete ~ 959 IX | trista, ond'ella ~plorava il fato d'un amor che giacque. ~ 960 | fatte 961 XI | architetta, ~emula al suo Fattore: ~materia inerte attorno 962 VI | sua figura, ~o sua non son fattura, ~o brutto è Dio. ~Però, 963 IX | brilla ~passa qual fuoco fatuo, ~come l'erba del campo». ~ 964 II | s'intese chiuso delle fauci il varco ~il povero Orco, 965 III | due atomi, ch'erranti ~favellano di amor. ~Dai fumiganti 966 IX | stolto, ~care fanciulle, a favellar così. ~A cantare di amore 967 XII | riderti, a guardarti, a favellarti. ~Ah! non eran miei figli! 968 XII | inferno ~fondasse, riso e favellato avea. ~L'imago all'uomo 969 IX | tra loro un favellio sommesso; ~«Ah! la sgualdrina!» 970 V | ebbi in petto; e quindi ne favello ~narrando a voi le lutte, ~ 971 III | si fece rosso in viso e favellò: ~«Dimmi, fanciulla mia, 972 V | amore, ~della nostra eterna ! —. ~Così disse, e 'l braccio 973 II | vidi i primi canti, ~che feano gli astri amanti, ~e della 974 V | io l'amava tanto! ~Io la fecibella! io dalla guerra ~ 975 XII | adori, ~crëò la donna ed i fecondi amori. ~Ah! se agli angioli 976 II | degli angioli ~la compagnia fedel!». ~ ~E qui guardando il 977 VII | accrescere dell'alma: esser fedele, ~esser costante, prevenir 978 IV | bellissima tra le regine, ~io felicissimo tra tutti i re: ~la mia 979 VII | par la più grande ~vera felicità. Vedermi tanto ~necessario 980 VIII| pietà.] ~ ~5 ~ ~Se sopra il fenestrin [della tua cella] ~a cantare 981 VI | abbandonata, come ~immortale Fenice ~nata in suol più felice, ~ 982 IX | immortale. ~Il sol morrà, e sul feretro del mondo ~l'ultima manderà 983 XI | disperato ~mortalmente a ferir stesso invita; ~il qual 984 VI | mentre ei pon nell'avello, ~fermasi alquanto sopra l'altro, 985 III | di quello il dimando; ~e fèrmasi in tronco, siccome per mente ~ 986 VIII| colle pupille stavansi fermate, ~e al dubbio ognuna riflettea 987 XII | pietate ~dipinto sovra lui fermava il viso; ~mentre egli, le 988 II | infrangendo: ~stanco alfin si fermò, ~mestamente sorrise, e 989 IV | fenestrino ~distinse, cui guernìa ferreo cancello; ~ sopra arrampicossi, 990 I | replicò: ~ ~«Su quell'immenso ferrigno sasso, ~che come il capo 991 XII | interno ~di mille mondi fertile gli fea: ~con Lui sol, pria 992 V | seco vuol l'età verde e festante, ~non pigro vecchio ch'à 993 I | bordello ~di marce vive fetido avello; ~s'ei nasce maschio, 994 X | leve, ~e fare il mondo a fette ~le nostre a soddisfar pronte 995 IV | 2 ~ ~«Ma dell'amor la fiamma ~foco è di estivo sole: ~ 996 IX | mondo, e cìngelo ~d'una fiammante zona, ~mentre io mi sento 997 XI | senso, e colle levi ~ali fiammanti li contorna e serra ~formando 998 V | martella il core. ~Amor? le fiamme tutte ~ben n'ebbi in petto; 999 VI | siccome per vento gentile fiammella ~si spegne con gli anni, 1000 App | trovasi, e moto: ~ha in ogni fibra un'alma, ~una segreta gioja,


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