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| Giuseppe Andrea Rocca I martiri di Curtatone e Montanara IntraText CT - Lettura del testo |
AL
MUNICIPIO DI LUCCA
CHE
PEI VALOROSI TOSCANI
TRA CUI NON ULTIMI I FIGLI SUOI
NEL XXIX MAGGIO MDCCCXLVIII
MORTI COMBATTENDO SUI CAMPI LOMBARDI
DI TANTA GLORIA DI TANTO SACRIFICIO RICONOSCENTE
VOTAVA SOLENNI ANNIVERSARIE ESEQUIE
QUESTO MEMORE CARME
INTITOLA
L'AUTORE
.....Fia caro e lagrimato il sangue
Per la Patria versato, e finchè il sole
Risplenderà sulle sciagure umane.
U. Foscolo, I Sepolcri.
Epico Vate, interroga
Il quarant'otto, e scrivi:
Della tua cetra il sonito
Scuota d'Ausonia i vivi,
E la gloriosa istoria
Ai figli nostri impara:
De profundis pei morti a Montanara.
Erano lieti e floridi
Nella più balda etade
Quei mille che lasciarono
Le tosche lor contrade,
E volontari corsero
All'immortal tenzone.
De profundis pei morti a Curtatone.
E l'Appennin varcarono
Pieni d'Italia il core,
Sciogliendo ardito cantico
Bello di patrio amore,
Con quel desio magnanimo
Che a forte oprar prepara.
De profundis pei morti a Montanara.
Sostâr tra il Mincio e l'Oglio. —
Volgea fulgido il raggio
Del Sol, presso al meriggio,
Nel ventinove maggio,
Quando s'udì per l'etere
Il tuono del cannone.
De profundis pei morti a Curtatone.
"Toscani, le Termopili
Là sono, o vita o morte"
Grida il nuovo Leonida:
Cadrà in sua trista sorte
La maledetta Gerico
A libertade avara.
De profundis pei morti a Montanara.
Viva Italia! rispondono
I giovani guerrieri;
Italia alto ripetesi
Pe' campi e pe' sentieri;
E, viva Italia, Italia!
Di guerra è la canzone.
De profundis pei morti a Curtatone.
All'armonia terribile
Accesa è la battaglia...
S'agita dubbio il Teutono...
L'un sull'altro si scaglia....
E i nostri il sangue versano
Per questa Terra cara.
De profundis pei morti a Montanara.
Scoppiavano, scrosciavano
Bombe, mitraglia e palle;
Assalti, urti alternavansi
Sulla trincea, nel calle...
—Ed il figliuol d'Etruria
Fu indomito leone. —
De profundis pei morti a Curtatone.
Sorge un' incendio: — e prossima
Spera vittoria l'oste.
Mancan le miccie... e miccie
Dal petto e dalle coste
Son le ardenti, che strappano,
Vesti i feriti a gara.1
De profundis pei morti a Montanara.
Io narro gloria. — In numero
Maggior ben cinque volte,
Chiuse nell'armi, intrepide
Eran le schiere accolte
Che ai ludi si slanciarono
Di sanguinoso agòne.
De profundis pei morti a Curtatone.
Sguerniti i nostri, e poveri
Di bellici strumenti,
Pel Dritto e per la Patria
Pugnavano.... furenti.
— E s'ingoiò l'estraneo
La gran menzogna amara. —
De profundis pei morti a Montanara.
Ma gli uni già s'arretrano...
Di fronte, a tergo, a lato
Preme il nemico. Sfidano
Gli altri più fermi il fato....
— E il Sol dolente, celere
S'ascose entro il burrone.
De profundis pei morti a Curtatone.
Riedi a Verona, o Teutono,
Perduta è la giornata!
D'Eroi breve manipolo
Ti sgominò l'armata.
Riedi: — sarà poi vindice
Lo scherno di Novara..!
De profundis pei morti a Montanara.
Rinacque il giorno. Caddero
Le mura di Peschiera:2
E all'aure insieme ondeggiano
La Croce e la Bandiera
Che nel Benàco specchiansi
Dall'alto del torrione.
De profundis pei morti a Curtatone.
Là sui cruenti Tumuli
Splende una luce bella:
A propiziare il secolo
Veglia di Dio la stella.
[Raggio di fede ai popoli.]3
De profundis sull'Ara
Dei morti a Curtatone e a Montanara.
Cinte del peplo italico,
Vergini sacre e donne,
Pietose al Ciel volgendovi,
Ai colli di Sionne,
Date melòdi e cantici.
De profundis, corone,
Ai morti a Montanara e a Curtatone.4
In quest'altra splendida pugna, il magnanimo Re, sempre presente, ed intrepido tra il fuoco de' moschetti e delle artiglierie, fu colpito ad un'orecchio da una scheggia di bomba, e Re Vittorio Emanuele, allora Duca di Savoja, che colla voce e coll'esempio animava i soldati slanciandosi nei luoghi di maggiore pericolo, rimaneva ferito da una palla in una coscia.
E la Storia imparziale lo segnava nell'eterno volume, aggiungendo ai gloriosi fasti d'Italia la presa di Peschiera e la vittoria di Goito.