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Vincenzo Padula
L'orco

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1845-chita | chiud-fibra | ficca-lione | liqui-potra | pover-serie | serio-venis | venit-zolfi

     Capitolo
2502 V | ed il racconto ne diventa serio. ~Da quanto a dir mi accingo ~ 2503 VI | Levasi il velo, e d'aura serotìna ~conforta alla frescura ~ 2504 I | sbatti la pancia. ~Il picciol serpe che il sen ti allaccia ~ 2505 V | abbrividì, siccome ~fossero di serpenti aspri flagelli, ~che gravi 2506 XII | e 'l figlio al seno si serrava, ~nulla oprando per , 2507 VII | sustanze ha deputato ~al servizio dei minimi elementi; ~tanto 2508 VI | con ogni oggetto umano, ~e sfarla tutta! ~ ~6 ~ ~E assieme 2509 VI | reliquie dell'armi, e i cranii sfascia ~coll'avida ganascia, — 2510 VI | di ogni lume ~seder sullo sfasciume ~vorrei del mondo. ~Ah! 2511 VIII| infelice colui, che in questa sfera ~visse senza preghiera, — 2512 XII | Novelli astri formar, novelle sfere, ~nuovi mondi produr n'era 2513 V | implacando ~i fianchi gli sferzassero fischiando. ~Pur la gloria 2514 X | è breve, ~tarda assai lo sfogar l'odio tremendo ~per l'ingiuria 2515 XI | vivi avori ~fosse così or sfoggiato e sì cresciuto!». ~E pensando 2516 VIII| treccia di astri belli ~sfolgoranti in eterno i tuoi capelli ~ 2517 VI | invito — a lei ne dona. ~La sformata persona — ella contorce, ~ 2518 IX | queste membra tue, che tu sfornite ~credi di grazia e di beltà 2519 IV | e la clessidra dalle man sfuggille; ~guardollo a lungo — e 2520 IX | allor la regina — ella è sfuggita ~certo alla gabbia di fanciulla 2521 VI | Muscoso muricciuol le fea sgabello, ~e sotto a lei le linfe ~ 2522 II | gamba tornita. ~Rizzossi sgambettando, e la beltade ~dei fianchi 2523 IV | occhi, e una paura, ~uno sgomento a quel femineo aspetto ~ 2524 VIII| che spande tutto quanto, ~sgorga e zampilla il canto. ~E 2525 IX | favellio sommesso; ~«Ah! la sgualdrinaavrìa tosto gridato, ~« 2526 | siamo 2527 V | stretto a me si unì». ~ ~«Ah! sian divisi! — gridò l'Orco — 2528 IV | parmi il suo seno. ~Amor siede con regia vesta. ~O amor, 2529 IX | celarmi allor? ~Perchè al silenzio e all'ombra ~l'amor mio 2530 VIII| monastero: ~ della Croce il simbolo divino ~delle piante sorgea 2531 V | anima bella. ~ ~ Pomi simili a questi ~ Iddio pur collocò ~ 2532 VIII| che scherza sugli arcani ~simulacri di un bel tempio in rovina. ~ 2533 VI | parea di bianca cera un simulacro, ~mentre fanno un lavacro — 2534 XII | la donna rispose: «Ecco! sincera ~ti parlerò, poichè tu stesso 2535 X | il cor; ~e grida: «Augel sinistro, i nostri amori ~perché 2536 IV | rose e le viole. ~Per te sinor la vita ~fu la stagion di 2537 V | splende, ~qual lampo che sinuoso i nembi intende. ~Si apre 2538 VIII| reo lo gridava, sole ~di Sion le figliuole ~pianser sur 2539 IX | Quando il mio cor si slancia ~d'un altro core in traccia, ~ 2540 V | gelosia sotto le some ~ei smania intanto, e le sue pene fànse ~ 2541 XII | cor, di quel tesoro ~di smanie e di desii, pur vive parti: ~ 2542 IV | nel frondoso ostello ~si smarrì di alti boschi inabitati. ~ 2543 VI | penna in quell'intrico ~ella smarrisce e more». ~Così mi dice mamma, 2544 VIII| canto. ~E fatte a modo di soavitate ~van mansuete e care, ~di 2545 X | mondo a fette ~le nostre a soddisfar pronte vendette. ~Ma Dio, 2546 X | o stregherelle, ~io ho sofferto, e bene, ~alta la fronte 2547 IV | fragrante, ~sul guancial soffice, ~sotto il lenzuol! ~ ~Per 2548 V | nettare, poscia cantâr. ~ ~«Soffulta al braccio ~del caro amante ~ 2549 VIII| a e sen va, ~[il nostro sog]giorno eterno si sta. ~ ~ 2550 VII | volle il popolo nostro a lui soggetto. ~Ei regna con quel segno 2551 IV | muro a muro di quel reo soggiorno. ~Sola la loggia nell'incerto 2552 IX | al giorno. ~«Ancella! — soggiugea poi sospirando — ~guarda; 2553 XI | viso in giù caduto; ~poscia soggiunge: «Ah no! non è più quella; ~ 2554 II | sarai tu ancella». ~Bieco la sogguardava e poi partiva. ~Era d'inverno, 2555 VIII| trapassa qual vana di sogn[o figura;] ~già ride, già 2556 IV | nel notturno riposo abbia sognato, ~di Ente novello immagine 2557 IX | fronte e 'l serto ~passan sogni orribili ~che la notte conduce». ~ 2558 V | che tuttavia fumeggi, e un solco lassi ~di cenere e di orror 2559 VI | reggia altera. ~Coi miei soldati, con gli amici miei ~ritornerò 2560 IV | manieroso e bello, ~come nascer soleano ai tempi andati, ~andando 2561 V | lei che ivi giacea! ~Facea solecchio d'una mano agli occhi, ~ 2562 V | faccia e le tormenti ~quando solette sono: ~pigiano il suolo 2563 V | grembiulino ~il fruscìo, qual soleva, ancor no 'l fiede. ~Ei 2564 VIII| ma i deserti,] ~i luoghi solitarî e [ricoperti,] ~i mari, 2565 IV | giorno, e benedisse ~la solitudin sua, le sue catene; ~divenne 2566 IX | riverito impero ~ancella tua sollecita ~eccomi! or , che brami?». ~« 2567 II | gli versò: ~quella mano il solletica, lo scalda; ~ebbe un brivido 2568 V | frantumi, ~certo che non solleva urlo maggiore ~di quel che 2569 V | di zolfi e di bitumi ~e sollevando l'ebbra, incerta testa ~ 2570 VIII| terreni affanni — inverso Dio ~sollevano il cor pio. ~Oh! infelice 2571 V | amor, di gelosia sotto le some ~ei smania intanto, e le 2572 VIII| che bello è lassuso a lor somiglia, ~e piovono dal viso ~luce 2573 II | io che sdegnai di Dio ~sommettermi al desìo, ~io che sdegnai 2574 VI | aprendo gli occhi, ~che in due sonori scocchi — la fanciulla ~ 2575 VI | giunga a quella, — ch'or sopporto. ~Mercè! non farmi torto — 2576 VI | mentre l'asin col capo soprastava ~al vecchierel dimesso ~ 2577 XI | del giorno i rai novelli. ~Sorda è ai conforti del consorte 2578 VIII| 1 ~ ~E tu lo troverai, sorel[la mia,] ~errando in questo [ 2579 III | marito — voleva il marito. ~Sorgendo da desco va subito a letto, ~ 2580 VII | di quell'alme ciascuna sorridea, ~dicendole: «Sorella! il 2581 VI | alfin vedendo ~al prence sorridendo — si avvicina. ~Lo bacia, 2582 V | insiem con me creato, ~ti sorrisi, ti amai, ti diei la mano, ~ 2583 XII | quindi diverse son le sorti nostre: ~m'ambe felici; 2584 App | con l'ignobil natal l'uomo sortì ~men calda vita; ~ma da 2585 XI | di triboli e spine ella sortìo. ~Dio le segna una croce 2586 VI | vero, ~mettea conto per voi sortir la cuna, ~e non tra noi, 2587 VIII| tengo una colomba in mano». ~Sorvenìan le compagne, e con affetto ~ 2588 VIII| terren, degli arbusti a fior sorvola, ~su salta un ramo, ed un 2589 VI | alla mammella nera — si sospende; ~o qual luna che splende2590 V | che, come aurata cupola sospesa ~sopra nero pilòn, spiega 2591 IV | stavan mollemente in ciel sospese, ~spargeano in viso a lei 2592 VIII| tuoi capelli ~e in ciel sospesi troverai tu un . ~ ~3 ~ ~ 2593 XII | tali affetti fu il mio pie' sospinto ~a fuggire lontan dalle 2594 VIII| verrà [la rondinella,] ~non sospirar l'a[ntica libertà;] ~ma 2595 VI | ella le dea conforto, — e sospirava. ~Stanca si addormentava — 2596 XI | umana, vedova di salma, ~è sostanza incompleta, che desìa ~tornare 2597 VII | dagli aspri uncini non trovò sostegno, ~ volare potea timida 2598 IV | sole, ~che sopra le aure sostenendo il fianco ~traesse in alto 2599 IV | sedè — sul pugno il viso si sostenne, ~e al cielo occidental 2600 IX | più cheta. ~E 'l giardin sottoposto avidamente ~rimirando, e ' 2601 VII | all'antica tornò gloria sovrana. ~Tinta del divin sangue 2602 V | a salti, a salti egli spaccia la via, ~scavalca monti, 2603 II | e l'occhio avidamente spalancò. ~A raccoglierlo tosto ella 2604 VIII| qual da fonte pieno ~che spande tutto quanto, ~sgorga e 2605 IV | non ancor il mattin bianco spandea. ~E la clessidra vi lasciava 2606 VII | sta pensosa sopra l'ala spanta. ~E diceva: «Deh! fossi 2607 VI | valli, ~calando le cime, sparendo pian piano ~siccome memoria 2608 IV | mollemente in ciel sospese, ~spargeano in viso a lei nembi di rose, ~ 2609 XI | riunendole, tornare ~a sparger nuova gioja, e nuovo pianto? ~ 2610 V | tremendo; ~del sangue loro spargerò il terreno». ~Spicca un 2611 VI | contare. ~ ~Intanto gli amanti sparìano fuggenti ~per boschi, per 2612 X | empio ed il suo nome ecco sparìo. ~O fanciulle, o fanciulle, 2613 XII | esseri nostri estranei e sparti. ~Venirti attorno non vedeansi 2614 VIII| figura;] ~già ride, già sparve ~qual serie di lar[ve] ~ 2615 VI | Ed ecco in quel momentospaventosa, ~e solo intesa a lei voce, 2616 VI | forse voi, di amor lucidi specchi, ~dure dei giovanetti al 2617 II | e quella bocca in cui si specchian gli astri. ~Vi aleggia il 2618 IX | di jeri?». ~E di quella specchiando ~si gìa dubbiosa ed avida ~ 2619 VI | vento gentile fiammella ~si spegne con gli anni, riprendesi 2620 I | aborto! ~Va dunque, o donna: spegni quel mostro ~che ti avvelena 2621 XI | cadea d'intorno ad ello. ~Sperando di trovar nella vendetta ~ 2622 VI | immense siccome le loro speranze, ~ed ora due monti che come 2623 XII | Che così fosse hai tu sperato, ed hai ~pregato ancora, 2624 XI | gioja sparì, ned ha che spere. ~Tutto un anno nell'animo 2625 VIII| miei giorni perduti! O male spese ~ore dei miei primi anni ~ 2626 VI | maninconia ~stringere si sentìa: ~spettacol di miseria e di dolore ~ 2627 VI | alto le brune campane ~quai spettri di morte sull'umil città: ~ 2628 II | ed in mille frammenti si spezzò. ~L'Orco era sulle braci: 2629 II | di cento anni, e 'l pin spezzosse. ~ ~«Io che da mille secoli ~ 2630 VII | col guardo che sì dentro spia ~per l'orizonte malinconica 2631 XII | e se il vedermi ora ti spiace, ~andrò lontano, e lascerotti 2632 III | E' una lunga canzon: vi spiacque, o belle? ~... Eh! non la 2633 V | poi, dolci lamenti, ~ed io spiai! ~Surse ei da terra ed ella ~ 2634 V | loro spargerò il terreno». ~Spicca un salto d'un miglio, e 2635 I | punta piano pian, ~di lui spiccava le ciriegge rosee ~con timidetta 2636 I | alla siepe — ed egli ~tosto spiccollo e in tasca se lo mise, ~ 2637 V | stizzose stregherelle, ~spiegazzando con ira il grembiulino, ~ 2638 VIII| sul vàscolo, ~«Io ve lo spiego, ma in secreto», disse; ~« 2639 V | Ciel serbò per te. ~Sei spigliata, sei leggiera ~come palmite 2640 V | sentesi offeso da maligna spina; ~torce la fronte, ed un 2641 I | e perciò mi ridete, mi spingete. ~Oh poveretto vecchio! ~ 2642 VIII| legno divino, ~su duro di spino ~tessuto guancial ~noi bacia, 2643 V | di Ciriegina». ~ ~Sugli spinosi rami odorosi ~lieve l'un 2644 VIII| morti sono e allor pajon spiranti, ~e così unisce in quei 2645 V | riposarsi dal lavor diurno ~ed a spirar delle nascenti stelle ~il 2646 VII | imbelli ~servili fere dagli spirti inerti ~rimasero di lui 2647 IV | prigione qual paradiso ~splender facesse pel giovin re, ~ 2648 III | da te. ~Questo che miri splendere ~nell'alto, eterno sole, ~ 2649 V | intelligenza sua, lo suo splendore ~sentì, conobbe e palpitò 2650 V | virgineo letto ~su cui, senza spogliar la nobil vesta, ~in quella 2651 X | seco lo trae sull'odorosa sponda ~a sedere del talamo regal; ~ 2652 VIII| nascose ~del Signore le spose — in un concento ~unìano 2653 IX | Dio non sei tu uscita? ~E spreggiar posso mai ~del mio Signor 2654 X | amare il vero e 'l dritto ~e spreggiare la forza ed il delitto; ~. . . . . . . . . . . . . . . . . . . ~ ~ 2655 III | apprezzan tanto, ~che io spreggio; eppur soltanto ~li puoi 2656 VIII| la combatte ~col capo, e spreme il latte; ~con un impeto 2657 VI | che di coglier brama, ~ti sprezza, e ti abbandona tra gli 2658 IX | Esser povera e bella! esser sprezzata, ~aver bellezza e non destare 2659 V | scuoter dai capelli ~lampi, spume di luce, ed astri belli. ~ 2660 VI | elce, e dietro a quello ~spungea la luna stanca ~qual verginella 2661 VIII| le ale, ~[aspettan]do che spunti il immortale ~[che altro] 2662 V | nel fil di erbetta che spuntò tra i sassi ~della carcer 2663 VI | madre, ~in cui mandò sue squadre ~il nero inferno. ~Dal crin 2664 App | ribelli, ed il funero vel ~squarciar dei fati. ~Lei vide l'uomo, 2665 II | ribelli, ed il funereo vel ~squarciâr dei fati. ~Lei vide l'uomo, — 2666 VIII| mille, ~suonano a festa le squille, — e di fior pieno ~della 2667 VIII| nasceranno ~ai caldi rai della stagione nuova ~molti pulcini che 2668 IV | ancor non sapea qual duro stallo ~la prigion fosse, ov'ei 2669 VI | aspetto ~sull'ingenua figura ~stampavale la paura. ~«Dunque tal pure 2670 VI | trepida brama, ~e cadono stanchi vicino all'avel. ~Ed ecco 2671 | stando 2672 App | componimento poetico a stante, nelle Poesie varie del 2673 VIII| oglio, o mia sorella, ~[staremo fin] che passi la procella ~[ 2674 | stata 2675 | state 2676 VI | allora a Ciriegina ~che stavagli vicina. ~«Di quel poggiuolo 2677 VIII| chiedeano a coro; ~colle pupille stavansi fermate, ~e al dubbio ognuna 2678 VII | volte e sei. ~E vergognosa stavasi e dimessa, ~fatta da parte, 2679 VIII| ostenta il cielo — il suo stellato ~esercito schierato; ~al 2680 VI | tende ~il guardo 've si stende ~un campo di sagina. Una 2681 V | un dei ginocchi, ~molle stendeasi l'altro in sul terreno; ~ 2682 VIII| viverai con noi, qui non si stenta». ~«Ah! vedi, vedi: una 2683 XII | gioja a me di quel potere ~sterile e vano, ch'ei ci avea concesso? ~ 2684 III | forza e ricchezza brama: ~sterili doni, o giovane, ~che qui 2685 | stesse 2686 V | qui tacquer di nuovo, e stetter come ~due amici cui rimorde 2687 IX | altra al balcon venendo ~stiè del mattino l'aure ~a respirar 2688 VI | fondo al baril mormora e stilla ~l'onda bruna, tra loro ~ 2689 IV | nudo, e di brina ~tutto stillante, ~figlio dell'aura, ~figlio 2690 V | dai puri calici fragranti stille ~piovver di nettare, poscia 2691 V | E allora quelle belle ~stizzose stregherelle, ~spiegazzando 2692 XII | sei così savio, io così stolta, ~ donarti consiglio il 2693 VI | asinel che guata. ~ ~Vibra le stolte orecchie, or zappa il suolo, ~ 2694 V | novelle tu di Ciriegina». ~ ~Stormîro i pampini, sciolse i caprèoli, ~ 2695 XI | di le chiome indi si storna, ~apre le labbra e canta. 2696 VI | fontana. ~Ed ecco quella stranaempia figura ~sopra il 2697 VI | entrar non dèi ~qual povera e straniera ~nella mia reggia altera. ~ 2698 VIII| che fate di un viver sì [strano? —. ~Tacetevi, ingrati! ~ 2699 IV | Cielo invidiato. ~Or un ne strappa e se lo mette in bocca, ~ 2700 XI | nome. ~Prima che a te la strappino gli errori, ~deh! muori. ~ 2701 I | disse subito ~e tacque e strarnutò. ~Ed acceso di sdegno ecco 2702 XI | che non venisse mai. ~Lo strazio, onde gelosa alma è ripiena, ~ 2703 VI | seguì funesta, smagliastrepitando ~le reliquie dell'armi, 2704 XI | quando in fraterno amplesso ~stretti e pregando andranno a Dio 2705 VII | picciola persona, ~mentr'ella stride e sbatte palpitante. ~Ma 2706 V | pigiano il suolo allor, stridono i denti, ~e giuran di non 2707 IV | incerto: ~poscia l'acuto udì strillo del topo ~e lo ebbe qual 2708 VIII| all'altra la rapiva; ~se la stringeano contro il casto petto, ~ 2709 VI | quegli astri estinguere, ~stringer la terra in mano, ~con ogni 2710 I | mi mise. ~La gola mi si strinse, ~ed un languor mi vinse. ~ 2711 VI | ahimè! spargea. ~L'animo le struggeacrudo pensiero ~di esser 2712 VI | Amo il male, e piacemi ~strugger le belle cose, ~che guardanmi 2713 XI | ma un religioso e nobile stupore, ~benedicendo in lei quel 2714 V | il suo grido infantile e subitano, ~quando dicea con viso 2715 XI | in essa il frutto era successo al fiore, ~che maturo dicea: « 2716 II | coglieale ogni mattina. ~Ella succhiava i calici dei fiori, ~degli 2717 V | sbigottito: ~«Orco mio, Orco mio, succiami il dito!». ~Ed egli allora 2718 VIII| crine reciso, ~coi lombi succinti, col p[allido viso,] ~sul 2719 V | gli manifesta. ~Sosta e 'l sudore colla man si asciuga ~che 2720 V | tremando avvicinava, ~e suggere credea l'ambrosia bella ~ 2721 | sullo 2722 VIII| incensi, brillan faci mille, ~suonano a festa le squille, — e 2723 XI | oriuolo ~del tempo, avrà suonata ~l'ultima ora del mondo: ~ 2724 VI | ecco per la via correre suoni ~di carri, di pedoni, — 2725 VIII| qua, Concetta mia, qua, Suor Fiorina, ~venite, io tengo 2726 App | però ~fu la più bella: ~di superar stesso ebbe desio, ~e 2727 VII | benchè di lui più forti e sì superbe, ~noi rendevam l'ingegno 2728 VI | vago modo — imita l'eco. ~Suso per l'aer cieco — ficca 2729 VII | firmamenti, ~le maggiori sustanze ha deputato ~al servizio 2730 IX | in mille anelli trema ~e susurra volubile ~sull'omero candente? ~ 2731 IX | amo! — ~ned un pensiero susurrar di amor. ~Ma al mio consorte ~ 2732 X | lor sospiri, ~un nembo di susurri e di desiri. ~Era un bel 2733 I | clamor vostro fatto più rio. ~Svegliasi, e dice: Gli uomini stolti ~ 2734 V | dica: «O angel pellegrino, ~svegliati, al tuo cas tel batte il 2735 V | canori omei ~non mi hai svegliato nella notte oscura? ~Perchè 2736 VI | per la via del dolore — si svelava. ~Chè l'Orco non parlava — 2737 XII | appresso a me: — Ciò non gli svelo —? ~Offerta nuda ai tuoi 2738 VIII| cadere così d'un drappo nero ~svelossi il monastero, — e apparver 2739 VI | inferno. ~Dal crin le Furie svelsersi ~un angue maledetto, ~e ' 2740 V | corona verginale ~rotta e svelta alla fronte di donzella, ~ 2741 V | Ah non seguir!» lo sventurato ~Orco esclamò, ma con sì 2742 V | fosse fatto mio, bel bello ~svignava in aria ipocrita e modesta. ~ 2743 VIII| con un caro ardire ~ora svolazza, ora camina, e poi ~striscia 2744 XI | Amore e Imene ~tutto han svolto il tesor di sua bellezza! ~ 2745 III | man gli sta? ~del chiuso tabernacolo ~entrar nei sacri orrori, ~ 2746 IX | amplesso ~sciolta io mi taccio, e oppresso ~sento di gioja 2747 X | bello ~ne soffre, me lo tace, ma io lo so; ~io ti rendo 2748 IX | ti chiamin buona». ~Qui tacea la canuta, e pensierosa ~ 2749 VIII| un viver sì [strano? —. ~Tacetevi, ingrati! ~Pei vostri peccati ~ 2750 IV | volto, ~e tuttor rimanea tacito, e immoto ~come per dare 2751 V | nostro inferno». ~E qui tacquer di nuovo, e stetter come ~ 2752 VIII| manti per etade ~[.......]tade — un'alta stringe ~[ ...... ] 2753 III | col coltello or un dito si taglia, ~or tesse la calza e le 2754 XII | colà più non rimembra, ~e tai pensieri in suo secreto 2755 | tali 2756 X | che nostra vita è breve, ~tarda assai lo sfogar l'odio tremendo ~ 2757 VI | arde. ~Or mentre torte e tarde — ella segnava ~le vie, 2758 I | egli ~tosto spiccollo e in tasca se lo mise, ~e pose invece 2759 II | fremere si sentìa sotto del tatto, ~mandar come la seta un 2760 V | svegliati, al tuo cas tel batte il mattino». ~E l' 2761 I | viene, ~valgon soltanto tema e bastone. ~Nuovo carnefice, 2762 XII | giocondo, ~mi atterrìano — , e temea levar la faccia ~vêr chi 2763 II | fanciulle, o stregherelle, ~temete l'Orco voi che siete belle. ~ 2764 XI | selvaggio ~covò dell'ira le tempeste nere, ~mentre il giardin 2765 V | guisa assai pietosa ~le tempie e 'l viso si battè con l' 2766 X | tua stanzina ~perchè mesta ten stai così, o regina?» ~le 2767 VI | affanna, ~ed oltre il fiume tende ~il guardo 've si stende ~ 2768 XI | fosse e 'l paradiso: ~di tenebre e di lume un misto truce ~ 2769 IV | luce vide rotte ~le sue tenèbre, 'l capo levò lasso. ~Levò 2770 V | mettendo un lagno ~nel cono tenebroso del castagno. ~E l'infelice 2771 II | Fata! ~E mentre che mescea tenendo ad arco ~quelle dita che 2772 VI | maledetti sempre tocca ~tenèr chiusa la bocca, e asciutto 2773 V | vergine. ~Volgean pupille ~tenere ed ebbre, ~come per febbre ~ 2774 VII | sol, si scioglie in brina tenerella, ~che in sue gocce í colori 2775 XI | l'ingenua forma avea dei teneri anni, ~ma il pensiero dei 2776 XII | su lui gli sguardi pose ~tenerissimamente, e gli rispose: ~. . . . . . . . . . . . . . . . . . ~ ~~  ~ 2777 IV | consuol! ~ ~3 ~ ~Potrei tenermelo ~in dito e in bocca, ~or 2778 VIII| anno: ~ognun ne ascolta il tenero e lontano ~canto, che mano 2779 VIII| Suor Fiorina, ~venite, io tengo una colomba in mano». ~Sorvenìan 2780 VII | terra ~odio, morte e dolor tengono impero, ~e principio fu 2781 VIII| spettacolo tal più non si tenn[e] ~Ciriegina, e la penne — [.......] ~ 2782 V | gragnuola che ti attrista ~tenni sempre da te l'urto villano; ~ 2783 V | petali —. ~Ella sdegnossi ~tentando il braccio ~dal caro laccio ~ 2784 X | scoprir furtivamente e tentennar; ~mentre la Voluttà, messosi 2785 II | nulla! ~E' nulla!» e le tergea coi baci il pianto. ~Ma 2786 I | parola o di bontà. ~Un tergeva al fonte ~i lini — e a me 2787 IX | girar pupilla ~delle beltà terrene al breve lampo. ~Ciò che 2788 VIII| Ecco i tre vanni ~che dai terreni affanni — inverso Dio ~sollevano 2789 VIII| umile e piana. ~«No, no!» la terza rispondea: «Bell'uova ~ne 2790 V | Ciel di frutti e fior ricco tesauro, ~parla, o pianta gentile 2791 XII | eran del mio cor, di quel tesoro ~di smanie e di desii, pur 2792 III | or un dito si taglia, ~or tesse la calza e le scappa la 2793 III | sole, ~sotto i miei piedi a tessere ~un venía carole. ~Dietro 2794 VIII| divino, ~su duro di spino ~tessuto guancial ~noi bacia, noi 2795 App | Donna e posto, in questo testo elettronico, in Appendice.~ 2796 IV | sa far la semplicina ~che tiene sedici anni. ~ ~Un principino 2797 VI | qual agno bianco che di tigre fera ~alla mammella nera — 2798 VII | sostegno, ~ volare potea timida e mesta. ~Videla l'altra, 2799 IV | novello — e come i fiori ~timidamente ad allattar si mise, ~il 2800 I | spiccava le ciriegge rosee ~con timidetta man. ~Lei vide l'Orco — 2801 IX | allor ~gli amanti, ladri timidi, ~furano e la corona; ~ed 2802 VI | che sì d'un tratto al suo timido core ~per la via del dolore — 2803 V | passo udir già crede. ~Ira e timore l'alma gli trabalza ~e fuor 2804 VII | del nuovo giorno che si tinge in rosa. ~Ma come il giorno 2805 VI | mira, ~allor che il vento tira — in mezzo a quella ~maligna 2806 I | Nuovo carnefice, nuovo tiranno ~volete ogni anno. ~Per 2807 III | Invano allor tirarmi ~vorrai tu per l'orecchia. ~ 2808 II | ha la mia bontà; ~ tirarvi solo per l'orecchio ~sarà 2809 VIII| i non ha] ~per tanto mar[tirio nessuna pietà.] ~ ~5 ~ ~ 2810 I | me. ~Amor fermossi, gli tirò l'orecchio, ~e disse: «Oh 2811 V | pago ha il suo desio ~e fa Titirri! zio!». ~ ~«Ahimè! soggiunse 2812 App | Poesie varie del 1878 col titolo La Donna e posto, in questo 2813 V | pensiero ~che delle cose ama toccare il fondo, ~fa indovinare 2814 V | che si danno a un core. ~Toccata la vittoria, ~si scema il 2815 I | alle manine belle. ~Non mi toccate, chè mi fate male. ~Son 2816 VII | sotto, di lato e di avante ~toccava luce, e un'aura la rapìa, ~ 2817 IX | li: «Nessun mi tocchi!». ~[ ....... ] io mi fo 2818 I | ecco un'aura ~le nari gli toccò. ~«Puzzo di carne umana!» 2819 IX | cosa ~ogni intrapresa a togliermi ~tanta bruttezza rea? ~Prega 2820 I | portato ch'ebbe desìo ~dei tolti frutti dev'esser mio. ~Se 2821 IX | Al convento io ti ho tolto, ~perchè dal Ciel mi ottengano ~ 2822 I | tronca e tronca; ~deserto e tomba fa della terra. ~Voi bestemmiate; 2823 VIII| anima mi lava, ~O Dio, deh! tômmi in tua figliuola e amica». ~ 2824 VIII| ed una monachella ~colla tonaca nera e 'l velo bianco, ~ 2825 V | guardo osò fissare in Dio, ~tonando, traballando, fulminando ~ 2826 VIII| Sposo immortal. ~ ~2 ~ ~Tondi la bella testa, o mia diletta, ~ 2827 IV | l'acuto udì strillo del topo ~e lo ebbe qual compagno 2828 I | mi volli, ed egli rise. ~Torcea dall'uscio schiuso ~della 2829 VIII| Reggea in mano ciascuna un torchio acceso,~e sulla testa il 2830 V | merta, indegna è già; ma tormentarla ~vorrei, sempre vorrei 2831 X | questo tristo mondo ~son tormentate le virtù più belle, ~e vanno 2832 IX | gioje, e io sento ~frenetico tormento ~che un mondo a me miglior ~ 2833 XII | E quelle gioje il misero tornava ~a contemplare, e ad obbliar 2834 XI | genere uman mirando Lui ~tornerà infante, e beverà infinita ~ 2835 XII | il mio. ~Deh! a che non torni, da umiltà compunto, ~alla 2836 IX | posseder nobile e dritto. ~Torniamo dunque all'interrotta storia, ~ 2837 IX | amore io mi son vôlto, ~per torre ai ceppi i miei canuti . ~ 2838 III | disprezza il tumido ~rumore del torrente, ~chi la primiera gocciola ~ 2839 V | braccio d'un'altra, e poi tossiva, ~e non faceva motto. ~E 2840 VIII| da [pianto] ~disfatte, tr[a tanto] ~che duro e[i non 2841 VI | varca animoso, cade o traballa, ~intanto che quella con 2842 V | fissare in Dio, ~tonando, traballando, fulminando ~sotto i piedi 2843 V | Ira e timore l'alma gli trabalza ~e fuor dal letto immantinente 2844 V | quella tua bocca, ~ amor trabocca ~i balsami. ~Sopra la rosa ~ 2845 V | delizia e cura, ~uccello traditor, ti ucciderei, ~te prima 2846 IX | pietate, ~dimenticando che la traditrice ~spento avesse la sua giovin 2847 IV | aure sostenendo il fianco ~traesse in alto la cangiante mole. ~ 2848 XII | ira propria o l'altrui mi tragga ormai, ~al tuo povero amante, 2849 V | poi lacrimò; ~quindi dei tralci dai vuoti calami ~come di 2850 XI | Ah! non ti possan mai ~tramontar dalla fronte i santi rai ~ 2851 IV | pace le copria la fronte: ~tramontava col sole il suo pensiero, ~ 2852 VII | la mia persona in Croce è tramutata!». ~E tosto voce, che di 2853 III | senza cagione sta mesta, or tranquilla. ~Il naso si gratta sovvente 2854 VIII| Il mondo si oscura, ~trapassa qual vana di sogn[o figura;] ~ 2855 V | mentre scossa dall'aura la trapunta ~gonna scoprìa del pie' 2856 I | deserto ~di queste selve a trar senza speranza. ~Or come 2857 VII | volta, ~e che contende a noi trarla in rovina. ~Ma quando l' 2858 IV | commosso alla preghiera, ~a trarlo di catene, e dargli ajuto, ~ 2859 I | O umana stirpe! per trarti al bene ~non gratitudine 2860 III | liberi sempre e amanti ~trascorrerem lo spazio. ~Tutto, fuorchè 2861 App | sulla "donna" che il poeta trasferì, come componimento poetico 2862 V | auro oltre di quella, ~e or trasparìa la fronte, or un ardente ~ 2863 VI | Siccome una frotta dei dolci trasporti, ~dei folli pensieri di 2864 V | fuor dai campi suoi, ~mi trasse per l'orecchio, ~e qui mi 2865 V | avvolve ~e del vento i sentier tratta intentati. ~Di suo aereo 2866 VII | ingegno umile e piano. ~Quante trattano l'aria e calcan erbe ~immani 2867 III | appunta l'immota pupilla; ~traversa le stanze facendo un baccano; ~ 2868 | traverso 2869 VI | un pajuolo ~sospeso a un travicello ~pendea sovra di quello. ~ ~ 2870 II | veduto i popoli ~dai secoli travolti ~entro l'obblìo discendere ~ 2871 IV | un bel mazzetto ~tra le trecce foggiate a canestrino. ~ 2872 V | ebbre, ~come per febbre ~tremavano. ~L'un l'altra guata, ~l' 2873 X | arde di amor la febbre, e tremebonda ~la man del prence a stringere 2874 I | maledetto! — ~Ma che? tu tremi? Del furto rea ~non sei 2875 VIII| frutto spiccò rubella, ~tremò Natura, ed ella ~surse spaurita, 2876 X | agitando mille ciocche ~ecco tremola un bel crin, ~nel cui mezzo 2877 I | risentì la poverella, e tremole ~sotto il mento le palme 2878 II | fianchi in curvo flutto tremolò: ~di mano all'Orco allor 2879 V | una sposa». ~ ~No, che il tremuoto mai quando si desta ~dal 2880 VIII| Suona l'organo intanto, e in trepide onde ~quel canto si diffonde, — 2881 XI | ov'aspro viaggio ~pien di triboli e spine ella sortìo. ~Dio 2882 XI | involarsi della corte al lieto ~tripudio, per piangere in secreto. ~ 2883 VIII| sa lieta ~[.......]trona del convento ~[.......] 2884 V | l'olmo e la vite, che le tronche chiome ~vide rimase sul 2885 VI | concetti, accenti — non trovando ~convenienti per pregare 2886 III | eppur soltanto ~li puoi trovare in me. ~Sopra tre cose i 2887 V | proseguir non tenta; ~ di trovarla ei crede o creder finge, ~ 2888 VIII| Sorella ecco gli esempi ~che trovi in questo chiostro: ~ecco 2889 VI | perchè credete ~che non si trovin più le belle donne, ~le 2890 VII | dagli aspri uncini non trovò sostegno, ~ volare potea 2891 III | mole: ~già l'ultime parole ~trovonne e disprezzò. ~Cosí disprezza 2892 IX | Ch'ora ondeggia, or si tuffa entro il rosato ~ruscello 2893 V | perenne brezza, ~in Dio poscia tuffarsi e dentro il mare ~scomparire 2894 | tui 2895 III | disprezzò. ~Cosí disprezza il tumido ~rumore del torrente, ~chi 2896 VIII| messi di pace a Chi tra i tuoni sta. ~Al prego d'un'ignota 2897 App | mondo l'armonie valse a turbar ~la beltà tua! ~Ne pianse 2898 I | me non piacque, ~onde ei turbommi l'acque: ~io lamentar mi 2899 VII | che dalla Croce, ~qual da turibol fumo, alto si ergea. ~A 2900 VII | modesta: ~«Regina degli uccelli! in cortesia, ~della Croce 2901 V | cura, ~uccello traditor, ti ucciderei, ~te prima fonte della mia 2902 I | che il sen ti allaccia ~uccidi e schiaccia. ~Oh! se il 2903 VI | ciglia, ~e della nuova voce udendo il suono, ~si sentiva più 2904 IV | fior seduta, ~come se non l'udisse e no 'l vedesse, ~mentre 2905 II | sarà contento; ... ma... ~ ~Udiste poi come bestemmia, come ~ 2906 VIII| Ripetendo appo gli uditi eventi ~giva pensosa, e 2907 VIII| monachella». ~E Ciriegina udiva umile e piana. ~«No, no!» 2908 VII | rimirolle in testa, ~apre l'ugna nemica e l'abbandona. ~Ma 2909 III | della creäta mole: ~già l'ultime parole ~trovonne e disprezzò. ~ 2910 VII | occuperà la terra, ~e rapirà l'ultimo nido a nui!». ~Tacque, ciò 2911 V | Raggiungerolli, ei dice, Ultor tremendo; ~del sangue loro 2912 XI | in cui ~tutto il genere uman mirando Lui ~tornerà infante, 2913 VIII| quegli atti e da quei visi umani ~una uscire vedea luce divina, ~ 2914 V | della carcer tra 'l bujo e l'umidore, ~e veglia sopra lei con 2915 VI | mescendosi al verde dell'umili valli, ~calando le cime, 2916 IX | Pupille gravide ~di mesti umori ~i vostri calici ~sembrano, 2917 VII | l'ala pesta ~dagli aspri uncini non trovò sostegno, ~ 2918 XI | conforta, e di bel nuovo unendo ~va sua casa diletta a mano 2919 V | ei più stretto a me si unì». ~ ~«Ah! sian divisi! — 2920 IX | immutabili, ~sono costanti; ~uniamo l'anime ~sui labbri amanti —. ~ 2921 VIII| spose — in un concento ~unìano voci cento. ~Quando ripiega 2922 XI | or ella suole ad un'idea ~unire idea novella, ~ed altre 2923 VIII| pajon spiranti, ~e così unisce in quei visi pudichi ~di 2924 III | mio destino, o giovane, ~unisci il tuo. Vaganti ~eternamente, 2925 XII | grembo un'alma a un'alma è unita; ~onda, che con armonico 2926 V | dei raggi suoi. ~Nascemmo uniti, e l'uno all'altro appresso ~ 2927 VII | sconsolata, quando ~mira gli uomin devoti ~solo alle belle? 2928 V | certo che non solleva urlo maggiore ~di quel che all' 2929 VI | argenti lor vivi, ~che s'urtano e lèvansi, e sotto un pudico ~ 2930 VIII| sulle coste ~col gomito s'urtâro, e diero in riso. ~ ~Ma 2931 V | attrista ~tenni sempre da te l'urto villano; ~se in acre amplesso 2932 II | fronte, ~contro d'un monte urtolla, e cadde il monte. ~ ~«Io 2933 IV | folleggiò coi fiori oltre l'usato: ~a questo un detto, a quei 2934 VII | immenso Vano, ~com'uom ch'uscendo dalla nostra vita ~corre 2935 V | mite gel notturno, ~sugli usci di lor case a gruppi a gruppi ~ 2936 IV | come ~move il bel capo, uscìan lampi e faville, ~che mesceansi 2937 I | una femina, ~vedrem che ne uscirà». ~ ~~  ~ 2938 VIII| da quei visi umani ~una uscire vedea luce divina, ~come 2939 V | educato da lei con gentil uso ~scordato il prisco avea 2940 VII | e verrà tempo in cui ~l'usurpatore occuperà la terra, ~e rapirà 2941 I | o ragione; ~non vale l'utile che te ne viene, ~valgon 2942 V | all'olmo tuo commista ~d'uve vermiglie non ti intrecci 2943 | V 2944 | v' 2945 III | mente ~un altro pensiero le vada girando. ~Tien picciolo 2946 IV | nell'ora che morìo ~lasciò vagante sull'aeree strade. ~Credea 2947 III | giovane, ~unisci il tuo. Vaganti ~eternamente, e liberi, ~ 2948 I | meraviglia. ~Era suo solo amor vagar per quello ~quando in cielo 2949 IV | viole: ~così il garzon vedea vagare a nuoto ~sopra ogni oggetto 2950 VI | poggiuolo appie' che si vagheggia ~nella soggetta fonte ~coll' 2951 V | nascoso, il sonno avea ~vagheggiato di lei che ivi giacea! ~ 2952 I | l'utile che te ne viene, ~valgon soltanto tema e bastone. ~ 2953 VI | ogni antico ~tesor non ha valore». ~Così mi dice mamma, ed 2954 App | crëatura, ~del mondo l'armonie valse a turbar ~la beltà tua! ~ 2955 VII | lei rispose del desio la vampa. ~Ed ecco ratto la vision 2956 V | testa ~fa che il terren vampeggi e 'l mare fumi, ~quando 2957 VII | travolta». ~Così cantando, vampeggianti ellissi ~segnavan gli astri; 2958 IV | a quella voce ascolto. ~Vaneggiò tutto giorno, e benedisse ~ 2959 IX | donzella ~il viso corruttibile ~vanta bellezza frale. ~Dell'interna 2960 II | bevea dell'alba i tepidi vapori ~e della sera l'aure mormoranti. ~ 2961 VI | avida intorno a quella ~vaporosa scodella. ~ ~E l'uno con 2962 IV | Le nuvole rossastre e vaporose, ~che stavan mollemente 2963 VI | togliendo in ispalla ~lo varca animoso, cade o traballa, ~ 2964 App | stante, nelle Poesie varie del 1878 col titolo La Donna 2965 VIII| un dito del bocchin sul vàscolo, ~«Io ve lo spiego, ma in 2966 App | piacere ignoto. ~Un bel vaso è il suo cuore, ~ov'i pennelli, 2967 IV | chiedo mi manifesta. ~Ai miei vassalli la grazia io dono, ~ma la 2968 IV | questo condannava, or quel vassallo. ~Umido, oscuro era quel 2969 VIII| gli opposti incanti. ~E la vecchiaja le pareva bella, ~bella 2970 VI | col capo soprastava ~al vecchierel dimesso ~fiutando il cibo 2971 VI | venia dalla capanna fora ~un vecchierello bianco ~egro mutando il 2972 VII | crudel. Soggetta ai danni ~di vecchiezza e di morte ~ella non era 2973 V | altezza, ~sui loro capi la vedean rotare ~sospinta in alto 2974 XI | ivi l'aspetta; ~pur di vederla non gli basta il core: ~ 2975 VI | loco ombroso e muto — nel vedersi ~priva di padre e madre, 2976 VII | affranta, ~perchè in colomba vedesi mutata, ~e sta pensosa sopra 2977 IV | se non l'udisse e no 'l vedesse, ~mentre che il giovanetto 2978 V | compàti all'infortunio mio, ~vedesti la mia Ciri...» e qui le 2979 VI | grazia: «O belle, o belle, ~vedete, io son piccino, ~piccino 2980 XI | antiche? ~Ogni alma umana, vedova di salma, ~è sostanza incompleta, 2981 VI | E assieme col Caosse ~vedovo di ogni lume ~seder sullo 2982 VI | Domane! Domane! Chi mai lo vedrà?». ~Il sol che tramonta 2983 I | coltivar voglio una femina, ~vedrem che ne uscirà». ~ ~~  ~ 2984 IV | sessanta secoli sui panni; ~or vegga che sa far la semplicina ~ 2985 VI | Ah! sul tuo cor pudico ~vegli sempre il Signore!». ~Cosí 2986 V | l bujo e l'umidore, ~e veglia sopra lei con gli occhi 2987 VIII| siam vittime vive,] ~da veglie, da [pianto] ~disfatte, 2988 I | Ciriegina chiamò. ~Nel vegnente mattin poi tutta trepida ~ 2989 XII | col suo figlio, ~bianca vela sul mare della Vita, ~sole 2990 IV | e l'alma indefinita ~e velata apparía sulle pupille. ~ 2991 V | e splende e ride ~tra i veli avvolto della fosca culla, ~ 2992 II | La carnagione sua come un velluto ~fremere si sentìa sotto 2993 VI | volavan qua, . ~Fuggìano veloci siccome due rivi ~che mescono 2994 X | nostre a soddisfar pronte vendette. ~Ma Dio, pel quale i secoli 2995 V | tormenti, anch'Egli brama ~vendicarsi in eterno, e insiem pur 2996 IX | rosato ~ruscello a cui tue vene apron la via, ~che suona 2997 | venendo 2998 VI | cibo vil fumava. ~ ~Allor venia dalla capanna fora ~un vecchierello 2999 III | miei piedi a tessere ~un venía carole. ~Dietro il potente 3000 | Venirti 3001 | venisse


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