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Arturo Issel
Fra le nebbie del passato

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    • La Riviera Ligure occidentale durante i primi albori della storia.
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La Riviera Ligure occidentale

durante i primi albori della storia.

 

Gli avvenimenti che sono in procinto di narrare hanno per protagonisti i tardi nipoti dei selvaggi cui accennai da principio e dei loro discendenti, cacciatori di mammut. Il paese in cui si svolsero le loro vicende è il medesimo che fu teatro dei primi episodi testè adombrati, vale a dire la Riviera Ligure di ponente, e in ispecie quella parte di essa che comprende attualmente i territori di Final Marina e d'Albenga e digrada a tramontana fino al crinale dei monti, culminando al Settepani e al Monte Carmo.

Ma quanto diverso dall'attuale era l'aspetto di questo paese! Se, a ponente, si estendeva, come adesso, la vasta pianura alluviale del Centa e dei suoi tributari, se, lungo il lido di Noli, torreggiava come al presente, l'imponente ed anfrattuoso promontorio che si specchia sulle limpide acque del mare sottoposto; se, nel Finalese, sorgevano balze tagliate a picco e s'insinuavano fra queste, come al d'oggi, profonde e tortuose forre, se ovunque sulla riva rupestre e sul fianco delle valli si addentravano quelle tenebrose grotte, nelle quali dovrò introdurre il lettore, mancavano del tutto città, villaggi e casolari sparsi, che danno vita al paesaggio. Invano si sarebbe cercato un campo di grano, un orto, un frutteto, un giardino.

Sui fianchi dei monti ed entro le valli e i burroni si addensavano folte boscaglie e inestricabili cespugli, che scendevano fino al battente del mare lungo le spiaggie, tra le rupi della riva e nel letto dei torrenti, in allora assai più ricchi d'acque. In basso dominavano quercie, olmi, ontani, salici, pini, a mezza costa, frassini, tigli, cornioli, e, superiormente, faggi, betulle, larici e abeti.

Il clima stesso, più rigido, più umido e piovoso, assai differiva dal nostro, e non avrebbe consentito alla terra il rigoglio della vegetazione meridionale e gli svariati prodotti delle colture, che ora la rendono così ridente.

Allorchè la Liguria fu teatro degli avvenimenti che sto per raccontare era appena cominciata la primavera, e i Sabazi non avevano ancora disertato le caverne e le arme1, situate presso il lido, nelle quali solevano passar l'inverno, per ridursi invece sulle montagne durante la stagione estiva. Quantunque la temperatura fosse mitigata, il suolo era ancora coperto del suo manto invernale, che rendeva malagevoli le cacce, dalle quali ritraevano gran parte del loro sostentamento, cui provvedeva nel rimanente la pastorizia.

 

 




1 Così si denominavano certe piccole cavità situate a ridosso delle rupi.






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