Canto, Strofa
1 1, 43| cambiata non avea la sua natura~Gan da Pontier, traditor pertinace.~
2 1, 50| 50~ ~Gan cosí rimoderna i tradimenti~
3 2, 33| Desiderio, re de' longobardi.~Gan da Pontier manda un suo
4 2, 34| 34~ ~Gan che veder voleva un'altra
5 5, 23| Vide a piè della scala Gan teneva,~come un gigante,
6 5, 24| orazion con umil voce.~Ecco Gan da Pontier che di lá passa:~
7 5, 24| quando gli par tempo, a Gan s'aggira.~ ~
8 5, 25| che a lui lo raccomanda.~Gan lo saluta e, la lettra sbollata,~
9 5, 32| soppiatto,~ché in casa a Gan bisognava esser dotto~e
10 5, 34| Berta e lo guardava fiso.~Gan soggiungea: - Quand'io sogno
11 6, 21| molto corredati;~poiché Gan, che vedea le cose appunto,~
12 6, 60| 60~ ~Gan di Maganza quella stessa
13 6, 79| grazie; ed il perdono~- dicea Gan - chiedo prima de' peccati; -~
14 7, 21| a un tratto~rinvenne, e Gan rimane a mezzo l'atto.~ ~
15 7, 27| palesar vi posso~- diceva Gan; - ma se i tremila date,~
16 7, 28| 28~ ~Risponde Gan: - Se voi saprete fare,~
17 7, 54| novelli.~Ora torniamo a Gan, che s'innamora~de' tremila
18 7, 55| dell'incarco promettesse~a Gan cento zecchin pagar il mese.~-
19 8, 54| testando alfin come di Gan si vede,~prete Turpin può
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