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| Vincenzo Padula L'orco IntraText CT - Lettura del testo |
La Donna
fu la più bella:
di superar sè stesso ebbe desio,
e tutta quanta la sua possa oprò
d'intorno a quella.
rivelasi l'amante, e scopre piú
può dirsi che il poscritto arcano fu
del nostro mondo;
ch'è senza lei un volume
privo d'indice, chiuso, e niun ne appar
l'uomo lesse nel mondo, e palpitar
tutto l'intese.
con l'ignobil natal l'uomo sortì
ma dal cuore di lui la donna uscì
è un vasto cuore ove per tutto ardor
una segreta gioja, ed un d'amor
ov'i pennelli, onde le cose ornò,
delle creature in cor di lei meschiò
Tutte le tinte, tutte
degli esseri le vite in lei riunir
volle il Signore;
ogni vizio e virtude, ogni gioïr,
ogni dolore.
la prima donna rimirâr dal Ciel
cadder dal firmamento
a Dio ribelli, ed il funero vel
subito elesse,
anche ottenesse.
del mondo l'armonie valse a turbar
la beltà tua!
e Dio provossi invano a ristorar
l'opera sua.
che morte e vita in sè contiene, e dà
ma che perciò? cogliam quel pomo, ed ah!
[1] Il manoscritto, dopo questo verso, è privo di una pagina e mezza in cui, fra l'altro, era contenuto un canto dell'Orco sulla "donna" che il poeta trasferì, come componimento poetico a sè stante, nelle Poesie varie del 1878 col titolo La Donna e posto, in questo testo elettronico, in Appendice.