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Vincenzo Padula
L'orco

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1845-chita | chiud-fibra | ficca-lione | liqui-potra | pover-serie | serio-venis | venit-zolfi

     Capitolo
1001 VI | Suso per l'aer ciecoficca il guardo ~la Brutta, e 1002 VI | donne, ~le mogli sagge, fide e mansuete, ~e quei mariti 1003 XI | ai conforti del consorte fido, ~ finan di plorar gli 1004 IV | tenne, e 'l viso mostrò fiero e turbato. ~La caduta clessidra 1005 XII | favellarti. ~Ah! non eran miei figli! Opre leggiadre ~erano sì; 1006 I | l'ansia ~cadde a terra, e figliò. ~E nacque una bambina: 1007 VIII| gridava, sole ~di Sion le figliuole ~pianser sur esso, e 'l 1008 XI | ed a guardar ritorna ~del figliuolino suo la dolce calma: ~di 1009 VII | ventre si distese. ~Ma il Figliuolo di Dio l'onta villana ~lavò 1010 V | antico ~pensierosa del filar lunghe ore, ~come una ninfa 1011 III | me pur noto è il tenue ~filo, di cui nel fondo, ~per 1012 IV | sulla rocca, ~or tra la fina ~treccia fragrante, ~sul 1013 XI | conforti del consorte fido, ~ finan di plorar gli occhi suoi 1014 IX | mio apparire ~cadere dalle finestre capovolti ~[ ....... ] ed 1015 V | che innocente è il gioco. ~Finga l'amante allora, e semplicetto ~ 1016 IV | altro cantò ancor; ma ella fingea ~di non udirlo e proseguìa 1017 V | la gloria altrui, la tua finìo; ~se alte cose non puoi, 1018 I | prese l'Orco, — ed, «Io finor degli alberi ~coltivai la 1019 V | scherzi e le moine, ~ed i finti dispetti, e alle gonnelle ~ 1020 IV | amo, invan ti adiri, ~o finto è il tuo furore: ~il Cielo 1021 IX | mondo ~l'ultima manderà fioca scintilla, ~come in uom 1022 V | Orco esclamò, ma con sì fioco accento, ~che lo spirto 1023 IV | perchè il calice ~d'un bel fiorello ~non si apre, ed èscene ~ 1024 IV | Piccolo, piccolo ~dentro un fioretto ~chiuso desidero ~quel giovanetto. ~ 1025 VII | E Ciriegina nel rapace fiotto ~a piombo giù venìa, quando 1026 V | fianchi gli sferzassero fischiando. ~Pur la gloria perduta, 1027 V | piomba, ~qual sasso spinto da fischiante fromba. ~In valle piomba, 1028 IV | lieto, e nel pensier si fisse ~di amare e posseder cotanto 1029 VII | avidamente e con gli sguardi fissi ~più dappresso alla terra, 1030 VI | al vecchierel dimesso ~fiutando il cibo anch'esso. ~ ~Tutto 1031 V | dai vuoti calami ~come di flauto tal suon mandò. ~ ~«L'ho 1032 VIII| intanto del convento ~con flebile lamento — risonava, ~e le 1033 VI | bronchi che addentan lor vesti fluenti. ~Il vento dell'uno rapisce 1034 V | della volante capigliera ~fluìa qual rivo di auro oltre 1035 VI | mugghianti, ~vedevansi i flutti d'un fiume passar. ~E 'l 1036 VII | la memoria di non ebbe foce: ~ma sbigottita da un devoto 1037 V | ceppo di legno accanto al focolare, ~e «qui, mi disse, o mio 1038 VIII| velo bianco, ~vestita a foggia d'una rondinella, ~venne 1039 IV | mazzetto ~tra le trecce foggiate a canestrino. ~Dagli orecchini, 1040 IV | moglie, ~se il numer delle foglie ~il labbro tuo dirà». ~Ma 1041 IX | tremula ~sopra un baston si folce. ~«Regina! — poi dicea — 1042 VIII| vorrìa mescersi a quella ~folla di gente, che pei campi 1043 I | Ma un pulce? un pulce?... Folle chi il crede; ~no, non lo 1044 IV | mai mirollo in viso, ~ma folleggiò coi fiori oltre l'usato: ~ 1045 VI | dei dolci trasporti, ~dei folli pensieri di giovane età, ~ 1046 XII | ciel, pria che l'inferno ~fondasse, riso e favellato avea. ~ 1047 XII | ambe felici; chè ambe alle fontane ~bevon di Vita nell'eterne 1048 V | To' il ladro! to' la forca! il malandrino, ~lo scostumato, 1049 VI | e deridendo. ~Del mondo, forchè il nero, ~m'irridono i colori; ~ 1050 VII | ch'à in cor, mostrar di fore. ~Ed io felice fui; chè 1051 X | dall'onde ~di speranza astro forier, ~di Ciriegina ecco il rosato ~ 1052 VI | estremi suoi funebri lampi. ~Foriera di notte si avanza la stella ~ 1053 VII | mano, ~benchè di lui più forti e sì superbe, ~noi rendevam 1054 VI | dopo i mesi nove ~(oh che forze! oh che prove!) ~vedeansi 1055 V | tra i veli avvolto della fosca culla, ~tale la sua pupilla 1056 | fosti 1057 VI | dei giovanetti al caldo foto, ~vi appiglierete a noi 1058 IX | Dio non concede a noi. ~Fragil cosa è bellezza, un falso 1059 IX | corruttibile ~vanta bellezza frale. ~Dell'interna beltà sii 1060 II | tazza cade ~ed in mille frammenti si spezzò. ~L'Orco era sulle 1061 V | duolo che lo cuoce drento; ~franger vorrìa quell'albero, ma 1062 IX | invidia truce, ~come volesse frangerla, ~stringea la mano bella. ~ 1063 V | contro i mali il cor ti frangi? ~Vedi: son tristo anch' 1064 I | sopra mi affise. ~Il fil franse e la cocca, ~mi fe' cader 1065 I | gravido giacea del mondo ~franto e sbattuto ne avesse il 1066 V | semina il cener bianco ed i frantumi, ~certo che non solleva 1067 IX | terra; ~di qui le gare, e le fraterne doglie, ~di qui la polizia, 1068 XI | felici ~e amici; ~quando in fraterno amplesso ~stretti e pregando 1069 VII | ben sa; quindi si studia i freggi ~accrescere dell'alma: esser 1070 V | una chiesa, ~tale il vento fremea, mettendo un lagno ~nel 1071 VIII| innocente. ~E del monte fremente ~d'ire umane e divine ~sopra 1072 II | carnagione sua come un velluto ~fremere si sentìa sotto del tatto, ~ 1073 IX | quelle gioje, e io sento ~frenetico tormento ~che un mondo a 1074 II | aure mormoranti. ~La faccia fresca, paffutella e pura ~il colore 1075 IX | belle bocche ~giovani e fresche faccian nodo insieme, ~come 1076 II | fiori ~mille fragranze e la freschezza ai rivi, ~al crepuscolo 1077 IX | bramo, ~di vostra bocca il fresco ed il color. ~A voi qual 1078 XII | ripa d'un rio corrente in fretta, ~quando il capo piegando 1079 V | rispose: «Zicolio!». ~E frettoloso nel giardin discese ~risoluto 1080 IV | labbro arguto par che il frizzo gli esca, ~e un dolce riso 1081 V | sasso spinto da fischiante fromba. ~In valle piomba, e nel 1082 IV | andando a caccia, nel frondoso ostello ~si smarrì di alti 1083 VI | rive ridenti. ~Siccome una frotta dei dolci trasporti, ~dei 1084 V | ed arguto grembiulino ~il fruscìo, qual soleva, ancor no ' 1085 VI | desse pace. ~E con occhio fugace — ricercando ~le stelle 1086 IX | in cerca d'un ben che mi fuggì. ~Pupille gravide ~di mesti 1087 VII | impotenti a contrastar con lui ~fuggiam del mondo nel più estremo 1088 VIII| salme ~e i secoli avvenir fuggìan piangendo. ~Un maledire 1089 XII | il mio pie' sospinto ~a fuggire lontan dalle tue mura; ~ 1090 V | qual Dio. ~Fratello! Ella è fuggita. Ah! tu non sai ~quanto 1091 V | gelato ~parve o dal cor fuggito in quel momento. ~E' pallido, 1092 I | amore». ~Così ad Amore che fuggiva, un vecchio, ~un vecchio 1093 VI | braccio dell'altro si muor. ~Fuggivano i monti lor dietro le spalle ~ 1094 V | orror dietro i suoi passi. ~Fugli raso dal fronte il prisco 1095 V | ampia coda il baldacchin fulgente; ~quando ammirando non discosto 1096 IV | poi vorrei ~che sotto il fulgere ~degli occhi miei, ~qual 1097 V | tonando, traballando, fulminando ~sotto i piedi di lui lo 1098 III | Io caddi, è ver: dal fulmine ~tremendo ed immortale ~ 1099 X | il terren che lo riceve ~fuma come un incensier; ~sorge 1100 III | immortale ~ancor le membra fumano, ~ancor mi ardon le ale; ~ 1101 VI | versava, ~e 'l cibo vil fumava. ~ ~Allor venia dalla capanna 1102 V | tempo gìo, ~che tuttavia fumeggi, e un solco lassi ~di cenere 1103 III | favellano di amor. ~Dai fumiganti ruderi ~degli ampii firmamenti, ~ 1104 | fummo 1105 VI | dardeggia gli estremi suoi funebri lampi. ~Foriera di notte 1106 II | firmamento ~a Dio ribelli, ed il funereo vel ~squarciâr dei fati. ~ 1107 App | firmamento ~a Dio ribelli, ed il funero vel ~squarciar dei fati. ~ 1108 VI | in cui battaglia ~seguì funesta, smaglia — strepitando ~ 1109 V | pur collocò ~ amabili e funesti ~ a donna in seno. ~ L'uomo 1110 IX | possa concederti ~un sì funesto dono? ~Sola la colpa è brutta, 1111 III | trascorrerem lo spazio. ~Tutto, fuorchè l'amore, ~la vita ed il 1112 IX | gli amanti, ladri timidi, ~furano e la corona; ~ed io mi sento 1113 I | fuggìano guai pazze ~e gridavan furenti: ~«O mamma, o mamma, chè 1114 VI | nero inferno. ~Dal crin le Furie svelsersi ~un angue maledetto, ~ 1115 | furon 1116 XI | E pensando così, mille furori ~gli lampeggian sul viso 1117 X | e i rosei volti ~scoprir furtivamente e tentennar; ~mentre la 1118 I | Ma che? tu tremi? Del furto rea ~non sei tu, o donna, 1119 I | schiuso ~della mia casa il fuso. ~Egli, passando, i rai 1120 VIII| rotolò, mentre l'alme ~delle future salme ~e i secoli avvenir 1121 VII | mercè del legno in cui suoi gai ~membri affisse il Re nostro, 1122 VI | La zitelluccia è come la gallina ~che solo in suo pollaio 1123 II | cinturina ~mostrando, e nuda la gamba tornita. ~Rizzossi sgambettando, 1124 VI | cranii sfascia ~coll'avida ganascia, — e insiem coll'ugne. ~ 1125 VII | possanza ~fa cosa che non garba all'aspro ingegno. ~La raccoglie 1126 IX | assai la terra; ~di qui le gare, e le fraterne doglie, ~ 1127 VI | e sotto a lei le linfe ~garrivan con le Ninfe. ~Poggiava 1128 IV | aranci, or di viole: ~così il garzon vedea vagare a nuoto ~sopra 1129 V | rivolse e lacrimò; ~ma il garzone al mio cospetto ~le sorrise 1130 IX | mondo eterno ~ch'eterno il gaudio dona; ~ed io mi sento buona ~ 1131 V | nascenti stelle ~il mite gel notturno, ~sugli usci di 1132 V | lo spirto vitale in lui gelato ~parve o dal cor fuggito 1133 IV | notte, ~ed origlier gli fu gelido masso; ~dipoi da lieve luce 1134 XI | venisse mai. ~Lo strazio, onde gelosa alma è ripiena, ~impicciolito 1135 II | gonfiossi, ~poi in due globi gemelli si divise, ~ruote eburnee 1136 IX | l'alma mia pur va ~nuda gemendo a ritrovar suoi bei ~membri 1137 V | martella ~e che dal petto un gemito gli cava; ~«O dei fior, 1138 XI | cerchio, in cui ~tutto il genere uman mirando Lui ~tornerà 1139 VII | voi sapete ~che all'anime gentili ~il far felice altrui par 1140 V | assalto infine ~con sole gherminelle. ~E 'l principino ben sapea 1141 IX | notte fuga, ~ei di raggi ha ghirlanda, ~dispensa l'ore e i secoli, ~ 1142 X | passeggia la mesta regina. ~Giace a terra caduta, e cela il 1143 VII | Croce rossa, ch'infinita ~le giaceva di sopra, ella vedea ~la 1144 VI | Così cantando se ne gìan per via, ~e Ciriegina lacrime 1145 IV | donne coll'amore. ~Amore è giardiniero; ~fiore è la verginella: ~ 1146 VI | ed ora due monti che come giganti ~parevan levarsi l'un l' 1147 V | sole estinto lungo tempo gìo, ~che tuttavia fumeggi, 1148 X | mille amorini allor parean giocar, ~aprir gli occhi languenti, 1149 V | voi le lutte, ~e i cari giochi di suo regno bello. ~Lasso! 1150 V | bellezze del cielo, e le gioconde ~aure del mare, e divenìan 1151 App | ogni vizio e virtude, ogni gioïr, ~ogni dolore. ~Con stupor, 1152 VI | stregherelle, ~e che vi giova l'esser nate belle? ~In 1153 VI | d'un fiume passar. ~E 'l giovan la donna togliendo in ispalla ~ 1154 IV | eco in eco si perdea, ~la giovanetta a passi tardi e rari ~nella 1155 VIII| Vedea fanciulli, vecchi e giovanotti ~dalla cittade del mattin 1156 V | la rovina. ~Così volando, gira il guardo abbasso, ~e vago 1157 III | un altro pensiero le vada girando. ~Tien picciolo sonno, tien 1158 IX | immortale. ~Invida dunque non girar pupilla ~delle beltà terrene 1159 V | ambedue dal paradiso. ~Il Sol girava l'occhio al firmamento, ~ 1160 VII | de lo cielo intanto ~le giravano attorno reverenti, ~alla 1161 II | palpito ~gli èsser passarmi in giro; ~che vidi i primi canti, ~ 1162 VI | figura ~sopra il collo gli gitta ambe le braccia, ~lo bacia 1163 IV | danzava sino all'aere bruno, ~gittava con fragor giù i testi a 1164 IV | disse: «O viola, ~vanne, ti gitto a terra: ~a tutti i fior 1165 VI | ritornerò tra poco ~con giubilo e con gioco». ~ ~Tacque, 1166 I | Tutte le femine, ~so giudicarne, ~odian lo spirito, ~aman 1167 VI | coll'ugne. ~Al fonte intanto giugne; — e nello specchio ~di 1168 VI | rifiuto una novella ~pena non giunga a quella, — ch'or sopporto. ~ 1169 V | uno appar globo di foco ~Giunge alla cima, e più serena 1170 I | pallida ~la donna s'involò; ~e giunta a casa, pel terror, per 1171 XI | a Dio: ~tre cose che van giunte in questo esiglio, ~o figlio. ~ 1172 VI | fracassouscìa pauroso ~dalle giunture di suo corpo spento ~ad 1173 V | allor, stridono i denti, ~e giuran di non darti unqua perdono. ~ 1174 VI | cogliendo, eterno amore — mi giurasti». ~Tacque; ned è che basti — 1175 V | vendetta e amor sincero, ~e giusti entrambi! Ed Ei che tanta 1176 X | son nulla, ~è pazïente e giusto; ~lascia fare, anzi ride 1177 VIII| appo gli uditi eventi ~giva pensosa, e l'animo le fiede ~ 1178 VI | un coltel quetamente, — e gliel conficca ~di croce a forma 1179 | Glielo 1180 App | vita in contiene, e ~glorie e sventure, ~n'ebbe morte 1181 VI | e se ne va la Bruttaglorïosa, ~pensando: «Alfin son sposa — 1182 VIII| sentier. ~ ~4 ~ ~[Il vul]go profano ~ci grida: — che 1183 VII | brina tenerella, ~che in sue gocce í colori agita e mesce. ~ 1184 III | torrente, ~chi la primiera gocciola ~vide di sua sorgente; ~ 1185 III | figura: ~diventerem due gocciole ~di ruggiadetta pura, ~due 1186 II | entrò nel seno, e 'l sen gonfiossi, ~poi in due globi gemelli 1187 VI | sale sul carro, in cor gongola tutta, ~e se ne va la Brutta — 1188 IX | ha le congiure sotto la gonnella!». ~Ma ahimè! che dissi 1189 V | Se lontano ~dell'acuta gragnuola che ti attrista ~tenni sempre 1190 VIII| sulla testa colorata in grana. ~Oh! ben venga tra noi 1191 VI | isbigottita. ~Se nembo vien, se grandine ~si versa con furor, ~dicono 1192 I | palmo recidea ~da quella sua grandissima statura: ~bellezza e forza 1193 I | diventando infin quanto un granello, ~sempre Orco era però, 1194 V | fragrante ~l'occhio è un grano d'uva nera ~lacrimato dal 1195 VIII| mira; ~dall'invide così grate nascose ~del Signore le 1196 I | per trarti al bene ~non gratitudine vale, o ragione; ~non vale 1197 III | tranquilla. ~Il naso si gratta sovvente col dito. ~Voleva 1198 V | attorno si raggirò; ~col piè grattossi la pinta testa, ~quindi 1199 VI | più bella, — e 'l mi grava. ~Qui mentre io ti aspettava1200 V | serpenti aspri flagelli, ~che gravi del divino odio implacando ~ 1201 IX | ben che mi fuggì. ~Pupille gravide ~di mesti umori ~i vostri 1202 I | nel cor di Dio! ~E quando gravido giacea del mondo ~franto 1203 XII | Poscia soggiunse ridendo e graziosa: ~«La donna, e tu pur sai 1204 X | la beltà». ~Così dice, e grazïosa ~spinge un passo sul terreno; ~ 1205 V | vel rapiva, ~a quella il grembiale, un pizzicotto ~dava al 1206 IV | Bianca la gonna, verde il grembiuletto, ~ed il velo del seno ha 1207 XI | allora anche così gli atomi grevi ~della materia afferra ~ 1208 VI | ridendo sotto il vel, ~gridan fuggendo: — Oh Ciel! ~Passa 1209 I | Dio, la Natura, ~tutti ti gridano: — E' una sventura, ~una 1210 I | fuggìano guai pazze ~e gridavan furenti: ~«O mamma, o mamma, 1211 VII | E comparisce un'aquila grifagna, ~che sopra la fanciulla 1212 V | infante, ~grande così, non più grosso d'un pugno, ~e seco vuol 1213 V | pigro vecchio ch'à canuto il grugno. ~A lui piaccion gli scherzi 1214 I | belle ragazzefuggìano guai pazze ~e gridavan furenti: ~« 1215 XII | amato? Or perchè teme? ~Guardami: son men bello, o più feroce ~ 1216 VI | strugger le belle cose, ~che guardanmi orgogliose ~e deridendo. ~ 1217 XII | vedeansi a coro ~a riderti, a guardarti, a favellarti. ~Ah! non 1218 IV | poscia pentita che lo avea guardato, ~tornò di nuovo, e le pupille 1219 VII | stupir non cessa, ~perché si guardi ancor tre volte e sei. ~ 1220 IV | clessidra dalle man sfuggille; ~guardollo a lungo — e l'alma indefinita ~ 1221 III | Orco, e a chiamolla; ~la guatò con un palpito di amore; ~ 1222 XII | insiem con ello?». ~L'Orco guatolla, e parve intenerito, ~chè 1223 X | di lui levossi in pie', ~guatollo con un grato sentimento, ~ 1224 IV | fenestrino ~distinse, cui guernìa ferreo cancello; ~ sopra 1225 III | tutto fulgido ~di maëstà guerriera, ~nel guardo dell'Altissimo ~ 1226 XII | della vita obblico ~fosse guida a costui, fosse fratello ~ 1227 XII | angel Dio: ~Egli è il tuo guiderdone, ed Egli è il mio. ~Deh! 1228 VII | tenerella, ~che in sue gocce í colori agita e mesce. ~E 1229 VIII| educa e latta. ~[.......]ia allor che sta in ginocchio ~[.......] 1230 XI | edificio, onde si bea, ~un ideale, tenue mondo, ov'ella, ~ 1231 XII | levate, ~parea da tristi idee vinto e conquiso. ~Poscia 1232 V | non ci è. ~Tutta pensosa ier sera ~pianse, ma, quando 1233 VIII| E tosto ai suoi pens[ieri.......] ] ~un pensier, che 1234 VIII| e care, ~di lor bellezza ignare. ~O miei giorni perduti! 1235 VI | tinta, ~la quale entro d'ignobile scodella ~quel pajuolo versava, ~ 1236 IX | sol non spera o pensa, ~ignora quanto sua bellezza vale! ~ 1237 VII | assicura, ~poscia le dice: «Ignoro chi tu sei, ~m'al Signor 1238 IV | gli erano le donne affatto ignote. ~Dica di voi ciascuna, 1239 VI | puttino; ~pareva un amorino ~ ~ignudo, ed ondeggiar l'aura gli 1240 | III 1241 IV | già vi versa un fiume, ~e illumina la loggia, i testi e i fiori. ~ 1242 VII | allontanammo — e solo poche imbelli ~servili fere dagli spirti 1243 VII | Ed ecco ratto la vision s'imbruna, ~ed una voce che le va 1244 XI | egli pensava — Amore e Imene ~tutto han svolto il tesor 1245 IX | porta a delitto. ~[ ....... ]imi! ne avrìa ~ [ ....... p] 1246 VI | di riso in vago modo — imita l'eco. ~Suso per l'aer cieco — 1247 XI | pallida e bianca ~parer l'immago dell'Orco tradito. ~Un braccio 1248 VII | trattano l'aria e calcan erbe ~immani fere obbedivamo a lui, ~ 1249 V | trabalza ~e fuor dal letto immantinente balza. ~Balza, e 'l vasto 1250 VI | deserto che vita si chiama ~immemor di padre, di suora o fratel ~ 1251 VI | pianure vedevansi innanze ~immense siccome le loro speranze, ~ 1252 VII | dappresso alla terra, e s'immergea ~nel sanguigno vapor, che 1253 V | esso vede ogni suo bene immerso, ~la famiglia, la patria 1254 XII | affascinata ~colle pupille immobili lo guata. ~Ei china il capo, 1255 IX | d'un avello, ~di ossami immondo ostello, ~dove la speme 1256 VIII| bacia, noi stringe lo Sposo immortal. ~ ~2 ~ ~Tondi la bella 1257 III | nei sacri orrori, ~fra gl'immortali eserciti ~avvolgermi, e 1258 IX | gli affetti miei ~sono immutabili, ~sono costanti; ~uniamo 1259 I | sguardo come incontrò, ~impallidì, cadde per terra esanime ~ 1260 IV | sedici anni! ~La donna nulla impara, eppur sa tutto; ~non ha 1261 III | perché so tutto — e nulla ~ad imparar piú restami; ~ l'alma 1262 IV | Gli omeri scosse come impaurita, ~e la clessidra dalle man 1263 IX | capovolti ~[ ....... ] ed altri impazzire? ~[ ....... ] dura, o sempre 1264 V | anch'io; pure giocondo ~imperator del mi appella il mondo». ~ 1265 I | non però perdea, ~solo s'impicciolìa la sua figura; ~e diventando 1266 XI | gelosa alma è ripiena, ~impicciolito avea la sua statura: ~parea 1267 V | che gravi del divino odio implacando ~i fianchi gli sferzassero 1268 XI | novella, ~ed altre mille imporre, ~formando un edificio, 1269 V | Ed Ei che tanta mole ~ne impose di tormenti, anch'Egli brama ~ 1270 IX | e crollò il capo) un impossibil vuoi. ~Inutil cosa o ria, ~ 1271 VII | segno in sul creato, ~e noi impotenti a contrastar con lui ~fuggiam 1272 III | nell'ardir — nell'arduo ~imprendimento! — ed io ~son grande, chè 1273 III | che in cielo e in mar sta impressa, ~legger si può da te. ~ 1274 VII | donna. ~Ch'amor non puote imprigionar coi preggi ~della corporea 1275 XI | avvolto. ~Un livido pallore ed improviso ~covrì l'Orco tremante a 1276 X | crin, ~nel cui mezzo all'improvviso ~esce un volto pellegrin. ~ 1277 I | natura, ~stato sarìasi meno imprudente: ~o della vita vi avrei 1278 IV | uom; ma all'uom fe' nodo ín gola; ~perciò ei solo or 1279 IV | si smarrì di alti boschi inabitati. ~E camina, camina, ecco 1280 XI | il Signore, ~se fuor dall'inaccessa ombra che il serra ~tanta 1281 III | dovizie ~nel sen cupoinaccesso, ~son mie, son tue. se ascondermi ~ 1282 IV | poi che stette alquanto ~a inaffiar colla clessidra i fiori, ~ 1283 IV | aspettarla egli solea, ~ma inaffiava i fiori allor che i rai ~ 1284 IV | diverrai più bella, ~se amor ti inaffierà». ~Ed ella proseguìa: ~« 1285 VI | strani fea di meraviglia, ~inarcando le ciglia, — e aprendo gli 1286 VIII| che sotto il pie' divino inaridì. ~Mutàti in una treccia 1287 VIII| morte insiem gli opposti incanti. ~E la vecchiaja le pareva 1288 XII | affetti divini ch'esprimea, ~incatenava l'Orco, e la durezza ~della 1289 VI | Figlia! tu sei la lepre incauta, ed ellocacciator che 1290 V | affaccia con sembianza bella; ~incede dietro il bosco, e pare 1291 V | poscia più vigorosi ~ incederemo —. ~ ~Ed ella: ...». «Ah 1292 X | lo riceve ~fuma come un incensier; ~sorge il fumo bello bello ~ 1293 V | bitumi ~e sollevando l'ebbra, incerta testa ~fa che il terren 1294 IX | lacrimo di amor. ~ ~7 ~ ~Ma incompïute e brevi ~son quelle gioje, 1295 XI | vedova di salma, ~è sostanza incompleta, che desìa ~tornare ai lacci 1296 VI | suo corpo pareafascio incomposto ~di aride frasche cui scompiglia 1297 VII | principe ingannato ~goder gioje inconcesse. I mesti casi ~io narrerò 1298 V | di chiamarsi a nome, ~e d'incontrarsi con lo sguardo oppresso. ~ 1299 VI | onore?». ~ ~3 ~ ~«Se mai lo incontri sulla via del fonte, ~e 1300 IX | pareva un nuvolo ~che corre incontro al giorno. ~«Ancella! — 1301 I | l torbido ~sguardo come incontrò, ~impallidì, cadde per terra 1302 VII | cosa trova, di cui non le incresce; ~lo tocca, ed ei si solve 1303 I | Sul manico del sarchio incrociò ~l'Orco le mani, e così 1304 VII | agricoltore ~sopra aspro inculto monte ~gode in vedere il 1305 VIII| altra promessa, ~e piangere indefessa ~di Lui sopra l'avello; ~ 1306 IV | guardollo a lungo — e l'alma indefinita ~e velata apparía sulle 1307 V | essermi consorte ~non merta, indegna è già; ma tormentarla ~vorrei, 1308 App | senza lei un volume ~privo d'indice, chiuso, e niun ne appar ~ 1309 V | quella parte e in questa: ~indizio certo di recente fuga ~del 1310 I | mucchi appie' d'un platano indomato, ~mille etadi cadute a lui 1311 II | camicia calda ~con le sue mani indosso gli versò: ~quella mano 1312 V | ama toccare il fondo, ~fa indovinare di dolcezze un mondo; ~e 1313 III | l'alma si trastulla ~l'indovinello a sciogliere ~della creäta 1314 VI | della Brutta ria ~da' rai fu indutta. ~E le fanciulle belle, ~ 1315 V | mattin, ~la tua bocca è inebriante, ~rubiconda come il vin. ~ 1316 XI | al suo Fattore: ~materia inerte attorno a rimira; ~avidamente 1317 VII | servili fere dagli spirti inerti ~rimasero di lui sotto i 1318 VII | quei dell'aria ad altra ala inesperti; ~e a dargli il merto dell' 1319 XI | secoli di pena ~su quel viso infantil facea paura: ~l'ingenua 1320 V | dolci istanze, ~il suo grido infantile e subitano, ~quando dicea 1321 VI | 8 ~ ~E se fanciullo inférmasi, ~la credono malìa ~che 1322 VI | vince di amore un'orainferni cento». ~Ed ecco in quel 1323 VI | maledetto, ~e 'l poser nell'infetto ~alvo materno. ~ ~3 ~ ~Figlia 1324 IV | estivo sole: ~esso colora e infiamma ~le rose e le viole. ~Per 1325 VI | infelice donzella, e dall'infido ~seno che le fea nido — 1326 I | sua figura; ~e diventando infin quanto un granello, ~sempre 1327 IX | i miei canuti . ~Per l'infinite ambiziose voglie ~del core 1328 V | amato! ~Tu che compàti all'infortunio mio, ~vedesti la mia Ciri...» 1329 II | siepi saltando, ~rami infrangendo: ~stanco alfin si fermò, ~ 1330 V | divido». — E in questo dire infranse ~l'olmo e la vite, che le 1331 XI | membra care ~avrà la morte infranto, ~al par di augello con 1332 XII | al pensiero; ~dèe talora ingannarlo, e capricciosa ~mostrargli 1333 VII | la Brutta ~col principe ingannato ~goder gioje inconcesse. 1334 VI | occhio obblico ~quel tristo ingannatore». ~Così mi dice mamma, ed 1335 XI | che la notte offrìa. ~ s'ingannava, no: chè dell'oltraggio ~ 1336 VI | rimorchia ~sul terren s'inginocchia, — e prega e prega. ~Le 1337 X | sfogar l'odio tremendo ~per l'ingiuria più leve, ~e fare il mondo 1338 X | trastulla ~con l'oppressore ingiusto. ~«Fa pure, o maledetto, ~ 1339 IX | contemplava da mestizia ingombra ~le nubi che, pel verde 1340 V | affanni il tradimento rio, ~l'ingratitudin di gentil persona ~che immemore 1341 IV | disciolse un canto, un canto che innamora ~il principe con voce or 1342 I | del mondo più leggiadre ~innamorare mai lo avean potuto; ~e 1343 IV | pioggia, ~invan spiegò la voce innamorata, ~e tornò invano sulla cara 1344 IX | tròvasi sempre in fondo ~d'innamorato cor: ~colà tra mille palpiti ~ 1345 VI | Ed ora pianure vedevansi innanze ~immense siccome le loro 1346 IX | è delitto ~avere ingegno innovatore e pio, ~e un cuore posseder 1347 IX | occhi; ~[ ....... ]a un'insanabil piaga; ~[ ....... ]li: « 1348 II | L'Orco in ginocchio? — Oh insania! ~A una mortal creatura, ~ 1349 IX | bella, ~al caro augello d'insegnar si piacque ~questa canzone 1350 IX | più infelice ancora; ~t'insegnerò più tristi cantilene». ~ 1351 VII | estremo lato. ~Pur ei c'insegue, — e verrà tempo in cui ~ 1352 V | alta e sicura. ~I fuggenti inseguir non può l'afflitto, ~ 1353 VI | padre, di suora o fratel ~s'inseguon l'un l'altro con trepida 1354 App | tutto l'intese. ~Da argilla insensitiva ~con l'ignobil natal l'uomo 1355 X | ma spera!». ~A noi poveri insetti, conoscendo ~che nostra 1356 V | morte! ~languir beato! ~Insetto aurato, ~t'invidio. ~Ah! 1357 VI | e sugge, e sugge e sugge insin che muore. ~Ma almen muore 1358 V | prigion col suo diletto, ~insino alla mattina. ~Che dissero? 1359 I | nei lieti eventi ~siete insolenti». ~ ~Così cantava l'Orco, 1360 IV | Passò una notte, lunga, insonne notte, ~ed origlier gli 1361 VIII| negli amorosi inganni! ~Integritade di mio corpo bello! ~Primizia 1362 V | grazie ond'era cinta; ~l'intelligenza sua, lo suo splendore ~sentì, 1363 XII | prese ~di tuo povero amico? Intender voglio ~tutto dalle tue 1364 VIII| canto. ~ ~«Vieni, o sorella; intendi ~della donna il destino. ~ 1365 III | stirpe gli uomini ~no, non intendon quella. ~Ma io chiamo l' 1366 XII | L'Orco guatolla, e parve intenerito, ~chè quasi il pianto gli 1367 V | del vento i sentier tratta intentati. ~Di suo aereo mantello 1368 IX | dappresso ~[ ....... ]eggiarmi intenti ~ [ ....... ] tra loro un 1369 IV | ardisco vincere la terra intera ~s'ella la spiega dinnanzi 1370 V | solve ~ad ora ad ora i lembi interminati, ~disvelando di lui l'occhio 1371 IX | apron la via, ~che suona e interminato ~di gioja un senso dèstati ~ 1372 XII | cercava il Nulla, e 'l vuoto interno ~di mille mondi fertile 1373 X | i nostri amori ~perché interrompi col tuo canto? Muori!». ~ ~ 1374 IX | dritto. ~Torniamo dunque all'interrotta storia, ~e agli altri il 1375 III | vecchio, eh via! ~— qui m'interruppe Ciriegina — e narra, ~narra 1376 VI | momento — spaventosa, ~e solo intesa a lei voce, che a un tratto, ~« 1377 V | vento le leva a volo. ~ ~«Ho inteso dolci accenti, ~ah! dolci 1378 VII | più brutta della Brutta intessa!». ~E questo suo pensier 1379 VI | invidia rea ~la man che v'intingea, ~mentre l'asin col capo 1380 V | d'uve vermiglie non ti intrecci invano, ~deh! parla — ei 1381 VI | fura. ~La penna in quell'intrico ~ella smarrisce e more». ~ 1382 X | il tradimento, e l'aura intrisa ~crede veder col sangue 1383 XI | benedicendo in lei quel Dio che intriso ~le aveva il volto dei suoi 1384 X | e nella lor stanzina ~s'introduceva un'aura pellegrina, ~le 1385 V | eternamente, farla ~pentir ma inutilmente e ognor più forte, ~mostrarle 1386 IX | mi passeggia e 'l cor m'invade, ~e l'alma messa in fuga ~ 1387 V | ovver no 'l vuole, ~e s'invanisce di parerle astuto, ~il misero 1388 VI | E trepida si scosse, — e inver la fonte ~attistrani 1389 II | sogguardava e poi partiva. ~Era d'inverno, e la camicia calda ~con 1390 VIII| che dai terreni affanniinverso Dio ~sollevano il cor pio. ~ 1391 IX | l'alma è bella ~di luce investe e irradia ~il suo lurido 1392 IX | chiamata, e tosto a me la invia: ~in lei saggia e pudica, ~ 1393 IX | gloria ~e di luce immortale. ~Invida dunque non girar pupilla ~ 1394 VIII| cantator non mira; ~dall'invide così grate nascose ~del 1395 XI | per essa; e mentre scende ~invisibile a tutti, Amor la chiama. ~ 1396 V | orgoglioso al suo Signore invitto ~sdegnò chinar la fronte 1397 IX | i preghi tuoi. ~Deh! lo invoca per me: Dio tutto puote; ~ 1398 VIII| dispiccarne, ~ed i fiori involarne?». ~Tacque l'Antica, e la 1399 XI | la vide e lacrimante, ~ed involarsi della corte al lieto ~tripudio, 1400 IV | Bella lepre così par che s'invole ~dal cacciator, ma torna 1401 V | due baci soli ~fa ch'io t'involi ~dai petali —. ~Ella sdegnossi ~ 1402 V | bello ~svignava in aria ipocrita e modesta. ~Ma l'Orco, o 1403 X | stanzina ~sul terren balza irata la regina; ~apre la gabbia 1404 VII | Allor sul mondo disfrenossi irato ~di malori un esercito, 1405 IX | fura, ~e ostenta in dell'Iride ~la vaga ondata impronta. ~ 1406 VI | tra cui, come i secoli irosi e mugghianti, ~vedevansi 1407 IX | bella ~di luce investe e irradia ~il suo lurido ammanto. ~ 1408 IV | fosse un nuvoletto bianco ~irradïato dall'avverso sole, ~che 1409 VII | trono da sì grandi astri irraggiato. ~Noi danzïamo a lei come 1410 XI | grido, ~sulla madida fronte irta i capelli; ~e del seno facendo 1411 V | occhi ed il sorriso ~dall'irto petto ogni dolor gli elice: ~ 1412 VI | tenne e chiuse gli occhi ~isbigottita. ~Se nembo vien, se grandine ~ 1413 V | d'udire ancor sue dolci istanze, ~il suo grido infantile 1414 XII | alla donna le sue gioje istesse». ~E quelle gioje il misero 1415 V | commisti insieme, ~«Ituriele! Ituriel! — dicea — ~sorgi, fratello 1416 | IV 1417 | IX 1418 IX | son men deforme almen di jeri?». ~E di quella specchiando ~ 1419 VI | piano ~siccome memoria di labile età, ~siccome saluto di 1420 XI | incompleta, che desìa ~tornare ai lacci di sue membra amiche. ~Quindi 1421 V | tentando il braccio ~dal caro laccio ~disciogliere. ~Ma più si 1422 VIII| su salta un ramo, ed un lacciuol di seta ~prigioniera la 1423 VI | una fanciulla bella, ~ma lacera e discinta, ~affumicata 1424 XII | desiderio, un punto, ~una lacrima può fargliti amico. ~L'angiol 1425 XI | la fronte altri la vide e lacrimante, ~ed involarsi della corte 1426 V | occhio è un grano d'uva nera ~lacrimato dal mattin, ~la tua bocca 1427 | laddove 1428 IX | gioja allor ~gli amanti, ladri timidi, ~furano e la corona; ~ 1429 VII | tragge di suo corpo alla laguna. ~Lo vede, e di colei facea 1430 XI | par di augello con dolenti lai ~tu non puoi, riunendole, 1431 I | languor mi vinse. ~Non potei lamentarmi, ed egli rise. ~Intanto 1432 VI | volte, e sol risponde ~con lamentevoli onde — la fontana. ~Ed ecco 1433 V | care repulse poi, dolci lamenti, ~ed io spiai! ~Surse ei 1434 IX | alma messa in fuga ~prega, lampeggia e tremula ~dal suo carcere 1435 XI | così, mille furori ~gli lampeggian sul viso in giù caduto; ~ 1436 I | da sotto terra negro si lancia, ~va, o donna, e sbatti, 1437 X | verone gli alberi di fuor, ~lanciando nella stanza i lor sospiri, ~ 1438 IX | di amor. ~ ~5 ~ ~Perchè languendo in seno ~del caro giovanetto, ~ 1439 IX | leggiadro tanto, ~chinò il capo languente, ~e commossa nell'animo, ~ 1440 X | giocar, ~aprir gli occhi languenti, e i rosei volti ~scoprir 1441 I | il biscotto. ~«Il corpo è languido, ~ma vivo è il core: ~ho 1442 V | nel calice. ~Soave morte! ~languir beato! ~Insetto aurato, ~ 1443 I | gola mi si strinse, ~ed un languor mi vinse. ~Non potei lamentarmi, 1444 VIII| già sparve ~qual serie di lar[ve] ~che viene, e che [va; ] ~ 1445 II | facendo della docil vita, ~larga quanto un anèl la cinturina ~ 1446 XII | anni eterni avesse ahimè! largito, ~se avesse lor concesso 1447 I | ed intorno un giardin largo tre miglia ~culto da lui 1448 VI | comparve. ~Come vanno le larvelevi, levi ~secondo dell' 1449 XII | spiace, ~andrò lontano, e lascerotti in pace. ~Andrò lontano, 1450 IX | polizia, di qui la guerra. ~Lasciam dunque ad altrui l'ignobil 1451 III | Sopra tre cose i secoli ~non lasciano orma alcuna, ~sul cielo, 1452 II | Ciel ~gli Angiol beati: ~lasciâro il firmamento ~a Dio ribelli, 1453 XII | orgoglio. ~Deh! perchè mi lasciasti, e orror ti prese ~di tuo 1454 IV | spandea. ~E la clessidra vi lasciava spesso ~come argomento della 1455 VII | vita non potea giammai. ~Làscisi pur la Brutta ~col principe 1456 V | tuttavia fumeggi, e un solco lassi ~di cenere e di orror dietro 1457 VIII| fatta, ~[.......] educa e latta. ~[.......]ia allor che 1458 VI | Me non baciò la madre. ~Lattante sui ginocchi ~mi tenne e 1459 VI | fanciulletto, ~ ~che sue lattanti scrofe richiamava ~che nel 1460 VIII| Dio, l'error dell'anima mi lava, ~O Dio, deh! tômmi in tua 1461 VI | simulacro, ~mentre fanno un lavacro — gli occhi ardenti. ~Ma 1462 VII | Figliuolo di Dio l'onta villana ~lavò col sangue, — e l'uomo maledetto ~ 1463 V | strade. ~A riposarsi dal lavor diurno ~ed a spirar delle 1464 VIII| frotte, ~e riversarsi ai lavorii dei campi. ~E da quegli 1465 IV | e un dolce riso che non lede alcuno. ~Nell'alta parte 1466 VI | prega. ~Le mani al sen si lega, — e tutta bianca ~parea 1467 IV | labbra, errante ~gli si legge un desìo di voluttà. ~Come 1468 VII | questo suo pensier le si leggea ~per tutta la persona; onde 1469 III | e in mar sta impressa, ~legger si può da te. ~Questo che 1470 VIII| Cristo bello ~che alle sue leggi diede ~le lacrime, la fede ~ 1471 VII | prevenir le voglie ~più leggiere di lui, e quel che accresce ~ 1472 III | il mondo ~un cieco Dio legò. ~Quanto tu vedi ha un'anima, ~ 1473 II | Poscia recando l'arabo legume, ~da odoriferi fumi annebbïata, ~ 1474 V | aura solve ~ad ora ad ora i lembi interminati, ~disvelando 1475 III | passeggiò pel giardino lentamente, ~sospirò e parve confortarsi 1476 IV | guancial soffice, ~sotto il lenzuol! ~ ~Per Ciriegina ~che ama, 1477 VI | lèvansi, e sotto un pudico ~lenzuolo di spuma nascondon l'amor, ~ 1478 VI | orecchino od un anello, ~fuggi, leprotto mio, quella è la rete. ~ 1479 VI | lampo ~le scaturìa dalla lercia pupilla, ~simile alla scintilla1480 App | bell'occhio al lume, ~l'uomo lesse nel mondo, e palpitar ~tutto 1481 VI | son prime le chiese, ~che levano in alto le brune campane ~ 1482 VI | lor vivi, ~che s'urtano e lèvansi, e sotto un pudico ~lenzuolo 1483 XII | mi atterrìano — , e temea levar la faccia ~vêr chi veduto 1484 VI | che come giganti ~parevan levarsi l'un l'altro a baciar, ~ 1485 I | una donna, che dei piè levatasi ~in punta piano pian, ~di 1486 XII | egli, le pupille al ciel levate, ~parea da tristi idee vinto 1487 V | cadea l'altra sul seno; ~levato ad arco aveva un dei ginocchi, ~ 1488 I | chiome egli afferratala, ~levolla in piedi, e «Orsù! ~Nei 1489 VI | amato ~ho un bacio alfin libato, — e paga or sono. ~E 'l 1490 V | fondo ai fiori nati in Ciel libava. ~Ora è questo il pensier 1491 VIII| non sospirar l'a[ntica libertà;] ~ma dille: — Al par di 1492 VII | ciel sempre più alzando. ~Librasi, e guata trepidando e lieta, ~ 1493 V | dappresso vagheggiar gli lice. ~Il lampo di quegli occhi 1494 VII | far sua casa, sull'umido lido ~si voltola col petto e 1495 V | ergere vede ~un pallido limon suoi frutti di auro, ~sosta 1496 X | serica cortina, ~scoteva i lin del letto, in cui ravvolti ~ 1497 VI | sgabello, ~e sotto a lei le linfe ~garrivan con le Ninfe. ~ 1498 I | Un tergeva al fonte ~i lini — e a me di fronte ~un pastorello 1499 VII | divisimo i diserti ~io col lïon. Quei della terra ei prese, ~ 1500 VIII| senza fior.] ~Dio simile al lione a[ma i deserti,] ~i luoghi


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