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| Giovanni Berchet Ballate e romanze IntraText CT - Lettura del testo |
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GAIFERO E SUO ZIO.
— «Su, mio zio, facciam d'andarne! «S'ei n'avesse mai sentor. «E ciascuno il suo bordone, «Per dar vista ai passegger.» — Per le macchie quando è giorno. Trovan come trasandata. Non inchieggon già d'ostiere, — «Oh vi salvi Iddio, Contessa!» — — «Oh romei, ben giunti qua!» — — «Ah! con Dio n'andate in pace! «Non vi posso nulla dar; «Chè romei non vuole il Conte, «Nè ch'io gli abbia ad albergar.» — Sovra loro in quel frangente, — «O Contessa, che è mai questo? «Questo mai com'esser può? «Non aveste ad albergar?» — — «S'ella ha fatto un po' di bene, — «Zitti, olà! che non vi colga, «Voi romei, la vostra ancora!» — — «E chi siete, voi romei, «Voi che il Conte avete morto?» — A risponderle il romeo Tal risposta allor le fa: — «Non può darsi: ell'è menzogna! «Chè i segnali io serbo ancor, «Il suo dito ed il suo cuor.» — Le si volse in allegrezza. |
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