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AL
MUNICIPIO DI LUCCA
CHE
PEI VALOROSI TOSCANI
TRA CUI NON ULTIMI I FIGLI SUOI
NEL XXIX MAGGIO MDCCCXLVIII
MORTI COMBATTENDO SUI CAMPI LOMBARDI
DI TANTA GLORIA DI TANTO SACRIFICIO RICONOSCENTE
VOTAVA SOLENNI ANNIVERSARIE ESEQUIE
QUESTO MEMORE CARME
INTITOLA
L'AUTORE
.....Fia caro e lagrimato il
sangue
Per la Patria versato, e finchè
il sole
Risplenderà sulle sciagure umane.
U. Foscolo, I
Sepolcri.
Epico
Vate, interroga
Il
quarant'otto, e scrivi:
Della tua cetra
il sonito
Scuota
d'Ausonia i vivi,
E la gloriosa
istoria
Ai figli nostri
impara:
De profundis
pei morti a Montanara.
Erano
lieti e floridi
Nella più balda
etade
Quei mille che
lasciarono
Le tosche lor
contrade,
E volontari
corsero
All'immortal
tenzone.
De profundis
pei morti a Curtatone.
E
l'Appennin varcarono
Pieni d'Italia
il core,
Sciogliendo
ardito cantico
Bello di patrio
amore,
Con quel desio
magnanimo
Che a forte
oprar prepara.
De profundis
pei morti a Montanara.
Sostâr
tra il Mincio e l'Oglio. —
Volgea fulgido
il raggio
Del Sol, presso
al meriggio,
Nel ventinove
maggio,
Quando s'udì
per l'etere
Il tuono del
cannone.
De profundis
pei morti a Curtatone.
"Toscani,
le Termopili
Là sono, o vita
o morte"
Grida il nuovo
Leonida:
Cadrà in sua
trista sorte
La maledetta
Gerico
A libertade
avara.
De profundis
pei morti a Montanara.
Viva
Italia! rispondono
I giovani
guerrieri;
Italia alto
ripetesi
Pe' campi e pe'
sentieri;
E, viva
Italia, Italia!
Di guerra è la
canzone.
De profundis
pei morti a Curtatone.
All'armonia
terribile
Accesa è la
battaglia...
S'agita dubbio
il Teutono...
L'un sull'altro
si scaglia....
E i nostri il
sangue versano
Per questa
Terra cara.
De profundis
pei morti a Montanara.
Scoppiavano,
scrosciavano
Bombe,
mitraglia e palle;
Assalti, urti
alternavansi
Sulla trincea,
nel calle...
—Ed il figliuol
d'Etruria
Fu indomito
leone. —
De profundis
pei morti a Curtatone.
Sorge
un' incendio: — e prossima
Spera vittoria
l'oste.
Mancan le
miccie... e miccie
Dal petto e
dalle coste
Son le ardenti,
che strappano,
Vesti i feriti
a gara.1
De profundis
pei morti a Montanara.
Io
narro gloria. — In numero
Maggior ben
cinque volte,
Chiuse
nell'armi, intrepide
Eran le schiere
accolte
Che ai ludi si
slanciarono
Di sanguinoso
agòne.
De profundis
pei morti a Curtatone.
Sguerniti
i nostri, e poveri
Di bellici
strumenti,
Pel Dritto e
per la Patria
Pugnavano....
furenti.
— E s'ingoiò
l'estraneo
La gran
menzogna amara. —
De profundis
pei morti a Montanara.
Ma
gli uni già s'arretrano...
Di fronte, a
tergo, a lato
Preme il
nemico. Sfidano
Gli altri più
fermi il fato....
— E il Sol
dolente, celere
S'ascose entro
il burrone.
De profundis
pei morti a Curtatone.
Riedi
a Verona, o Teutono,
Perduta è la
giornata!
D'Eroi breve
manipolo
Ti sgominò
l'armata.
Riedi: — sarà
poi vindice
Lo scherno di
Novara..!
De profundis
pei morti a Montanara.
Rinacque
il giorno. Caddero
Le mura di
Peschiera:2
E all'aure
insieme ondeggiano
La Croce e la
Bandiera
Che nel Benàco
specchiansi
Dall'alto del
torrione.
De profundis
pei morti a Curtatone.
Là
sui cruenti Tumuli
Splende una
luce bella:
A propiziare il
secolo
Veglia di Dio
la stella.
[Raggio di fede
ai popoli.]3
De profundis
sull'Ara
Dei morti a
Curtatone e a Montanara.
Cinte
del peplo italico,
Vergini sacre e
donne,
Pietose al Ciel
volgendovi,
Ai colli di
Sionne,
Date melòdi e
cantici.
De profundis, corone,
Ai morti a
Montanara e a Curtatone.4
1 Mi limiterò a
far cenno del bravo cannoniere Elbano Gasperi, nativo di Porto-Ferraio, che si ridusse
pressochè nudo, e stava fermo e risoluto a continuare il fuoco del suo cannone,
altro fra i quattro che tenevano i Toscani, mentre delle munizioni incendiate
aveano ucciso diversi artiglieri.
2 È noto che il combattimento del 29 maggio 1848,
sostenuto così mirabilmente da tanto fiore di gioventù toscana (e giustizia
vuole non si dimentichino i Napoletani che vi presero parte e gareggiarono in
prodezza) diretto a Curtatone dal colonnello piemontese Campia e a Montanara
dal tenente colonnello Giovannetti, lucchese, nobile avanzo dei dragoni di
Napoleone I, ambidue intrepidi condottieri, ritardò ai Tedeschi la marcia per
battere l'esercito sardo e liberare Peschiera dall'assedio, col quale più
gagliardamente si stringeva nel dì 28, iniziato dopo la battaglia di Santa
Lucia e felicemente operato mercè la saggezza del valoroso ed invitto
Espugnatore, il compianto Duca di Genova. Nel giorno seguente Carlo Alberto,
ben disposto a battaglia, potè respingere vittoriosamente il nemico, e dalle
alture di Somenzari inseguirlo, di maggiori perdite danneggiandolo; sicchè il
Rath, comandante della fortezza, e il più prode fra i difensori della medesima,
maggiore Ettinghausen, alle ore 4 pomeridiane dovettero, loro malgrado, venire
ai patti della resa.
In
quest'altra splendida pugna, il magnanimo Re, sempre presente, ed intrepido tra
il fuoco de' moschetti e delle artiglierie, fu colpito ad un'orecchio da una scheggia
di bomba, e Re Vittorio Emanuele,
allora Duca di Savoja, che colla voce e coll'esempio animava i soldati
slanciandosi nei luoghi di maggiore pericolo, rimaneva ferito da una palla in
una coscia.
3 Questo verso in parentesi quadra è
inserito con correzione a penna nell'edizione di riferimento, ma palesemente
mancherebbe se non inserito. Anche nella nota successiva le parole inserite in
parentesi quadra sono correzioni a penna, probabilmente dell'autore. Nota per
l'edizione elettronica Manuzio.
4 Mi è caro chiudere queste umili pagine col
far parola del [benemerito] Comitato di 17 rispettabili cittadini e compagni
d'arme dei caduti, che fino dal 1867 fu eletto in Firenze, per raccogliere i
mezzi necessarii all'erezione d'un Monumento commemorativo [che s'inaugura in
quest'anno] sui campi di Curtatone e Montanara. Il disegno è del valente
Architetto Sig. Giuseppe Poggi, che fu pure tra i combattenti. Oltre i privati,
molti Municipj di questa bella parte d'Italia concorsero all'opera santa e
pietosa, tra i quali, con deliberazione del 9 aprile scorso, il Municipio di
Lucca, cui specialmente raccomando la mesta elegia che m'inspirava chi per
tanta carità di patria fu spento, e che nel nome d'Italia ho compiuta.
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