grassetto = Testo principale
Canto, Strofa grigio = Testo di commento
1 Pre | immagini delle quali si era impregnata sulla lettura
2 1, 10 | focone,~ed a lagnarsi ch'era troppo soda~d'asse la sedia,
3 1, 13 | a rischio posta aviéno,~era scemato e raffreddato tanto~
4 1, 18 | libro cosí vuole. -~Se v'era alcuno ch'abborrisse i vizi,~
5 1, 19 | minacciavan di bando e galera;~ond'era forza rispettarli alfine.~
6 1, 19 | quasi al mulattiere,~lascivo era e goloso e poltroniere.~ ~
7 1, 20 | chi poteva usar la forza~era la truffa, era la ruberia.~
8 1, 20 | la forza~era la truffa, era la ruberia.~Ogni peccato
9 1, 20 | disputare per la via~ch'era il ner bianco e che il quadro
10 1, 20 | ner bianco e che il quadro era tondo~e che goder si debba
11 1, 24 | chiudeva un occhio e gli era amico~pe' buon servigi suoi
12 1, 25 | bevea,~l'inebbriava, ed era un dispiacere;~perché Clarice
13 1, 25 | volea~fargli l'ammonizion ch'era dovere,~ed egli bestemmiava
14 1, 27 | vecchiaia~avaro ed usuraio s'era fatto.~Ogni dí fitta teneva
15 1, 28 | tanto che il foglio d'annate era pieno,~e poi tra il capitale
16 1, 30 | dopo il costume novello,~era a Parigi inventor delle
17 1, 31 | aveva mille trame,~perch'era un damerin de' diligenti.~
18 1, 35 | oscuri e neri e bigi,~perch'era avaro e dava poco il mese,~
19 1, 37 | cento;~e nondimeno ognuno era contento.~ ~
20 1, 38 | delle gote avea due cave~ed era di struttura un ipsilonne.~
21 1, 39 | 39~ ~E perch'egli era sordacchione affatto,~le
22 1, 42 | che in certe catapecchie~era lo spasimato di parecchie.~ ~
23 1, 44 | fico:~chi piú lo regalava era suo amico.~ ~
24 1, 45 | di quello.~Chi s'affidava era poi consolato,~e si può
25 1, 52 | che il titol di «briccone»~era cassato dal vocabolario:~
26 1, 53 | pagana~legge alla nostra era venuto un giorno,~fatto
27 1, 53 | facea soggiorno,~perch'ell'era decrepita e mal sana.~Ugger
28 1, 53 | mal sana.~Ugger fedele l'era sempre intorno,~allo sputo
29 1, 56 | Poiché a Parigi allora era l'andazzo~di commedie, di
30 1, 56 | e romanzi,~e il popol n'era ghiotto anzi pur pazzo,~
31 1, 59 | assai,~e molto ricercato s'era reso.~Cosí viveano smunti
32 1, 59 | un altro foco contr'essi era acceso,~il qual scemava
33 1, 60 | scrivevan all'usanza.~L'usanza era esser scorretti e lascivi,~
34 1, 61 | che a difender gli antichi era un Anteo,~sendo lor padri
35 1, 64 | e poi ridea quand'egli era partito,~gridando: - Grazie
36 1, 71 | farle l'erudito.~Ella ch'era una dama delle sante,~di
37 1, 72 | scempia, - se veniva a corte.~Era la dama grave e timorata~
38 1, 74 | 74~ ~Tutto era smania e senso animalesco~
39 1, 74 | di Lucrezio Caro.~Non v'era distinzion dal fico al pesco;~
40 1, 74 | imitare i piú bestiali ed empi~era detto «aver l'anima» in
41 1, 76 | apporre alcun peccato,~ed era rispettata e gloriosa,~per
42 1, 77 | del pensar ridotto a tale~era, e guasta e corrotta sí
43 2, 5 | 5~ ~Marfisa era un cervello suscettibile;~
44 2, 5 | avendo letti,~come sapete, era prima terribile,~e dormia
45 2, 5 | braccialetti;~e quanto piú la cosa era impossibile~nelle battaglie
46 2, 5 | Boiardo e l'Ariosto narra,~era piú furiosa e piú bizzarra.~ ~
47 2, 10 | di quella tuttavia~ch'ell'era attenta massaia e perfetta,~
48 2, 10 | secreto questa economia~era di maliziosa formichetta,~
49 2, 11 | a questo;~sol perch'egli era alfin pur cavaliero,~parecchie
50 2, 12 | 12~ ~Quest'era per Rugger poca sciagura~
51 2, 18 | 18~ ~Ma sopra tutto ell'era stravagante~giuocando alla
52 2, 20 | attenzione ed assapora,~ch'era associata alla stampa di
53 2, 20 | leggea le parean belli,~ed era partigiana imbestialita~
54 2, 24 | grande, d'imbusto diritta~era, e non alta molto di statura,~
55 2, 26 | ch'ella fosse bruna,~anzi era bianca e un po' lentiginosa;~
56 2, 28 | disonesta;~ed una moglie, ch'era l'astinenza,~che in tutto
57 2, 29 | 29~ ~Non c'era giorno che fra le cognate~
58 2, 30 | avea promesso, e il nodo era vicino,~e come sposo andava
59 2, 31 | 31~ ~E perché il patto era ito innanzi molto~e discior
60 2, 33 | 33~ ~Ed era questa scritta col figliuolo~
61 2, 34 | fanciulla ad una cena,~alla qual era un dí di carnevale,~che
62 2, 34 | Bradamante, e che quel tale~non era a sua persona convenevole,~
63 2, 38 | Marfisa non avea vantaggio~ed era screditata nella fama.~L'
64 2, 38 | si chiama,~e dell'etá non era tanto fresca~da seguir con
65 2, 40 | Guascogna un giovanetto~era nobil di stirpe e bello
66 2, 40 | lettor, che te ne stupirai~s'era stimato dotto, e non so
67 2, 42 | giudicava della poesia;~filosofo era, e voleva vittoria~in medicina
68 2, 43 | poteva buon discernimento,~s'era alla dritta, andava alla
69 2, 44 | usciva con gran riputazione.~Era solo in famiglia, e poco
70 2, 44 | chiamato Guglielmone,~se n'era morto ed ito non so dove,~
71 2, 46 | 46~ ~Era costui vizioso in generale,~
72 2, 46 | breve a caso tale~che nessun era che il sapesse intendere:~
73 2, 47 | vissuto~quanto Nestorre, era vano il lavoro.~Non c'era
74 2, 47 | era vano il lavoro.~Non c'era uom che l'avesse conosciuto,~
75 2, 52 | che piú in Guascogna non era guardato,~e stava per morirsi
76 2, 53 | A un creditor, che gli era sempre a fianco,~disse un
77 2, 55 | mena la bocca;~vide ch'egli era d'una sepoltura~un acquisto,
78 2, 60 | rabbia e le parole.~Il peso era venuto troppo grosso,~Filinor
79 2, 64 | e che tal visse ben ch'era da uccidere;~ma sopra tutto
80 2, 67 | Ma sopra tutto il duca era l'acerbo,~ché volea castigar
81 2, 67 | Que' cavalier, che ognuno era superbo,~scoppiavan per
82 2, 71 | 71~ ~Era lungo il viaggio e i danar
83 2, 77 | 77~ ~Perocché Filinoro era sí avvezzo~a dir, quando
84 3, 2 | vecchioni saggi riferire:~- Non era a' tempi nostri tanto immondo. -~
85 3, 9 | 9~ ~Perch'era come a batter delle botti~
86 3, 9 | trotti;~s'ivan di passo, era da ringrazialli.~Sappi che
87 3, 10 | mano non trovando,~dicea ch'era vigilia con digiuno~ed altre
88 3, 12 | 12~ ~Filinoro era omai senza un quattrino.~
89 3, 13 | fanno sudar quell'oste ch'era grasso,~e la cucina è di
90 3, 14 | avevan prima detto~ch'egli era imbasciatore all'imperiere;~
91 3, 22 | ventura con affanno.~Filinor era da lungi un buon tratto;~
92 3, 25 | 25~ ~La bestia s'era scavezzata il collo,~e si
93 3, 28 | esser poteva ancora:~non era la fortuna però stanca.~
94 3, 32 | pensiero~pel caso che non s'era maritata.~E per casa diceva: -
95 3, 33 | 33~ ~Don Guottibuossi era suo confidente,~maestro
96 3, 35 | quella dama, dove il popol era,~lo strapazzava come un
97 3, 37 | 37~ ~V'era in quel tempo un uom ricco
98 3, 37 | legge, chiamato Terigi,~ch'era pel mondo andato assai girando,~
99 3, 38 | tosto che l'alma andava s'era accorto,~spogliava l'ammazzato
100 3, 41 | 41~ ~Ma perch'egli era di basso lignaggio,~volea
101 3, 45 | coltello? -~Don Guottibuossi era un abile prete,~e disse: -
102 3, 46 | trovata o mai soletta.~Ell'era appunto in un pensiero amaro,~
103 3, 53 | nodo dispiacesse,~quest'era una ragion ch'ella il volesse.~ ~
104 3, 57 | 57~ ~Giá era di tre ore mezzogiorno~suonato,
105 3, 57 | pranza~(ché in casa a' grandi era quasi uno scorno~pranzare
106 3, 57 | scorno~pranzare innanzi: tal era l'usanza);~onde udivansi
107 3, 58 | lui non tocchi.~Rugger, ch'era pur saggio, s'addolora,~
108 3, 74 | ragionava~che in un caffè morto era in due momenti~un paladin,
109 3, 74 | fare il furor fra le genti.~Era ognun curioso di saperlo,~
110 4, 1 | pensar de' paladin corrotto~era, per quanto leggo e al parer
111 4, 2 | bestemmie ed un crollar di testa~era sollievo a chi veniva il
112 4, 7 | si dicea,~direm ch'egli era Angelin di Bordea,~ ~
113 4, 8 | perché l'incarco assai gli era invidiato~da chi tenea su
114 4, 9 | 9~ ~Era Angelin d'una statura grande,~
115 4, 11 | 11~ ~Era Angelin di Bordea generoso~
116 4, 11 | elemosiniere.~In capo all'anno era pur timoroso~rimanesse un
117 4, 15 | contrada è di San Pavolo,~ed era morto in quella di San Pietro:~
118 4, 20 | 20~ ~Era corso a veder tutto il paese;~
119 4, 23 | nella contrada dov'egli era morto,~e il piovan di San
120 4, 29 | alla bottega del caffè dov'era,~ad uno che faceva gran
121 4, 29 | l'intendesse, Dodon, ch'era omai guasto,~rispose alfin: -
122 4, 35 | 35~ ~E perch'era in quel secolo un'usanza,~
123 4, 35 | parte al cavaliere;~anzi era questo di tanta importanza~
124 4, 35 | importanza~quel dí quant'era il mangiare ed il bere,~
125 4, 39 | che rifiutato al certo era rimaso.~Que' di Matteo di
126 4, 42 | sol fo per l'onore. -~Non era il prete men di lui mascagno,~
127 4, 55 | Rugger lo ringraziò, ch'era cortese.~ ~
128 4, 56 | 56~ ~Terigi intanto s'era apparecchiato~a fare una
129 4, 57 | indosso ogni cosa pulita:~egli era un uomo grosso oltre misura,~
130 4, 57 | palmi piú due dita;~sicch'era sempre una caricatura.~La
131 4, 58 | non intendeva ciò che gli era detto,~e richiedeva quel
132 4, 59 | negozio~delle gabelle, dov'era molto atto,~che non guardava
133 4, 59 | con sue sciocche risa~se n'era andato a visitar Marfisa.~ ~
134 4, 61 | pensamento;~e perch'ella era bizzarra e cortese,~in questa
135 4, 63 | sí allegra lo accettasse.~Era Marfisa allor di buona luna:~
136 4, 68 | detti,~ma dall'amore egli era sbalordito,~e tanagliato
137 4, 72 | 72~ ~Un dí di carnoval era, e la pressa~de' cavalieri
138 4, 73 | sedili vuol ficcarse.~S'uno era spinto fuor della fissura,~
139 4, 76 | ché l'opporsi ad Astolfo era increanza.~Di color, di
140 5, 2 | leggeri.~Quella carrozza era una cosa bella~e rara, e
141 5, 3 | che da quella è schizzato,~era quel Filinoro di Guascogna.~
142 5, 3 | bisogna.~In una pozza se gli era affogato~il caval terzo
143 5, 3 | terzo e rimasto carogna,~ed era presso a Parigi un trar
144 5, 11 | fece vicino a Filinoro,~ch'era un de' piú bei putti che
145 5, 22 | dato~con il ventaglio, ch'era leggiadrissima;~e finalmente
146 5, 28 | dicendo che indulgenza era a far quello.~ ~
147 5, 32 | 32~ ~Baldovino era un fanciullaccio rotto,~
148 5, 33 | tenea per suo mignone~ed era tenerissima del putto:~-
149 5, 37 | Angelin di Bordea, ch'era custode~del sigillo reale,
150 5, 39 | questo lavorio.~Il pranzo era finito e, detto pria~l'Agimus
151 5, 40 | meno.~Particolar invito era a Parigi~d'una conversazion
152 5, 44 | dico del Briati, che non c'era,~ma di Buemmia, cariche
153 5, 46 | 46~ ~Terigi era cambiato di vestito,~se
154 5, 48 | il quarto in fuori,~perch'era tempestato di stellette~
155 5, 54 | saluta alla sfranciosa,~era una dama guercia spiritosa.~ ~
156 5, 55 | 55~ ~La seconda era piccola e ben fatta;~la
157 5, 55 | diria che fosse matta,~ed era la cagion di quella tresca,~
158 5, 56 | cosa santa aveva intesa,~ch'era un'oscenitá da malandrino.~
159 5, 56 | L'altre ridean quand'ell'era discesa,~buffoneggiando
160 5, 56 | buffoneggiando Avolio paladino,~ch'era servente a lei, siccome
161 5, 59 | nasa.~Terigi alla risposta era infraddoi,~e alfin chiusa
162 5, 59 | gli è rimasa,~ché non gli era venuto un complimento~da
163 5, 61 | 61~ ~Ughetto di Dordona era il consorte,~del costume
164 5, 61 | ben suaso;~ma perch'egli era pure un uom di corte,~il
165 5, 62 | a far le scale semivivo~era rimasto, e sfiata con la
166 5, 64 | furore,~e lo sgridava ch'era giunto tardi,~ché s'avvedeva
167 5, 66 | lana Ansuigi attendeva:~era alle ventitré l'appuntamento;~
168 5, 67 | abate,~del qual si rise, ed era d'un paese~dove soffronsi
169 5, 68 | quelle delle piú scaltrite~era la schiuma, il puro estratto,
170 5, 76 | 76~ ~Era giunta Ermellina senza gale,~
171 5, 79 | ammiraglio a quella nave,~ed era stato consiglier tre ore~
172 5, 91 | sostenean che il pensar loro~era un astratto di geometria;~
173 5, 92 | vorrei... - mille sozzure;~ch'era infin lor legittima scienza~
174 5, 94 | dieci dame del paese,~ed era condottiere in diligenza~
175 5, 97 | Quella agli ott'anni appena era arrivata,~ma a sé fa volger
176 5, 102 | 102~ ~Era una bella cosa il cappellano,~
177 5, 105 | 105~ ~V'era Riccardo, il sir di Normandia,~
178 5, 105 | meschinetto,~tanto ch'egli era il bersaglio e il buffone~
179 5, 107 | 107~ ~Angelin di Baiona era un cristiano~dal vaiol roso,
180 5, 108 | ricordava, quel Baiona,~ch'era vecchiotto ed orrida persona.~ ~
181 5, 109 | Ricciardetto avea seco. Apprezzato era~questo tra le persone spiritose.~
182 5, 110 | bilanciasser gli altri s'era giusto~anche nelle bestemmie
183 5, 111 | rider fuori scocca,~perch'era quella da' sei denti in
184 5, 112 | Pian di San Michel, poeta,~era venuto, e all'apparir di
185 5, 114 | Matteo, poeta suo nimico,~era comparso ad adular le dame,~
186 5, 115 | Matteo par esser sopra.~Marco era quivi a criticar quell'opra.~ ~
187 5, 117 | mazza, detto «il santo»,~era venuto, e guardava ogni
188 5, 117 | l'univa, fin che il mazzo era finito.~ ~
189 5, 128 | Oh male! oh male! -~Non era l'accidente però stratto~
190 6, 3 | di Guascogna nel core~l'era rimasto fitto e ribadito,~
191 6, 9 | traditor (che in suo segreto~era peggior del vaso di Pandora,~
192 6, 12 | eran di notte, e ancor non era~giunto il putto, e Marfisa
193 6, 14 | ché la quinta staffetta era venuta,~e disse: - Io non
194 6, 20 | 20~ ~Era tanto stizzita Bradamante,~
195 6, 22 | ma che? basti a saper ch'era Marfisa.~ ~
196 6, 25 | reale uffizio;~e talun ch'era al trono è fatto vile.~Né
197 6, 27 | e regine a nominare.~Non era giunto a un quarto della
198 6, 36 | dalla sua~alcuni paladin, ch'era giustizia.~Marco e Matteo
199 6, 38 | bel perch'ei stia muto,~era un contegno serio e pettoruto.~ ~
200 6, 39 | pel guascone,~dicendo ch'era un uomo principale~e che
201 6, 43 | trasognati e goffi,~perocch'era impossibil il rimedio.~E
202 6, 45 | 45~ ~Perocch'era Angelin povero in canna~
203 6, 48 | 48~ ~Era in casa a Terigi quel meschino;~
204 6, 49 | stralunava gli occhi,~perocch'era un uom giusto, e disse: -
205 6, 56 | nuova guisa,~ché certo ell'era il diavol tentennino.~Dodon
206 6, 57 | languendo:~la goffa serenata era finita,~Terigi è ottuso
207 6, 57 | Bradamante a nascondersi era gita,~Rugger le labbra si
208 6, 59 | s'eran: sicch'ogni cosa era in assetto~per dar la buona
209 6, 60 | Matteo,~in confronto di Gano era un uom reo.~ ~
210 6, 66 | che per le sue sventure era scempione,~e che i sigilli
211 6, 67 | di Montalbano la mattina~era eloquente e buon uffiziatore,~
212 6, 67 | ma dopo il pranzo egli era una cantina~di vino, inutilaccio
213 6, 68 | venute di Guascogna~Dicean ch'era vizioso e il vizio stesso,~
214 6, 69 | salda,~tanto che, quando era giunta la notte,~maledicea
215 6, 72 | Dopo alcun tempo il servo era giá morto.~L'oste l'avea
216 6, 72 | preti il funerale.~La rozza era scoppiata di stracchezza,~
217 6, 84 | genti non andavan mai,~perch'era ignuda e sull'altar maggiore~
218 7, 18 | zendale ancora in testa,~ch'era sopra una scranna in sfinimento.~
219 7, 20 | nella fronte spruzza.~Ipalca era graffiata, meschinaccia,~
220 7, 20 | ricoprirle il sen che scoperto era.~ ~
221 7, 29 | l'amor per l'amica~se gli era liquefatto in un favore.~
222 7, 29 | notte della ricreazione~era smagrato trenta libbre buone.~ ~
223 7, 30 | 30~ ~S'egli era a mensa, a mezzo non mangiava;~
224 7, 30 | mezzo non mangiava;~s'egli era a letto, non dormiva un'
225 7, 38 | pe' disgusti ritirato s'era~Terigi e non l'avea piú
226 7, 59 | 59~ ~Era, come abbiam detto, quel
227 7, 63 | trova la sposa,~e s'anch'ell'era in casa, ella non v'era.~
228 7, 63 | ell'era in casa, ella non v'era.~Ognuno al meschinel narra
229 7, 63 | ridotti la sera;~ond'egli era geloso e riscaldato,~e mandava
230 7, 68 | mascheretta a' furtivi sospiri~era alla dama opportuna sovente.~
231 7, 68 | santi ritiri,~e il zendal era un mezzo onnipossente:~ch'
232 7, 71 | rimbambito, ascolta;~e perch'egli era d'impression gagliarda,~
233 7, 75 | 75~ ~Era un dí di quaresima, e nel
234 7, 75 | duomo~per il predicator v'era gran piena,~ché si teneva
235 7, 77 | spargesse di sabato i sudori,~era ch'essendo solo quella volta,~
236 7, 79 | e che rise Dodon che gli era sotto.~ ~
237 7, 82 | basti saper che il fine era un addio~da far di tenerezza
238 7, 82 | poté sentire;~perch'ell'era una lettera, una manna,~
239 7, 89 | Terigi fatta~e che Marfisa era una bella matta.~ ~
240 7, 90 | universale~dicea ch'egli era un cavalier briccone.~Ei
241 8, 2 | allegria sempre i vestigi,~era, e del giuoco e delle piú
242 8, 4 | al suo ricco baldacchino~era nel duomo, e avea presso
243 8, 8 | 8~ ~Prete Gualtier non era senza testa:~conosce ben
244 8, 8 | conosce ben che il guascone era accorto;~che il gradasso
245 8, 8 | richiesta,~perché Terigi era grassotto e corto.~E disse: -
246 8, 16 | riprende.~Tutto Parigi entrato era in questione,~e si dava
247 8, 18 | si potea dir che questa era Ermellina.~La moglie del
248 8, 18 | Ermellina.~La moglie del danese era quell'una~che sola le poteva
249 8, 18 | sola le poteva star vicina.~Era una dama fatta in buona
250 8, 41 | tenerina,~e sapea ben che Amore era possente;~donde, commossa,
251 8, 56 | 56~ ~Contro la legge egli era sfidatore:~fu rilasciato
252 8, 60 | 60~ ~Era Turpino un vecchierel scarnato,~
253 8, 61 | avea grande acume, tuttavia~era un gran parlatore, era zelante.~
254 8, 61 | tuttavia~era un gran parlatore, era zelante.~Avea di scriver
255 8, 73 | 73~ ~Era Turpino rigonfiato e avria~
256 8, 73 | ancora seguitato a dire.~Era stanco Rugger e disse: -
257 8, 77 | la messa:~dicon che loro era cosa molesta;~o spinto dal
258 9, 3 | disordin reciprocamente~era omai divenuto una montagna.~
259 9, 9 | 9~ ~E perch'ell'era fresca e parlatora,~mille
260 9, 9 | concorrente e il malcontento;~raro era quel raggiro entro a Parigi~
261 9, 16 | 16~ ~Era il meriggio, era di maggio
262 9, 16 | 16~ ~Era il meriggio, era di maggio il mese,~il foglio
263 9, 27 | alle lontane le vivande,~ed era giunta alla seconda porta:~
264 9, 31 | dicendo che dal secolo tradita~era, perocché il secolo tradia.~
265 9, 35 | 35~ ~Era quivi in disparte certa
266 9, 35 | cose, al parapiglia,~non s'era mai degnata d'uscir fuora,~
267 9, 36 | Bene desiderabile, e solo, era.~Raccolta mai per monaca
268 9, 41 | che di Parigi ella non era,~ma da Vinegia giunta in
269 9, 45 | 45~ ~Finalmente Marfisa era una dama,~che cominciava
270 9, 49 | accordato,~e ch'ei non s'era emancipato mai;~dond'essi
271 9, 54 | Il marchese, che al fòro era ignorante,~avea nel prete
272 9, 55 | conto v'avrò reso. -~Terigi era per perdere il cervello;~
273 9, 56 | 56~ ~Pel matrimonio, ch'era andato a monte,~il Gratta,
274 9, 57 | 57~ ~Marco poeta s'era consumato~a far canzoni
275 9, 73 | guascon bisogna ricordarsi,~ch'era fuggito e in bando per sentenza,~
276 9, 77 | 77~ ~Un dí ch'era vicino a uscir del regno,~
277 10, 1 | ha voltata,~la coda, ch'era tesa, va tra gambe,~e non
278 10, 6 | entro a quel romitorio, era giá dotto.~Parecchie erbette,
279 10, 12 | tabe interna.~Il mio ventre era fatto spezieria~e d'acque
280 10, 18 | l'abate a frate Piero,~ch'era ivi cuoco e si faceva onore, -~
281 10, 23 | arte fatto alfin sparito s'era.~- Certo - dicea, - giugnendo
282 10, 25 | abbondasse.~Un testimon non era persuaso,~ma pur convenne
283 10, 27 | presente a un duca.~Non era tempo a pensare a' sparagni:~
284 10, 29 | avrete,~e come giunta ell'era al caso estremo~nel monastero
285 10, 37 | Marco,~ed ogni tavolin n'era giá carco.~ ~
286 10, 38 | trovato una ragazza,~che l'era uguale e fe' bella la piazza.~ ~
287 10, 47 | cielo benedice.~Un calesso era pronto a lor mestiere.~Apparve
288 10, 48 | 48~ ~La dama era un bel giovine a vedello.~
289 10, 54 | 54~ ~Bradamante era fuor de' sentimenti,~e strilla,
290 10, 62 | sua camicia candida non era,~ma tuttavia teneva i manichini~
291 10, 80 | Vangelo avea servito,~vissuto era ogni antico corridore~per
292 10, 80 | Rondello e Rabicano ardito~era, siccome narra ogni scrittore:~
293 10, 82 | verso Alemagna,~il danese era assai vecchia persona,~e
294 11, 1 | sapea quel che facesse,~era una passion predominante,~
295 11, 2 | po' di correzione,~e perch'era gran dama e riverita,~si
296 11, 5 | resto il chieder prezzo era una ciancia,~che tirava
297 11, 36 | La predica frattanto era all'estremo~di quel piovan,
298 11, 44 | sicumera~nella bottega a seder era entrato,~che mettea suggezione
299 11, 44 | a tutti quanti,~perocch'era un di quei che aveano i
300 11, 45 | 45~ ~Era quel parrucchino una letizia,~
301 11, 47 | 47~ ~Pur nondimeno alcuno era contento~con que' vestiti
302 11, 48 | 48~ ~Era un diletto udirli al lor
303 11, 62 | 62~ ~Non v'era altra ragion per le oppressioni~
304 11, 63 | 63~ ~Era in que' tempi il lusso una
305 11, 68 | sorella di Rugger di Risa,~ch'era una delle donne strepitose,~
306 11, 69 | 69~ ~Marfisa era filosofa a bastanza~perché
307 11, 73 | 73~ ~Era in sul fatto Ferraú qui
308 11, 75 | quella banda~da due giorni era giunto un ciurmadore,~che
309 11, 75 | e piú d'un suonatore;~ch'era per lui la cittá sbalordita,~
310 11, 81 | andiamo via. -~Ferraú, ch'era un pagan generoso,~soggiunse: -
311 11, 85 | 85~ ~Era a vedersi una scena faceta~
312 11, 92 | resto;~ma Ipalca affatto era inesperta a questo.~ ~
313 11, 93 | popol ride,~e perch'ella era alquanto curiosa,~Turpin
314 11, 95 | portarla via.~L'avaro, ch'era una persona accorta,~per
315 11, 109 | per quanto si dice,~ch'era il borsello suo convalescente.~
316 11, 115 | agli uccelli.~La dama, ch'era una lana sardesca,~al cavalier
317 11, 116 | giorni in Saragozza egli era,~e in brieve nel palchetto
318 11, 117 | facendo.~Quel diavol, ch'era un golpon scozzonato,~alle
319 11, 119 | È vero, è vero, è vero.~Era costei di famiglia elevata,~
320 11, 119 | ché le puzzava il fiato ed era pazza,~ed anche anche non
321 11, 123 | stanco è arrivato.~Egli era tutto fango e tarda è l'
322 11, 124 | 124~ ~Ferraú gli era stato amico assai,~né spezza
323 11, 125 | Tanto gli è ver ch'egli era cavaliere,~che, benché la
324 11, 128 | punto~iscopron Rugger, ch'era qui giunto.~ ~
325 12, 13 | 13~ ~Il bello era a veder ne' bullettini,~
326 12, 17 | uscio grande una gran tela~era appiccata, e un uom dipinto
327 12, 19 | morso d'un granchio egli era morto;~ma per allegoria
328 12, 26 | Pelle ed ossa, una mummia era ridotto,~sembrava la figura
329 12, 54 | l'avria per amore.~Ma v'era il nodo fatto anteriormente,~
330 12, 55 | che il mal occulto mal non era certo,~e che sol era mal
331 12, 55 | non era certo,~e che sol era mal d'opinione~quando venía
332 12, 75 | stizza e pe' casi accaduti~era oppressa e ammalata d'una
333 12, 79 | la moglie del danese,~ch'era sua amica e buona dama assai,~
334 12, 91 | mostrandogli che il nero era turchino,~e computi furbeschi
335 12, 93 | incolleriti, a' visi arcigni~era stato flagello, epidemia.~
336 12, 94 | e torna pazzo chi prima era saggio.~ ~
337 12, 97 | mercanti;~sicché il commercio era una sodomia,~un capital
338 12, 99 | 99~ ~Era un dí il nostro pane di
339 12, 101 | lottarie;~ché certo egli era un uom da gabinetto~ed un
340 12, 102 | 102~ ~Or, s'era Carlo re de' pidocchiosi,~
341 12, 112 | re dipinto brutto,~non v'era pei cervelli piú cerotto:~
342 12, 112 | sbrigliatezza di mal frutto:~era un sciocco l'uom giusto,
343 12, 112 | giusto, il savio matto;~non era ben parlar, ma lo star quatto.~ ~
344 12, 113 | Pur nondimeno il secolo era quello~detto universalmente «
345 12, 113 | illuminato»;~ma il male antico era anche mal novello,~ed accresciuto
346 12, 113 | accresciuto ad esser smisurato.~Era il bene evangelico ancor
347 12, 117 | 117~ ~Se v'era qualche buon cervello a
348 12, 121 | comun senso e la natura;~ch'era un balordo quel che si perdea~
349 12, 128 | epidemia degl'intelletti,~ch'era ridotta un guasto universale,~
350 12, 135 | sconfitte e strette.~Cheto era stato il diavol tentennino;~
351 12, 139 | eserciti in Maganza,~ed era un tradimento il lor fervore.~
352 12, 140 | 140~ ~Da Montalbano era venuta nuova~che pel gran
353 12, 147 | 147~ ~Era a Parigi lo scompiglio grande.~
354 12, 149 | fedi ha mandate~ch'ei s'era messo il collarin da abate.~ ~
355 12, 152 | insuperabil, la febbretta~era una lima sorda quotidiana;~
356 12, 155 | perché la santa in casa era un giulebbe,~una lingua
357 App, II | romanzi, de' quali Marfisa era studente e associata alle
358 App, II | 72.~ ~Un dí di carnoval era, e la pressa~de' cavalieri
359 App, II | Venezia si chiama «Liston», ch'era una viottola nella piazza
360 App, II | dico del Briati, che non c'era...~ ~Giuseppe Briati muranese
361 App, II | bucentoro...~ ~Il bucentoro era un naviglio ricchissimo,
362 App, II | mazza, detto «il santo»,~era venuto, e guardava ogni
363 App, II | Il «corpo di Bacco!» era il giuramento favorito del
364 App, II | ottimo carattere e costume, era però infelice poeta. Un
365 App, II | Marco,~ed ogni tavolin n'era giá carco.~ ~Le universali
366 App, II | effetto in iscena, ed egli s'era ritirato a Brescia. Il Goldoni
367 App, II | ritirato a Brescia. Il Goldoni era passato a Parigi a cercar
368 App, II | fortuna che in Venezia s'era per lui raffreddata.~ ~Stanza
369 Nota (2)| del bucintoro come cosa ch'era ricchissima». Cosí il Cicogna,
370 Nota (3)| preparato per la stampa era «diviso in due tometti,
371 Nota (3)| senonché per errore era scritto 126» (Cicogna, loc.
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