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Giovanni Berchet
Ballate e romanze

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  • ANTICHE ROMANZE SPAGNUOLE   TRADOTTE DA   GIOVANNI BERCHET
    • LA MORTE DI DURANDARTE
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LA MORTE

DI DURANDARTE

 

Por el rastro de la sangre,

o Belerma o Belerma...

 

GRIMM. — SILVA DE ROM.s EC. VIENNA 1315.

 

Dietro il sangue che lasciava

Durandarte sul cammino,

Tra le asprezze d'una selva

Tenea strada Montesino.

Ben non era ancor mattina

Quando ei gìa su que' vestigi;

Nondimen suonavan l'alba

Le campane di Parigi.

Come uom ch'esce di battaglia,

Rotto ha piastre e panzerone:

Non rimangli della lancia

Che in man destra un sol troncone,

Un troncon di verso il calcio;

Poi che il ferro ei lo perdea

Dentro il corpo d'Albenzàide,

Moro d'alta rinomea.

Il Francese tien quel fusto

A servigio di bacchetta;

Perchè, stanca, la cavalla

Non va più s'ei non l'affretta.

Vedea l'erba com'ell'era

Sanguinata sul sentier:

E fea palpiti il suo cuore,

Fea sospetti il suo pensier.

Se un di Francia, un qualche amico

Fosse mai quel disgraziato!

E confuso in tal temenza

Verso un faggio era avviato.

Mira steso un cavaliere

Che par trarlo alla sua volta,

Dando voce che si avacci,

Perchè l'anima gli è tolta

Non ravvisalo il Francese

Per guardar che molto ei faccia;

La ventaglia di quell'elmo

Gl'impedia, veder la faccia,

Saltò giù de la cavalla;

Quella testa disarmò:

E il cugin, più che la vita

Caro a lui, raffigurò.

, tra l'ultime parole

Compagnia gli fece, umano.

Braccio il sano al ferito:

Il ferito parla al sano;

E per non parlar piangendo,

Tenne un po' il rammarichio.

Stretto a lui, proruppe alfine:

— «Montesin, cugino mio!

«L'andò mal questa battaglia!

«Noi n'avemmo un fiero ;

«Il marito di Donn'Alda

«Don Rolando vi morì.

«L'almirante Don Guarino:

«È prigione in man di lor.

«Io ferite n'ho di morte

«Che mi passano fuor fuor.

«Oh! cugino! il prego estremo

«Che da me ti sia pregato,

«È che quando io sarò morto,

«E 'l mio corpo esanimato;

«Tu con questa picciol daga

«A cavare m'abbi il cuor,

«E recarlo tu a Belerma,

«Al mio dolce, vago amor.

«Ch'io mi muojo in questa guerra

«Dille tu da parte mia:

«Che chi morto glielo manda

«Vivo a lei nol niegheria.

«Le darai le terre tutte

«Quante io n'ebbi in signoraggio;

«Perchè i beni dello schiavo

«Al signor vanno in retaggio.

«Tu m'abbraccia, Montesino!

«Gli occhi miei non veggon più...» —

E nel dir queste parole

Tolta l'anima gli fu.




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