| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Anton Giulio Barrili Il prato maledetto IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
Capitolo
1 I | apparir dei Comuni. Solo nel 1215 il quarto Concilio Lateranense 2 I | frate Jacopo d'Acqui, nel 1334, cioè a dire tre secoli 3 XX | paragonando il 998 col 1886; ma posso ben dirvi che 4 | 22 5 I | poichè fu coronato nell'anno 889 a Pavia.~Venuto di Francia, 6 XX | il Grande, era nato nel 912, della casa ducale di Sassonia. 7 I | fatto imperatore; e già nel 934 si vede succeduto al padre 8 XX | aveva potuto ottenere nel 961 la famosa “settentrional 9 XX | per segno.~Lui morto nel 973 a Minsleben, nella Turingia, 10 XX | d'età.~Eccoci dunque al 996. Ottone III passò le Alpi, 11 | ab 12 III | conti, da ciambellani, da abati e da vescovi; che non ci 13 XVI | Confuso da tanti discorsi, abbagliato da tante ricchezze, Scarrone 14 XX | fece decapitare senz'altro, abbandonando la moglie di lui, Stefania, 15 XIII | disse languidamente Getruda, abbandonandola testa contro la spalliera 16 XX | morte di Getruda. Rainerio, abbandonata la moglie e i figliuoli, 17 V | dove periva il re Saul, abbandonato dalla protezione del Dio 18 XV | che aveva invocato, lo abbandonava; l'inferno era congiurato 19 XVII | Efiraz mandava raggi che abbarbagliavano la vista.~— Vedi, Ingetruda, 20 IX | immobile, con la fronte abbassata, fin tanto che il banditore 21 II | figliuole dei re. Non s'abbassi ai servi della gleba quell' 22 III | bella, non è vero? —~Getruda abbassò gli occhi, intenta a far 23 II | in qualche fossato, o di abbattersi nel lupo; cattivo incontro, 24 XIX | quando videro che il fieno abbattuto era già secco e giallo, 25 VIII | renotte pa!~Veci messire l'abbé que Dieu ga.~ ~(Zitte, rannocchie, 26 XI | si accompagna alle nozze, abbellimento di cerimonia, non atto di 27 XIX | nel vostro sudore si sono abbeverati, delle vostre miserie rallegrati, 28 XIII | furia, che gli aveva fatto abbracciare così ciecamente il primo 29 XVIII| buoni colleghi; avevano abbracciato in quella vece il partito 30 V | stipar le pagine di roba, abbreviando le parole oltre il lecito 31 I | Ingetruda, che noi, imitando gli abbreviatori volgari del tempo, chiameremo 32 I | poteva essere effetto d'abbronzatura del sole, e dopo tutto, 33 Pro | passione per quella donna che abita in casa mia.~— Che circonlocuzioni! 34 II | ricordare che Marbaudo, abitando agli Arimanni, cioè lontano 35 I | Biestro, sceso coi suoi ad abitare al piano, sotto Cosseria, 36 VIII | terra serva, rendeva servo l'abitatore; foss'egli pur nato libero, 37 I | nome era rimasto; i nuovi abitatori di quella casa non erano 38 II | intendeva sempre Marbaudo che abitava agli Arimanni, e che veniva 39 II | tutti gli altri. Ma quelli abitavano nei pressi; e in pochi minuti, 40 XI | volta, bensì, per effetto d'abitudine, mi accadeva di ripigliarmi 41 VI | sicuramente; questo è il nome abusato, di cui li decorate voi 42 Pro | lettore è discreto, e non abuserà certamente della confidenza 43 VIII | scriverlo, per scemare gli abusi della consuetudine ond'era 44 II | si perfeziona quanto più accade di esercitarlo.~Getruda, 45 XI | messer canonico! potrebbe accadere che io fossi al caso di 46 XV | voglia evidentissima di accarezzargli il collo. Perciò si trasse 47 Pro | dai pioppi del fiume ad accarezzarmi la guancia. Ero contento, 48 IV | vecchio e la strinse, l'accarezzò tra le sue.~— Dodone, — 49 III | primogenito, si era presto accasato; aveva voluto andarsene 50 V | cui otto o dieci codici accatastati gli rappresentavano tutto 51 XIII | superba mestizia sul viso e accendevano un fuoco di desiderio negli 52 IV | contro il dovere, niente che accennasse ad un mio desiderio, che 53 XII | fossero almeno brevemente accennate.~Il conte Anselmo visitava 54 Pro | commiserazione al piuolo che io gli accennavo, e sorrise.~— Lei ha buon 55 XVII | turba degli uomini rossi, accerchiandolo, si prese giuoco di lui.~— 56 I | tra il biondo smorto e l'acceso. Anche la bianchezza della 57 XII | se ci sono dei matti che accettano di gareggiare ai patti del 58 XIV | ebbe collocati quei due, accettarono il suo consiglio di correre 59 III | ambizione di Getruda? Avrebbe accettato presso di lei l'ufizio di 60 XVIII| tutti noi, e certamente accetterà di gran cuore l'invito. 61 XI | son vecchio.... pieno d'acciacchi....~— Ho capito! Aggiungi 62 XVIII| quella impresa non si poteva accingere che un santo; ed egli, Marbaudo, 63 XVI | Credi tu che io non ti veda, accoccolato dietro la siepe? —~A quelle 64 IX | per contro, gli fece un'accoglienza più affettuosa del solito.~— 65 IV | infine, dal modo come mi accoglieva c'era da credere che non 66 Pro | Son capitati a caso; sono accolti a gran festa. Il cuoco non 67 II | di cui aveva gran cura, accomodava bastantemente, accompagnandola, 68 XIII | regno della bellezza si accomoderebbe male con le necessità della 69 IV | Ah! — esclamò Marbaudo, accompagnando la interiezione con un grosso 70 II | accomodava bastantemente, accompagnandola, quella durezza di profilo 71 XX | indietro, se pure non si era accompagnati da un valente esorcista.~ 72 III | pochi anni la loro graziosa accompagnatura di perle! Queste erano volgarità; 73 IX | Dodone lo seguitò, e lo accompagnò un tratto di strada per 74 XI | vuol restare tra censuarii, accomunata ai vili servi della gleba. 75 XII | pericolo di cadere in servitù, accomunati ai servi della gleba, o 76 Pro | gran pietra d'arenaria, acconciamente spianata, casca sempre intorno 77 XVII | conte Anselmo non poteva acconciarsi così facilmente alla vittoria 78 II | proseguendo, — se tuo padre acconsentisse ai miei desiderii.... se 79 I | se gli uomini, i quali si accontentavano di assistere ai divini uffizi 80 XII | aveva fornito il pretesto di accorciare il termine della prova. 81 XIX | contendenti non sanno mettersi d'accordo su ciò. E vuoi tu che io 82 XIV | per un pezzo nessuno si accorgerà di nulla. Tu Ermenfredo, 83 XV | da una bella donnina! Io accorro, come tu vedi, vinco, e 84 XVIII| parecchi cittadini, che erano accorsi alla voce del gravissimo 85 III | accorto Landerico. Non meno accorta di lui, lo aveva preso come 86 III | ancora glielo diceva, posto accortamente di sbieco verso la luce 87 III | aveva dimostrato, con l'accortezza dell'esempio, alla bianca 88 III | appagata di piacere all'accorto Landerico. Non meno accorta 89 XI | ecco una sedia! Ma non ti accostare, ti supplico!~— Non dubitare, 90 XVII | gli occhi, nell'atto di accostarselo al seno.~Ma il conte Anselmo 91 I | che il sesso debole usasse accostarsi più di sovente al tribunale 92 XIX | Si tiravano indietro, si accostavano gli uni agli altri, e guaivano, 93 XIX | ondeggiava, quando gli si accostò il vecchio Dodone, con atto 94 XII | tu hai portato con te per accrescere la dignità del tuo ufficio 95 VI | mai cercato altro che di accrescerne i frutti, e pago, si può 96 XII | una allusione diretta, un acerbo rimprovero a ciò ch'egli 97 III | spiga di grano, o in un acino d'uva. Questa terra è nostra, 98 Pro | rossigno, corroso dalle acque, sporgente sul fianco sinistro 99 III | Capisco, — diss'egli, acquetandosi in apparenza, — potrai fare 100 VIII | Ah! — esclamò Ferrario, acquietandosi.~— Ah! — ripetè il banditore. 101 XVI | per usarne alle cacce d'Acquisgrana, e un rovescio di pioggia 102 III | ella il pregio? o non lo acquista piuttosto, passando per 103 V | perchè non domandano di acquistare dall'enfiteusi un diritto 104 V | Qualche volta ha l'aria di acquistarne dei nuovi; ma nel fatto 105 II | s'allontanarono dal trono acquistarono forza propria, mutandosi 106 XX | proprie, acquistate e da acquistarsi, servi, serve, pievi, castella 107 XX | cose, possessioni proprie, acquistate e da acquistarsi, servi, 108 VIII | chiamato perciò dominante, acquistavano, per un po' di sicurezza 109 XX | regnantis XVI imperantis. Actum VI Kal. Junii, indicione 110 XIX | sanguinolento, lo aveva adagiato sul letticciuolo.~Colà, 111 I | ardente Origene, detto l'adamantino, e da uno de' suoi più valorosi 112 I | sentimento naturale dei figli d'Adamo, e nella sua essenza non 113 Pro | del sedile è sommamente adatta a tener pronto lo spirito, 114 XIV | scortecciarlo, a levarne i nodi, per adattarlo poi alla staffa della sua 115 XI | nel fatto, tu e i tuoi, vi adattate benissimo alla violenza, 116 XIII | splendido cortigiano, si adattava all'umile mestiere di carbonaio.~ 117 XIV | Sceglierò, taglierò, rimonderò, adatterò, lavorerò, raggiungerò.... 118 Pro | finalmente, guai a chi s'addorme sui cuscini della felicità, 119 XVIII| scherni, e stringendoglisi addosso per guisa, che oramai non 120 XIX | hostis generis humani, mortis adductor, vitae raptor, justitiae 121 XX | Quindi il suo matrimonio con Adelaide di Borgogna, vedova di Lotario 122 XVII | ma è necessario ancora l'adempimenio di un patto, che era annesso 123 IV | con le nostre cognizioni d'adesso.~Molti erano i nomi dei 124 X | apparenza inganna. Sotto quell'adipe correva invece una larga 125 IX | dalla banda degli uomini, adocchiando la ragazza da lungi; e ancora 126 Pro | pochettino capricciosa; si adombrava di nulla, e per nulla prendeva 127 III | augustale a suo modo; non adorava gl'imperatori romani in 128 III | vecchio aldione consacrava all'adorazione del suo dio. In tempi già 129 III | ai potenti che dovranno adornarsene.~Perde ella il pregio? o 130 XIX | canonico, — Fugite partes adversae! —~Gli altri lo seguirono 131 XIX | spiritus, omnis incursio adversarii; omne phantasma, omnis Legio, 132 XV | dal centro non gli si era affacciata alla mente.~Ci pensò poi, 133 I | a temer altro che male, affanno e delusione in questa vita, 134 XIV | Tranquilli, che non pareva affar loro il vincere o il perdere; 135 X | soggiunto, per chiosa:~— Affeddidio! Tu sei più matto del Matto. —~ 136 XIII | belle mani; non così belle, affediddio, come quelle di Getruda.~ 137 XIX | dato di scorgerli. Ma bene affermavano, sacramentavano di averli 138 XIX | Così parlava Luitprando; e afferrata la croce che balenava nelle 139 IV | detto di sì....—~Marbaudo afferrò la mano del vecchio e la 140 IV | si manda giù facilmente, affettato; questo, anche fatto a spicchi, 141 IX | umiltà dei natali, i medesimi affetti che dovrebbero innalzarlo 142 IX | fece un'accoglienza più affettuosa del solito.~— E così, — 143 Pro | sempre un certo prezzo d'affezione per voi.~S'intende che una 144 VII | poter vincere le nostre affezioni, quando sono colpevoli.~— 145 XIV | perdere, nella cura molesta di affilare il taglio, un tempo destinato 146 XVIII| Pace alla tua anima afflitta, povero vecchio Dodone! — 147 VI | uffizio di consolare gli afflitti e di guidare le anime dei 148 XVIII| bassi, come uomo che sia afflitto da un grave pensiero. E 149 I | casi gravi e conforto nelle afflizioni ai ministri dell'altare. 150 XIX | cento, più di mille spiriti affollati, quali rossi come fiamma, 151 Pro | ci badò più che tanto, e affrettò il passo per venire a prendere 152 XI | Quanto sarebbe meglio che tu affrontassi il martirio! Eccola qua, 153 Pro | sempre ordinati per modo da agevolare le indagini degli studiosi. 154 XIII | schiera di uomini che s'aggirano intorno ad una donna, e 155 XIV | vedesse qualche diavolo aggirarsi nei luoghi dove un tempo 156 VI | non reputò necessario di aggiunger parola. Salutò asciuttamente 157 IX | castellano Rainerio. Nè altro osò aggiungere Marbaudo; tanto più che 158 I | ho detto che era bella; aggiungerò che era alta della persona, 159 VIII | terribile degli obblighi si aggiungeva il ridicolo. In qualche 160 X | grande il pregio che le era aggiunto da tanta solennità di editto 161 IV | nostro buon protettore, aggiusteremo questa faccenda. Non son 162 IX | breve. E tu e gli altri vi aggiusterete come potrete. Chi avrà miglior 163 XIV | orlo di un precipizio si aggrappa per disperato a un fil d' 164 XVIII| disse Dodone, tentando di aggrapparsi all'ultima parola del suo 165 I | presenza non faceva che aggravare i lor danni. “Piove sul 166 II | ciglia e sotto le palpebre aggrinzate; e il furbo ammicco si mutò 167 IX | giorni, anche un altro poteva agguagliarlo.~Per resistere come lui 168 XI | davvero, incominciando ad agguerrirsi con la familiarità del suo 169 XII | dipinta su quella fronte, agguerrita alle carezze del sole e 170 II | coscienza della sua forza. Agile e destro nei giuochi, com' 171 XVIII| che un povero peccatore, agitato da tutte le passioni della 172 XVIII| si scosse, diè un urlo, agitò la lunga capigliatura scarmigliata, 173 XI | non mi pare. Piuttosto d'aglio, e viene dalla cucina.~— 174 Pro | stenti questi poveri volghi agresti fossero costretti a condurre, 175 II | è noto che un senso si aguzza e si perfeziona quanto più 176 XIV | un sentiero, con le corna aguzze e coi piè forcuti di un 177 V | Dodone, aperse l'occhio ed aguzzò ancora l'orecchio.~— Il 178 XIV | scherani; uno dei quali, aiutando a tutta possa il compagno, 179 XI | donnine, io, vere e proprie aiutanti della mia potestà, e capaci 180 III | Avevo un figliuolo capace di aiutarmi, ed ha voluto prender moglie 181 III | fosse buono e forte, e m'aiutasse a far prosperare questa 182 III | ricchezza e l'ozio fastoso non aiutino a correggere i danni della 183 XII | che ho pensato subito di aizzarle i cani alle calcagna. —~ 184 II | a testiera tonda, con l'ala arrovesciata torno torno, 185 XIV | falciatori si erano messi alacremente a lavoro.~Marbaudo, a occhi 186 XI | angeli, allegro sciame di alati pensieri, dalla mente dell' 187 XIX | omeri. Inforcava un cavallo alato, con una lunga criniera 188 I | sino al mare, tra Savona ed Albenga, e qua e là, nell'ampio 189 XX | due diocesi, savonese ed albense.~Similmente, era accennato 190 XX | episcopatus Saonensis et Albensis.~E soggiungeva, nello strano 191 XVII | il suo dolore atterrando alberi a colpi di scure. Vuoi tu 192 V | Romani, Greci, Franchi o Alemanni che fossero.~— Bella forza! — 193 Pro | nel vernacolo della Langa Aleramica, come si direbbe in italiano 194 I | che fu Dionisio, vescovo d'Alessandria. Dopo costoro, parve spenta 195 IV | bizzarra? Siamo tutti così alieni dal trovare le male ragioni 196 XI | me non mancano legna per alimentare il mio fuoco.~— Vade retro!... — 197 Pro | lasciando sulla sinistra allargarsi i prati e le vigne. Dietro 198 XIII | modesta e male in arnese, allattar figli, invecchiare e morire? 199 XIX | morello, che mise un nitrito d'allegrezza, come se avesse capito il 200 XX | compagnia e voglia di stare allegri.~Dice il proverbio francese: “ 201 IV | Ma tu mi sembri un allocco, ora, e mi faresti scappar 202 VIII | cavalli, ora adattarsi ad alloggiare e nutrire i suoi cani.~Per 203 XI | un pochino per altri, non allontana me dal mio fine. Che tu 204 X | dono del diavolo, se doveva allontanare Getruda dal santo timor 205 II | ereditarii, e quanto più s'allontanarono dal trono acquistarono forza 206 IV | contenti in casa tua che ti allontanassi dagli Arimanni, per andare 207 XIX | forse ci eravamo già troppo allontanati, abbiam fatto consiglio, 208 XVI | raccorciati alla giusta misura.~— Allontànati! — gridò Marbaudo. — Non 209 XV | avvicinarsi dell'altro, si allontanava sempre più verso il fiume! 210 IX | Getruda e Dodone che si allontanavano solleciti, a mala pena conobbero 211 XV | della santa croce, tu ti allontanerai dalle gare degli uomini.~— 212 XVIII| scabini e i trombettieri allucinati del pari, e aver dato a 213 XVI | morto, il cane! — soggiunse, allungando una pedata al castellano. — 214 XVI | che ha avuta la virtù di allungarsi, dopo che i suoi rami son 215 XV | della falcie di Legio si allungasse un po' troppo verso di lui, 216 XIV | Legio. — Eccolo da capo allungato.~— Non badare, o scabino. 217 XV | dell'erba; e le braccia si allungavano in proporzione, e il manico 218 XVI | quante braccia vuoi che s'allunghi, esso ti ubbidisce subito, 219 XII | castellano Rainerio parve una allusione diretta, un acerbo rimprovero 220 II | esercitava, e per il tono d'alterigia con cui trattava la gente. 221 XIX | Dodone, che rideva e piangeva alternamente, e che fu pietoso consiglio 222 XIX | trinciate nell'aria, a versetti alternati del salmo Deus in nomine 223 XII | liberi, non avevano altra alternativa che di coltivare la terra 224 XVIII| vengo da abbattere gli alti pini sottili, per farne 225 V | esaltati per i suoi fini altissimi, che a noi non è sempre 226 | altrettali 227 | altrettanta 228 | altrettanto 229 IX | a pari della giovane. — Alza la fronte, fanciulla, e 230 IV | vedere; — rispose Getruda, alzando le spalle.~Qui veramente 231 III | dei campi: amar la fatica, alzarci per tempo e andar tardi 232 VI | castellano Rainerio. Si alzò, con molta premura, per 233 XIII | nessuno lo vinceva nella amabilità del discorso. Il castellano 234 XX | tenevano il sentiero dei monti, amando meglio raddoppiare la lunghezza 235 V | que' tempi, così poveri di amanuensi, e in cui la cartapecora 236 X | stato da lui, lagnandosi amaramente della figliuola, diventata 237 VII | torcendo le labbra in un amaro sorriso. — Andrei superba 238 XIII | fondo, siamo un po' tutti amati per qualche cosa, che ci 239 XVII | del vecchio Dodone, mio amatissimo suocero, che son dolente 240 XVI | smeraldi, balasci, crisoliti, amatiste, opali, zaffiri, lapislazzuli, 241 XVIII| Marbaudo, quegli che tu amavi chiamar figlio, e che sperava....~— 242 I | Chiesa? Cosseria entrava nell'àmbito delle terre assegnate da 243 VII | immagini agli occhi delle donne ambiziose. Dei suoi discorsi sa già 244 XIII | vero? e in quella pace si amerebbero tanto! e non farebbero altro 245 VII | accettando un uomo che non amerò, preferisco invecchiare 246 X | altri crederà ch'ella sia ammaliata da te, quella cara figliuola.~— 247 VII | ossa; ma non vorrà mica ammazzarmi. —~Rainerio le prese la 248 IX | quarta parte del campo. Ti ammazzerai a tentarlo. —~— Mi ammazzerò, 249 IX | ammazzerai a tentarlo. —~— Mi ammazzerò, ma avrò vinto; — replicò 250 VIII | voci, i servi di un conte, ammessi per grazia sua al servizio 251 XIV | così tardi, non puoi essere ammesso alla gara.~— Chi lo dice?~— 252 I | finita!~Il lettore discreto ammetterà che fossero molti e gravi 253 I | Ottone, che noi possiamo ammettere così nominato da un supposto 254 XIX | Curia.~— Ebbene, sia pure, ammettiamolo per un istante; — disse 255 II | palpebre aggrinzate; e il furbo ammicco si mutò in un sorriso melenso, 256 I | curare le sue ragioni, ad amministrare la giustizia, a levare i 257 I | superiore, la giustizia era amministrata in ultimo appello dai conti. 258 IV | più o meno legittimi, che amministrava Rainerio; dai Vignaroli 259 XIII | castellani della Langa, che amministravano la giustizia in nome del 260 XII | del piacere, e pronto ad ammirar la bellezza più che non 261 VII | fosse maggiore. Chi potrebbe ammirarla? chi si degnerebbe di riconoscerla, 262 III | insidiosa di un viandante ammirato. Ma Dodone aveva un occhio 263 XVI | così grosso. Ebbene, tu non ammiri, Scarrone? non ti rallegri 264 VIII | scapoli, s'intende; gli ammogliati sono esclusi, o corrono 265 II | corrugate; ma scendeva ad ammorzarne la terribilità castellana 266 XI | con tutta la sua furia amorosa, non sapeva ancora a qual 267 XIII | Essa gli farebbe oneste ed amorose accoglienze, non è vero? 268 I | Albenga, e qua e là, nell'ampio territorio, spesso turbati 269 II | coda di un commento, di una amplificazione retorica. Che diamine! Non 270 X | I rimorsi del canonico Anaperto~e le paure del castellano 271 III | la superbia dell'antica ancella delle regine di Neustria, 272 VIII | homines, per allora, bisognava andarli a trovare nelle città e 273 Pro | sacra costumanza impone di andarlo a bere lassù. Il cuoco è 274 XI | nella tua pelle, vorrei andarmene subito a convocare il Capitolo, 275 IX | dei suoi dominii. Tu devi andarne superba, mi pare. Bella 276 XX | sovrano abbastanza forte per andarsi a far coronare.~Teofania, 277 XIV | il passo; tenne, quella andatura trascurata che già conosciamo, 278 Pro | confidenza che gli faccio. Andavo quel giorno ai Rivèi.~Si 279 XI | che resta ancor dubbio se andrai di sopra o di sotto, mi 280 VII | Guido di Spoleto. Laggiù andremo a prendere la fortuna pei 281 IV | a Cairo.~Oltrepassato l'androne della vecchia porta romana, 282 I | lontano; dispostissimo ad angariarli, quando per disgrazia loro 283 XI | giorno che uscimmo noi, angeli, allegro sciame di alati 284 V | così a occhio e croce le angustie del vecchio, il canonico 285 V | inganni; — replicò Ansperto, animandosi nella controversia come 286 XI | ripigliò il canonico, animato dalla concessione. — Quanto 287 XX | particolare, a Paterno, dove l'animosa donna prese vendetta allegra, 288 Pro | poetico romitorio di Sant'Anna. Risalendo sempre, dopo 289 X | ch'io temevo? — diss'egli annaspando, dopo un momento di pausa.~— 290 V | e non dài alla curia nè annate, nè decime. Ricordati, Dodone, 291 XVI | altro, con tutti i titoli annessi e connessi, lo avrai a suo 292 XVII | adempimenio di un patto, che era annesso alla gara.~— Sentiamo il 293 XX | di crepacuore, nel primo anniversario della morte di Getruda. 294 XIII | ore del giorno. Ogni cosa annoia; l'ambizione e la potenza, 295 XI | la fanno, e non sono da annoverarsi tra quelli che la fanno 296 VIII | solito quella parte degli annui tributi che gli aldioni 297 VIII | prato nel termine che aveva annunciato.~— Ah! — esclamò Ferrario, 298 XVI | natura, chi sei? Chi dovrò io annunziar vincitore?~— Curiosità, 299 X | e stagionata nipote, ad annunziargli la visita di un gran personaggio; 300 XVII | profondamente, — ho grandi cose da annunziarti. È qui, con numeroso corteo, 301 XIX | che la fine del mondo sarà annunziata da strani prodigi.~— Orbene, 302 XIX | suo. — Gli strani prodigi annunzieranno davvero la fine del mondo? —~ 303 I | ambizione avevano pur dato ansa con le loro paroline soavi, 304 VIII | tutti osservato. Signum Anselmi comitis marchionis. Ego 305 XVIII| Ebbene, che è? — domandò ansioso Marbaudo.~Dodone guardò 306 II | gli rendeva giustizia, anteponendolo facilmente a tutti i giovani 307 III | Il castellano, a cui si anteponeva così in mal punto l'autorità 308 IV | volentieri; certamente pareva anteporlo a tutti gli altri vagheggini 309 Pro | accenni a fatti dei secoli anteriori, a pergamene, a diplomi 310 V | neanche una cassapanca d'anticamera, e se a rigore di termini 311 Pro | proprio; ho letto carte antiche, documenti notarili intorno 312 VIII | da scara e da masnada, antichissime voci, i servi di un conte, 313 IV | conosciuti di presente quei nomi antichissimi di corti e di ville, nomi 314 XX | avrebbe dovuto venire, anche anticipata di due anni, la fine del 315 VIII | scabini per fare i conti in anticipazione. Essi vedono d'ora in ora 316 II | a quella brutta figura antipatica che la leggenda ha regalata 317 VII | Ebbene, — ripigliò Getruda, — anzichè diventar cattiva, accettando 318 XIX | consiglio di amici condurre all'aperto, dove non avesse più sotto 319 I | ventesimo capitolo dell'Apocalisse, dove l'apostolo Giovanni 320 VIII | discese lo Spirito Santo sugli Apostoli, cinquanta dì dopo la risurrezione 321 V | perfino in Roma, nella sede apostolica, che la possedessero intiera, 322 I | dell'Apocalisse, dove l'apostolo Giovanni vide dopo mill' 323 III | verità; non nella idea della apoteosi, ma nella specie sonante.~ 324 III | vezzosa Fredegonda non si era appagata di piacere all'accorto Landerico. 325 II | comandare, dovunque ella appaia, e non per obbedire, non 326 XVIII| stregoneria in tutto quell'apparato sontuoso, e sopra tutto 327 Pro | questo nome di Marabotto appare in compagnia di tant'altri. 328 Pro | tavola druidica su cui era apparecchiata la mensa, e il mio amico 329 XIX | orali? A giudicarne dalle apparenze, questa terra, se non è 330 XVI | di vecchiaia; perciò ti apparisce così grosso. Ebbene, tu 331 XIII | tutti quei contadini, che apparivano gentili a stento nella breve 332 XVI | guardando quella strana apparizione.~— Ebbene, — disse Legio, — 333 I | Rainerio, che faceva frequenti apparizioni lassù, e frequenti atti 334 XIII | narratore ascoltato, era apparso primo fra tutti i giovani 335 XVIII| la legge; la figlia deve appartenere a chi ha vinta la gara dei 336 XVIII| lo tradisse già, prima di appartenergli. Il conte ha fatta la legge; 337 VI | decorate voi altri. Se poi appartenessero alla Chiesa le terre su 338 I | vescovili. A qual diocesi appartenevano? a quella d'Alba, o a quella 339 VII | odiare quell'uomo a cui apparterrò?~— No, figlia mia, non devi 340 I | era amministrata in ultimo appello dai conti. E i figli d'Aleramo, 341 XVI | pappagorgia di lui; perciò s'era appiattato.~— Ebbene, mastro Scarrone! — 342 IV | tutto ciò, voglio che m'appicchino sulla più alta torre di 343 VI | imperiale non ti restasse appiccicata alle dita. Aggiungi poi 344 Pro | avvenuto che io son rimasto appiccicato a quest'angolo di mondo, 345 X | castellano. Con che animo si era appigliato il castellano al partito 346 Pro | diceva a certi suoi amici, appoggiando la frase con un'alzata di 347 XIX | volto. Luitprando aveva appoggiata sul letto la croce.~Pregavano 348 IV | nostro giovinotto si fosse apposto al vero, sospettando di 349 XIII | ti prego. —~Anselmo si appressò ancora, chinò il volto sul 350 XVII | la mia galera ha dovuto approdare a Savona, invece di toccare 351 Pro | questa esclusione; anzi ne approfitta, per giungere l'ultimo sulla 352 I | giudicava a suo modo e si appropriava volentieri gli oggetti del 353 XII | Dio tolga, che io non approvi col pensiero, quando parla 354 Pro | andare al punto dove si apre la valletta della Bàissa, 355 IV | pareva di aver fatto molto, aprendo l'animo suo a Marbaudo, 356 XVIII| redenzione, e s'avviò, per aprire la marcia.~Al nostro canonico 357 VII | da me. Ma sarei pazzo, ad aprirgli l'animo mio un'altra volta. 358 XII | incappucciati sul pugno, aprivano la marcia.~Sul bruzzico 359 V | buon vecchio prete; non un'aquila, non un cigno, nè altro 360 II | quella durezza di profilo aquilino, a cui rispondeva la imperiosità 361 XVII | Chetati dunque, e facciamo arbitra del nostro litigio questa 362 V | loro autorità contro gli arbitrii del castellano e del conte?~— 363 Pro | desiderio di penetrare l'arcano, di trovare la connessione, 364 XX | vicem Petri Cumani episcopi archicancellarii. Data anno dominicae incarnationis 365 Pro | cercarla con molta fatica in archivii non sempre aperti al maggior 366 VI | ne andò via, pettoruto ed arcigno, dal chiostro di Santa Maria.~ 367 XIX | cavallo. —~E balzato in arcioni, spronò il suo morello, 368 V | servi della curia d'Alba non ardisce aprir bocca.~— Sì, per farmi 369 Pro | dura per essenza, ed io non ardisco pretendere che me la rendano 370 XIII | come un oracolo; nove non ardiscono, e uno non cura di dirgli 371 XI | il pro ed il contro dell'ardita proposta. Ma dopo quell' 372 II | pensiero della bella Getruda.~L'arditezza dell'espressione era molta, 373 XV | farebbe, invocati con tanto ardore di desiderio da una bella 374 XII | carezze del sole e agli ardori volgari di mandriani e bifolchi.~ 375 XIV | sacelli, dei tempietti, delle are compitali; ma poco dopo, 376 Pro | sopra una gran pietra d'arenaria, acconciamente spianata, 377 XII | monotona, ma la voce era argentina. Mi fermai a guardare tra 378 V | dei barbari invasori, essa arginò i vostri fiumi, risanò le 379 V | il prete. — Hai forse da argomentarne che l'animo suo sia stato 380 Pro | secchio d'acqua. I maligni argomenteranno che in quel momento la bella 381 VIII | termine di giorni e d'ore si argomentino falciare il prato in discorso: 382 IX | presenza di Dodone il banditore argomentò facilmente che fosse Ingetruda 383 III | Ma subito la sua faccia arguta si compose ad una espressione 384 II | intromissione cortese di spiritelli arguti e di fate benefiche.~Marbaudo 385 XIII | nascer colà, mal nutrito dall'arido galestro dove aveva profondate 386 X | quel povero ragazzo degli Arimani lavora come ha promesso, 387 XIV | casa degli Arimanni (domus Arimannorum, nelle carte del Mille); 388 VIII | con buona scorta d'uomini armati, alla volta d'Acqui, recando 389 XIII | un tuo cenno castaldi ed armigeri, esecutori fedeli delle 390 Pro | già di capirla. Dissonanze armoniche a tutto spiano, e neanche 391 XVI | son serviti a sostenere le arpe dei più lunghi salmisti 392 XI | guidaleschi, come certe bestie arrembate. Io ti ho dato un consiglio 393 VIII | contea pagavano sempre in arretrato, dopo fatte le ultime vendite 394 IX | soldato.... se la fortuna mi arridesse tanto da far guadagnare 395 IX | Quella sera il giovanotto si arrisicò di salire a Croceferrea, 396 II | che non pensa di doverci arrivare anche lei, all'età dei capelli 397 XVIII| pensiero. E bisognò che arrivasse molto vicino, perchè egli 398 V | privilegi della Chiesa, arrogandosene l'uso per sè? Sono deposti, 399 X | suo nome? Qui, poi, non ti arroghi ancora l'autorità, non solo 400 XIII | maravigliosa bellezza? Non arrossire, ti prego. La fama non mi 401 IX | frutti della falciatura! E tu arrossisci, Ingetruda? Mi piace il 402 IX | con una buona falce, bene arrotata, anzi con due o tre lame 403 VIII | e appena ebbe finito, e arrotolata da capo la sua pergamena, 404 II | età dei capelli bianchi e arruffati, delle faccie grinzose e 405 XII | vivaci della salute sotto l'arsiccio del viso, e con la tranquilla 406 I | dottrina Nepote, vescovo di Arsinoe, in Egitto; ma fu combattuto 407 XII | sentiero boschereccio, col viso arso dal sole, e coi colori vivaci 408 III | nobilmente legata in oro dall'artefice, per piacere ai potenti 409 XIV | maestre si riprendevano da artefici cristiani, per rifabbricare 410 VIII | collegi, o compagnie degli artieri.~E non si rise, ascoltando 411 XIV | Siamo intesi? —~Con quest'artifizio si confidava il castellano 412 XVI | aveva ricevuta in dono da Arun el Rascid, il grande sultano 413 XI | aria di non farla.~— Che arzigogoli son questi? io non t'intendo; — 414 XVII | più nobile della prima, ascendeva il poggio di Croceferrea 415 III | e lasciano la vanga, per asciugarsi il sudore; quando hanno 416 III | il sudore; quando hanno asciugato il sudore, raccolgono il 417 III | se tu non mostrassi di ascoltar volentieri le sue ciance. 418 VIII | pagina comitale era stata ascoltata nel più religioso silenzio 419 II | diletto non lieve di una bella ascoltatrice. Marbaudo non sapeva l'arte, 420 I | sesso, la bella Getruda ascoltava i consigli del canonico 421 XII | Rainerio, inchinandosi. — Io ascoltavo con reverenza.~Il conte 422 IV | tuo onesto desiderio ti ascolterà. Fammi la grazia! —~Con 423 XIX | buono, mi dicono tutti, e l'ascolterai benignamente; non farai 424 X | paura di lui.~— E tu lo ascolteresti; — disse di rimando il castellano.~— 425 VII | interruppe Getruda. — Io ti ascolterò volentieri in ogni discorso 426 Pro | Cengio. Tra quelle colline si ascondono graziose e ombrose vallette, 427 VI | qual cagione dovesse egli ascriver l'onore di una visita così 428 Pro | della posta. È l'uomo che aspetta la posta; e così avviene 429 XVIII| folla che stava sull'aia, aspettandolo.~A tutta prima diede un' 430 XVII | ti rimarranno sul cuore, aspettandone invano degli altri. —~Così 431 III | Quanto a me, ho altro da aspettarmi che una grande fortuna! 432 XIV | posti ai falciatori che aspettavano.~Uno di essi, il Matto, 433 XIII | Ecco una cosa che non m'aspettavo di sentir ricordata a Croceferrea. 434 V | Preghiamo il Signore Iddio, e aspettiamo che egli la illumini, come 435 VII | figliuola, e Dio ti guardi dall'aspide velenoso, che striscia tra 436 XIX | con una lunga criniera d'aspidi dardeggianti le teste triangolari 437 V | persuada una volta. Se no, assaggerà un altro legno!~— Farò quel 438 XVIII| debito nostro di opporre all'assalto tutte le forze della povera 439 XX | Ottone III passò le Alpi, assediò Milano, l'ebbe, e vi fu 440 I | nell'àmbito delle terre assegnate da Guido imperatore al conte 441 IX | incatenato al posto che gli ha assegnato il suo destino. Eppure, 442 X | era il vincitore, ed egli assegnava a lui il premio; o si vedeva 443 XII | nostri savi scabini, vi assegneranno i posti, per cominciare 444 XIV | oltre, verso la collina, assegnò il suo posto al Matto; andando 445 XIX | bene, — disse il conte, assentendo. Nè altra selvaggina vi 446 XIV | il capo, quasi in atto di assentire; ma nel fatto non si mosse. 447 II | cosa? —~La fanciulla aveva assentito, con un lieve cenno del 448 Pro | qui, in confidenza, si può asserire che un amore soverchio gli 449 VIII | marchese; e chi il contrario asserisce o pensa, abbia ad essere 450 II | Agli uni e agli altri sa assestare una buona legnata, e nel 451 XVII | cavaliere, che parlava con tanta asseveranza al conte Anselmo, volgendo 452 XIII | ciò?~— La tua bellezza ti assicura ogni privilegio più grande; — 453 V | le testimonianze viventi assicurano il suo legittimo possesso, 454 IX | nostro gaio signore vuole assicurare per marito il più forte 455 I | quale, per essere stata assicurata ad essi in una region di 456 I | imperatore al conte Guglielmo, assicurate dai successori suoi al marchese 457 V | così grande benefizio fu assicurato, e un po' di gente timorata 458 IX | Marbaudo.~— Che Iddio ti assista, figliuolo! E implora il 459 IX | con gli scabini che mi assisteranno; — rispose Rainerio. — Non 460 XIV | Io, e gli scabini che mi assistono.~— Sentiremo anche l'opinione 461 XII | rinterzata da una sapiente associazione di colori e di profumi, 462 VIII | non potevano sperare di assoggettarsi così facilmente, come facevano 463 V | potenza degli oppressori, di assumere al loro cospetto la difesa 464 VII | lei che Ansperto si fosse assunto l'incarico di persuaderla 465 XVIII| un terzo prese la grande asta sormontata dal segno della 466 XII | Bormida, e più su verso Asti, dando così fondamento e 467 VIII | pergamena, per rimetterla nell'astuccio di cuoio che teneva alla 468 XIII | balenare a' suoi occhi dall'astuto Rainerio, nella persona 469 XIX | non avessimo la forza dell'astuzia, che è tanto da più della 470 XVII | il Matto, Ermenfredo e Ataulfo scherani di Rainerio tuo 471 II | montanaro.~Quel giovane atleta, che pareva così timido 472 II | moderno avrebbe senza fallo attaccati, e in cui si può rimanere 473 XV | lista di falciatura, avendo attaccato il maggese da un punto della 474 XIII | braccia prosciolte, nell'atteggiamento di una bella dama che ascolti 475 XX | baroni, che qualche volta si atteggiano a difensori del popolo. 476 XVI | Scarrone; già il mio cortèo mi attende, per salire a Croceferrea.~— 477 VII | canonico Ansperto si dispose ad attendere la visita della bianca Getruda. 478 XIX | quella di Getruda, dove li attendeva un miserando spettacolo.~ 479 VI | fruttargli il suo dominio; io attendo, in nome suo, a tutti i 480 VI | Cesare — mormorò egli. — Io m'attengo al modesto uffizio di consolare 481 XIII | tacita esortazione lo sguardo attento e più lungo del solito, 482 XVII | monti, e sfoga il suo dolore atterrando alberi a colpi di scure. 483 I | fatta rinascere allora per atterrire le plebi? o per abbattere 484 XVIII| racconto di quella gente atterrita.~Già, egli stesso aveva 485 XVIII| riprese Marbaudo, atterrito. — Che è di tua figlia?~— 486 XI | canonici, quando siete così atticciati e bofficioni, mi servite, 487 XIX | alcune voci dalla camera attigua. — Son fuggiti i demoni! 488 IV | Maria, entrò nel chiostro attiguo, e domandò del canonico 489 XVII | guardava, beveva per gli occhi attoniti quelle insolite grandezze, 490 XIX | quel punto dove lo avevano attorniato i saltatori beffardi. Ma 491 XIV | miglio di strada deserta, attraversando incolte boscaglie, costeggiando 492 XX | diavolo. Così nessuno osò più attraversare il prato dopo l'avemaria; 493 XX | presto non piacque nemmeno attraversarlo di giorno. Gli uomini di 494 Pro | passate le undici, quando attraversò il ponticello di legno che 495 IX | qualche volta un uomo forte ed audace.... Ah, sì, se io fossi 496 IV | una figlia risponde così audacemente voglio e non voglio a suo 497 II | presenza delle donne, era audacissimo nelle cacce sui monti, infestati 498 XIX | tempestatibus imperavit. Audi ergo, et time, Satana, inimice 499 II | parlando sottovoce, — io non ti auguri, o Getruda, di ritrovare 500 V | fronte loro, questa diviene augusta, e vi germogliano i pensieri 501 III | Dodone di Croceferrea era un augustale a suo modo; non adorava 502 XX | serenissimi imperatoris augusti. Heribertus cancellarius 503 XX | clementia Romanorum imperator augustus,„ notificò alla “industria