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| Vincenzo Padula L'orco IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
Capitolo
2001 VIII| vêr l'altre, e disse: «Oh poveretta! ~Quella colomba là ferita 2002 VIII| ho colto, ti ho colto, o poverina; ~ti avea pur tanto atteso, 2003 II | quelle dita che avean cinque pozzette, ~s'intese chiuso delle 2004 IX | cheta cheta sopra i fior del prato ~sdrucciolava via via come 2005 VII | ala, una rovina ~un'ombra precedea, che lenta e magna ~scaccia 2006 IX | l giorno in notte, ~e le preci devote ~di te sua casta 2007 XII | hai tu sperato, ed hai ~pregato ancora, se il mio cor non 2008 VIII| Colà posossi, e tacita pregava: ~«O Dio, ridammi la figura 2009 VII | non puote imprigionar coi preggi ~della corporea salma ~ella 2010 IX | mi ottengano ~bellezza i preghi tuoi. ~Deh! lo invoca per 2011 XII | colomba ~che tra canti e preghiere si ravvolge, ~e Dio cercando, 2012 V | fratello mio; qual duol ti preme?». ~Il misero a colui non 2013 V | sbattuta sul monte ~mille forme prendean sulla sua fronte. ~Come 2014 IX | fanciulle, o stregherelle, ~prendete il velo delle monachelle. ~ 2015 VI | cui mi vedi. ~Ecco! io ti prendo i piedi, — e ti scongiuro ~ 2016 X | Ei benigno alla mia voce ~prestò orecchio di pietà, ~mi ha 2017 II | era sulle braci: ebbe un pretesto ~e lei del danno rabbuffò 2018 VII | fedele, ~esser costante, prevenir le voglie ~più leggiere 2019 III | gli astri ardenti, ~devoti prigionier. ~Bello siccome un'estasi, ~ 2020 VIII| ed un lacciuol di seta ~prigioniera la stringe per la gola. ~ 2021 App | sventure, ~n'ebbe morte il prim'uomo; ~ma che perciò? cogliam 2022 VI | paese, ~e loro a parere son prime le chiese, ~che levano in 2023 III | avesser gli uomini ~le mie primiere piume, ~mi avrían creduto 2024 VIII| Integritade di mio corpo bello! ~Primizia del pudore, ~o verginale 2025 VII | dolor tengono impero, ~e principio fu l'uomo a tanta guerra! ~ 2026 VIII| donna e la dolcezza. ~I prischi ceppi spezza ~ella, e dell' 2027 VI | ombroso e muto — nel vedersi ~priva di padre e madre, e tanto 2028 I | o della vita vi avrei privato, ~o del peccato. ~Per voi 2029 V | antico dai sembianti belli: ~prive di serto caddergli le chiome ~ 2030 VII | morte ~ella non era già. Tal privilegio ~dell'amore dell'Orco un 2031 VIII| staremo fin] che passi la procella ~[di Satan]a e del mondo 2032 VIII| essa in poppa va tra le procelle ~la nave, nè del mar l'ira 2033 XI | di lei povera e nuda, ~le procura un ostello: ~l'avvolge nel 2034 XII | novelle sfere, ~nuovi mondi produr n'era permesso: ~ma io no, 2035 V | qui le chiome ~scosse, nè proferir potè quel nome. ~ ~Con quel 2036 IV | 6 ~ ~«Se attorno i fior profondi ~ogni arte ed ogni amore, ~ 2037 II | come una farfalla, ~come un profumo l'alito ne uscìa, ~come 2038 V | che un bel progetto; ~ed i progetti piaccion alle belle, ~alle 2039 V | altro non combinò che un bel progetto; ~ed i progetti piaccion 2040 VIII| stuolo infinito. ~Ma come il proibito ~frutto spiccò rubella, ~ 2041 IX | firmamento ~volando, in terra projettavan l'ombra, ~che cheta cheta 2042 V | belli ~di qua e di là i prolissi aurei capelli. ~Poi con 2043 VIII| credere ed aspettar l'altra promessa, ~e piangere indefessa ~ 2044 X | fette ~le nostre a soddisfar pronte vendette. ~Ma Dio, pel quale 2045 XII | Lui... di Lui...» nè Dio ~pronunzïare l'infelice ardìo. ~«Egli 2046 | propria 2047 XI | e l'alma mia ~con duol prosegue l'intrapresa storia. ~ ~« 2048 IV | meglio si chiuse il petto, ~e proseguì cantando ~«larà, larà, larà». ~ ~ 2049 V | spinge, ~poi sta sull'uscio e proseguir non tenta; ~là di trovarla 2050 VII | dovrò. Giovane, in core ~provai pietade per le brutte, ed 2051 VI | la morte — ed un bisogno ~provava di cercare oltre la terra ~ 2052 IX | Pianger la vide, e ne provò pietate, ~dimenticando che 2053 V | mordeale il labbro e 'l provocante dito. ~Ed ora egli lo guarda, 2054 App | pianse la natura, ~e Dio provossi invano a ristorar ~l'opera 2055 IX | invia: ~in lei saggia e pudica, ~a Dio sacrata vergine, ~ 2056 VIII| così unisce in quei visi pudichi ~di vita e morte insiem 2057 IX | di amor? ~ ~6 ~ ~Oh! quel pudor, quell'ansia, ~quel sacro 2058 VI | sola camicella. ~Le chiuse pugna in bocca si mettea, ~e scaldandole 2059 IX | di me, cui intorno van pugnando gli anni, ~di me, che nell' 2060 XII | l'eterne porte ~d'angel pugnato avrìa drappello ardito, ~ 2061 V | con quella vigoria ~onde pugnò tra gli angeli ribelli, ~ 2062 VIII| della stagione nuova ~molti pulcini che pio pio faranno». ~« 2063 VI | corron di nuovo per selci pungenti, ~per bronchi che addentan 2064 V | suo stesso fallo altri è punito. ~Ricorda i dì trascorsi, 2065 V | vermigliuzze labbra mostrâr; ~dai puri calici fragranti stille ~ 2066 VI | veniva drieto ~tutto nudo un puttino; ~pareva un amorino ~ ~ignudo, 2067 I | aura ~le nari gli toccò. ~«Puzzo di carne umana!» ei disse 2068 VIII| deponendo i lampi e le quadrella, ~spesso un popolo ha salvo 2069 | qualche 2070 App | riunir ~volle il Signore; ~qualità belle e brutte, ~ogni vizio 2071 | quaranta 2072 | quasi 2073 I | si ravvolve: ~la sera il quassa da capo a fondo, ~così per 2074 I | foresta, ~di centenarie quercie in sulle cime ~alta gli 2075 II | l'alito ne uscìa, ~come querulo rivo che si avvalla ~rompere 2076 VI | giacente, ~trae un coltel quetamente, — e gliel conficca ~di 2077 VII | turba infinita, ~che con queto desio vêr lei si volve. ~ 2078 VI | assai la rende ~quella quïete ammiratrice e santa ~onde 2079 V | e più serena e immota ~quivi la faccia sua par che divente; ~ 2080 XI | ea . . . . . .] ~Ed ella r[. . . . . .] ~dei s[. . . . . . . ] ~ 2081 V | sottesso l'ali, immoto e rabbuffato, ~si commosse e gridò: « 2082 II | pretesto ~e lei del danno rabbuffò con ira. ~Fermossi in tronco, 2083 II | avidamente spalancò. ~A raccoglierlo tosto ella s'inchina ~arco 2084 III | secoli ~dentro la mente mia ~raccolsi la bestemmia, ~il vero e 2085 XI | bisbiglia. ~Sopra l'ali raccolte ei sta dimesso ~volgendo 2086 VI | appieno — i casi suoi ~le raccontava, e con parlare accorto ~ 2087 I | addorme il pargolo che si racquatta ~sotto le coltri con brividìo. ~— 2088 V | con fracasso, ~e l'eco ne raddoppia la rovina. ~Così volando, 2089 IV | orecchia a scosse alterne e rade. ~Sparì! — ma no: del colle 2090 V | l'avido sguardo sopra lei raggira, ~e un'imago del cielo in 2091 V | collo, ~tre volte attorno si raggirò; ~col piè grattossi la pinta 2092 V | n'esce di furor baleno. ~«Raggiungerolli, ei dice, Ultor tremendo; ~ 2093 XI | dicendo: «Or ecco! ti ho raggiunto alfine!». ~Ella allor si 2094 II | cogliervi potrà dentro la ragna. ~E allora?... Ei non è 2095 XI | della donzella mia ~voi rallegra la gloria; ~ma io, per lo 2096 XI | Nume eterno ~ti scorderai, rammenta il sen materno; ~e l'idea 2097 I | dev'esser mio. ~Se no... rammentati che l'Orco io sono: ~va... 2098 VI | Ed ella mi darà d'un bel randello, ~se rompo questo orciuolo. ~ 2099 VII | campagna. ~E Ciriegina nel rapace fiotto ~a piombo giù venìa, 2100 VII | toccava luce, e un'aura la rapìa, ~ch'era per tutto nello 2101 VII | l'ugne, e poi si avanza ~rapidamente, e cala dove un monte ~tra 2102 VI | esce di casa, uccello di rapina ~è l'uomo che l'onor tosto 2103 IX | aure non può libera errar, ~rapir brina e profumi, e un tenue 2104 VII | usurpatore occuperà la terra, ~e rapirà l'ultimo nido a nui!». ~ 2105 III | osai fissare il guardo, ~rapirgli il trono, e 'l dardo, ~che 2106 VII | la stanza. ~Là depòn la rapita, che la fronte ~sottesso 2107 I | seren. ~E lei a memoria dei rapiti frutti ~Ciriegina chiamò. ~ 2108 II | un tratto. ~Un'aura che rapito avea ai fiori ~mille fragranze 2109 VI | pendici — il guardo manda, ~la rappella più volte, e sol risponde ~ 2110 I | avea il crin molle; ~ei rasciugar mel volle, ~e tutto invece 2111 V | dietro i suoi passi. ~Fugli raso dal fronte il prisco nome, ~ 2112 VI | principe infelice! or non ravvisi ~la Ciriegina tua? pur io 2113 XII | tra canti e preghiere si ravvolge, ~e Dio cercando, il mal 2114 X | i lin del letto, in cui ravvolti ~mille amorini allor parean 2115 V | sformato e nelle lacrime ravvolto. ~«Tu piangi, tu?» soggiunse 2116 IX | mattino; e dall'adorno ~real talamo sorgente ~ella pareva 2117 II | brina, ~che le farfalle recano sui vanni, ~e che l'Orco 2118 V | questa: ~indizio certo di recente fuga ~del prence la prigion 2119 VII | Croce, ch'in sì bei ~color rechi dipinta sulla testa, ~segno 2120 I | Chè ogni secolo un palmo recidea ~da quella sua grandissima 2121 VIII| giardino ~pervenne il qual recinge un monastero: ~là della 2122 IV | dall'alte mura del castel recinto, ~e rimpetto vedea loggia 2123 I | sugli elci, e i rami mi recise. ~Di schegge una tempesta ~ 2124 VIII| error.] ~ ~2 ~ ~Col crine reciso, ~coi lombi succinti, col 2125 I | tutta trepida ~all'Orco la recò. ~La prese l'Orco, — ed, « 2126 IX | 8 ~ ~O amor! tu mi hai redento. ~E quando da un amplesso ~ 2127 IV | bel pie'! ~ ~4 ~ ~Trono di regi, trono è di spine; ~ma se 2128 IV | seno. ~Amor là siede con regia vesta. ~O amor, deh! scendi; 2129 IV | ella bellissima tra le regine, ~io felicissimo tra tutti 2130 IX | doman cadrà: ~più santa regïon, più nobil segno ~cerchiamo 2131 VII | nostro a lui soggetto. ~Ei regna con quel segno in sul creato, ~ 2132 VII | di pace, che fa buoni i rei». ~E Ciriegina rispondea 2133 XI | le uscìa del viso, ~ma un religioso e nobile stupore, ~benedicendo 2134 VI | smaglia — strepitando ~le reliquie dell'armi, e i cranii sfascia ~ 2135 VI | brutta, anzi bella — assai la rende ~quella quïete ammiratrice 2136 VIII| volse ~di Universo novel rendere madre. ~Della donna fu padre ~ 2137 VII | forti e sì superbe, ~noi rendevam l'ingegno umile e piano. ~ 2138 X | tace, ma io lo so; ~io ti rendo infelice, e nell'avello ~ 2139 I | tutti è nemico —; ~ed ella a replicar: — No, l'Orco è buono —. ~ 2140 V | ah! dolci assai; ~care repulse poi, dolci lamenti, ~ed 2141 VIII| discese, ~e la donna si rese ~segno di obbrobrio a servili 2142 I | mi volli, ed egli rise. ~Respingermi una ciocca ~finge dal petto — 2143 VIII| bel numero di voi». ~Torna respinta; ed una fanciulletta, ~che 2144 IX | stiè del mattino l'aure ~a respirar più cheta. ~E 'l giardin 2145 V | i pori del corpo pudico ~respiravan del creato il vario odore, ~ 2146 IV | arrampicossi, e del mattino ~respirò la fragranza e 'l venticello. ~ 2147 VI | giacque. ~Pure l'animo mio non resta vinto ~da nulla meraviglia: ~ 2148 III | e nulla ~ad imparar piú restami; ~nè l'alma si trastulla ~ 2149 V | ella ha lasciato? ~Soli or restammo in questo tristo ostello? ~ 2150 XII | allontanava dalla tua natura, ~restando il cuore mio preso ed avvinto ~ 2151 VI | leprotto mio, quella è la rete. ~Per l'onore ogni antico ~ 2152 VII | intanto ~le giravano attorno reverenti, ~alla Croce volgendo il 2153 IV | esso. ~Fuman le membra, si riacquatta in valle, ~vibra l'orecchia 2154 I | Misero! un dì tra gli angeli ribbelli ~era caduto nella lor rovina. ~ 2155 VI | Peccatore era l'Orco, ~ribel, nemico al Ciel, scomunicato; ~ 2156 IX | arresto si metta! è una ribella! ~è un cervellin costei 2157 VII | obbedivamo a lui, ~finchè di ribellarsi ardir non ebbe. ~Ma come 2158 III | pensosa, si getta. ~Fa mille ricami, ma niuno è finito. ~Voleva 2159 III | sapienza, e gloria, ~forza e ricchezza brama: ~sterili doni, o 2160 V | spiega pomposo ~di biondi ricci clamide distesa. ~Simile 2161 VI | E con occhio fugace — ricercando ~le stelle vereconde all' 2162 X | uccello; ~il terren che lo riceve ~fuma come un incensier; ~ 2163 VI | che sue lattanti scrofe richiamava ~che nel loto han costume ~ 2164 VIII| disse; ~«per queste cose si richiede il mascolo!». ~Ammutîro 2165 VIII| cori divise ecco le suore ~ricominciare intanto ~più affettuoso 2166 XI | con ambascia ~tenta invan ricompor le sue ritorte. ~Augelletto 2167 XI | Alle grazie di Dio riconoscente, ~volle di grazie agli altri 2168 XII | ti sono! ~Chiedi alla mia riconoscenza ormai ~una prova, un ricordo, 2169 X | imprigionata ~gridò: «Mi riconosci, anima ingrata?». ~Era un 2170 VII | e tutta quanta ~sen leva ricoperta e mette un grido; ~di gioja 2171 VIII| i luoghi solitarî e [ricoperti,] ~i mari, i boschi ed il 2172 I | Orco, il quale mai l'anno ~ricordare potea ch'egli era nato: ~ 2173 VIII| tacita pregava: ~«O Dio, ridammi la figura antica! ~O Dio, 2174 V | brutto!». ~Ed io? ed io ridea: poscia, il cappello ~ben 2175 II | dondolandosi tutta in suo costume, ~ridente comparìa come una Fata! ~ 2176 XII | attorno non vedeansi a coro ~a riderti, a guardarti, a favellarti. ~ 2177 V | imbianca il ciel, la terra si ridesta, ~e metà nuda in mezzo all' 2178 I | cangiò di pelle; ~e perciò mi ridete, mi spingete. ~Oh poveretto 2179 VI | altra vecchia ancora, ~che rideva, e in quel viso ~era orribile 2180 IV | respinge, e sempre fugge e riede. ~Bella lepre così par che 2181 II | tacque l'Orco, e nel castel rientrò, ~e addormentata sopra del 2182 IV | sono appassito fiore. ~Rifiorirei, se avessi ~il loco e la 2183 VI | scongiuro ~che il tuo crudo rifiuto una novella ~pena non giunga 2184 XI | Dalle membra divine uscìa un riflesso ~che di luce spargea bianca 2185 VIII| fermate, ~e al dubbio ognuna riflettea di loro. ~Allor Fiorina 2186 V | e 'l vasto castel tutto rifruga, ~ma alcun non trova in 2187 V | quinci e quindi con fragor rigetta ~pare naviglio bel che va 2188 V | avvinta. ~Poscia in sè stessa rigirossi, e noto ~le fu il tesor 2189 IX | bella: ~avuto avrei il rigor d'una colonna, ~anima dura, 2190 IX | ammanto. ~E 'l corpo allor riluce al par d'impura ~nuvola, 2191 V | Piomba sul viso, e si riman confitto ~là sul terreno, 2192 V | or gli si arresta; ~gli rimane a cercar di lei la stanza, ~ 2193 IV | femineo volto, ~e tuttor rimanea tacito, e immoto ~come per 2194 V | le tronche chiome ~vide rimase sul compagno e pianse; ~ 2195 VII | fere dagli spirti inerti ~rimasero di lui sotto i flagelli. ~ 2196 XII | amor tuo partìo, ~ma io son rimasto, ed immortale è il mio. ~ 2197 VI | dì trascorsi guata — e, rimembrando ~suo dolce tempo, piange 2198 V | via. ~Ed era un'armonia di rimembranze ~che lo chiamano a un tempo 2199 II | da mille secoli ~immobile rimiro ~d'amore senza un palpito ~ 2200 VII | fe' prona, ~ed una Croce rimirolle in testa, ~apre l'ugna nemica 2201 VI | istinto che al Cielo or la rimorchia ~sul terren s'inginocchia, — 2202 V | stetter come ~due amici cui rimorde il fallo stesso: ~schivano 2203 VIII| ciò ch'ora le desta ~di rimorsi tempesta. ~Ma a due cori 2204 IX | sdrucciolava via via come un rimorso, ~il quale ad un cor tristo, 2205 IV | mura del castel recinto, ~e rimpetto vedea loggia gentile ~con 2206 VIII| annuncïar fu dato, ~ed il mondo rinato ~e le grazie risorte, ~come 2207 IV | 4 ~ ~«O viola, io ti ringrazio; ~scovri così quel seno ~ 2208 VII | piedi, e 'l duolo in cor rinserra. ~Del covile sul varco ampio 2209 XII | chiese ~un tempo, e in te rinvenni ingrato orgoglio. ~Deh! 2210 XII | sorgente sopra un lembo ~della ripa d'un rio corrente in fretta, ~ 2211 VIII| luogo suo splendea regina. ~Ripetendo appo sè gli uditi eventi ~ 2212 VIII| unìano voci cento. ~Quando ripiega il dì suo bianco velo, ~ 2213 XI | strazio, onde gelosa alma è ripiena, ~impicciolito avea la sua 2214 I | il mio seno ~d'un'anima ripieno, ~d'un'anima sbocciata entro 2215 XI | Ciriegina mia la grazia data ~di ripigliarsi il corpo suo giocondo. ~ 2216 IV | turbato. ~La caduta clessidra ripigliossi, ~ma altra causa ad aver 2217 V | percorrea le strade. ~A riposarsi dal lavor diurno ~ed a spirar 2218 V | rosea nuvola leggiera ~ei riposava la persona bella. ~Metà 2219 IV | natura amante ~nel notturno riposo abbia sognato, ~di Ente 2220 XI | dell'oltraggio ~altamente riposto era il pensiere ~nel cor 2221 VI | si spegne con gli anni, riprendesi qua». ~ ~«Vedi il paese 2222 XII | Mesto l'Orco sorrise, e poi riprese: ~«Una prova? Un ricordo? 2223 V | e sfronda, e in alto poi risale; ~ogni ostacol che incontra 2224 XI | sopra lei si getta ~e la riscalda al suo nativo ardore. ~E 2225 II | voglie, ~chè Amor non mai gli riscaldò la pelle, ~e visse seimila 2226 I | allor che avviene che lo riscuota ~il clamor vostro fatto 2227 I | dritto avevi tu?». ~ ~Si risentì la poverella, e tremole ~ 2228 V | frettoloso nel giardin discese ~risoluto a seguir quei due fuggenti; ~ 2229 VIII| convento ~con flebile lamento — risonava, ~e le suore chiamava. ~ 2230 VIII| mondo rinato ~e le grazie risorte, ~come il fallo e la morte ~ 2231 VIII| fragile creatura, ~il Dio risorto annuncïar fu dato, ~ed il 2232 VII | venìa, quando all'istante ~è risospinta su per l'aër rotto; ~e al 2233 VIII| Ammutîro confuse alla risposta, ~ed il rossore lor coperse 2234 V | lunga via ~ un uom qui si ristà ~ con lei che lo seguìa, 2235 V | detto almeno che gli dia ristauro: ~«E deh! — gli dice poi — 2236 App | e Dio provossi invano a ristorar ~l'opera sua. ~O alber dal 2237 IX | mille palpiti ~la voce Sua risuona, ~ed io mi sento buona ~ 2238 V | il mattino». ~E l'Orco si risveglia. Un tempo (ahi fera ~rimembranza 2239 VI | suo peccato: ~lo aveano ritardato — amplessi amici. ~Ai prati 2240 VIII| piovosi — errando vanno ~al ritornar dell'anno: ~ognun ne ascolta 2241 VII | tanto, a tanta voce, ~per ritornarle ormai nell'intelletto ~la 2242 XII | costui, fosse fratello ~e ritornasse in cielo insiem con ello?». ~ 2243 IX | quando il re mio consorte ~ritornerà da caccia, ~voglio che tu 2244 VI | soldati, con gli amici miei ~ritornerò tra poco ~con giubilo e 2245 XI | tenta invan ricompor le sue ritorte. ~Augelletto così sul rotto 2246 IV | rari ~nella celletta sua si ritraea. ~Nè si voltò per via col 2247 IV | rispose al saluto, e si ritrasse; ~poscia pentita che lo 2248 I | più viva di esso, ~perchè ritrosa, arcana paura ~a voi nel 2249 V | uno all'altro appresso ~ci ritrovammo, e tu membrar lo puoi, ~ 2250 IX | mia pur va ~nuda gemendo a ritrovar suoi bei ~membri perduti, 2251 II | sofà ~la vaga Ciriegina ritrovò, ~ed ei stette a guardar 2252 XI | dolenti lai ~tu non puoi, riunendole, tornare ~a sparger nuova 2253 App | degli esseri le vite in lei riunir ~volle il Signore; ~qualità 2254 IX | beltà mortale, ~saran da lui riunite, ~e cosparse di gloria ~ 2255 VI | sentiva ~come in estrana riva, ~ ~sola, rejetta, abbandonata, 2256 VI | per boschi, per campi, per rive ridenti. ~Siccome una frotta 2257 XII | giammai ~più non ci avremmo riveduto in terra? ~Che così fosse 2258 App | Soltanto nel poscritto ~rivelasi l'amante, e scopre piú ~ 2259 VIII| fiede ~una turba di affetti riverenti, ~allor che pose sulla terra 2260 VI | ignota, — ed una sacra ~riverenza per lei sente dappoi, ~che 2261 IX | Dio perchè mi chiami? ~Al riverito impero ~ancella tua sollecita ~ 2262 VIII| carri a frotte a frotte, ~e riversarsi ai lavorii dei campi. ~E 2263 VIII| in ginocchio ~[.......] rivolge l'occhio, — e la parola, ~[.......] 2264 XII | l'altra commossa, e a lui rivolta, ~dicea con confortevoli 2265 V | lui quelle parole, ~a lui rivolto disse: «E' vero, è vero; ~ 2266 II | nuda la gamba tornita. ~Rizzossi sgambettando, e la beltade ~ 2267 I | pioggia, ~l'aria di lampi è roggia: ~tra due alberi allor meco 2268 V | dell'organo maestoso ~che romba tra le volte d'una chiesa, ~ 2269 VII | faceva letto. ~Ed ecco un rombo di ala, una rovina ~un'ombra 2270 III | pure passeggia per loco romito. ~Voleva il marito — voleva 2271 II | querulo rivo che si avvalla ~rompere la parola se ne udìa. ~La 2272 VI | nembi, l'auree chiome ~vede rompersi, e scura ~farsi sua beltà 2273 VI | sua casa egli ti appella, ~rompiti innanzi il collo che ci 2274 VI | darà d'un bel randello, ~se rompo questo orciuolo. ~Non abbiam 2275 I | in man togliendo la lunga ronca, ~vi manda peste, vi manda 2276 I | bianco il mattino, ~con la roncola allàto ed il sarchiello ~ 2277 V | torce la fronte, ed un rosajo vede ~a cui serto di gemme 2278 V | alla fronte di donzella, ~rosate nubi del mattin sull'ale ~ 2279 I | lui spiccava le ciriegge rosee ~con timidetta man. ~Lei 2280 X | gli occhi languenti, e i rosei volti ~scoprir furtivamente 2281 IV | le prova. ~Ed ecco, come rosignuol che plora ~il dì che muore 2282 IV | volse la cera. ~Le nuvole rossastre e vaporose, ~che stavan 2283 II | imbianca tuttavia, metà rosseggia. ~Un mazzetto credea veder 2284 V | bosco ~preso da incendio rosseggiante e fosco. ~Si leva sopra 2285 III | che sta vicina, ~si fece rosso in viso e favellò: ~«Dimmi, 2286 V | l'un l'altra spinge, ~rossor gli pinge, ~poi ridono. ~ 2287 V | sui loro capi la vedean rotare ~sospinta in alto da perenne 2288 V | lisci fianchi a poco a poco ~rotola, ed uno appar globo di foco ~ 2289 V | ed ei giù per lo spazio rotolando ~qual sole estinto lungo 2290 VIII| che nel duolo e nel nulla ~rotolò, mentre l'alme ~delle future 2291 V | Intanto qual corona verginale ~rotta e svelta alla fronte di 2292 IV | dipoi da lieve luce vide rotte ~le sue tenèbre, 'l capo 2293 VII | finestra apre la via ~per sua rottura al sole, entro la stanza ~ 2294 I | terra esanime ~e i frutti rovesciò. ~Ma per le sparse chiome 2295 VIII| diventa gentile ~ogni cor rozzo e vile. ~Dall'alma loro, 2296 V | tua bocca è inebriante, ~rubiconda come il vin. ~Vieni dunque: 2297 V | che pendea le scocchi ~di rubini un baglior sul viso ameno, ~ 2298 III | di amor. ~Dai fumiganti ruderi ~degli ampii firmamenti, ~ 2299 III | diventerem due gocciole ~di ruggiadetta pura, ~due raggi del crepuscolo, ~ 2300 V | sen selvoso uscì di duol ruggito. ~Sugli origlieri del virgineo 2301 VII | ribelli, ~mentre che l'ira ci ruggiva in petto, ~ci allontanammo — 2302 IV | altezza e la beltà; ~ma nelle rughe delle labbra, errante ~gli 2303 III | Cosí disprezza il tumido ~rumore del torrente, ~chi la primiera 2304 V | vòlvesi attorno qual pavon che ruota ~dell'ampia coda il baldacchin 2305 II | globi gemelli si divise, ~ruote eburnee del carro, in cui 2306 II | rimira. ~Ma in lacrime ecco ruppe la fanciulla, ~e cadde sul 2307 V | Ciriegina». ~ ~La boccia ruppero bottoni mille, ~le vermigliuzze 2308 V | scavalca monti, burroni e ruscelli. ~Così diviso l'äere si 2309 IX | si tuffa entro il rosato ~ruscello a cui tue vene apron la 2310 VI | pargoletto. ~La famigliuola rustica sedea ~avida intorno a quella ~ 2311 V | maroso in vetta; ~che men rutilo e grande indi si adime ~ 2312 XI | ella r[. . . . . .] ~dei s[. . . . . . . ] ~Oh! [. . . . . . . ] ~ 2313 VI | una gioja ignota, — ed una sacra ~riverenza per lei sente 2314 IX | saggia e pudica, ~a Dio sacrata vergine, ~pongo ogni speme 2315 III | tabernacolo ~entrar nei sacri orrori, ~fra gl'immortali 2316 IX | vaga ~[ ....... ]to col saettar degli occhi; ~[ ....... ] 2317 VI | le belle donne, ~le mogli sagge, fide e mansuete, ~e quei 2318 IX | tosto a me la invia: ~in lei saggia e pudica, ~a Dio sacrata 2319 I | schiaccia. ~Oh! se il medesimo saggio desìo ~entrato fosse nel 2320 VI | ve si stende ~un campo di sagina. Una capanna ~ha in mezzo, 2321 I | sua statura a palmi tre salìa. ~Chè ogni secolo un palmo 2322 VIII| O figliuola! ~Vuoi tu salir su questo alber beato, ~ 2323 VI | collo che ci vai: ~le scale salirai certo zitella, ~ma zitella 2324 VI | l'onore?». ~ ~5 ~ ~«Se a salire in sua casa egli ti appella, ~ 2325 I | montagna, che avea brulla salita, ~tenea un castello sul 2326 VIII| mentre l'alme ~delle future salme ~e i secoli avvenir fuggìan 2327 VIII| assiem con esso ~si ode un salmo sommesso. ~Quai pellegrini 2328 VIII| arbusti a fior sorvola, ~su salta un ramo, ed un lacciuol 2329 IV | mentre che il giovanetto la saluta ~si mise a canticchiar note 2330 XI | sformato ~voltasi indietro a salutar la vita, ~a contemplarla 2331 VI | Figlia! per quanto la salute hai grata ~guarda l'onor 2332 | salvo 2333 VII | terra, e s'immergea ~nel sanguigno vapor, che dalla Croce, ~ 2334 VIII| Ma perché?» quelle beate ~sante fanciulle si chiedeano a 2335 XI | tramontar dalla fronte i santi rai ~della croce, di cui 2336 VII | popol diverso, che dal segno santo ~chi più, chi meno di beltà 2337 VII | tanto ~necessario a colei, saper che tutta ~la sua pace, 2338 V | primo moto ~fu a Lui; senza saperlo a Lui sospinta, ~il suo 2339 III | devota adora ed ama, ~beltà, sapienza, e gloria, ~forza e ricchezza 2340 XII | conforta alquanto, ~fuggendo, sappi, avea sugli occhi il pianto». ~ 2341 III | soggiunse poi — ma lo saprai tra poco: ~troppo semplice 2342 V | quanto a dir mi accingo ~saprete che colei col giovanetto ~ 2343 IV | davante: ~la mia letizia ~saprìa Dio sol. ~ ~Per Ciriegina ~ 2344 | saran 2345 | saranno 2346 I | mi vidi io ~scopo a mille sarcasmi acri e mordaci. ~Fui maledetta, 2347 I | la roncola allàto ed il sarchiello ~ordinando il bellissimo 2348 I | caggia». ~ ~Sul manico del sarchio incrociò ~l'Orco le mani, 2349 | sarei 2350 | sarò 2351 V | erbetta che spuntò tra i sassi ~della carcer tra 'l bujo 2352 VIII| che passi la procella ~[di Satan]a e del mondo menzogner, ~[ 2353 VI | 3 ~ ~Figlia son dunque a Satana, ~a Dio sono ribelle. ~Lo 2354 I | sasso, ~che come il capo di Satanasso ~da sotto terra negro si 2355 XII | parole: ~«Ah! tu sei così savio, io così stolta, ~nè donarti 2356 IV | seno ~da cui l'occhio non sazio ~beve mortal veleno. ~Un 2357 XII | stregherelle, ~perchè quello sbadiglio? ~Son pur lo stolto! perdonate, 2358 VII | persona, ~mentr'ella stride e sbatte palpitante. ~Ma come la 2359 I | che son Orco, ~voglia di sbattere questo mantello ~la sera 2360 V | capelli, ~che come nebbia sbattuta sul monte ~mille forme prendean 2361 I | giacea del mondo ~franto e sbattuto ne avesse il pondo, ~o partorito 2362 VI | io fatto?» — le dicea. ~Sbigottisce la rea: — poscia si avventa ~ 2363 VII | di sè non ebbe foce: ~ma sbigottita da un devoto affetto ~tutto 2364 V | quando dicea con viso sbigottito: ~«Orco mio, Orco mio, succiami 2365 VIII| cittade del mattin coi lampi ~sboccar con buoi, con carri a frotte 2366 I | anima ripieno, ~d'un'anima sbocciata entro due baci. ~Nel villaggio 2367 II | crin sconvolto, ~sempre sbuffando, ~sempre correndo, ~siepi 2368 VIII| 3 ~ ~[E noi su quello sc]oglio, o mia sorella, ~[ 2369 VII | precedea, che lenta e magna ~scaccia da sè la tinta aura vicina. ~ 2370 II | quella mano il solletica, lo scalda; ~ebbe un brivido l'Orco 2371 VI | pugna in bocca si mettea, ~e scaldandole al fiato, ~dicea: «Che freddo 2372 VI | il collo che ci vai: ~le scale salirai certo zitella, ~ 2373 V | stanze ~e in quelle rose si scalfì la mano. ~Pargli d'udire 2374 VI | altra. ~Di quella cruda e scaltra — in cor ritorna ~tosto 2375 IX | fiori l'alma ~vaga pensosa; ~scambia sua salma ~con una rosa. ~ 2376 VI | nascondon l'amor, ~dei baci scambievoli il murmure amico, ~mentre 2377 III | or tesse la calza e le scappa la maglia. ~Or tien ciondoloni 2378 V | e baciala». ~ ~Come per scatto di una molla ascosa ~in 2379 VI | abbassa — un bruno lampo ~le scaturìa dalla lercia pupilla, ~simile 2380 V | che si aprendo ~il lampo scaturir fanno dal seno, ~si apron 2381 XII | le braccia dal sen le è scaturita: ~ah! è un'immagin di Lui... 2382 V | salti egli spaccia la via, ~scavalca monti, burroni e ruscelli. ~ 2383 V | Toccata la vittoria, ~si scema il desiderio, ~ed il racconto 2384 XI | pellegrina per essa; e mentre scende ~invisibile a tutti, Amor 2385 VI | zitella, ~ma zitella però non scenderai. ~Ah! sul tuo cor pudico ~ 2386 X | avello ~misera! volentieri scenderò: ~questa è l'unica prova, 2387 IV | regia vesta. ~O amor, deh! scendi; se un giorno almeno ~ceder 2388 I | e i rami mi recise. ~Di schegge una tempesta ~facea cadermi 2389 V | grugno. ~A lui piaccion gli scherzi e le moine, ~ed i finti 2390 III | cui nel fondo, ~per crudo scherzo, il mondo ~un cieco Dio 2391 I | sen ti allaccia ~uccidi e schiaccia. ~Oh! se il medesimo saggio 2392 VIII| contese. ~Divise in doppia schiera eran le suore ~pel sacro 2393 VIII| il suo stellato ~esercito schierato; ~al cadere così d'un drappo 2394 VI | giovanette ~tanto polite e schiette, ~esclamava con grazia: « 2395 I | rise. ~Torcea dall'uscio schiuso ~della mia casa il fuso. ~ 2396 V | rimorde il fallo stesso: ~schivano entrambi di chiamarsi a 2397 V | te prima fonte della mia sciagura. ~Con acuti perchè canori 2398 IV | corre, e bieco gli grida: «O sciagurato, ~perchè sei nel fatale 2399 IV | chè ella la prima della Scienza al frutto ~l'ardita mano 2400 IV | eppur sa tutto; ~non ha scïenza, ma un fatale istinto; ~ 2401 VII | da selce percossa escon scintille. ~Sopra, di sotto, di lato 2402 III | cenere e faville ~nembi scioglieansi già —? ~Io caddi, è ver: 2403 IV | consuol! ~ ~5 ~ ~Di poi sciogliendosi ~dal seno mio, ~in fondo 2404 III | trastulla ~l'indovinello a sciogliere ~della creäta mole: ~già 2405 I | volle, ~e tutto invece a scioglierlo si mise. ~Cadermelo disciolto ~ 2406 V | ah perchè mai ~non può sciogliersi in terra il corpo mio? ~ 2407 V | novelle tu di Ciriegina». ~ ~Sciorinò un'ala, distese il collo, ~ 2408 VIII| dì. ~ ~3 ~ ~Qual candido scoglio ~sorgente di mare nel torbido 2409 VI | grido, e dopo un pezzo — si scolora ~l'infelice donzella, e 2410 VIII| è amore, ~la bellezza è scolpita, ~fiore di eterna vita. ~ 2411 VIII| gentile? ~In ogni membro lor scolpito è amore, ~la bellezza è 2412 XI | croce, di cui qual suo ti ha scôlto ~il volto! ~Questo segno 2413 V | tuffarsi e dentro il mare ~scomparire di Lui con santa ebbrezza, ~ 2414 VI | incomposto ~di aride frasche cui scompiglia il vento, ~e ne tragge un 2415 VI | ribel, nemico al Ciel, scomunicato; ~perciò colei gli disse: « 2416 VI | ti prendo i piedi, — e ti scongiuro ~che il tuo crudo rifiuto 2417 VII | e voti, e tutto in lei ~sconoscere gl'ingrati, in lei che spesso ~ 2418 VI | esco quando il cielo ~è sconsolato. ~ ~4 ~ ~Amo il male, e 2419 II | occhi accessi, con lo crin sconvolto, ~sempre sbuffando, ~sempre 2420 I | natìo ~in breve mi vidi io ~scopo a mille sarcasmi acri e 2421 II | se lo stringe, ed ecco ~scoppian quell'aure in gemiti e sospiri, ~ 2422 App | poscritto ~rivelasi l'amante, e scopre piú ~dell'alma il fondo; ~ 2423 V | dall'aura la trapunta ~gonna scoprìa del pie' la rosea punta. ~ 2424 X | languenti, e i rosei volti ~scoprir furtivamente e tentennar; ~ 2425 VI | per lei sente dappoi, ~che scorda i mali suoi — mirando quella. ~ 2426 V | eterna giovinezza! Io mi scordai ~di me cosí!... Fratello, 2427 V | educato da lei con gentil uso ~scordato il prisco avea vivere alpino: ~ 2428 XI | mai del Nume eterno ~ti scorderai, rammenta il sen materno; ~ 2429 IV | nastro, or d'un vel colà scordossi, ~onde venne ed andò tutto 2430 XI | dell'opra sua, palpita e scorre; ~allora anche così gli 2431 V | sul viso ameno, ~mentre scossa dall'aura la trapunta ~gonna 2432 V | forca! il malandrino, ~lo scostumato, il brutto!». ~Ed io? ed 2433 X | nella lor stanzina ~l'aura scotea la serica cortina, ~scoteva 2434 IV | viola, io ti ringrazio; ~scovri così quel seno ~da cui l' 2435 V | se alte cose non puoi, scrivile almeno. ~O fanciulle, o 2436 VI | fanciulletto, ~ ~che sue lattanti scrofe richiamava ~che nel loto 2437 IV | perciò ei solo or va a scuola. ~Semplice Ciriegina? ~L' 2438 V | palpitare ~di vento che ne scuota il vel leggiero, ~all'avido 2439 V | ombre appare: ~mormora e scuote la selva la cresta ~in suon 2440 XI | alfine!». ~Ella allor si scuotea cacciando un grido, ~sulla 2441 V | ebbrezza, ~emerger quindi, e scuoter dai capelli ~lampi, spume 2442 VI | agli amplessi si piacque, ~sdegnando un Immortale, ~che umile 2443 V | al suo Signore invitto ~sdegnò chinar la fronte alta e 2444 III | nari: ~gli accenti ne sono sdegnosi e pur rari. ~Nel fulgido 2445 V | involi ~dai petali —. ~Ella sdegnossi ~tentando il braccio ~dal 2446 IX | sopra i fior del prato ~sdrucciolava via via come un rimorso, ~ 2447 | sé 2448 | sebbene 2449 II | braccia ahimé! pallido e secco ~quel fiore di bellezza 2450 VIII| contenta?». ~«Bene, sì!» la seconda soggiungea, ~«tu viverai 2451 VIII| d'un tratto — una secreta ~[.......]sa lieta ~[.......] 2452 VI | cacciator che sa l'arti secrete: ~ti mostra un orecchino 2453 VIII| intanto vola Ciriegina, ~e securo io ritorno al canto mio. ~ ~ 2454 VI | La famigliuola rustica sedea ~avida intorno a quella ~ 2455 IX | 1 ~ ~«Sull'alma un dì sedeami ~la notte d'un avello, ~ 2456 VI | Caosse ~vedovo di ogni lume ~seder sullo sfasciume ~vorrei 2457 IV | dopo ~che attorno lo girò, sedette incerto: ~poscia l'acuto 2458 X | lor stanzina ~il principe sedeva e la regina. ~L'una piangeva, 2459 XI | muscosa ~pietra un molle sedile all'ombra offrìa, ~col pargoletto 2460 XI | spine ella sortìo. ~Dio le segna una croce in sulla faccia, ~ 2461 VI | mentre torte e tarde — ella segnava ~le vie, così cantava. ~ ~ 2462 VII | cantando, vampeggianti ellissi ~segnavan gli astri; e poi ciascun 2463 V | dritto ei fu che appena ~ci segnò quai ribelli il divin dito, ~ 2464 App | ogni fibra un'alma, ~una segreta gioja, ed un d'amor ~piacere 2465 VI | entrambi di questo e di quello ~seguendo il sentiero che chiamali 2466 V | si ristà ~ con lei che lo seguìa, poi sì favella: ~ — Belli 2467 V | partissi, zipepè! ~L'amante la seguìo, ~zicolìo! zicolìo! ~Amava 2468 VII | fanciulla intanto, ~se piacevi seguirmi all'altro canto. ~ ~All' 2469 V | L'ho veduta mesta mesta ~seguitare un giovanetto; ~spesso indietro 2470 I | contro i venti tepidi ~che seguono il mattin. ~E ve' una donna, 2471 II | riscaldò la pelle, ~e visse seimila anni senza moglie. ~E lo 2472 VII | uscì tremante, ~qual da selce percossa escon scintille. ~ 2473 VI | E corron di nuovo per selci pungenti, ~per bronchi che 2474 XI | Tutto un anno nell'animo selvaggio ~covò dell'ira le tempeste 2475 I | piede nel deserto ~di queste selve a trar senza speranza. ~ 2476 V | ma un infinito ~dal sen selvoso uscì di duol ruggito. ~Sugli 2477 V | il sol si affaccia con sembianza bella; ~incede dietro il 2478 XI | mi son più care ~le tue sembianze, e pajonmi un altare: ~tua 2479 VIII| striscia ondeggia tra quelli; e sembra dire: ~«Sono una del bel 2480 V | a colui non rispondea ~e sembrava lottar coll'ore estreme, ~ 2481 I | bene vi sta: ~possa ogni seme n'esser finito! ~Dei vostri 2482 V | città che urta e calpesta ~semina il cener bianco ed i frantumi, ~ 2483 XII | grazie ma egualmente care ~ha seminato in terra, in cielo e in 2484 V | Finga l'amante allora, e semplicetto ~porgasi pure, e intanto ~ 2485 IV | or vegga che sa far la semplicina ~che tiene sedici anni. ~ ~ 2486 VII | caduta ~piglia coi piedi, senonchè, versando ~le penne a croce, 2487 XI | penso, io sento dentro i sensi tuoi: ~di te a traverso 2488 VI | vinto ~da nulla meraviglia: ~sentenza antica vuol che per istinto ~ 2489 V | e nel cadere il piede ~sentesi offeso da maligna spina; ~ 2490 V | fu quell'immenso a cui sentìasi avvinta. ~Poscia in sè stessa 2491 II | il vostro poter, donne, sentite. ~E Ciriegina giunse a quindici 2492 V | di là l'altro partìo, ~e separarsi senza dirsi addio! ~ ~~ ~ 2493 VIII| osò dargli conforto, ~e serbar vivo il morto ~nella dispersa 2494 XI | dovere a pro' di altrui serbarla tale! ~O fanciulle, o fanciulle, 2495 V | sorte ~ch'anche il Ciel serbò per te. ~Sei spigliata, 2496 I | rosea, ~l'occhio grande e seren. ~E lei a memoria dei rapiti 2497 V | Giunge alla cima, e più serena e immota ~quivi la faccia 2498 X | stanzina ~l'aura scotea la serica cortina, ~scoteva i lin 2499 V | fanciulla ancor non vede, ~del serico ed arguto grembiulino ~il 2500 VIII| già ride, già sparve ~qual serie di lar[ve] ~che viene, e 2501 V | nè cortesia. ~Con tanta serietà ~non si parla a una giovane