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| Vincenzo Padula L'orco IntraText CT - Lettura del testo |
La Donna
Dell'opere d'Iddio
la femina fu l'ultima, e però
fu la più bella:
di superar sè stesso ebbe desio,
e tutta quanta la sua possa oprò
d'intorno a quella.
Soltanto nel poscritto
rivelasi l'amante, e scopre piú
dell'alma il fondo;
e la femina a dritto
può dirsi che il poscritto arcano fu
del nostro mondo;
ch'è senza lei un volume
privo d'indice, chiuso, e niun ne appar
pregio palese;
ma, d'un bell'occhio al lume,
l'uomo lesse nel mondo, e palpitar
tutto l'intese.
Da argilla insensitiva
con l'ignobil natal l'uomo sortì
men calda vita;
ma da una costa viva,
ma dal cuore di lui la donna uscì
di fuoco empita.
Cosí di lei la salma
è un vasto cuore ove per tutto ardor
trovasi, e moto:
ha in ogni fibra un'alma,
una segreta gioja, ed un d'amor
piacere ignoto.
Un bel vaso è il suo cuore,
ov'i pennelli, onde le cose ornò,
Iddio deterse;
quindi il vario colore
delle creature in cor di lei meschiò
tinte diverse.
Tutte le tinte, tutte
degli esseri le vite in lei riunir
volle il Signore;
qualità belle e brutte,
ogni vizio e virtude, ogni gioïr,
ogni dolore.
Con stupor, con spavento
la prima donna rimirâr dal Ciel
gli angiol bëati,
cadder dal firmamento
a Dio ribelli, ed il funero vel
squarciar dei fati.
Lei vide l'uomo, e morte
e dolore, ed esilio e povertà
subito elesse,
a patto che la sorte
di goder quella fragile beltà
anche ottenesse.
O debole crëatura,
del mondo l'armonie valse a turbar
la beltà tua!
Ne pianse la natura,
e Dio provossi invano a ristorar
l'opera sua.
O alber dal fatal pomo,
che morte e vita in sè contiene, e dà
glorie e sventure,
n'ebbe morte il prim'uomo;
ma che perciò? cogliam quel pomo, ed ah!
morissi io pure!
Cosenza, 1845
[1] Il manoscritto, dopo questo verso, è privo di una pagina e mezza in cui, fra l'altro, era contenuto un canto dell'Orco sulla "donna" che il poeta trasferì, come componimento poetico a sè stante, nelle Poesie varie del 1878 col titolo La Donna e posto, in questo testo elettronico, in Appendice.